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  1. #71
    macht geht vor recht
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    Regno d'Italia > They challenge science to prove the existence of God. But must we really light a candle to see the sun?
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    Citazione Originariamente Scritto da Anakin Visualizza Messaggio
    Buona parte dei vostri interventi, sono assolutamente condivisibili. Ma AN ha commesso un errore su tutti: è diventato un partito conservatore (antitesi del movimentismo). Ora, essere un partito conservatore ha un senso quando il proprio paese è di stampo anglosassone. Vedi Inghilterra, Stati Uniti o Australia. In questo caso, l’essere e il dirsi conservatori, ammettiamolo, paga. Ma non in Italia: anzitutto perché l’Italia non è -grazie al buon Dio e alla storia degli uomini- un paese anglosassone. Secondariamente, perché io, al partito conservatore, preferisco il partito delle Tradizioni. Cosa ben diversa, spero condividiate.
    Non condivido.
    Il movimentismo lascia il tempo che trova ed è un'attività che può essere portata avanti solo da un elettorato ideologizzato e acritico come quello di sinistra. A destra non accadrebbe mai.
    La cultura politica anglosassone porta alla differenziazione netta fra progressisti e conservatori, fra chi minaccia il corretto equilibrio identitario della nazione e chi lo difende. In Italia la sua assenza ha avuto come risultato la non esistenza di partiti autenticamente di destra, assenza di cui facciamo le spese oggi.
    Credo, credo, che la destra debba essere necessariamente sociale, perché questo liberismo qui, è un danno per le famiglie. Non sono un antiliberista, ma credo fondamentalmente che anche dal sistema anglosassone si possano trarre elementi utili per l’Italia. Solo che c’è un problema: da che l’Italia s’è scoperta atlantista, ha cercato di prendere quà e là cose –anche utili- ma senza adattarle al nostro paese. Un trapianto di liberismo, ammettiamolo, è una follia: ma operare, mantenendo un'economia sociale di mercato all’interno di un impianto liberista, sarebbe una gran cosa.
    Tu dici? Noi viviamo già in un paese in cui vige l'economia sociale di mercato, con welfare-state a livelli spropositati, presenza soffocante di sindacati e di forze politiche socialiste post-comuniste che legiferano di conseguenza, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Tuttavia, vi faccio notare che in economia la soluzione l’abbiamo sempre avuto sotto gli occhi: si chiama partecipazione, e si va dall’integrazione dei lavoratori nel capitale sociale delle aziende, sino all’avvio di consigli di amministrazione costituiti da rappresentanti dei lavoratori, non dai sindacati e neppure da manager senza scrupoli, senza palle, senza ideali. Ma AN, perché non ha avanzato questa proposta di legge? O meglio, l’ha fatto, ma nel ’96: la firmarono tutti i membri del partito quando era all’opposizione, e quando -soprattutto- quella proposta di legge prendeva idealmente il nome di battaglia. Oggi AN sta con Confindustria: si leggono comunicati stampa paradossali in favore di Montezemolo, mentre avrebbero dovuto/potuto potenziare l’UGL, invece di farlo diventare un contenitore amministrato sempre dalle stesse persone. La partecipazione sarebbe stata un riforma, non un decreto legge: ma nessuno di lor signori l'aveva capito.
    Partecipazione? Ma se le aziende fanno fatica già a tirare avanti adesso in questo sistema iper-fossilizzato, dobbiamo aggiungere ulteriori rigidità e invitare a portarsi i sindacati (perchè di questo si tratterebbe) nel cda?

  2. #72
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    Citazione Originariamente Scritto da W. Von Braun Visualizza Messaggio
    Non condivido.
    Il movimentismo lascia il tempo che trova ed è un'attività che può essere portata avanti solo da un elettorato ideologizzato e acritico come quello di sinistra. A destra non accadrebbe mai.
    La cultura politica anglosassone porta alla differenziazione netta fra progressisti e conservatori, fra chi minaccia il corretto equilibrio identitario della nazione e chi lo difende. In Italia la sua assenza ha avuto come risultato la non esistenza di partiti autenticamente di destra, assenza di cui facciamo le spese oggi.

    Tu dici? Noi viviamo già in un paese in cui vige l'economia sociale di mercato, con welfare-state a livelli spropositati, presenza soffocante di sindacati e di forze politiche socialiste post-comuniste che legiferano di conseguenza, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

    Partecipazione? Ma se le aziende fanno fatica già a tirare avanti adesso in questo sistema iper-fossilizzato, dobbiamo aggiungere ulteriori rigidità e invitare a portarsi i sindacati (perchè di questo si tratterebbe) nel cda?


