











Si qui è tutto ingarbugliato perchè ci sono due questioni diverse.
La prima è che non considero lo spaccio un reato molto grave. Ma questo perchè oltre a essere di estrema sinistra sono anche parecchio libertario, che è una cosa completamente svincolata dall'asse destra-sinistra. Sono convinto che i forumisti del forum libertario su questo sarebbero d'accordo con me.
Sulla seconda questione, per me parlare di "immigrato onesto" sa molto di capanna dello zio Tom. Esistono le "persone oneste" oppure "l'occasione fa l'uomo ladro e la donna puttana?" o forse entrambe le cose? La cosa importante è che ciascuno sia giudicato per i suoi atti di cui in ultima analisi è responsabile.
Io non riconosco moltissimo la categoria dell'imigrato, che per me è un migrante ovvero uno che ritiene di poter vivere meglio spostandosi.
Una proposta concreta? Legalizziamo le droghe leggere. Le pesanti non si può perchè creano dipendenza fisica e quindi fanno saltare tutto il meccanismo della responsabilità personale. Anche il più libertario si rende conto che dopo che ti sei abituato alla coca non sei più libero. Sono leggi di natura, dipendenti dalla biochimica del cervello.
A quel punto lo spaccio diventa veramente un reato serio, e non una cosa praticata da milioni di persone. Non so tu, ma per ogni 10 persone che conosco che hanno provato la marijuana ne conosco soltanto 1 che ha provato roba pesante.




gli occhi li abbiamo sempre aperti, è una favola dei padroni quella che sia la sinistra a volere i clandestini e gli spacciatori........come se la polizia non se ne fosse sempre fregata di ciò che dice la sinistra sui giornali dei padroni................se voleva cacciarli poteva farlo........se non lo fa vuol dire che non ha tempo o non vuole
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)




Quando, per ragioni diverse (opportunismo, interesse economico, necessità di apparire liberali, motivi umanitari, contrattuali, di obbligo internazionale, ecc.) si accetta una determinata situazione, bisogna essere consapevoli anche dei lati negativi che da questa possono derivare ed, eventualmente, essere pronti a fronteggiarli. Gli ex-vu'cumprà oggi se ne fregano di essere riconoscenti per l'accettazione e l'ospitalità indiscriminata che hanno ricevuto. Consapevoli di avere anche un discreto peso costituito dal loro numero sempre crescente, e specie se manovrati da gente senza scrupoli, possono fare questo ed altro. Ancora non sono al punto di poter reagire se dovessero prendere una solenne batosta, ma moralmente l'Italia non è in grado di infliggergliela e dovrà cercare soluzioni mediate in modo da non apparire più razzista di quello che è.
E pensare che queste sono bande di disperati, gente poverissima, tendenzialmente in maggioranza onesta . Ci sarà da ridere invece quando le città italiche saranno invase dai clan cinesi: seri, composti, puliti e ben vestiti. Non si comporteranno nel modo "barbaro" di questi "barbari" neri, ma diventeranno padroni di ciò che vorranno. E trafficheranno, eccome se lo faranno!
E' la vita. E' anche la globalizzazione. Quindi andiamoci piano con la rabbia improvvisa che vi fa desiderare di far fuggire tutti i "barbari" neri inseguiti da italiani furiosi e pronti a buttarli a mare.O si accetta in toto questo tipo di "civiltà" cui si va incontro (e l'Italia l'ha già fatto) o si rifiuta in toto (ma ormai è troppo tardi, bisognava pensarci prima).
Ora bisogna [/I]soltanto[/I] essere capaci di limitare i danni. Ci riusciranno gli italiani?
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