



Che palle! Mi sono scocciato di andare a quotare ogni singola riga e rispondere punto per punto, tanto, le idee non si cambiano. Invece andiamo al sodo, vorrei che queste persone rispondessero a queste domande:
- il comunismo è fallito (vero/falso)
- il fascismo è fallito (vero/falso)
E poi tireremo le somme.
2010:


Produrre non è una prerogativa del capitalismo. Il capitalismo è tecnicamente "fare più profitti" servendosi della produzione. Produrre ed espandersi ha un risvolto più metafisico che va al di là dei concetti economici: è lo spirito dell'uomo che vuole andare oltre i confini impostigli dalla natura, uno spirito, un istinto spontaneo che voi vorreste reprimere. Non si reprime un istinto vecchio migliaia di anni!
Quanto alla "distruzione della natura" ci troviamo di fronte ad un mito ingigantito a dismisura.
2010:


E voi da chi siete mandati? Dal MPLI?
Non sono certo il solo a chiedersi che ci fate qui e perché continuate a diffamare i legittimi frequentatori di questo forum che non hanno ceduto al fascino esotico dell'Islam o del comunismo asiatico o sudamericano...
http://www.politicaonline.net/forum/...=1#post4627148
2010:
Il comunismo nella sua variante marxista o bolscevica è fallito, il comunismo considerato come modo di concepire l' economia e la società no. Ti ricordo che erano società comunistiche l' impero incaico, quello atzeco, quello egizio e ne potremmo ricercare altri.
Il fascismo non è fallito, è stato sconfitto militarmente.
Tornando al comunismo della Corea del nord, si tratta ideologicamente di un comunismo un pò diverso da quello del "socialismo reale". Ma ti potrà informare meglio Saloth Sar, che ne sa molto più di me.
E' vero, come disse Ulisse a Dante nell' inferno, che l' uomo è fatto per osare e per conoscere. La tua interpretazione dell' espansione e della produzione è corretta per parecchi soggetti. Ma questo espansionismo può diventare, se non imbrigliato, fonte di mali immensi. Infatti, la terza via della Germania nazionalsocialista con il suo modello di "economia guidata" pose freno all' espansionismo, alle fusioni, e alle sovraproduzioni. Io non è voglio reprimere l' istinto a osare, a scoprire, a realizzare, mi piacerebbe farlo convivere in un contesto socialista, cercando di valorizzarlo.


Allora devi riconoscere che non è sbagliato il principio in sè. Dobbiamo dire che c'è modo e modo per intraprendere questa strada.
Quello che alcuni qui vagheggiano è invece il succo della sconfitta e della meschinità, la negazione dell'uomo e della sua forza passa per idee criminali come la c.d. crescita zero, o peggio ancora decrescita, è il disconoscimetno del tutto e la riduzione dell'anelito al ricordo.
2010:


Diciamo che esiste uomo ed uomo, c'è chi è portato a superare limiti e c'è chi invece e per natura portato alla pace e alla semplicità. Crescere non è di per se un esigenza urgente, bisogna vedere come la crescità si evolve, se può essree vantaggiosa o dannosa per la comunità. Decrescere non è di per se un dramma, dipende da cosa si vuole. Nel suo piccolo, una persona può sempre trovare degli spazi per, come posso dire, eccellere, fare cose che a prima vista possono essere impossibili.
Ti faccio notare che le civiltà socialiste (un socialismo diverso da quello otto-novecentesco) che ho citato prima, hanno prodotto monumenti, scoperte scientifiche, opere grandiose di medicina ed ingegneria che tutt' oggi sbalordiscono gli studiosi, erano bravi matematici.
Poi, te lo detto, una società, per essere felice non deve necessariamente realizzare chissà che cosa, poi se si riescono a fare le grandi cose, le grandi invenzioni scientifiche, ingegneristiche, ben vengano.
Il discorso è complesso, specialmente per il fascismo, perchè, come più volte hai scritto, ha conosciuto varie fasi in termini di gestione dell' economia, posso dire che progressivamente si mosse in direzione socialista, approdando appunto, nel 1943, alla socializzazione.
La differenza senz' altro più facile da capire è quella tra comunismo sovietico e fascismo: il fascismo anche nella accezione più socialista, riconosce e favorisce la piccola proprietà privata dei mezzi di produzione, mentre il comunismo di tipo russo finirà per abolire la proprietà privata di tutti i mezzi di produzione.
La differenza c'è poi tra i fondamenti spirituali di riferimento.
Ho messo solo la versione bolscevica di comunismo, perchè, ad esempio, il comunismo spartano assegnava a tutti i cittadini una stessa quantità di terra di proprietà privata, nell 'impero atzeco e in quello egizio, esisteva la figura del mercante che era semplicemente colui che comprava e vendeva, era importante socialmente perchè con i suoi contatti esteri partecipava alle relazioni "internazionali", ma non possedeva delle fabbriche etc.