    Ti rispondo per punti, altrimenti faccio cASINI.

    1. Io credo che anzitutto il movimentismo lo facciano le persone, e non i partiti. E chiaro che, più la situazione politica è poco dignitosa, più ci sarà la predisposizione ad alzare il culo dalle sedie. Io per lo meno, più sento puzza, più in fretta mi alzo. Contro ingiustize, contro le porcherie: la destra, secondo me, avrebbe dovuto in taluni casi manifestare anche contro Berlusconi. E' certo però che l'indifferenza sociale ha portato a far si che lor signori, se ne sbattessero ampliamente le basse sfere, con tutto ciò che ne consegue. Il movimentismo di destra è sempre esistito: ha sicuramente una radice comune col movimentismo di sinistra, ed è sicuramente molto meno strumentalizzabile (o pecora, se vogliamo). E non dimentichiamo, che anche la destra è stata fortemente ideologizzata: e lo è anche oggi, ma solo su presupposti di pura, semplice, patetica retorica. Il progresso sociale (conquiste per lo più) è cosa ben diversa dal progressismo (-ismo è in quasto caso un bel suffisso negativo) e soprattutto nulla ha a che vedere col conservatorismo che lascia tutto intatto mentre la società cambia. Il conservatorismo impone al malato-Stato che vuole far fisioterapia per tornare a camminare di tenere il gesso... Poco utile.

    2. Non mi sembra: un'economia sociale di mercanto non farebbe gestire le utenze di base (acqua, energia, gas) ai privati, ad esempio. Attenzione. L'acqua stessa, in alcune sone d'Italia è raddoppiata, e non per il caro euro, ma perché in questa economia liberista hanno dato mandato ai privati di agire sulle risorse naturali, al posto del pubblico. E questo ha portato a far diventare un diritto, un bene quasi di lusso. Non so, io son certo che il nostro paese ha -per fortuna- un buon welfare, ma è anche vero ogni anno ci troviamo dinanzi all'abbattimento di piccole-grandi tutele. E non tutti se lo possono permettere.

    3. No, io mi riferisco ad altro: io mi riferisco al fatto che solo persone che lavorano per un obiettivo che li coinvolge, possono oggi fare la differenza. La verità è sotto gli occhi di tutti: il costo del lavoro in Italia picchia quanto la ricerca dell'oro. I brevetti diminuiscono proporzionalmente ad ingegno e livello culturale. L'unico modo in cui ad oggi per tornare ad essere competitivi, è responsabilizzare ulteriormente il capitale lavorativo delle imprese. Io non voglio che i sindacati finiscano nel CDA, ma il contrario: i sindacati ai lavoratori gli hanno fatto barba e capelli (lo scalpo) proprio perché nei CDA hanno banchettato assieme ai manager. Bisogna responsabilizzare i lavoratori anche per questo: perché la triplice è una zavorra che in questi ultimi 20 anni ci ha fatto fare solo passi indietro.

    Omar

  3. #73
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    Citazione Originariamente Scritto da Cuore Nero Visualizza Messaggio
    Omar è tutto vero quello che scrivi, le tue critiche sono più che fondate e le condivido esclusa la questione del PPE a cui riesco a trovare più di una giustificazione per quanto non mi vada giu molto.
    Ma forse è proprio questa la positività di un partito come An, il fatto che al suo interno ci sia molta possibilità di critica, certo è difficile cambiare le cose ma come hai detto tu i giovani sono la speranza...quindi lavorare su Ag per ridargli una forte identità e una forte base di valori è la priorità.
    Dopo tutto se si vuole essere presenti nella politica An è l'unica casa per chi la pensa come noi.
    Le scelte giustificate, non mi sono mai piaciute, ma ritengo che a volte sia indispensabile farsene una ragione. E' politica, ed è divisa fra amor di Patria e ragion di convenienza. Ma non è un problema: in fondo neppure io mi pongo il problema del PPE, dal momento che per me l'UE non esiste e non ha alcun valore reale nella mia vita. Dal momento che non concepisco e ne tantomeno condivido l'UE, poco m'interessa se AN va coi gollisti francesi e al tempo stesso con l'udeur di Mastella. Ovunque va, nessuno nell'europarlamento conta.

