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Discussione: Lo spirito del '93

  1. #1
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    Predefinito Lo spirito del '93

    Al di là dei giudizi che si sono registrati sulla Finanziaria, è fuor di discussione che il metodo della concertazione ripristinato dal governo Prodi, fondato sulla condivisione degli obiettivi, ha creato un clima radicalmente diverso da quello della stagione berlusconiana. Ciò ha permesso di affrontare, pur nella inevitabile concitazione che precede il varo di ogni legge finanziaria, una situazione di eccezionale complessità. Il quadro di finanza pubblica previsto per i prossimi anni è, infatti, ben più grave di quello certificato per quest'anno dalla Commissione Faini.

    Sui tendenziali 2007-2008, infatti, dal pubblico impiego ai co-finanziamenti europei, dall'Anas alle Ferrovie, ad altre fondamentali voci di spesa, pesano le sottostime e i «taroccamenti» contabili ideati da Tremonti. Questo spiega perché i 15 miliardi per lo sviluppo previsti in un primo momento dalla Finanziaria sono risultati ampiamente insufficienti, tanto da richiedere di innalzare la manovra di altri 3,4 miliardi. In tale quadro di difficoltà è perciò particolarmente positivo l'impianto redistributivo della finanziaria che punta a ridurre le disuguaglianze enormemente cresciute nel nostro Paese negli ultimi anni. Non c'è stata, quindi, nessuna volontà di vendetta sociale nei confronti del mondo del lavoro autonomo e delle professioni. L'iniquità del prelievo fiscale, operato nella scorsa legislatura dal governo Berlusconi, risulta evidente dai dati: l'Irpef pagata da lavoratori dipendenti e pensionati tra il 2001 e il 2005 è aumentata del 14 per cento, mentre gli altri redditi hanno pagato il 25 per cento in meno. È stato questo il frutto combinato della scellerata politica dei condoni che ha incentivato l'evasione e della mancata restituzione del drenaggio fiscale che ha penalizzato salari e pensioni.

    Anche il ridisegno dell'Irpef non ha alcun segno punitivo: si sono dovute correggere le gravi distorsioni prodotte dal secondo modulo Tremonti per ridurre il cuneo fiscale che grava sui lavoratori dipendenti, migliorare gli assegni e le detrazioni per i figli minori, dare ai pensionati un trattamento fiscale più equo. Ciò ha reso necessaria la richiesta di modesti sacrifici anche a chi non si può certamente definire ricco, ma che nel 2005 ha ricevuto uno sconto fiscale che le casse dello Stato non potevano permettersi.

    Si è, quindi, parlato a sproposito, anche in ambienti della maggioranza, di misure che metterebbero a rischio l'esistenza del ceto medio. Questi contribuenti, comunque, pagheranno meno imposte di quante ne pagavano nel 2005. Per rendere possibile una ulteriore riduzione del carico fiscale sui redditi medio-alti bisogna prima risanare i conti pubblici. Dai contenuti della Finanziaria risulta ben salda la volontà del governo di farlo combattendo l'evasione e gli sprechi. Questa è la migliore garanzia che entro un tempo ragionevolmente breve sarà possibile ridurre le aliquote e aumentare gli investimenti nella formazione, nella ricerca, nelle infrastrutture materiali e immateriali.

    Le misure sugli studi di settore previste in Finanziaria, insieme a quelle di contrasto all'evasione e alla elusione fiscale inserite a luglio nel decreto Bersani-Visco, vanno nella giusta direzione. Anche sul versante della spesa la Finanziaria fa operazioni incisive tagliando stanziamenti superflui e prevedendo una vera e propria riforma del bilancio incentrata sul riesame analitico di tutti i capitoli di spesa. Ciò potrà permettere il conseguimento di significativi risparmi mettendo mano agli sprechi e alle inefficienze che si annidano in modo molecolare in tutte le Amministrazioni pubbliche. Anche sul fronte dei cosiddetti capitoli «sensibili» (sanità, pensioni, enti locali, pubblico impiego) la Finanziaria ha fatto scelte intelligenti prevedendo interventi riformatori di tipo strutturale, che fanno poca cassa nell'immediato, ma rafforzano la solidità dei conti pubblici nel lungo periodo.

    Questo è anche il senso dell'anticipo al 2007 della riforma del tfr e del rinvio a dopo l'approvazione della legge finanziaria del confronto sulle pensioni. La riforma Dini va completata non per fare cassa, ma per migliorare la sostenibilità di lungo periodo del nostro sistema pensionistico e renderlo più funzionale alla crescita puntando a un significativo aumento del tasso di attività dei lavoratori anziani. È, infine, importante che l'esecutivo abbia rispettato l'impegno di ridurre il cuneo fiscale.

    Ciò può generare un impulso positivo alla crescita rafforzando la competitività delle nostre industrie. Perché ciò si verifichi le imprese devono, però, sfruttare la riduzione del cuneo per riposizionarsi sulla frontiera dell'innovazione. Devono cioè essere disponibili a trasformare la minore pressione fiscale in investimenti fissi lordi.

    Dopo anni di stagnazione l'economia italiana finalmente è in grado di cogliere l'inversione di tendenza della congiuntura internazionale: sarebbe da irresponsabili sprecare questa occasione. Anche su questo terreno il governo, con il disegno di legge Bersani, che riordina le politiche industriali, poggiandole su due pilastri, quello degli incentivi automatici e quello di grandi progetti di innovazione tecnologica, è andato nella giusta direzione. Risanamento e sviluppo si tengono insieme nell'ambito di un grande sforzo collettivo teso a riportare l'Italia sul sentiero della crescita. Le chiavi dello sviluppo, però, non si attivano senza recuperare fino in fondo lo spirito del Patto del '93 e, come ha ricordato il ministro dell'Economia, la scommessa questa volta deve partire in primo luogo dagli imprenditori che sono chiamati a fare fino in fondo la loro parte. Il Presidente di Confindustria, Montezemolo, con la posizione assunta nel confronti della Finanziaria e con la proposta di un Patto sulla produttività, incentrato sull'aumento della flessibilità degli orari e delle ore lavorate, è partito con il piede sbagliato. C'è da augurarsi che lungo la strada si corregga

  2. #2
    trilex
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    La concertazione con chi?

    Montezuna e il suo miliardo di euri x i prepensionamenti fiat e la triplice?

    Quanti lavoratori (no pensionati) rappresentano? E di questi quanti nel settore privato?

    Perche' nella concertazione (sic) non ci sono gli artigiani, i commercianti, le piccole imprese di CONFAPI, le ass.ni dei professionisti?

    MA CHE CONCERTAZIONE E'?

    TRA COMARI!

  3. #3
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    Predefinito

    più che lo spirito del '93, il pdc ci dicesse qualcosa sul famoso spirito del '78...


  4. #4
    trilex
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da careca Visualizza Messaggio
    più che lo spirito del '93, il pdc ci dicesse qualcosa sul famoso spirito del '78...





    OCCHIO, MALOCCHIO, PREZZEMOLO E FINOCCHIO!

 

 

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