Per i tesserati e i simpatizzanti di DMN.
Favorevoli o Contrari?


Per i tesserati e i simpatizzanti di DMN.
Favorevoli o Contrari?


Personalmente contrario,
votate !
mi piacerebbe sapere come la pensa la maggioranza di DMN.


contrario alla pena di morte sempre e comunque: la vita è un bene di valore incommensurabile e, a parte questo, non esistono condizioni in cui un delitto possa essere provato al 100% a causa della fallibilità umana (neanche se il criminale confessa, neanche se puo' sembrare evidente).
In circostanze diverse da quella del nostro paese (per esempio in caso di povertà diffusa ed in caso di mancanza di risorse economiche) sarei portato a giustificare la pena di morte come pratica necessaria a garantire la sicurezza della società non sottraendo risorse vitali (altrimenti necessarie alla sopravvivenza del detenuto) alla comunità che dovesse applicarla: predendo, per esempio, il caso di un villaggio tribale in cui il capovillaggio dovesse decidere della vita e della morte di un folle assassino presumendolo colpevole di un delitto; se il detenerlo in un carcere costasse il mantenimento (in cibo) del equivalente necessario al mantenimento di un membro produttivo della comunità; e posto che, naturelamente, le risorse alimentari fossero careti e non eccedenti il numero degli abitanti della comunità; allora, il saggio capovillaggio, non avrebbe scelta che giustizioare il condannato per il bene della comunità. In Italia, pero', per fortuna, nessuno muore di fame; questo ci consente di non essere costretti a giustiziare (almeno per come è oggi la situazione) i nostri condannati.
La giustizia non dovrebbe mai essere vendetta; e la detenzione di un condannato non andrebbe intesa mai (benchè a volte sia difficile farlo) in questo modo. La giustizia serve per contenere (e mantenere separati dalla società) gli inrecuperabili elementi dannosi e/o pericolosi per la società stessa dando, comunque, loro la possiblità di dimostrare la propria inncocenza (nel caso in cui questo fosse possibile) nel corso della loro vita detentiva; e, nei casi meno gravi, a rieducare gli elementi pericolosi ma recuperabili (qualora, questo sia possibile) al reinserimento nella società.
Per questo, pur contrario alla pena di morte, sono per una radicale riforma carceraria che, oltre alla certezza della pena (anche in caso di ergastolo) e alla reintroduzione di un regime di lavoro coatto che sia davvero produttivo (e che copra le spese di mantenimento del detenuto; spese previdenziali del detenuto; mantenimento di eventuali congiunti aventi diritto del detenuto; spese legali del detenuto o danni pecuniari a lui attribuiti; e, non ultimo, eventuale cassa comune per il reinserimento dei detenuti recuperabili nella società), che venga anche strutturato in modo da avere livelli detentivi distinti per tipologia di condanna: dovrebbero esistere, quindi, carceri di diversa "durezza"; che andrebbero dai carceri di minima sicurezza riservati ai piccoli criminali recuperabili, e che sarebbero basati su lavori qualificanti per un eventuale reinserimento in società (degli istituti, veri e propri, di correzione sociale) e che assomiglierebbero piu' a delle "scuole" che non al classico carcere; fino al carcere di massima sicurezza che presuppone una non rieducabilità dell'individuo detenuto e che assomiglierebbe piu' ad un campo di lavoro in cui, gli irrecuperabili, possano trascorrere il resto della loro vita a pagare (con il sudore della propria fronte) una parte del loro debito con la società; passando, naturalmente, per un determinato numero di soluzioni intermedie.
NAturalmente il caso di recidiva di un criminale porterebbe (a causa della dimostrata impossibilità di recupero), gradulamente, ad un livello carcerario superiore; insomma: se ti becco a rubare una mela (si fa per dire) ti assegno ad un istituto detentivo di priimo livello, dove ti sarà insegnato un mestiere e/o fatto conseguire un titolo di studio e, poi, ti assisto al rientro in società permettendoti di trovare un lavoro; se, in seguito a questo, ti ribecco a rubare una mela (sempre per dire) passi ad un regime detentivo di secondo livello in cui, questa volta, non ti viene insegnato un mestiere; ma vieni adoperato come forza lavorativa coatta (per un periodo dato dal crimine o dalla recidiva) per pagare i costi delle mele rubate, del tuo mantenimento e ( se avanza) per avere una piccola soma di denaro per quando uscirai di nuovo; alla terza volta, pero', capisco di non essere in grado di recuperarti e devo difendere la società dal rischio che tu rappresenti; quindi ti metto in un carcere di massima sicurezza dove lavorerai finchè non avrai piu' la forza di rubare un mela (finchè, cioè, non costituirai piu' un pericolo per la società) o finchè non sarai riuscito a dimostrare di essere finalmente cambiato.


Contrario. Sempre e comunque. La vita non è e non potrà mai essere regolata dagli uomini.
Torse


contrario


Contrario.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Contrario, anche se qualche pensiero a favore ce l'ho a proposito di crimini particolarmente rivoltanti...
Andrea I Nemesis
Rinascente
Affiliato a Azione Conservatrice Nazionale





