Per coloro che hanno addotto forse a ragione che la donna fotografata sia un’adultera ecco le origini della lapidazione:
Il Corano (24,2) prescrive che "la fornicatrice e il fornicatore" devono essere "flagellati con cento colpi di frusta ciascuno" escludendo quindi la lapidazione, spesso erroneamente attribuita al testo sacro musulmano. La lapidazione è di derivazione ebraica, ne troviamo traccia in Deuteronomio 22,23-25 "quando una fanciulla è fidanzata e un uomo, trovandola in città, pecca con lei, condurrete entrambi alla porta di quella città e li lapiderete". Nel processo per adulterio i rei dovevano essere accusati da due testimoni oculari maschi, cosa assai difficile; per i testimoni bugiardi ottanta frustate e il divieto di testimoniare nuovamente (in Cor. 24,4 chi accusa ingiustamente una donna sposata è definito "perverso"). Inoltre l'adulterio deve essere avvenuto col consenso dei "peccatori", ossia se c'è violenza esso non sussiste.