    Io so che l'Europa è una cosa, e che l'UE è cosa ben diversa.

    1. So che nell'UE -e nei suoi bagni- hanno trovato più cocaina che non nella peggiore discoteca briatoriana.
    2. So anche che i nostri agricoltori -pur producendo in uno dei paesi più fertili del mondo- si sono dovuti attaccare alla canna del gas a causa di tutti i limiti e i vincoli imposti da questa sciagurata combriccola senza potere, visto che l'UE, non è 'fatta' dall'aeuroparlamento, ma dai soli commissari (che -come bravi americani) prima sentono le ragioni di questa o quella lobby e solo dopo sentenziano.
    3.L'UE è una congrega di affaristi, che non a caso vorrebbe al suo interno sia la Turchia che Israele. Ma cosa c'entrano con l'Europa? In termini geografici nulla, in termini economici anche troppo. Se entrassero nell'UE, stando al tuo ragionamento, dovrei accettare la cosa in quanto giustificabile. Ma sarebbe cosa formalmente assurda e sbagliata.

    Se si vuole dare un ruolo al medio oriente, in cui l'Italia sia per davvero l'interlocutrice ideale di una pacificazione, allora che si crei un Patto per il Mediterraneo, in cui far confluire solo i paesi che possono aver parte in tale processo. Ma assimilare culture in grado di assimilare la nostra, mi sembra una follia: Turchia ed Israele, sono talmente antitetiche dal pensiero Europeo, e ne sancirebbero la fine. Sarebbe la prima vera globalizzazione interna all'Unione Europea.

    Dopo questo, beh, io non riconosco l'UE (molto semplicemente) perché non è nata dal progetto dei popoli, ma è nata dai conti dei banchieri. E soprattutto perché più questa UE godrà d'importanza, più la nostra sovranità nel nostro amato Stato, andrà a farsi benedire.

    Omar

  4. #74
    Cuore Nero
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    Citazione Originariamente Scritto da Anakin Visualizza Messaggio
    Le scelte giustificate, non mi sono mai piaciute, ma ritengo che a volte sia indispensabile farsene una ragione. E' politica, ed è divisa fra amor di Patria e ragion di convenienza. Ma non è un problema: in fondo neppure io mi pongo il problema del PPE, dal momento che per me l'UE non esiste e non ha alcun valore reale nella mia vita. Dal momento che non concepisco e ne tantomeno condivido l'UE, poco m'interessa se AN va coi gollisti francesi e al tempo stesso con l'udeur di Mastella. Ovunque va, nessuno nell'europarlamento conta.

    Io so che l'Europa è una cosa, e che l'UE è cosa ben diversa.

    1. So che nell'UE -e nei suoi bagni- hanno trovato più cocaina che non nella peggiore discoteca briatoriana.
    2. So anche che i nostri agricoltori -pur producendo in uno dei paesi più fertili del mondo- si sono dovuti attaccare alla canna del gas a causa di tutti i limiti e i vincoli imposti da questa sciagurata combriccola senza potere, visto che l'UE, non è 'fatta' dall'aeuroparlamento, ma dai soli commissari (che -come bravi americani) prima sentono le ragioni di questa o quella lobby e solo dopo sentenziano.
    3.L'UE è una congrega di affaristi, che non a caso vorrebbe al suo interno sia la Turchia che Israele. Ma cosa c'entrano con l'Europa? In termini geografici nulla, in termini economici anche troppo. Se entrassero nell'UE, stando al tuo ragionamento, dovrei accettare la cosa in quanto giustificabile. Ma sarebbe cosa formalmente assurda e sbagliata.

    Se si vuole dare un ruolo al medio oriente, in cui l'Italia sia per davvero l'interlocutrice ideale di una pacificazione, allora che si crei un Patto per il Mediterraneo, in cui far confluire solo i paesi che possono aver parte in tale processo. Ma assimilare culture in grado di assimilare la nostra, mi sembra una follia: Turchia ed Israele, sono talmente antitetiche dal pensiero Europeo, e ne sancirebbero la fine. Sarebbe la prima vera globalizzazione interna all'Unione Europea.

    Dopo questo, beh, io non riconosco l'UE (molto semplicemente) perché non è nata dal progetto dei popoli, ma è nata dai conti dei banchieri. E soprattutto perché più questa UE godrà d'importanza, più la nostra sovranità nel nostro amato Stato, andrà a farsi benedire.

