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  1. #31
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    Sgomberato il Gatto Selvaggio a Roma

    SGOMBERI SINISTRI
    Come avevamo previsto il Laboratorio Rivoluzionario Occupato Gatto Selvaggio è stato sgomberato...
    La volontà di impedire che nel quartiere le voci ribelli si unissero e si amplificassero per smascherare gli abusi e il marciume che governano il VI Municipio e la città ha dato immediatamente i suoi frutti.
    Lunedì 2 Aprile, con un notevole spiegamento di sbirraglia il laboratorio Gatto Selvaggio è stato chiuso.
    Chiuso dall'intesa tra magistratura proprietario e politicanti di turno.
    La vecchia Villa Berta, ristrutturata dagli occupanti e dai frequentatori, non potrà più costruire le iniziative culturali
    e di lotta, che si stavano moltiplicando da un anno a questa parte.
    Richiamiamo l'attenzione della repressione che tenta di fermare chiunque si autorganizzi per resistere al fascismo e al razzismo; a chi sfrutta rinchiude e perseguita i migranti; allo sfruttamento del lavoro salariato; a chi proibisce sorveglia e punisce.
    Non avevamo dubbi e non ne avremo mai, noi siamo ben contenti di continuare a lottare senza mischiarci con chi per una miserabile poltrona ha venduto se stesso e svende il desiderio di libertà di tutte e tutti coloro che non sono moneta sonante nella borsa capitalista.

    ASSEMBLEA CITTADINA SABATO 7 APRILE ORE 16.00
    AL PARCO ALESSANDRINO ANGOLO PORTA FURBA

    Laboratorio rivoluzionario occupato Gatto Selvaggio
    Coordinamento per l'Autonomia di classe

    http://www.autprol.org/

  2. #32
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    Milano: sgomberato V33

    Mercoledì 25 luglio alle h.8:00 una quindicina di agenti in borghese fa irruzione nello stabile occupato di via Volturno, 33. Contemporaneamente, sfruttando il passaggio del cantiere retrostante, un gruppo di carabinieri, in tenuta antisommossa, entra dalle finestre del piano terra. Subito procedono all'ispezione dei 7 piani dell'edificio identificando tutti gli occupanti presenti. Intanto oltre 25 mezzi fra polizia e carabinieri militarizzano il quartiere Isola impedendo ogni via di accesso alla struttura per un raggio di oltre 100 metri.
    Nel giro di una mezz'ora molti dei compagni presenti in città hanno portato la propria solidarietà agli occupanti di V33.
    Per l'intera giornata le "forze dell'ordine" hanno presidiato lo spazio per consentire agli operai di eseguire il lavoro di muratura in modo da evitare il temuto rientro degli occupanti.
    Attualmente lo Studentato Occupato è sottoposto a stretta sorveglianza grazie alla presenza di una guardia privata e del suo cane, i quali permangono all'interno.

    La Digos ha preferito aspettare il periodo estivo approfittando dello svuotamento della città per far incursione nello stabile e tentare di risolvere in breve quello che altrimenti sarebbe stato uno sgombero sudato.

    Ecco che in questo modo il vice sindaco De Corato è riuscito a prestar fede alla promessa di "ripristinare l'ordine e la legalità" procedendo all'evacuazione dell'immobile.

    Ma il progetto dello studentato è svincolato dalle mura di Volturno e per questo lo sgombero di oggi ha rappresentato unicamente una tappa di un' esperienza che di certo non si colclude qui e ora.

    Non vogliamo che questo sgombero passi sotto silenzio e per questo nei prossimi giorni abbiamo intenzione di mettere in campo numerose iniziative.

    Giovedi 26 luglio h.18.00 assemblea cittadina sullo sgombero e la questione degli spazi sociali nella metropoli. (il luogo verrà comunicato a breve)

    Venerdi 27 h.19:00 saremo di nuovo davanti a V33 per un presidio -con aperitivo- e per rilanciare il nostro percorso...

    Contiamo sulla presenza e la partecipazione di tutte le soggettività (individuali e collettive) che in questi mesi hanno attraversato e condiviso l'esperienza di V33.

