Anche per la sanità, la legge Finanziaria 2007 va oltre ogni più pessimistica previsione. Carica di ticket anche i cittadini di Regioni virtuose come il Veneto che hanno il bilancio sanitario in pareggio, invade competenze esclusive delle Regioni, garantisce agli extracomunitari il diritto di accedere gratuitamente al pronto soccorso anche in modo inappropriato, come e quando vogliono.
Per i cittadini veneti i ticket sanitari imposti dalla legge Finanziaria saranno una vera e propria “stangata”: più di 150 milioni di euro, circa 30 euro a testa. Più che una logica sanitaria, nella legge finanziaria 2007 vedo la logica del “far cassa”, anche invadendo la sfera delle competenze regionali: una mentalità che, nel settore che tutela la salute dei cittadini, non è mai stata e non sarà mai quella della Regione del Veneto. Mi sembra inevitabile un ricorso, per la parte relativa alla sanità, alla Corte Costituzionale. In Veneto, nel 2005, ci sono stati circa 2 milioni di accessi ai Pronto Soccorso, dei quali solo 350.000 hanno generato ricoveri. Calcolando una media di 30 euro fra le due quote di ticket (23 e 41 euro) il costo per i cittadini sarebbe di circa 50 milioni di euro.
Sempre nel 2005, sono state 15 milioni e 700.000 le ricette per prestazioni specialistiche o diagnostiche: a 10 euro a ricetta fanno oltre 150 milioni di euro. Sommando le due cifre arriviamo a circa 200 milioni di euro ma, calcolando che le esenzioni dal ticket sono quasi il 25 per cento, il conto finale per i cittadini veneti, nell'ipotesi più ottimistica, sarebbe di 150 milioni di euro.
Quando abbiamo chiesto sacrifici ai cittadini veneti per riorganizzare la rete ospedaliera e fare gli investimenti necessari a mantenere il nostro sistema sanitario ad alti livelli di efficienza, lo abbiamo fatto a fronte di un progetto sanitario ben definito.
Quel che fa invece il Governo con la finanziaria sembra solo un modo per rastrellare quattrini, imponendo dall’alto i ticket anche ai cittadini di Regioni come il Veneto che hanno il bilancio sanitario in pareggio.
È inaccettabile che il Governo abbia deciso l'imposizione di misure come un ticket aggiuntivo di 10 euro sulle ricette per le prestazioni specialistiche e la diagnostica, e un ticket variabile dai 23 ai 41 euro per prestazioni non urgenti nei Pronto Soccorso, senza una discussione e un confronto preventivi in Conferenza Stato-Regioni.
Siamo di fronte a una ingerenza di stampo centralistico, a un'invasione chiara della sfera di competenza delle Regioni, alle quali solo spetta l'organizzazione del proprio sistema sanitario, di cui conoscono le esigenze meglio del Ministero.
Assurdo, poi, caricare di ticket allo stesso modo i cittadini di Regioni con i conti della sanità in pareggio e quelli di Regioni che hanno accumulato deficit colossali. Il Veneto ha già in fase avanzata di preparazione un provvedimento per limitare gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, prevedendo però protocolli specifici di applicazione, aderenti alle caratteristiche e alle necessità del nostro sistema sanitario regionale e un eventuale costo per i cittadini decisamente inferiore.
Il rigore del Governo non dovrebbe abbattersi su tutti i cittadini italiani, ma solo sulle Regioni che hanno sforato il Patto sui costi della loro sanità concordato con il Ministero, che giustamente, come deciso dal precedente Esecutivo, devono iniziare a compartecipare al colossale deficit sanitario che producono. Il segnale che viene da questa legge è preoccupante.
Temo che una bastonata ancor più grossa al Veneto e alle Regioni virtuose del Nord possa arrivare con il riparto dei 101 miliardi del Fondo Sanitario Nazionale: il centrosinistra vuole introdurre a uso e consumo delle Regioni sprecone un nuovo e fantasioso criterio di “deprivazione socioeconomica” che finirebbe per spostare miliardi di euro a loro vantaggio, sottraendoli alle Regioni virtuose.
Un ulteriore grave problema è legato alle esenzioni. Infatti chi è esente per reddito e per patologia può accedere gratuitamente al pronto soccorso anche in modo inappropriato, anche per un semplice raffreddore. I cittadini italiani non abusano di questa possibilità. Ora però, dal momento che moltissimi cittadini extracomunitari ricadono nell’esenzione per reddito, a loro viene in pratica garantito per legge dello Stato il diritto ad accedere al pronto soccorso come e quando vogliono, in maniera assolutamente non corretta, anche se non hanno nulla o quasi. E tutto questo a spese degli italiani che invece saranno costretti a pagare il ticket.
Un ultimo ma altrettanto importante aspetto da considerare è relativo all’edilizia ospedaliera. Nella finanziaria ci saranno svariate centinaia di milioni di euro destinati alle Regioni per ristrutturare gli ospedali, per ampliarli o costruirne di nuovi. Ebbene, in Finanziaria sono stati inseriti dei criteri di priorità tecnici che nel concreto fanno in modo che tutti questi fondi vadano alle Regioni del Mezzogiorno. Una valanga di soldi tutti al Sud. Se volessero intervenire in questo ambito, le Regioni del Nord dovranno farlo esclusivamente con risorse proprie. Da Roma non riceveranno un euro.
In tal caso si sappia fin d’ora che il Veneto condurrà una battaglia durissima in tutte le sedi per difendere i suoi cittadini.
Flavio Tosi
Assessore alla Sanità della Regione Veneto


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