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Discussione: Il buono dell'America

  1. #21
    Paul Atreides
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    Citazione Originariamente Scritto da rockenrolle Visualizza Messaggio
    si ma nei link postati non si parla proprio di nativi.

    Qui qualcosa si dice sui rappresentanti delle nazioni indiane al Congresso Confederato

    http://en.wikipedia.org/wiki/Confede...tes_of_America

    E dallo stesso link si può arrivare ad esempio a

    http://en.wikipedia.org/wiki/Stand_Watie

  2. #22
    lorenzo v.
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    Qui qualcosa si dice sui rappresentanti delle nazioni indiane al Congresso Confederato

    http://en.wikipedia.org/wiki/Confede...tes_of_America

    E dallo stesso link si può arrivare ad esempio a

    http://en.wikipedia.org/wiki/Stand_Watie
    Purtroppo oramai è solo il business dei finanziamenti, alas bancario.

    Noi europei abbiamo sterminato tra i 10 ed i 12 milioni di americani

    in 25 anni , credendo ad una fiaba : terra meravigliosa a gratis pe tutti

    Noi europei siamo i colpevoli dell'unico Olocausto mai accaduto,

    sostenere oggi che "gli Amerregani" lo abbiano fatto è

    ragionare da Antifà.

  3. #23
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    Ovviamente avete risposto in questo modo per estrema prevenzione. Voglio darvela buona dal momento che so perfettamente che siete in buona fede.

    Comunque il vostro manicheismo è eccessivo. Paul Atreides ha postato semplicemente dei link interessantissimi di wikipedia che trattano dixiecrats, ovvero dei bianchi del Sud degli Stati Uniti di matrice "democratica" (nell'accezione partitica nordamericana).

  4. #24
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    ..e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..
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    Se stai male ti curano in base ai soldi che hai.Se hai fame,mangerai in base ai soldi che hai.In Italia,paghi quella che loro chiamano location ma mangi bene pure nella trattoria più sporca..le tue cure le avrai anche nell'ospedale più sconquassato per non parlare che in nessuna città d'Italia si muore di fame come nella ricca Boston

  5. #25
    macht geht vor recht
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    Regno d'Italia > They challenge science to prove the existence of God. But must we really light a candle to see the sun?
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    Predefinito Qualcosa su Francis e Buchanan


    Lasciatemi illustrare citando Samuel Francis, che fu uno dei teoreti e strateghi a capo del movimento di Buchanan: egli, dopo aver deplorato la propaganda “anti-bianchi” e “anti-occidentale”, «il secolarismo militante, l’egoismo acquisitivo, il globalismo economico e politico, l’inondazione demografica e il centralismo senza controllo», espone un nuovo spirito dell’America first, «che implica non solo il predominio degli interessi nazionali su quelli delle altre nazioni, ed astrazioni come “guida del mondo”, “armonia globale” e “Nuovo Ordine Mondiale”, ma anche una priorità della nazione rispetto sia alla gratificazione individuale sia agli interessi inferiori a quelli nazionali».
    Come si propone Francis di rimediare al problema della degenerazione morale e del declino culturale? Non vi è alcun riconoscimento del fatto che l’ordine naturale nell’istruzione richiede che lo Stato non se ne occupi affatto. L’istruzione è una questione puramente delle famiglie e dovrebbe essere prodotta e fornita attraverso soluzioni cooperative all’interno di un’ economia di mercato.
    Oltretutto non viene minimamente compreso che la degenerazione morale e il declino culturale hanno cause assai profonde che non possono essere curate semplicemente con cambiamenti dei programmi scolastici imposti dallo Stato o con retoriche esortazioni e declamazioni. Al contrario, Francis propone che la svolta culturale, cioè la restaurazione della normalità, possa essere raggiunta senza un fondamentale mutamento nella struttura del moderno welfare state. Infatti, Buchanan e i suoi ideologi difendono esplicitamente le tre istituzioni centrali dello Stato sociale: la previdenza sociale, l’assistenza medica e i sussidi alla disoccupazione. Essi vogliono persino espandere le responsabilità “sociali” dello Stato, assegnando ad esso il compito di “proteggere” i lavoratori americani attraverso restrizioni alle importazioni ed alle esportazioni nazionali, specialmente in industrie di importanza nazionale, ed «isolare i salari dei lavoratori statunitensi da quelli stranieri che lavorano per un dollaro all’ora o meno».
    I seguaci di Buchanan, del resto, ammettono senza problemi il loro statalismo. Essi detestano e ridicolizzano il laissez-faire, i liberi mercati e il commercio, la ricchezza, le élites e la nobiltà; e sostengono un nuovo populismo proletario che amalgami il conservatorismo sociale e culturale con l’economia socialista. Così, continua Francis: «mentre la sinistra è riuscita a conquistare la classe media americana con le sue misure economiche, l’ha persa con il suo radicalismo sociale e culturale, e mentre la destra è riuscita ad attrarre la classe media americana con il suo appello alla legge e all’ordine, la difesa della normalità sessuale, la morale convenzionale, la religione, le istituzioni sociali tradizionali, invocando il nazionalismo e il patriottismo, l’ha persa quando ha riproposto la sua vecchia formula economica borghese». Quindi sarebbe necessario combinare la politica economica della sinistra con il nazionalismo e il conservatorismo culturale della destra per creare «una nuova identità che sintetizzi gli interessi economici e la fedeltà culturale alla nazione della middle class proletarizzata, in un movimento politico diverso e coeso»2 Per ovvie ragioni questa dottrina non è così denominata, ma c’è un termine per questo tipo di conservatorismo: si chiama socialismo nazionalista o nazional-socialismo.
    http://web.venet.net/libridelponte/d...olo.asp?ID=119
    .