    Gli occupanti di Volturno33

    Sito Internet: asso.noblogs.org/

  3. #33
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    SGOMBERATO IL C.P.O. GRAMIGNA

    la mattina del 25 luglio carabinieri, polizia e digos al gran completo hanno sgomberato il C.P.-O. Gramigna. La richiesta partita dalla giunta diessina di Zanonato conferma la politica fascista di questo governo che chiude spazi di socialita e arresta i compagni. Questo sgombero, il 14esimo in 20 anni di lotta del C.P.O.Gramigna non ci ferma, la resistenza continua.
    L'ERBA CATTIVA NON MUORE MAI!!
    di seguito il comunicato del Gramigna



    "La mia scorta è preventiva perché voglio sgomberare il Gramigna, pericoloso covo di fiancheggiatori del terrorismo", dichiara Zanonato, sindaco diessino di Padova e aggiunge:
    "Vogliamo la scuola occupata dal Gramigna".
    Prontamente la mattina del 25 luglio i servi dello stato (polizia, carabinieri, digos, con blindati ed elicotteri) eseguono l’ordine sgomberando lo stabile occupato da sette anni in via Retrone sfasciando gli interni, distruggendo il giardino e cancellando ogni parte di rosso con una bella mano di bianco…!
    Questo è il quattordicesimo sgombero in venti anni di lotta del C.P.O Gramigna, che viene criminalizzato e colpito dalla repressione perché è uno spazio che non si è mai svenduto alle logiche istituzionali e commerciali, in prima linea nelle lotte operaie, studentesche, antifasciste, al fianco dei popoli oppressi e contro le speculazioni delle varie giunte di turno. Infatti il Gramigna ha riaperto numerosi edifici vuoti e abbandonati da anni, rendendoli spazi popolari di agibilità politica e di aggregazione giovanile aperti a tutti i proletari e agli abitanti dei quartieri.
    Anche questa volta Zanonato giustifica lo sgombero con il pretesto di restituire la ex scuola Vecellio a tutta la cittadinanza, ma come dimostrano i precedenti sgomberi (via Citolo da Perugia, via Decorati al Valor Civile, via Orlandini, via Lungargine, via Frà Paolo Sarpi) gli stabili sono sempre stati lasciati nuovamente al degrado, demoliti o ceduti ai privati. Infatti l’edificio in via Retrone è stato reso inagibile non certo per l’impellenza di "restituirlo alla cittadinanza", ma per porre fine all’occupazione di uno spazio popolare troppo scomodo alle istituzioni. Se poi la destinazione dello stabile andrà alla scuola steineriana come dichiarato, sarà l’ennesima conferma dei rapporti privilegiati del Comune con gli istituti privati. Del resto, Zanonato si è distinto per la politica di speculazione in Via Anelli dove, dopo aver costruito muri ed eretto gabbie, la giunta si vanta di aver vinto la sua crociata contro il degrado e la criminalità, mentre è palese come la militarizzazione del quartiere Stanga sia servita solo a spostare il problema dello spaccio di poche centinaia di metri e non a risolverlo. Inoltre, le palazzine di Via Anelli sono state vendute al famigerato ATER, ente semiprivato che, nel corso degli anni, si è reso famoso per la gestione tutt’altro che trasparente delle case popolari.
    L’odierno attacco repressivo si colloca all’interno del pesantissimo clima di caccia alle streghe ai danni del movimento di classe che, tra gli altri, ha portato in carcere 16 comunisti tra il 12 febbraio e il 6 luglio (tra cui molti militanti del CPO Gramigna). Esso è una chiara dimostrazione della politica fascista della giunta e del governo di centro "sinistra" che censurano qualsiasi voce esca dal loro controllo, chiudendo i centri sociali e i luoghi autorganizzati e concedendo sempre più agibilità ai neofascisti, mettendo a loro disposizione nuove sedi e le strade cittadine.
    Infatti, una volta vinte le elezioni, il centro "sinistra" ha svelato il suo vero volto e, sbandierando termini come legalità e sicurezza, mira a nascondere la sua natura reazionaria che si concretizza con gli attacchi ai diritti dei lavoratori, con i tagli allo stato sociale (istruzione, sanità, pensioni), con l’aumento dei finanziamenti alle guerre di conquista e con la costruzione di basi di morte come quella U.S.A a Vicenza.
