Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    VELTRONI DIMETTITI!
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    Talking Attaco web di Al Qaeda al Vaticano

    Hacker islamici: "Attacchermo" stasera il sito del vativano
    DUBAI - E' stato preannunciato per questa sera il lancio di un violento attacco contro il sito internet ufficiale del Vaticano da parte di Hacker islamici vicini alla rete di al-Qaeda. Lo annuncia un messaggio inserito in uno dei forum solitamente usati dalla guerriglia irachena sul web.

    L'appuntamento è fissato per le 20 ora italiana quando numerosi esperti di informatica che frequentano solitamente i siti di propaganda del terrorismo islamico cercheranno di attaccare contemporaneamente il portale ufficiale della Santa Sede: il gesto dimostrativo in risposta alla lezione tenuta da Papa Benedetto XVI a Ratisbona sull'Islam.

    L'appello - ribattezzato "Nuovo piano per attaccare il Vaticano, attacco in difesa del profeta" - è stato diffuso nei giorni scorsi e ha ricevuto numerose adesioni da parte degli utenti dei forum di al-Qaeda. "Cari fratelli che volete difendere il profeta e che fate parte di questo e di altri siti - si legge nel messaggio - cari fratelli che non volete stare fermi con le mani in mano in silenzio da vili (e sono sicuro che siete in tanti) il nostro profeta è stato offeso e non ancora vendicato. Non potremo rallegrarci fino a quando non l'avremo vendicato e per questo vi invito tutti a partecipare alla prossima missione".

    Il piano prevede un attacco del sito ufficiale della Santa Sede della durata di quasi due giorni, senza sosta in modo da impedire ai tecnici del Vaticano di riaprire il portale.

    (11 ottobre 2006) Repubblica


  2. #2
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    Sura V, ver. 95
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Libdx Visualizza Messaggio
    Hacker islamici: "Attacchermo" stasera il sito del vativano
    DUBAI - E' stato preannunciato per questa sera il lancio di un violento attacco contro il sito internet ufficiale del Vaticano da parte di Hacker islamici vicini alla rete di al-Qaeda. Lo annuncia un messaggio inserito in uno dei forum solitamente usati dalla guerriglia irachena sul web.

    L'appuntamento è fissato per le 20 ora italiana quando numerosi esperti di informatica che frequentano solitamente i siti di propaganda del terrorismo islamico cercheranno di attaccare contemporaneamente il portale ufficiale della Santa Sede: il gesto dimostrativo in risposta alla lezione tenuta da Papa Benedetto XVI a Ratisbona sull'Islam.

    L'appello - ribattezzato "Nuovo piano per attaccare il Vaticano, attacco in difesa del profeta" - è stato diffuso nei giorni scorsi e ha ricevuto numerose adesioni da parte degli utenti dei forum di al-Qaeda. "Cari fratelli che volete difendere il profeta e che fate parte di questo e di altri siti - si legge nel messaggio - cari fratelli che non volete stare fermi con le mani in mano in silenzio da vili (e sono sicuro che siete in tanti) il nostro profeta è stato offeso e non ancora vendicato. Non potremo rallegrarci fino a quando non l'avremo vendicato e per questo vi invito tutti a partecipare alla prossima missione".

    Il piano prevede un attacco del sito ufficiale della Santa Sede della durata di quasi due giorni, senza sosta in modo da impedire ai tecnici del Vaticano di riaprire il portale.

    (11 ottobre 2006) Repubblica

    Ma se attaccassero radio maria che mi disturba radio rock non sarebbe meglio?

  4. #4
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    Ancora con queste notizie prese dai forum e siti web "frequentati da Al Qaeda"? E se veramente volessero attaccare il sito web del vaticano (capirai che paura), perchè preannunciarlo e dare agli informatici l' opportunità di prepararsi, e magari risalire agli Hacker? Magari i terroristi fossero così stupidi.

  5. #5
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    Dalle parti del Vaticano sono esperti in hackeraggi.

