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Discussione: essere o non essere

  1. #51
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Purusha e Prakriti..rappresentano lo sdoppiarsi dell'Essere..in Essenza e Sostanza..Va da se..che appartengono all'Essere..visto dal lato del manifestato..ma dal punto di Brahman non qualificato..o nirguna..l'Essere non esiste..in quanto è una sua qualificazione...e realizza una delle sue Infinite possibilità..e deriva la sua importanza..appunto perchè è la nostra qualificazione principiale..ma al di fuori di noi..è una qualificazion come le altre..Essendo Purusha e Prakriti..qualificazioni o possibilità inerenti all'Essere..non appartengono al Non Essere..appartengono invece..al Brahman..come potenzialità o possibilità che si manifestano al grado dell'Essere...in quanto se fossero nel Non Essere..non sarebbero manifestate..
    Vorrei dire però..che tutto quello che attiene alla metafisica speculativa..sono solo schemi che rendono comprensibile quella realizzativa..e che possono cambiare a seconda del fine pratico che ci prefiggiamo..in una ipotesi devozionale..o altro..la metafisica sarà diversa..Shankara non è Ramanuja..anche se io penso la metafisica advaita come la più principiale..
    Poi..altra cosa importante..la risposta a certe domande..una volta che si è compreso il principio della non dualità..non sta nell'autorità di qualche pensatore..ma nell'accordarsi a quella logica che risiede nella nostra interiorità..e solo a questa condizione il momento speculativo è preopedeutico a quello realizzativo..in quanto compreso in profondità e non mnemonicamente ricordato...
    A questo punto non capisco più cosa lei intenda per Non-Essere:
    Lei ha scritto che il Non-Essere attiene a tutte le possibilità che non sono ma possono essere pensate e nel momento che Ishwara le pensa, esse diventano Essere. Forse però ho frainteso
    Poichè Ishawara è un'emanazione di alcune possibilità di Purusha, questo discorso vorrebbe dire che il Non-Essere, esterno ed alieno a Purusha si convertirebbe in Lui, i che implica che Purusha si possa arricchire di nuove possibilità, ma ciò è una contraddizione.

  2. #52
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    Predefinito Il Terzo incluso

    A questo punto non capisco più cosa lei intenda per Non-Essere:
    Lei ha scritto che il Non-Essere attiene a tutte le possibilità che non sono ma possono essere pensate e nel momento che Ishwara le pensa, esse diventano Essere. Forse però ho frainteso
    Poichè Ishawara è un'emanazione di alcune possibilità di Purusha, questo discorso vorrebbe dire che il Non-Essere, esterno ed alieno a Purusha si convertirebbe in Lui, i che implica che Purusha si possa arricchire di nuove possibilità, ma ciò è una contraddizione.[/quote]




    Benvenuto Arjuna!!!

    Che bello scoprire che non siamo solo io e testa a interessarsi di questi argomenti "inutili", che proprio in quanto inutili risultano essere i piu¨belli, no?

    Tra Essere e N-Essere, ora spunta un terzo, ovvero lei mio caro.