    Per lottare contro questa politica sono sempre più necessari spazi in cui rilanciare la lotta di classe e difendere il patrimonio culturale fondato sull’antifascismo e sulla Resistenza, che i revisionisti di destra e di "sinistra" vogliono cancellare.
    "La mia scorta è preventiva perché voglio sgomberare il Gramigna, pericoloso covo di fiancheggiatori del terrorismo", dichiara Zanonato, sindaco diessino di Padova e aggiunge: "Vogliamo la scuola occupata dal Gramigna".Prontamente la mattina del 25 luglio i servi dello stato (polizia, carabinieri, digos, con blindati ed elicotteri) eseguono l’ordine sgomberando lo stabile occupato da sette anni in via Retrone sfasciando gli interni, distruggendo il giardino e cancellando ogni parte di rosso con una bella mano di bianco…!Questo è il quattordicesimo sgombero in venti anni di lotta del C.P.O Gramigna, che viene criminalizzato e colpito dalla repressione perché è uno spazio che non si è mai svenduto alle logiche istituzionali e commerciali, in prima linea nelle lotte operaie, studentesche, antifasciste, al fianco dei popoli oppressi e contro le speculazioni delle varie giunte di turno. Infatti il Gramigna ha riaperto numerosi edifici vuoti e abbandonati da anni, rendendoli spazi popolari di agibilità politica e di aggregazione giovanile aperti a tutti i proletari e agli abitanti dei quartieri.Anche questa volta Zanonato giustifica lo sgombero con il pretesto di restituire la ex scuola Vecellio a tutta la cittadinanza, ma come dimostrano i precedenti sgomberi (via Citolo da Perugia, via Decorati al Valor Civile, via Orlandini, via Lungargine, via Frà Paolo Sarpi) gli stabili sono sempre stati lasciati nuovamente al degrado, demoliti o ceduti ai privati. Infatti l’edificio in via Retrone è stato reso inagibile non certo per l’impellenza di "restituirlo alla cittadinanza", ma per porre fine all’occupazione di uno spazio popolare troppo scomodo alle istituzioni. Se poi la destinazione dello stabile andrà alla scuola steineriana come dichiarato, sarà l’ennesima conferma dei rapporti privilegiati del Comune con gli istituti privati. Del resto, Zanonato si è distinto per la politica di speculazione in Via Anelli dove, dopo aver costruito muri ed eretto gabbie, la giunta si vanta di aver vinto la sua crociata contro il degrado e la criminalità, mentre è palese come la militarizzazione del quartiere Stanga sia servita solo a spostare il problema dello spaccio di poche centinaia di metri e non a risolverlo. Inoltre, le palazzine di Via Anelli sono state vendute al famigerato ATER, ente semiprivato che, nel corso degli anni, si è reso famoso per la gestione tutt’altro che trasparente delle case popolari.L’odierno attacco repressivo si colloca all’interno del pesantissimo clima di caccia alle streghe ai danni del movimento di classe che, tra gli altri, ha portato in carcere 16 comunisti tra il 12 febbraio e il 6 luglio (tra cui molti militanti del CPO Gramigna). Esso è una chiara dimostrazione della politica fascista della giunta e del governo di centro "sinistra" che censurano qualsiasi voce esca dal loro controllo, chiudendo i centri sociali e i luoghi autorganizzati e concedendo sempre più agibilità ai neofascisti, mettendo a loro disposizione nuove sedi e le strade cittadine.Infatti, una volta vinte le elezioni, il centro "sinistra" ha svelato il suo vero volto e, sbandierando termini come legalità e sicurezza, mira a nascondere la sua natura reazionaria che si concretizza con gli attacchi ai diritti dei lavoratori, con i tagli allo stato sociale (istruzione, sanità, pensioni), con l’aumento dei finanziamenti alle guerre di conquista e con la costruzione di basi di morte come quella U.S.A a Vicenza.Per lottare contro questa politica sono sempre più necessari spazi in cui rilanciare la lotta di classe e difendere il patrimonio culturale fondato sull’antifascismo e sulla Resistenza, che i revisionisti di destra e di "sinistra" vogliono cancellare.
    Sito Internet: www.cpogramigna.org/