  6. #26
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    1

    2) X Murelli

    L'argomento del thread non era paragonare USA ed Europa.
    Sì, vabbé, ora però pignoliamo? Devo ancora vederla una discussione (thread non mi piace... troppo americano) in cui si rimane aderentissimi alla discussione. A te poi ti ho letto dentro quella sulla Turchia e non mi pare non si sia divagato un tantinello eh? Comunque io rispondevo a Gaio Mario che domandava a Veterano perché gli americani ci hanno messo i piedi in testa e perché le università di là son meglio di quelle di qua. E come è facilmente rilevabile ho scritto tre righe spiritose. Forse devo usare un po' più le facine

  7. #27
    Paul Atreides
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Il Falco Visualizza Messaggio
    Se stai male ti curano in base ai soldi che hai.Se hai fame,mangerai in base ai soldi che hai.In Italia,paghi quella che loro chiamano location ma mangi bene pure nella trattoria più sporca..le tue cure le avrai anche nell'ospedale più sconquassato per non parlare che in nessuna città d'Italia si muore di fame come nella ricca Boston
    "Bisogna assolutamente cambiare la metodologia di approccio, se vogliamo evitare l'infinita ripetizione del fatto che da un lato i laboratori universitari sono stupendi ed attrezzatissimi mentre dall'altro è scandaloso il numero degli homeless, cioè dei senzacasa, eccetera. Non dico che questa enumerazione non sia anche per molti versi interessante. Ma essa ci dice molto di più sulla personalità del commentatore e sulla sua scala di priorità vitali di quanto non ci dica sugli USA in quanto tali'' [C. Preve, ''L'ideocrazia imperiale americana'', p. 49].

    Quello che in minima parte ho tentato di fare è stato di individuare alcune esperienze storiche americane che a mio parere hanno combattuto direttamente l'ideocrazia americana. Non m'interessava fare la lista dei primati positivi e negativi degli yankees perché credo, in buona compagnia ''previana'', che non ci dicono l'essenziale.

  8. #28
    Paul Atreides
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Sì, vabbé, ora però pignoliamo? Devo ancora vederla una discussione (thread non mi piace... troppo americano) in cui si rimane aderentissimi alla discussione. A te poi ti ho letto dentro quella sulla Turchia e non mi pare non si sia divagato un tantinello eh? Comunque io rispondevo a Gaio Mario che domandava a Veterano perché gli americani ci hanno messo i piedi in testa e perché le università di là son meglio di quelle di qua. E come è facilmente rilevabile ho scritto tre righe spiritose. Forse devo usare un po' più le facine
    Ma infatti non era certo un rimbrotto. Per il resto, la risposta a "Il Falco" indica come la penso sull'argomento.

  9. #29
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    "Bisogna assolutamente cambiare la metodologia di approccio, se vogliamo evitare l'infinita ripetizione del fatto che da un lato i laboratori universitari sono stupendi ed attrezzatissimi mentre dall'altro è scandaloso il numero degli homeless, cioè dei senzacasa, eccetera. Non dico che questa enumerazione non sia anche per molti versi interessante. Ma essa ci dice molto di più sulla personalità del commentatore e sulla sua scala di priorità vitali di quanto non ci dica sugli USA in quanto tali'' [C. Preve, ''L'ideocrazia imperiale americana'', p. 49].

    Quello che in minima parte ho tentato di fare è stato di individuare alcune esperienze storiche americane che a mio parere hanno combattuto direttamente l'ideocrazia americana. Non m'interessava fare la lista dei primati positivi e negativi degli yankees perché credo, in buona compagnia ''previana'', che non ci dicono l'essenziale.
    Un discorso simile (bene) lo fa da tempo Giorgio Galli.

  10. #30
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    Ma infatti non era certo un rimbrotto. Per il resto, la risposta a "Il Falco" indica come la penso sull'argomento.
    Ovviamente anch'io riesco a separare l'americanismo e tutto il suo male dagli americani. E sono meno manicheo di quel che può sembrare. Così come capita che quando un socialista "impazzisce" ce ne viene del buono, altrettanto capita che ci siano americani che cantano fuori dal coro e producono del buono. Ma se guardiamo al complesso, all'insieme, se guardiamo la foresta e non gli alberi, allora quella foresta vien voglia di bruciarla tutta.

 

 
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