    Buona Domenica


    pf

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  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Infatti l'intelletto umano..non ce la fa ad arrivare alle verità metafisiche..ed è anche per questo motivo..che una metafisica che non sia solo speculativa..è possibile solo mettendo in campo altre capacità dell'uomo.. Guenon chiama Intuizione intellettuale....quella percezione diretta e non mediata..che ci fa comprendere l'Essere..percezione che è oltre il pensiero discorsivo o analitico..anzi..è una sintesi immediata..dovuta a ciò che simbolicamente si chiama il terzo occhio..cioè..il senso dell'eternità..
    Altri Maestri la chiamano Consapevolezza..o Percezione di Se..che sarebbe quel raggio celeste che lega tutti i gradi di esistenza..Insomma..in parole povere..il pensiero..non può comprendere ciò che al di là di esso..ed è anche per questo..che l'esoterismo..in chi non ha le qualificazioni..è cosa semplicemente inesistente..Molti fanno l'esempio del cieco e della luce..chi è cieco dalla nascita no può capire la luce..così come chi è racchiuso nel pensiero individuale e formale..non può comprendere quella percezione..intuitiva e immediata..che sarebbe poi..la base..per l'elevazione interiore verso il Brahman..
    L'uomo poi è posto nell'Essere..o almeno percepisce di essere posto nell'Essere...ma se tramite appunto questa percezione..o raggio celeste..volesse andare oltre..ecco che si presenta l'ultimo gradino..oltre l'Essere..o la vita..come comunemente si intende..e..non è forse questo il Nirvana o estinzione del Budda? Naturalmente il guardiano della soglia impedisce che si possa accedere facilmente a questa dimensione oltre l'Essere..perchè il Cosmo tende a difendersi contro chi lo vuol trascendere..ed è questo il motivo per cui il viaggio interiore è aspro e difficile..poichè è contro natura..se per natura si intende il dispiegarsi di Brahman nella manifestazione..e..il ritorno..significa andare contro corrente..in quanto privilegiamo il Principio e non la manifestazione..e..dal momento che siamo nella manifestazione..l'impresa di riassorbirci nel Principio non è facile..perchè il corpo e la psiche..cioè il piano materiale e quello mentale o sottile..non vogliono..per legge cosmologica di conservazione..non essere trascesi..

    Purusha e Prakriti..rappresentano lo sdoppiarsi dell'Essere..in Essenza e Sostanza..Va da se..che appartengono all'Essere..visto dal lato del manifestato..ma dal punto di Brahman non qualificato..o nirguna..l'Essere non esiste..in quanto è una sua qualificazione...e realizza una delle sue Infinite possibilità..e deriva la sua importanza..appunto perchè è la nostra qualificazione principiale..ma al di fuori di noi..è una qualificazion come le altre..Essendo Purusha e Prakriti..qualificazioni o possibilità inerenti all'Essere..non appartengono al Non Essere..appartengono invece..al Brahman..come potenzialità o possibilità che si manifestano al grado dell'Essere...in quanto se fossero nel Non Essere..non sarebbero manifestate..
    Vorrei dire però..che tutto quello che attiene alla metafisica speculativa..sono solo schemi che rendono comprensibile quella realizzativa..e che possono cambiare a seconda del fine pratico che ci prefiggiamo..in una ipotesi devozionale..o altro..la metafisica sarà diversa..Shankara non è Ramanuja..anche se io penso la metafisica advaita come la più principiale..
    Poi..altra cosa importante..la risposta a certe domande..una volta che si è compreso il principio della non dualità..non sta nell'autorità di qualche pensatore..ma nell'accordarsi a quella logica che risiede nella nostra interiorità..e solo a questa condizione il momento speculativo è preopedeutico a quello realizzativo..in quanto compreso in profondità e non mnemonicamente ricordato...
    Dobbiamo indagare su quello che sfugge all’esperienza sensibile prendendo questo come punto fermo: in primo luogo, non v’è nulla che derivi dal non essere; altrimenti tutto nascerebbe da tutto, né ci sarebbe alcun bisogno di semi. E analogamente se ciò che viene meno si dissolvesse nel nulla tutte le cose avrebbero già finito col dissolversi, non esistendo ciò in cui si sono risolte. Inoltre il tutto fu sempre quale ora è e quale sempre sarà; nulla esiste in cui esso possa mutarsi, né al di là del tutto vi è alcunché che, penetrando in esso, possa provocare in esso un mutamento. Il tutto è costituito di corpi e vuoto. Che i corpi esistano, lo attesta di per sé in ogni caso la sensazione.. Se poi non esistesse ciò che noi chiamiamo vuoto, o luogo, o natura intangibile, i corpi non avrebbero né dove stare né dove muoversi così come evidentemente fanno.
    (Lettera a Erodoto )

    _________________________________________


    Attendo fiducioso le sue osservazioni a proposito delle parole di Epicuro caro testa.
    Sopra ho scritto a Arjuna che ora finalmente non siamo piu¨in due qui a parlare, ma in tre, che bel numero no?
    Chissa¨, e se magari con Epicuro fossimo in 4?
    Altrettanto un bel numero, eccome.