  4. #34
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    Teniamo sempre bene aperti gli occhi sulla repressione e sui centri sociali colpiti...

    Perché questi sì ed altri no? Io un'idea me la sono fatta...

  5. #35
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    Roma, 3 agosto 07


    L'audace speculazione immobiliare compiuta dalla Chiesa di Roma (tramite l'ordine dei Salesiani) è giunta al suo esito, quando la polizia, questa mattina, ha sgomberato l'Istituto Gerini occupato dagli abitanti del quartiere. L'ordine dei Salesiani aveva già ottenuto, infatti, il cambio di destinazione ad uso commerciale della struttura per vendere al massimo prezzo i beni di sua proprietà.
    La società acquirente ha intenzione di demolire gli edifici del complesso (un ex oratorio) per costruirvi un grosso centro commerciale. Nella struttura, gli occupanti (associazioni, centri sociali e singoli cittadini e cittadine della zona) avevano cominciato a svolgere attività sociali e culturali per recuperare un luogo che per molti anni aveva costituito l'unico effettivo punto di aggregazione del quartiere.
    Ancora una volta assistiamo all'esproprio di un bene comune a fini speculativi, che avviene con il beneplacito delle autorità pubbliche: il Comune di Roma, che adesso si dichiara contrario all'abbattimento dell'Istituto Gerini, è lo stesso soggetto che aveva già autorizzato la sua trasformazione in spazio commerciale.
    La Rete Horus Occupato esprime piena solidarietà al comitato che, negli ultimi tempi, ha animato le attività dell'Istituto Gerini. Lo facciamo con ancor maggiore convinzione in quanto la nostra azione di riapertura dell'ex cinema, ex spazio concerti, ex discoteca Horus ha l'obiettivo di impedire un'analoga operazione speculativa (tanto per cambiare la trasformazione di un luogo destinato ad attività culturali in supermercato) per restituire alla cittadinanza un bene comune.


    Rete Horus Occupato

  6. #36
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    Predefinito [Repressione] Sgomberato il Dazdramir

    Sgombero Dazdramir
    OLTRE LE MURA
    Lo Spazio Occupato ed Autogestito DAZDRAMIR non esiste più. Da circa un anno e mezzo; da quando, cioè, ha cessato di portare il suo attacco al cuore della società mercantil-capitalista per ripiegare su se stesso e divenire luogo senza prospettiva, dalle mura senza più vitalità vibranti.
    Il luogo fisico che lo ha ospitato in tutti questi anni, in via Alfonso d'Este 13 a Ferrara, è invece stato sgomberato e murato nella mattina del 25 luglio 2007 dagli scagnozzi del Comune, che ne rientra in possesso dopo una serie di tentativi falliti in passato, giacché il Dazdramir è sempre stato refrattario a farsi legalizzare.
    Ostinato e fiero nella propria posizione autonoma da qualsivoglia associazione o partito, il Dazdramir è stato l'unico esempio a Ferrara di reale autogestione dal basso e riappropriazione senza compromessi degli spazi urbani. Il variegato mondo che lo componeva comprendeva rivoluzionari, anarchici, comunisti, dadaisti, musicanti, clandestini, emarginati, irregolari, vegetariani, muratori fai da te, antifascisti incazzati, punx, lavoratori della notte, adepti del dio Shiva, strimpellatori, urlatori, liberi pensatori, imbianchini, idraulici, senzatetto, studenti, poeti sovversivi, ribelli sociali, saltimbanchi, degustatori del buon vino, amici, compagni.
    Queste stesse individualità vagano e continuano nella loro opera di messa in discussione e disgregazione della società opprimente in cui vivono, in cui viviamo.

    È in atto la ristrutturazione dell'intera città, cominciata con la svendita degli immobili pubblici e con gli sgomberi e le demolizioni. Ferrara cambia faccia, la costruzione di nuove Nocività industriali e la riorganizzazione degli spazi urbani in ottica mercantile vanno di pari passo con la politica della "tolleranza zero" voluta dall'autorità istituzionale nei confronti delle situazioni che potrebbero rallentare gli investimenti ed i conseguenti profitti di imprenditori e commercianti.
    La chiusura dello stabile occupato di via Alfonso d'Este e la consegna di metà del luogo ad un'associazione che lo gestirà ossequiosamente in nome del Comune, assecondandone la volontà di riconquista e riassetto delle zone "scoperte", è solamente un tassello della Ferrara che verrà: configurata come un grande centro commerciale dove anche il divertimento avrà il suo giusto prezzo.
    A chi costruisce e fa costruire muri un futuro da urbanista o da secondino assicurato, a noi, invece, un'esistenza oltre le mura, perché la nostra lotta varca e supera sia quelle materiali dietro cui i cultori della Proprietà amano trincerarsi, delimitando i loro reclusori e illudendosi che tengano all'urto delle insurrezioni future, che quelle mentali che, non meno spesse, sono le peggiori delle gabbie.
    Contro la lobbie del Mattone: disseminazione! Infestazione! Rivoluzione! Non è finito un bel niente finché non si è morti e noi siamo ancora vivi, oltre le mura del Dazdramir.