    Ricordate l'inchiesta di Potenza in cui hanno arrestato V.E. di Savoia e in cui è indagato il cerimoniere del papa, mons. Francesco Camaldo, che, secondo l'accusa, avrebbe ordinato di fa fuori un sito in cui c'erano notizie compromettenti sul suo conto (e su quello dei Savoia)?

    Lascio a voi scoprire quali notizie compromettenti conteneva sul conto del monsignore...

    http://www.donvitaliano.it/?p=199


    TRONO E ALTARE A PALAZZO DI GIUSTIZIA. NELL’INCHIESTA SUI SAVOIA INDAGATO ANCHE CERIMONIERE DEL PAPA
    POTENZA-ADISTA. Uno dei cerimonieri del papa, mons. Francesco Camaldo, è implicato nell’inchiesta della magistratura di Potenza che ha portato all’arresto di Vittorio Emanuele di Savoia. "Pirateria informatica" è l’accusa con cui il Pubblico Ministero Henry John Woodcock lo ha iscritto nel registro degli indagati: il monsignore avrebbe chiesto al faccendiere Massimo Pizza – fra i principali indiziati di questa e di un’altra inchiesta condotta sempre dalla Procura potentina – di oscurare il sito internet www.pravdanews.com che conteneva notizie sgradite al prelato. Lo stesso reato di cui è accusato anche il figlio di Vittorio Emanuele, Emanuele Filiberto: pure lui avrebbe chiesto a Pizza di colpire pravdanews che parlava dell’Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro (l’Ordine dinastico di casa Savoia) definendolo illegale e utile solo a far soldi.
    Le inchieste della Procura
    Ma il nome di mons. Camaldo, benché solo ora compaia nel registro degli indagati, risuona nelle stanze della Procura di Potenza già da diversi mesi, e a partire da un’altra inchiesta di cui Adista già aveva dato notizia oltre un mese fa (v. Adista n. 41/06). Allora il cerimoniere del papa era solamente stato interrogato dal pm Woodcock nell’ambito di un’indagine per una maxi-truffa ai danni di diversi imprenditori italiani architettata da Massimo Pizza. Era stato lo stesso Pizza a tirare in ballo mons. Camaldo, sostenendo davanti agli inquirenti di avere con lui uno "scambio fruttuoso di notizie" e dichiarando che il prelato si sarebbe mosso "per distruggere" una loggia massonica avversaria.
    Proprio le indagini su Pizza hanno consentito ai magistrati potentini di avviare la nuova inchiesta in cui, oltre allo stesso Pizza, risultano coinvolti i Savoia, Salvatore Sottile (portavoce dell’ex vicepremier Gianfranco Fini), Roberto Salmoiraghi (sindaco di Campione d’Italia), diversi imprenditori e, appunto, mons. Camaldo. Un’inchiesta che, dopo gli attacchi a mezzo stampa rivolti al pm Woodcock da diversi esponenti politici del centro-destra, il Tribunale del riesame ha appena giudicato "solida e credibile", confermando la legittimità della Procura di Potenza ad indagare sull’associazione per delinquere che farebbe capo a Vittorio Emanuele di Savoia. Mentre sono stati trasferiti a Roma i filoni dell’inchiesta che riguardano la "concussione sessuale" nei confronti di alcune show-girls della Rai (in cui è indagato Sottile) e la corruzione ai Monopoli di Stato (per le autorizzazioni per i videopoker) e a Como quello riguardante la corruzione al casinò di Campione d’Italia (videopoker e prostituzione).
    Mons. Camaldo e i Savoia
    Se in questa seconda inchiesta mons. Camaldo risulta indagato esclusivamente per "pirateria informatica", tuttavia il suo coinvolgimento – benché non abbia finora alcuna rilevanza penale – sembra riguardare soprattutto i forti legami con i Savoia, in particolare con Vittorio Emanuele, e i rapporti con Massimo Pizza, cioè i principali indiziati. Nato a Lagonegro (Pz) il 24 ottobre 1952, mons. Francesco Camaldo è stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1976, nella basilica di san Giovanni in Laterano, a Roma, dove per quasi 15 anni è stato segretario del card. Ugo Poletti, predecessore del card. Camillo Ruini come vicario del papa