    Buona Domenica

    pf

    In Ipso....



  4. #54
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    A questo punto non capisco più cosa lei intenda per Non-Essere:
    Lei ha scritto che il Non-Essere attiene a tutte le possibilità che non sono ma possono essere pensate e nel momento che Ishwara le pensa, esse diventano Essere. Forse però ho frainteso
    Poichè Ishawara è un'emanazione di alcune possibilità di Purusha, questo discorso vorrebbe dire che il Non-Essere, esterno ed alieno a Purusha si convertirebbe in Lui, i che implica che Purusha si possa arricchire di nuove possibilità, ma ciò è una contraddizione.

    Ti dirò quello che ho capito..perchè in questi ambiti..la sovrapposizione di significato delle parole..rende tutto un coacervo inestricabile..se non si cerca di relazionarlo con una certa logica che tutti abbiamo...ma che poi usare correttamente non è facile..
    Purusha..Atma..Brahman..Se..questi termini vengono usati indifferentemente..e alle volte si genera confusione..
    Essere..Iswara...Prajapati...Purusha...sono la medesima realtà..vista in aspetti diversi..come la stessa montagna fotografata in scorci differenti..
    ..Per come ho compreso..e ho sempre specificato che non voglio fare analisi filologica...o studi sull'Induismo..ma voglio solo esprimere ciò che mi appartiene come struttura speculativa di una realizzazione interiore..sorretto anche dall'interpretazione di Guenon..dire Essere..Iswara..o Purusha...significa considerare il polo Essenziale della manifestazione..che per prodursi..ha bisogno di un polo sostanziale detto Prakriti..sottoposto ai guna...Naturalmente dallo Zero viene l'Uno e dall'Uno viene il Due..e tutte queste qualificazioni erano già comprese in forma potenziale nello Zero Metafisico o Brahman nirguna..che produce l'Unità o Essere..che si badi bene..non entra in opposizione col Brahman..cioè..non c'è un Essere da una parte e il Brahman da un'altra parte..ma l'Essere è sempre Brahman..in una sua qualificazione...che si sdoppia in Purusha e Prakriti..Essenza e Sostanza..e con tutte le cautele..Spirito e Materia..Ora..una volta che il Brahman non qualificato..si qualifica nell'Essere..tutto ciò che non ha l'Essere..si chiama Non Essere..possiamo dire che il Brahman si sdoppia in Essere e Non Essere..e l'Essere in Purusha e Prakriti..Naturalmente Purusha è la Possibilità della Coscienza..dell'Essenza..mentre Prakriti è il supporto indifferenziato che verrà qualificato dalla presenza di Purusha..ma allora Purusha..nella veste di Prajapati..darà vita o Essere a tutte quelle possibilità che prima stavano nel Non Essere...in quanto Purusha..come Se o Atman..contiene o è la Possibilità della Coscienza..o Brahman qualificato..
    Quindi..per tornare alla tua considerazione..non è che il Non Essere si converte in Purusha..che sarebbe come a voler dire di mettere contenuti nell'Atman..cosa impossibile..ma piuttosto che l'Essere o Purusha..illumina dall'interno..tutti gli oggetti che produce..dando appunto vita alle possibilità del Non Essere....così il Purusha rimane sempre lo stesso indivisibile..e puro..illuminando possibilità differenti che a causa dei guna..manifesteranno in vario modo la vicinanza o lontananza dal Principio
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  5. #55
    decolonizzare l'immaginario
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Grazie
    Sinceramente, non sono molto stimolato da nessuno dei due, il pensiero di Nishida poggia su postulati eminentemente buddhisti, tutta la sua opera è il tentativo di strutturare teoreticamente la metafisica buddhista e in particolare lo Zen.

    Secondo lei, Nishida ci e¨riuscito nel suo intento?

    Questo attualmente è il mio principale ambito di ricerca:
    - la coproduzione condizionata dei fenomeni o Pratitya Samutpada (engi in giapponese),
    - e l'impermanenza degli stessi o mujo.

    Qui, sono immerso al momento...