    Omar

    sottoscrivo tutto. l'UE è solo un ostacolo per la vera Europa, per i popoli d'Europa.
    Però esiste una scena politica europea in cui anche An deve essere presente.
    Io sono felicissimo se An rimane nell'UEN, ma il progetto nuovo di cambiamento del partito per prepararlo ad essere egemone nel futuro (e neanche tanto futuro) partito unico del centrodestra presuppone anche l'ingresso nel PPE che ormai è diventato il partito europeo che raggruppa tutte le forze politiche di centrodestra d'europa.
    An vuole allargare i confini, vuole andare oltre il 11/12%, vuole prepararsi ad essere un contenitore gia pronto per coprire la maggior parte degli spazi del prossimo "Partito della libertà"...quindi è chiaro che in questo senso le mosse di Fini non sono sbagliate.
    D'altronde se dobbiamo, volenti o nolenti (chi vuole fare politica) confluire in un unico soggetto dove saranno presenti anche forzisti, democristiani, ex-socialisti, repubblicani e monarchici....non trovo cosi scandaloso che si cerchi di prepararsi bene all'evento.
    Più che altro mi piacerebbe che si puntasse più avanti a cercare di riunire le forze identitarie, comunitarie, europeiste (e parlo dell'europeismo genuino, identitario..niente a che vedere con l'UE cosi com'è ora)...presenti nei vari partiti del centrodestra (sopratutto in An e nella Lega Nord)...in modo da poter creare una forte corrente identitaria di destra nel megapartito di cdx...perchè di sicuro sarà un partito dalle mille anime. se si riuscirà a fare ciò forse sarà ancora più facile creare un fronte omogeneo di tutti coloro che hanno a cuore il destino della nostra identità comune e dell'Europa.
    Il problema della scarsità degli esponenti di An è reale, però sai...io non riesco nemmeno a pormi il problema..preferisco cercare di costruire qualcosa di positivo nel mio piccolo...perchè tuonare contro le alte sfere si può...per cercare di smuoverle...ma sostituire in blocco tutta la dirigenza..è solo un bell'esercizio mentale.
    Detto questo...ora...in contemporanea alla nuova svolta sancita dal documento di Fini e Urso "Ripensare il centrodestra" è importante che dall'interno del partito si alzino voci tese a confermare la continuità con il nostro passato, l'identità di destra, dei valori fermi e irrinunciabili (sopratutto viste le tendenze laiciste e progressiste di Fini)...se a farlo è Storace (interessato o meno, sicuramente lo è) o Alemanno, o La Russa o Gasparri poco importa....l'importante è che si cerchi di non far deragliare An verso posizioni in stile chirac come quelle promosse da Urso, Fini o Matteoli.
    e poi è importante creare una sorta di rete all'interno di Ag (se ne parlava anche qua) attraverso anche un aggregatore di blog in stile Toqueville...per unire tutti i giovani di An che sentono una forte identità di destra..e una forte continuità con la destra italiana del passato (scevra da ogni patetico nostalgismo).
    Capisci che il discorso sulla mediocrità di taluni dirigenti è valido....ma credo che farsi prendere dal disfattismo sia nocivo.
    Anche perchè un'alternativa valida ad An non esiste ....gira e rigira il nostro posto alla fine risulta sempre essere questo.

