Dal punto di vista della Tradizione cattolica in determinati gravi casi di reati lo Stato può ricorrere alla pena di morte. La pena di morte ha sempre fatto parte, in vario modo e lo fa tuttora sebbene in maniera molto più moderata, dei catechismi della Chiesa Cattolica. La salvezza delle anime nella società è la cosa più importante e questo implica alcune eccezioni alla regola comandamentaria "non uccidere": quando questo è indispensabile per difendere o rendere giustizia ai cittadini allora per lo Stato è una giusta eccezione.
Esse a favore della pena di morte rientra in senso lato nel concetto di "guerra giusta". Essere "in ogni caso" contro la guerra vuol dire essere spazzati via dal primo nemico che si incontra: è anche una banale legge di sopravvivenza.
Essere favorevoli alla pena di morte è un pensiero trasversale: ci sono favorevoli alla pena di morte in molti pensieri politici e religioni; lo Stato ha il dovere di difendere se stesso ed il popolo che esso rappresenta. Diversamente da questi concetti, la tortura è sempre un peccato gravissimo, intollerabile in qualsiasi ipotesi.
Questo non vuol dire automaticamente essere dei violenti o dei guerrafondai: i casi nei quali si possono evitare le guerre e la pena di morte, vanno evitati. Questo proprio perché la regola è "non uccidere" ed il resto sono eccezioni.
La legge deve innanzitutto prevedere la certezza delle pene e pene adeguate; tuttavia in alcuni casi (con prove certe) la pena di morte è necessaria. Prendiamo per esempio alcuni fatti di cronaca nei quali dei pedofili hanno tenuto segregate in casa per anni delle bambine, abusandone e addirittura mettendole incinta. Ecco questo è un esempio nel quale solo la pena di morte può dare giustizia alle vittime. Oppure prendiamo il caso di stupratori recidivi; di persone che si sono ripetutamente macchiate di altri reati parimenti imperdonabili. In che modo il carcere potrebbe poi riabilitare persone del genere? La pena di morte non è certo la panacea di tutti i mali e come Beccaria ricorda i criminali si abituano progressivamente a pene sempre più dure (e anche crudeli); inoltre il fatto che lo Stato uccida indebolisce il senso della sacralità della vita umana. Ma la necessità della pena di morte, piuttosto che basarsi sul concetto di spaventare i criminali, si basa sul concetto di rendere un po' di giustizia alle vittime di reati particolarmente gravi e di difendere in modo definitivo da ulteriori aggressioni. A questo si deve aggiungere che la pena di morte va eseguita con metodi civili come per esempio un colpo di arma da fuoco alla testa oppure iniezione letale indolore e istantanea, evitando modalità come la camera a gas o la sedia elettrica.




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