    In che tradizione, o scuola religosa si inseriscono le tematiche di cui lei attualmente si occupa?
    Lei e¨ricercatore per caso, o gia¨Docente? Mi scuso per la domanda se la valutera¨indiscreta.

    pf

    Dimenticavo, non ho capito se intendeva Dost. o Kant come secondo che ritiene non stimolante.
    Se intendeva D. posso chiederle grossomodo qualche ragione a proposito.

    grazie

    1. Nishida ha posto delle solide basi sulle quali elaborare ed è innegabile che, o per contraddirlo (Tanabe Hajime), o per continuarne il lavoro teoretico (Keiji Nishitani, Masao Abe, e tutta la Scuola di Kyoto e non solo), egli sia tutt'ora un punto di riferimento nel dibattito filosofico contemporaneo. Sostanzialmente, Nishida inizia un lavoro che non può ritenersi concluso con lui...

    2. Mi interessa prevalentemente l'esperienza di Dogen (quindi Zen Soto), mi interessa la corrente dei "Buddhisti critici" (Hihan Bukkyo), mi interessa il Buddhismo della Pura Terra (Jodo Shinshu).
    Non sono docente.

    3. La "mancanza di stimolo" non è dovuta ai due soggetti che lei cita ma trovo inadeguato il luogo proprio come strumento, qui bisogna essere sintetici...
    Senza entrare in dissertazioni troppo tecniche e troppo articolate, come Kant richiederebbe, le indico solo un esempio che ritengo indicativo dei diversi ambiti, Kant afferma: non conosco la mia esistenza se non grazie alla rappresentazione dell'oggetto. Nella dimensione di Dogen (uno dei principali punti di riferimento di Nishida), questo "io che pensa", per quanto profondo e ampio possa essere, è un catafalco putrescente....E qui, capisce che non si finirebbe più perchè si dovrebbe spiegare che non si approda a nessun nichilismo, e tanto meno a una semplicistica negazione dell'io... quindi??
    Dostojevski non lo conosco sufficientemente per poterne trattare da un punto di vista filosofico.