    Eugenio

  5. #75
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    Citazione Originariamente Scritto da Cuore Nero Visualizza Messaggio
    sottoscrivo tutto. l'UE è solo un ostacolo per la vera Europa, per i popoli d'Europa.
    Però esiste una scena politica europea in cui anche An deve essere presente.
    Io sono felicissimo se An rimane nell'UEN, ma il progetto nuovo di cambiamento del partito per prepararlo ad essere egemone nel futuro (e neanche tanto futuro) partito unico del centrodestra presuppone anche l'ingresso nel PPE che ormai è diventato il partito europeo che raggruppa tutte le forze politiche di centrodestra d'europa.
    An vuole allargare i confini, vuole andare oltre il 11/12%, vuole prepararsi ad essere un contenitore gia pronto per coprire la maggior parte degli spazi del prossimo "Partito della libertà"...quindi è chiaro che in questo senso le mosse di Fini non sono sbagliate.
    D'altronde se dobbiamo, volenti o nolenti (chi vuole fare politica) confluire in un unico soggetto dove saranno presenti anche forzisti, democristiani, ex-socialisti, repubblicani e monarchici....non trovo cosi scandaloso che si cerchi di prepararsi bene all'evento.
    Più che altro mi piacerebbe che si puntasse più avanti a cercare di riunire le forze identitarie, comunitarie, europeiste (e parlo dell'europeismo genuino, identitario..niente a che vedere con l'UE cosi com'è ora)...presenti nei vari partiti del centrodestra (sopratutto in An e nella Lega Nord)...in modo da poter creare una forte corrente identitaria di destra nel megapartito di cdx...perchè di sicuro sarà un partito dalle mille anime. se si riuscirà a fare ciò forse sarà ancora più facile creare un fronte omogeneo di tutti coloro che hanno a cuore il destino della nostra identità comune e dell'Europa.
    Il problema della scarsità degli esponenti di An è reale, però sai...io non riesco nemmeno a pormi il problema..preferisco cercare di costruire qualcosa di positivo nel mio piccolo...perchè tuonare contro le alte sfere si può...per cercare di smuoverle...ma sostituire in blocco tutta la dirigenza..è solo un bell'esercizio mentale.
    Detto questo...ora...in contemporanea alla nuova svolta sancita dal documento di Fini e Urso "Ripensare il centrodestra" è importante che dall'interno del partito si alzino voci tese a confermare la continuità con il nostro passato, l'identità di destra, dei valori fermi e irrinunciabili (sopratutto viste le tendenze laiciste e progressiste di Fini)...se a farlo è Storace (interessato o meno, sicuramente lo è) o Alemanno, o La Russa o Gasparri poco importa....l'importante è che si cerchi di non far deragliare An verso posizioni in stile chirac come quelle promosse da Urso, Fini o Matteoli.
    e poi è importante creare una sorta di rete all'interno di Ag (se ne parlava anche qua) attraverso anche un aggregatore di blog in stile Toqueville...per unire tutti i giovani di An che sentono una forte identità di destra..e una forte continuità con la destra italiana del passato (scevra da ogni patetico nostalgismo).
    Capisci che il discorso sulla mediocrità di taluni dirigenti è valido....ma credo che farsi prendere dal disfattismo sia nocivo.
    Anche perchè un'alternativa valida ad An non esiste ....gira e rigira il nostro posto alla fine risulta sempre essere questo.

    Eugenio
    Diciamo due cose.

    La prima è che la mossa politica, atta a fagocitare il centro -a mio fallibile modo di vedere- è inammissibile che venga accettata così, a braghe basse. E non tanto perché cercare di strappare l'elettorato di centro è cosa quasi impossibile, ma perché avverrebbe il contrario. Saremmo noi ad essere fagocitati da loro, per tutta una serie di questioni:

    1. Il centro ha associazioni che funzionano e che sono radicatissime.
    2. Il centro ha reali gruppi di pressione che per propria natura non si sposterebbero dai partiti di riferimento.
    3. Il centro sta nelle Chiese, negli oratori, ovunque vi sia da proferir il verbo cristiano.
    4. Il centro sta agghingato con fondazioni reali (e non farlocche) e con la Compagnia delle Opere.
    5. Il centro ha un sindacato di riferimento che è il secondo in Italia (la CISL)
    6. Il centro non delega, ma accentra.
    etc, etc, etc...

    Noi avevamo il dovere di essere alternativi a questo centro e competitivi grazie ad AN. Il dover sottostare ad un diktat circa il riassetto di un partito fallimentare (laddove si cambia rotta, è implicito che la precedente era sbagliata) è sbagliato. Ciò che dice Storace, circa alla centralità della destra a destra è giusto: peccato che a dirlo, sia il più inattendibile testimone della morte di AN. La destra aveva le carte in regola per competere su tutti qui piani con il centro: ma i ripetuti personalismi, i caroselli di prime donne e i valzer di nani e ballerine, hanno mandato tutto all'aria.

    Di cose, sono onesto, ne sono state lanciate. Ma nessuna è mai decollata, ma anzi, ha fatto rimettere di tasca propria a tantissimi camerati. Ed ora? Ed ora come disse Churchill "L'abile politico è colui il quale dapprima fa delle previsioni e che in un secondo momento ti spiega -convincendoti- perché queste previsioni non si sono realizzate". E noi sempre giù: a novanta. Abbandonare la destra, significa abbandonare un territorio che è nostro. Il tutto per cosa? Per attingere alle risorse elettorali ed economiche del centro. Pazzesco: e a che pro? Sarà il centro a pappare dalla destra, e non il contrario: perché il centro ha capacità di assorbimento. La destra meno. AN anno dopo anno si sta trasformando in un partito che loro definiscono sdoganato, ma che io definisco essere omologato. Sono sicuro che tutti conoscano bene la differenza fra questio due termini.

