
Originariamente Scritto da
Strangolatore di Dresda
Ode a te, o signora, che entri in banca, alla posta, al supermercato o in un qualsiasi altro luogo in cui bisogna fare una fila braccio a braccio con un vecchio che potrebbe essere tuo padre o tuo marito e che avanza lentamente, lentamente, molto lentamente, col bastone in mano.
Ode a te, o signora, che anche se dentro ci sono cento persone avanzi dritta alla cassa, quella che si libera prima, perchè tu, secondo te, hai il diritto di non fare file.
Ode a te, o signora, che chiedi ai presenti "chi è l'ultimo?" perchè pensi che gli altri 99 che sono prima di te non abbiano diritto di darti il permesso di passare avanti. E quando tutti fraintendono il tuo pensiero e ti dicono che nella banca c'è da prendere il numero, esclami offesa "ma c'è lui!", indicando con gli occhi il tuo passepartout, e gli altri clienti, anzichè rimarcarti come sarebbe ovvio che sei una sanguisuga, ti dicono pure "scusa" e tu anzichè ringraziare San Gennaro per il miracolo, guardi pure meravigliata con la testa che fa capolino dal tuo pellicciotto marrone come per dire "Tsk, ovvio che ti devi scusare" quasi aspettandoti come risposta "mi scusi signora se non mi sono scusata prima"
Ode a te, o signora, che citi una fantomatica legge che cambia sempre, una volta dice che puoi saltare le file, un'altra volta che prima devi aspettare cinque persone, un'altra volta tre.
Ode a te, o signora, che dici "ma non può stare in piedi" e magicamente non ti senti rispondere "ma di certo può stare seduto, anche per ore, esattamente come noi"
Ode a te, o signora, perchè nella vita reale non credo sia utile battibeccare con le persone nel vano tentativo di far cambiare loro idea.