  6. #56
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    Quote Pfjodor
    Dobbiamo indagare su quello che sfugge all’esperienza sensibile prendendo questo come punto fermo: in primo luogo, non v’è nulla che derivi dal non essere; altrimenti tutto nascerebbe da tutto, né ci sarebbe alcun bisogno di semi. E analogamente se ciò che viene meno si dissolvesse nel nulla tutte le cose avrebbero già finito col dissolversi, non esistendo ciò in cui si sono risolte. Inoltre il tutto fu sempre quale ora è e quale sempre sarà; nulla esiste in cui esso possa mutarsi, né al di là del tutto vi è alcunché che, penetrando in esso, possa provocare in esso un mutamento. Il tutto è costituito di corpi e vuoto. Che i corpi esistano, lo attesta di per sé in ogni caso la sensazione.. Se poi non esistesse ciò che noi chiamiamo vuoto, o luogo, o natura intangibile, i corpi non avrebbero né dove stare né dove muoversi così come evidentemente fanno.
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    Si vede che Epicuro non ha una sensibilità metafisica..i quanto confonde il Non Essere..col nulla sensibile..cioè .materializza il concetto di Non Essere..come dato cosmologico..e giustamente dice che un albero non può nascere dal Non Essere..ma da un'altro seme di albero..il chè è perfettamente vero..solo...solo che il concetto metafisico di Non Essere..non ha nulla a che fare col Non Essere fisico..che per definizione non può esistere in quanto il Non Essere non è manifestato..in quanto allora sarebbe partecipante all' Essere...Il Non Essere è un concetto che appartiene all'ordine principiale..come tutto ciò che non ha Essere..e che assieme all'Essere..non è manifestato..in quanto non può essere diviso..o moltiplicarsi nella manifestazione..Ciò che noi vediamo sono le possibilità del Non Essere..illuminate dall'Essere..e tornano nel Non Essere..non appena la Luce si allontana da loro..come la vita per i mortali..Naturalmente..ciò che noi vediamo nel mondo..sono possibilità che donano la vita o l'Essere ad altre possibilità..tramite leggi cosmologiche..o fisiche o naturali..come la generazione per via sessuale..che è un modo di trasmettere la Vita o l'Essere..in maniera biologica..e non certamente metafisica..in quanto noi siamo in mondo determinato da leggi..ma..se volessimo fare un esempio di come opera il piano principiale..potremo prendere l'arte..prodotta dall'artista..che tramite il suo corpo ..nel piano fisico..la sua psiche ..nel piano sottile..prende una possibilità o un'idea..che non esisteva..e la rende esistente con la sua opera..operando lo stesso meccanismo divino di creazione delle possibilità del Non Essere..illuminate dall'Essere..
    Il Purusha o la Consapevolezza..o l'Essere..illumina e ordina e legifera..sulle possibilità che tratte dal Non Essere..sono adesso il nostro grado di esitenza..Riguardo al Tutto..invece Epicuro ha ragione..in quanto il Tutto..essendo l'Infinito o Brahman..non muta..ma rimane se stesso proiettando le sue infinite possibilità..che sono tutti i modi di realizzare la sua natura..pur rimanendo intimamente lo stesso..come il sognatore rimane lo stesso pur nella complessità delle cose sognate...
    Il vuoto..poi..è una sciocchezza..in quanto..equivalendo a nulla..semplicemente non esiste..quindi i corpi non si muovono nel vuoto..ma in altri corpi meno densi..per esempo l'aria..che ha caratteristiche spaziali..Nell'Universo materiale non può esistere nulla che non abbia dimensione spaziale..il pensiero..infatti non avendo spazialità..non appartiene all'Universo materiale..pur appartenendo al nostro grado di esistenza..determinato anche da oggetti non spaziali..per esempio i sogni e il nostro corpo sottile..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
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  7. #57
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    1. Nishida ha posto delle solide basi sulle quali elaborare ed è innegabile che, o per contraddirlo (Tanabe Hajime), o per continuarne il lavoro teoretico (Keiji Nishitani, Masao Abe, e tutta la Scuola di Kyoto e non solo), egli sia tutt'ora un punto di riferimento nel dibattito filosofico contemporaneo. Sostanzialmente, Nishida inizia un lavoro che non può ritenersi concluso con lui...


    Concordo in pieno, Giangiorgio pure. Lui ha un dottorando molto molto intelligente che sta lavorando, in parte, anche su Nishida.



    2. Mi interessa prevalentemente l'esperienza di Dogen (quindi Zen Soto), mi interessa la corrente dei "Buddhisti critici" (Hihan Bukkyo), mi interessa il Buddhismo della Pura Terra (Jodo Shinshu).
    Non sono docente.

    Meno male, cominciano a stancarmi.
    A proposito di Dogen so purtroppo poco, quel poco che mi ha raccontanto Pasqualotto. Se non sbaglio, questo "nome" e¨importante anche per la setta Sokka Gakai, con il loro amore indefesso ed esclusivo solo per il Sutra del Diamante. Sbaglio?
    La setta della Pura Terra, credo sia la realta¨che piu¨"infastidiva" Suzuki, e non solo in quanto lui allievo di Soen appartaneva alla casa Rinzai, ma credo anche perche¨tra Jodo Shinshu e un certo misticismo cristiano medievale, le basi per un serio e onesto discorso filosofico-religioso ci sia eccome.
    Avrei qualche dubbio se cio¨sarebbe possibile con la casa Rinzai.
    Ha mai visitato Scaramuccia?




    3. La "mancanza di stimolo" non è dovuta ai due soggetti che lei cita ma trovo inadeguato il luogo proprio come strumento, qui bisogna essere sintetici...
    Senza entrare in dissertazioni troppo tecniche e troppo articolate, come Kant richiederebbe, le indico solo un esempio che ritengo indicativo dei diversi ambiti, Kant afferma: non conosco la mia esistenza se non grazie alla rappresentazione dell'oggetto. Nella dimensione di Dogen (uno dei principali punti di riferimento di Nishida), questo "io che pensa", per quanto profondo e ampio possa essere, è un catafalco putrescente....E qui, capisce che non si finirebbe più perchè si dovrebbe spiegare che non si approda a nessun nichilismo, e tanto meno a una semplicistica negazione dell'io... quindi??