    Punto due: non c'è alternativa ad AN. Si, è vero. Per colpa mia, e di chi come me sa che AN è un partito idealmente corrotto, e non si fa niente per creare un nuovo soggetto convincente che abbai determinate caratteristiche:

    1. Serve un soggetto non corrotto da una massa di avvoltoi
    2. Un soggetto politico che deleghi e che non accentri
    3. Un soggetto politico che renda partecipi e non imponga
    4. Serve un soggetto politico che imponga a chi ha cariche di poterne avere solo una, e non molteplici facendo così affossare qualunque cosa tocchi.
    5. Serve un soggetto politico che attinga dalla società civile, che dia un'opportunità a tutti anziché darla a i soliti noti, che sono per lo più amici e amici degli amici.
    6. Serve una scissione da AN, che parta da AN ma che entri nella società civile senza che vi sia etichetta di reducismo o di servilismi vari.
    7. Serve un partito che premi i volenterosi, che abbatta le piccole mafie locali, che sia federativo e che capisca una volta per tutte, che non esiste solo una questione meridionale, ma che esiste anche una legittima questione nel nord, nel centro e nelle isole.
    8.Serve un partito che si faccia i cavoli suoi, e che non interferisca con il movimento giovanile che deve pretendere totale autonomia. Un movimento giovanile che si riconosce nei valori di un partito, e che non si debba mai dire, il movimento giovanile DI quel partito. E tante altre belle cose...

    Ed invece oggi, fuori da AN -effettivamente- c'è la morte politica: ma dentro ad AN c'è la morte sociale, non fosse per altro per un valore che ancora AN non ha ucciso. Che è l'amicizia.

    Omar

  6. #76
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    Bravo Buttafuco.
    Il resto sono quaquaraqua di gente che si arrampica sugli specchi in modo tanto incoerente quanto ridicolo.

  7. #77
    Cuore Nero
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    Citazione Originariamente Scritto da Anakin Visualizza Messaggio
    Diciamo due cose.

    La prima è che la mossa politica, atta a fagocitare il centro -a mio fallibile modo di vedere- è inammissibile che venga accettata così, a braghe basse. E non tanto perché cercare di strappare l'elettorato di centro è cosa quasi impossibile, ma perché avverrebbe il contrario. Saremmo noi ad essere fagocitati da loro, per tutta una serie di questioni:

    1. Il centro ha associazioni che funzionano e che sono radicatissime.
    2. Il centro ha reali gruppi di pressione che per propria natura non si sposterebbero dai partiti di riferimento.
    3. Il centro sta nelle Chiese, negli oratori, ovunque vi sia da proferir il verbo cristiano.
    4. Il centro sta agghingato con fondazioni reali (e non farlocche) e con la Compagnia delle Opere.
    5. Il centro ha un sindacato di riferimento che è il secondo in Italia (la CISL)
    6. Il centro non delega, ma accentra.
    etc, etc, etc...

    Noi avevamo il dovere di essere alternativi a questo centro e competitivi grazie ad AN. Il dover sottostare ad un diktat circa il riassetto di un partito fallimentare (laddove si cambia rotta, è implicito che la precedente era sbagliata) è sbagliato. Ciò che dice Storace, circa alla centralità della destra a destra è giusto: peccato che a dirlo, sia il più inattendibile testimone della morte di AN. La destra aveva le carte in regola per competere su tutti qui piani con il centro: ma i ripetuti personalismi, i caroselli di prime donne e i valzer di nani e ballerine, hanno mandato tutto all'aria.

    Di cose, sono onesto, ne sono state lanciate. Ma nessuna è mai decollata, ma anzi, ha fatto rimettere di tasca propria a tantissimi camerati. Ed ora? Ed ora come disse Churchill "L'abile politico è colui il quale dapprima fa delle previsioni e che in un secondo momento ti spiega -convincendoti- perché queste previsioni non si sono realizzate". E noi sempre giù: a novanta. Abbandonare la destra, significa abbandonare un territorio che è nostro. Il tutto per cosa? Per attingere alle risorse elettorali ed economiche del centro. Pazzesco: e a che pro? Sarà il centro a pappare dalla destra, e non il contrario: perché il centro ha capacità di assorbimento. La destra meno. AN anno dopo anno si sta trasformando in un partito che loro definiscono sdoganato, ma che io definisco essere omologato. Sono sicuro che tutti conoscano bene la differenza fra questio due termini.

