Come dicevo di sfuggita in un'altra discussione, quello della interpretatio è un tema interessantissimo e meno scontato di quel che si creda; oggi sappiamo che con buona probabilità anche Greci e Romani, anche se Gentili, in alcuni casi prendevano delle cantonate nell'effettuare questa operazione.
Per due ragioni: sebbene non ci fosse una frattura religiosa e di Weltanschauung (tutti pagani) vi era comunque un diaframma culturale che rendeva relativamente difficile la comprensione di alcuni aspetti delle religioni dei "barbari".
Seconda ragione: la interpretatio era un processo a carattere fortemente etnocentrico, per cui si proiettavano sui sistemi religiosi altri le proprie categorie ed aspettative. Inoltre, soprattutto nel caso romano, tale operazione aveva anche la finalità eminentemente pratica di assimilare i culti dei conquistati e di permettere comunque il sincretismo.
Mancava dunque il carattere ermeneutico dell'approcio, finalizzato alla conoscenza dell'altro nella-sua-alterità.


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