    Come ho gia¨risposto a qualcuno, credo a Morghen, sto imparando a diffidare dal kantismo in generale, anche se per il grande Kant nutro una forte simpatia e rispetto, a differenza di quel sciagurato "plagiatore" di Fichte; che meschina figura dello spiritello germanico, l¨apoteosi non poteva che essere Hegel.
    Proprio da Hegel che le strade tra me e Giangiorgio si separano.
    Entrambi ex hegeliani lo siamo, forse lui un poco di piu¨ , ma io a differenza sua, "sono rimasto nell" occidente", e paradossalmente, grazie proprio a Nishida.



    Dostojevski non lo conosco sufficientemente per poterne trattare da un punto di vista filosofico.


    Tiro un sospiro di sollievo.
    Il signor D, e¨il mio personale farmaco nei confronti del nichislismo occidentale che ben si incarno¨, tristemente, in Nietzche.

    Buone cose e Buona Domenica






    pf

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  8. #58
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    Predefinito Epicuro e la tradizione vedica

    Si vede che Epicuro non ha una sensibilità metafisica..





    in quanto confonde il Non Essere..col nulla sensibile..cioè .materializza il concetto di Non Essere..come dato cosmologico..e giustamente dice che un albero non può nascere dal Non Essere..ma da un'altro seme di albero..il chè è perfettamente vero..solo...solo che il concetto metafisico di Non Essere..non ha nulla a che fare col Non Essere fisico..che per definizione non può esistere in quanto il Non Essere non è manifestato..in quanto allora sarebbe partecipante all' Essere...
    Il Non Essere è un concetto che appartiene all'ordine principiale..come tutto ciò che non ha Essere..e che assieme all'Essere..non è manifestato..in quanto non può essere diviso..o moltiplicarsi nella manifestazione..




    Il N-Essere e¨un concetto?




    Ciò che noi vediamo sono le possibilità del Non Essere..illuminate dall'Essere..e tornano nel Non Essere..non appena la Luce si allontana da loro..come la vita per i mortali..







    Naturalmente..ciò che noi vediamo nel mondo..sono possibilità che donano la vita o l'Essere ad altre possibilità..tramite leggi cosmologiche..o fisiche o naturali..come la generazione per via sessuale..che è un modo di trasmettere la Vita o l'Essere..in maniera biologica..e non certamente metafisica..in quanto noi siamo in mondo determinato da leggi..ma..se volessimo fare un esempio di come opera il piano principiale..potremo prendere l'arte..prodotta dall'artista..che tramite il suo corpo ..nel piano fisico..la sua psiche ..nel piano sottile..prende una possibilità o un'idea..che non esisteva..e la rende esistente con la sua opera..operando lo stesso meccanismo divino di creazione delle possibilità del Non Essere..illuminate dall'Essere..





    Uomo e¨quindi uguale a "Dio"?





    Il Purusha o la Consapevolezza..o l'Essere..illumina e ordina e legifera..sulle possibilità che tratte dal Non Essere..sono adesso il nostro grado di esitenza..
    Riguardo al Tutto..invece Epicuro ha ragione..






    in quanto il Tutto..essendo l'Infinito o Brahman..non muta..ma rimane se stesso proiettando le sue infinite possibilità..che sono tutti i modi di realizzare la sua natura..pur rimanendo intimamente lo stesso..come il sognatore rimane lo stesso pur nella complessità delle cose sognate...

    Il vuoto..poi..è una sciocchezza..







    in quanto..equivalendo a nulla..semplicemente non esiste..quindi i corpi non si muovono nel vuoto..ma in altri corpi meno densi..per esempo l'aria..che ha caratteristiche spaziali..Nell'Universo materiale non può esistere nulla che non abbia dimensione spaziale..il pensiero..infatti non avendo spazialità..non appartiene all'Universo materiale..pur appartenendo al nostro grado di esistenza..determinato anche da oggetti non spaziali..per esempio i sogni e il nostro corpo sottile..