    Punto due: non c'è alternativa ad AN. Si, è vero. Per colpa mia, e di chi come me sa che AN è un partito idealmente corrotto, e non si fa niente per creare un nuovo soggetto convincente che abbai determinate caratteristiche:

    1. Serve un soggetto non corrotto da una massa di avvoltoi
    2. Un soggetto politico che deleghi e che non accentri
    3. Un soggetto politico che renda partecipi e non imponga
    4. Serve un soggetto politico che imponga a chi ha cariche di poterne avere solo una, e non molteplici facendo così affossare qualunque cosa tocchi.
    5. Serve un soggetto politico che attinga dalla società civile, che dia un'opportunità a tutti anziché darla a i soliti noti, che sono per lo più amici e amici degli amici.
    6. Serve una scissione da AN, che parta da AN ma che entri nella società civile senza che vi sia etichetta di reducismo o di servilismi vari.
    7. Serve un partito che premi i volenterosi, che abbatta le piccole mafie locali, che sia federativo e che capisca una volta per tutte, che non esiste solo una questione meridionale, ma che esiste anche una legittima questione nel nord, nel centro e nelle isole.
    8.Serve un partito che si faccia i cavoli suoi, e che non interferisca con il movimento giovanile che deve pretendere totale autonomia. Un movimento giovanile che si riconosce nei valori di un partito, e che non si debba mai dire, il movimento giovanile DI quel partito. E tante altre belle cose...

    Ed invece oggi, fuori da AN -effettivamente- c'è la morte politica: ma dentro ad AN c'è la morte sociale, non fosse per altro per un valore che ancora AN non ha ucciso. Che è l'amicizia.

    Omar

    parli dell'associazionismo dove il centro è molto forte....e hai pienamente ragione...infatti è un altro grave errore che ci portiamo dietro dal MSI quello di non aver mai cercato di costruire una rete di associazioni, cooperative, sindacati e comunità alternative alla sinistra e al centro cattolico.
    non è un errore tuo quello di non aver creato un partito come non è un errore di tutti coloro che riconoscono i problema di an perchè un partito non nasce cosi, dal nulla..
    cioè io condivido tutti i problemi che sollevi...solo che non riesco ad essere cosi pessimista...in fin dei conti in An ho trovato tante belle persone oneste e limpide nella base...che i politici (non solo di AN) siano un pò cosi lo so benissimo...infatti non sono di quelli che mitizza il personaggio politico.
    secondo me..si può ancora lavorare utilizzando An...per veicolare messaggi di destra positivi e contrastare l'apparato di potere cattocomunista.
    concordo alla grande sulla critica all'eccessivo meridionalismo di An, qualcosa si sta muovendo in questo senso..è necessario essere regionalisti e riconoscere le differenze di necessità e di soluzioni che esistono tra nord e sud. E anche sulla troppo poca partecipazione della base all'interno del partito.

  8. #78
    leghista nero
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    Ciao scusa il distrubo.

    Dato che sei un ex AN, ti segnalo questo bello articolo che da solo dice tutto. Se hai ancor aqualche conoscenza tra i neo DC , fallo girare che ci sono molte coscenze da svegliare.

    Un salutone.



    giornale.it
    Roma, pomeridiana organizzata da La Russa e Gasparri, ma il leader lascia la sala
    "Quanti stereotipi sugli arabi, si rischia davvero di alimentare le peggiori fobie"
    E Fini stronca 'Il mercante di pietre'
    "Film anti Islam, propaganda becera"
    La pellicola abbraccia la tesi della passività occidentale verso la minaccia islamica

    di FRANCESCO BEI


    Gianfranco Fini
    L'ULTIMO "strappo" di Gianfranco Fini dal suo partito si consuma in un piccolo cinema del centro di Roma, il Rivoli, dove Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri hanno organizzato una pomeridiana per far vedere al caro leader "Il mercante di pietre", film controverso di Renzo Martinelli sul terrorismo islamico. La pellicola, nonostante un cast di attoroni come Harvey Keitel e Murray Abraham, è presto sparita da quasi tutte le sale.