per la diocesi di Roma. Attualmente Camaldo ricopre una serie di incarichi sia diocesani (cappellano di San Giovanni in Laterano e assistente ecclesiastico del Circolo di san Pietro) che vaticani (aiutante di studio della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti). Ma soprattutto è il decano dei cerimonieri del papa e aspirerebbe a sostituire l’attuale maestro delle cerimonie pontificie, mons. Piero Marini, che papa Ratzinger sembra intenzionato a sollevare dall’incarico perché non condivide lo stile troppo "creativo" con cui ha organizzato le celebrazioni liturgiche durante il pontificato di Wojtyla. E che Camaldo goda della stima e dell’affetto di Benedetto XVI lo dimostra il fatto che, come racconta il ben informato Ignazio Ingrao (vaticanista di Panorama e per molti anni redattore del Sir, l’agenzia di stampa della Conferenza episcopale italiana), il papa "lo avrebbe persino chiamato personalmente a casa in occasione del suo compleanno, parlando con mamma Irma, con la quale il monsignore vive ancora". Del resto quella fra Ratzinger e Camaldo è una frequentazione di vecchia data, come ha ricordato pubblicamente lo stesso Benedetto XVI, lo scorso 18 dicembre, nell’omelia durante la sua prima visita pastorale in una parrocchia romana, Santa Maria Consolatrice, che venne ‘assegnata’ all’allora card. Ratzinger il 15 ottobre 1977: quel giorno infatti, attorno all’altare, c’erano sia mons. Marini, in qualità di cerimioniere, che il giovane viceparroco don Camaldo, prete da poco più di un anno; "ecco - ha detto il papa nell’omelia - tutti siamo di nuovo qui insieme! Per me è realmente una grande gioia".
    Oltre a quelle pontificie, Camaldo vanta altre frequentazioni con personaggi dello spettacolo, con stilisti (come Gai Mattiolo) e con il mondo della nobiltà: è cavaliere ufficiale dell’Ordine di San Giuseppe (l’Ordine dinastico degli Asburgo-Lorena di Toscana) e, come detto, assistente ecclesiastico del Circolo di san Pietro, presieduto dal duca Leopoldo Torlonia (il circolo, un’aggregazione laicale nata a Roma nel 1869 alla vigilia della breccia di Porta Pia, ha un’antica tradizione assistenziale attraverso le ‘cucine economiche’ e le mense, nonché una collaborazione per l’Obolo di San Pietro che, nel 2005, ha fruttato alle casse vaticane 250mila euro).
    Ma soprattutto è molto vicino ai Savoia: è stato il ‘regista’ della visita dei Savoia in Vaticano, il 23 dicembre 2002, appena decaduto il divieto di ingresso in Italia per i ‘reali’; ha aiutato Emanuele Filiberto ad organizzare il suo matrimonio con Clotilde Courau, celebrato dal card. Pio Laghi nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, nel settembre 2003; ha concelebrato il battesimo della figlia di Emanuele Filiberto, Vittoria Chiara, nella basilica inferiore di san Francesco, ad Assisi, nel maggio 2004; ed è grande amico di Vittorio Emanuele, come ha spiegato Pizza ai magistrati di Potenza: l’erede al trono "è stato ospite a casa sua nell’appartamento di San Giovanni Laterano.
    Camaldo è il suo consigliere e il re è consigliere di Camaldo, hanno rapporti di affari, di scambi…". Ed ora, insieme a Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto, è anche indagato dalla magistratura. (luca kocci - Adista Notizie N°53).

  6. #6
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    ma ancora non si capisce bene..... il profeta le guerre per diffondere l'islam le ha fatte o no??
    e se le ha fatte perchè gli islamici si offendono e minacciano rappresaglie??
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  7. #7
    Zecche infami sanguisuga!
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    Citazione Originariamente Scritto da ObiWanKenobi Visualizza Messaggio
    Sura V, ver. 95
    Vedi com'è potente con l'atomica

 

 

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