    Il pensiero appartiene eccome all¨Universo materiale




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  9. #59
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    poi magari, se argomentasse il suo disaccordo, invece di mettere le faccine, farebbe cosa grata a tutti...

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Ti dirò quello che ho capito..perchè in questi ambiti..la sovrapposizione di significato delle parole..rende tutto un coacervo inestricabile..se non si cerca di relazionarlo con una certa logica che tutti abbiamo...ma che poi usare correttamente non è facile..
    Purusha..Atma..Brahman..Se..questi termini vengono usati indifferentemente..e alle volte si genera confusione..
    Essere..Iswara...Prajapati...Purusha...sono la medesima realtà..vista in aspetti diversi..come la stessa montagna fotografata in scorci differenti..
    ..Per come ho compreso..e ho sempre specificato che non voglio fare analisi filologica...o studi sull'Induismo..ma voglio solo esprimere ciò che mi appartiene come struttura speculativa di una realizzazione interiore..sorretto anche dall'interpretazione di Guenon..dire Essere..Iswara..o Purusha...significa considerare il polo Essenziale della manifestazione..che per prodursi..ha bisogno di un polo sostanziale detto Prakriti..sottoposto ai guna...Naturalmente dallo Zero viene l'Uno e dall'Uno viene il Due..e tutte queste qualificazioni erano già comprese in forma potenziale nello Zero Metafisico o Brahman nirguna..che produce l'Unità o Essere..che si badi bene..non entra in opposizione col Brahman..cioè..non c'è un Essere da una parte e il Brahman da un'altra parte..ma l'Essere è sempre Brahman..in una sua qualificazione...che si sdoppia in Purusha e Prakriti..Essenza e Sostanza..e con tutte le cautele..Spirito e Materia..Ora..una volta che il Brahman non qualificato..si qualifica nell'Essere..tutto ciò che non ha l'Essere..si chiama Non Essere..possiamo dire che il Brahman si sdoppia in Essere e Non Essere..e l'Essere in Purusha e Prakriti..Naturalmente Purusha è la Possibilità della Coscienza..dell'Essenza..mentre Prakriti è il supporto indifferenziato che verrà qualificato dalla presenza di Purusha..ma allora Purusha..nella veste di Prajapati..darà vita o Essere a tutte quelle possibilità che prima stavano nel Non Essere...in quanto Purusha..come Se o Atman..contiene o è la Possibilità della Coscienza..o Brahman qualificato..
    Quindi..per tornare alla tua considerazione..non è che il Non Essere si converte in Purusha..che sarebbe come a voler dire di mettere contenuti nell'Atman..cosa impossibile..ma piuttosto che l'Essere o Purusha..illumina dall'interno..tutti gli oggetti che produce..dando appunto vita alle possibilità del Non Essere....così il Purusha rimane sempre lo stesso indivisibile..e puro..illuminando possibilità differenti che a causa dei guna..manifesteranno in vario modo la vicinanza o lontananza dal Principio
    Grazie, è che anch'io mi sto cimentando con Guénon e l'argomento è molto complesso, soprattutto affrontato senza un'adeguata conoscenza delle basi della dottrina Indù.
    Per come interpreto io, invece:
    da un lato sono d'accordo sulla concezione di Brahama, sintesi di Essere e Non Essere o appunto 0 metafisico.
    Poi vi è la prima polarizzazzione Essere/N-Essere. L'Essere a sua volta si polarizza in Purusha e Pakriti: principio essenziale e principio sostanziale. Purusha possiede delle modalità, degli attributi e delle possibilità sia realizzate che non realizzate, ma realizzabili, a seconda delle sue interazioni con Pakriti.
    Il N-Essere invece consiste di tutte le modalità o possibilità che non sono attribuibili a Purusha. Essendo l'intelletto buddhi comunque parte dell'Essere esso non può concepire il N-Essere, ma semplicemente intuirlo come negazione dell'Essere: l'unico che può avere una comprensione positiva di Essere e N-Esssere è Brahama
    Inoltre, fino al momento in cui l'intelletto non arrivi alla "conoscenza" di Purusha, non può determinare quali siano le possibilità realizzate e quelle non realizzate.

 

 
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