    E gli organizzatori della proiezione sospettano che "la distribuzione magari ha avuto paura di farlo vedere troppo in giro". Insomma, vorrebbero se ne parlasse di più e sono orgogliosi di aver trovato finalmente un regista italiano, l'autore di un kolossal come "Vajont" e di "Piazza delle Cinque lune", ispirato al caso Moro - uno che in un'intervista ha persino dichiarato di girare "armato" - che abbia sposato la tesi fallaciana sulla passività dell'Occidente di fronte all'avanzata islamica.

    Per gli uomini di An Martinelli è un Robert Redeker nostrano, un Teo Van Gogh, un Salman Rushdie. "È un film bellissimo che racconta problemi presenti già da noi. In fondo il protagonista dice le cose che scrive Magdi Allam", annota Roberto Menia. "È un film molto bello, la sua scarsa diffusione è un segnale preoccupante", denuncia Carmelo Briguglio. "Un film che certo divide - ammette Daniela Santanché - ma che racconta la realtà, quella realtà che forse non tutti vogliono vedere".

    Quando si riaccendono le luci insomma, sono tutti entusiasti. Tutti tranne uno, Fini. Ci dovrebbe essere un dibattito con il leader, ma l'ex ministro degli Esteri lascia i presenti di stucco e guadagna l'uscita. "Dibattito? E che siamo al cineforum?". La Russa già immagina il peggio e prova a disinnescarlo: "Certamente - mormora a Fini sottobraccio - è un po' forte, un po' troppo di propaganda, ma il messaggio c'è... "Il leader non concede nulla: "È un film di propaganda becera".

    Arrivato alla Camera, nel cortile di Montecitorio, Fini si accende una sigaretta e finalmente fornisce la sua recensione: "E' un film che sconsiglio vivamente a tutti. Parte bene, prosegue male e finisce peggio". Il problema, anzitutto, è politico. "Film come questo - osserva - infarciti di stereotipi sugli arabi, rischiano senz'altro di alimentare l'islamofobia qui da noi. Davvero non se ne sente il bisogno. Ci lamentiamo tanto della rozzezza di certi film americani e poi anche noi tiriamo fuori queste cose... ". Insomma, taglia corto, "per me quel film è spazzatura ... peccato, perché l'altro film che ho visto di questo regista, "Porzus", non era niente male".

    Per chi non l'avesse visto, Fini racconta anche la trama: la doppia vita di un cristiano convertito all'Islam (Keitel) che, dietro un insospettabile commercio di pietre preziose con il Medio Oriente, nasconde la sua appartenenza a una cellula di Al Qaeda. Il suo compito è quello di agganciare una donna, sedurla, per poi trasformarla in un'involontaria bomba umana. Alla fine però il mercante si innamorerà della sua vittima, con l'inevitabile tragico epilogo per entrambi.

    La stroncatura del leader getta nello sconforto i colonnelli di An, che una volta tanto erano riusciti a unirsi, al di là delle correnti, in una lode univoca della pellicola. Gasparri minimizza e prova a buttarla sul gusto: "A Fini non è piaciuto? Su un'opera d'arte ci possono essere senz'altro giudizi differenti. A me ad esempio piace Boccioni e detesto Andy Warhol, che problema c'è?. Intanto però questo film è un sasso lanciato contro il vetro, anche se alcuni giudizi sull'islam sono molto tranchant". Come quello che il regista mette in bocca uno dei suoi personaggi: "Non tutti i musulmani sono terroristi, ma è un fatto che gran parte dei terroristi siano musulmani". Frasi politicamente scorrette, immagini truculente e un regia che i critici hanno stroncato pesantemente.

    Persino il Foglio ha scritto che "Il mercante di pietre" "ha varie scene che non si riescono a guardare stando seri". Per questo il Fini-critico cinematografico conclude il suo sfogo con un sana confessione da spettatore: "L'altra sera mi sono rivisto dopo 25 anni "Corvo rosso non avrai il mio scalpo". Quello sì che era un capolavoro".

    (19 ottobre 2006)

  9. #79
    Cuore Nero
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    non ho mai visto quel film ma ho l'impressione che Fini abbia ragione da vendere.

  10. #80
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    Citazione Originariamente Scritto da Dago73 Visualizza Messaggio
    Io mi chiedo...
    Ma voi la politica la seguite o no????
    Leggete qualcosa o parlate solo per sentito dire?

    Ma quand'è che AN si è spostata al centro?
    Chi ha mai sostenuto ciò?

    MS FIAMMA TRICOLORE

 

 
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