    APRIRE VERTENZE... NON COSTRUIRE MURI
    Lo spazio dove per 13 anni è stato presente il Centro Sociale Occupato Dazdramir è ritornato nelle mani del Comune di Ferrara nella mattinata del 25 luglio 2007 ed è stato prontamente murato, senza nessun preavviso.
    Come compagne e compagni del Collettivo che autogestiva il Dazdramir esprimiamo un giudizio di assoluta indifferenza rispetto alla vicenda, poiché il nome Dazdramir aveva terminato la sua lotta da qualche tempo nonostante qualcuno abbia tentato di far sua un'esperienza che non gli apparteneva.
    Le persone che ultimamente vi dormivano (o che vi subentreranno grazie alle buone spinte istituzionali) non avevano, non hanno e mai avranno nessuna continuità politica e sociale con il nostro percorso di lotte e con il nostro collettivo che aveva abbandonato lo spazio da circa 2 anni.
    In ogni caso non rinneghiamo nulla del nostro percorso e della nostra storia.
    A tutt'oggi il divario tra la condizione di vita degli sfruttati e la ricchezza di pochi eletti, tra l'oppressione del controllo sociale e la qualità dei comportamenti autonomi di lotta, si è approfondito ed esteso in maniera irreversibile.
    Lo dimostrano semplicemente le buste paga degli operai e le pensioni da un lato ed i continui sgomberi di spazi occupati ed arresti dei militanti che si oppongono a questo Stato di cose dall'altro.
    Proprio per questo continuiamo a credere che seppur terminata quest'esperienza, le pratiche di autorganizzazione e riappropriazione degli spazi siano ancor oggi un valido strumento di attacco. Restiamo consapevoli che l'autogestione dal basso rimane l'unico metodo di reale partecipazione diretta degli individui all'amministrazione della loro vita che supera i concetti della delega e della meritocrazia imposti dai partiti istituzionali.
    Occorre che la ribellione sociale, già consolidatasi in alcuni settori, si arricchisca di strumenti organizzativi diversi, compatibilmente con le contraddizioni territoriali presenti.
    A Ferrara bisogna ancora perseguire nella lotta contro la costruzione della Turbogas, il triplicamento dell'inceneritore di Cassana e Contro Ogni Nocività; mobilitarsi al fine di contrastare la precarizzazione del lavoro e della vita; sostenere chi in questi anni sta cercando di far giustizia per l'assassinio di Federico Aldrovandi; combattere con ogni mezzo i fascisti della X-Mas perché non sfilino più nella nostra provincia; opporsi alla criminalizzazione e alla repressione sempre più esasperata degli immigrati che giornalmente vengono additati come unici responsabili di un degrado sociale che è invece il prodotto dello stesso Sistema capitalista.
    Questa ribellione, tuttavia, non deve restare isolata dall'analisi che queste dinamiche sono sempre inserite nel contesto sociale ed economico della società in cui viviamo e controllate dal potere politico del capitalismo, sotto il cui Dominio crescono enormi disuguaglianze. Una per tutte: il fenomeno dei flussi migratori, già storicamente inarrestabili e accelerati da un complesso disegno neo-colonialista-liberista che perpetua situazioni di guerra globale e disastri ambientali.

    Le nostre lotte continuano, continueranno, come sono continuate, anche senza quello spazio fisico.

    http://www.autprol.org/




    A luta continua

  7. #37
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    solidairetà agli sgomberati

  8. #38
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Solidarietà e Resistenza!!

    ARDITI NON GENDARMI

  9. #39
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    Comunicato del LIVELLO57 in merito allo Sgombero di Crash


    Il LIVELLO57 esprime tutta la solidarietà possibile ai compagni e compagne
    del collettivo Crash colpiti stamattina alle 6.30 dalle ruspe del comune e
    dalle forze dell’ordine e della legalità “forzata”.
    Contemporaneamente esprimiamo la nostra condanna e il nostro sdegno per la
    politica miserevole e retrograda dell’ amministrazione comunale che, dove
    c’era un laboratorio sociale e politico che contribuiva in maniera
    importante all’ arricchimento politico e culturale del tessuto sociale
    bolognese,(e che ha visto contributi importanti e di stimolo al ripensamento
    dalla vita delle metropoli),pensa sia più utile qualche altra tonnellata di
    cemento.
    Una strategia comunale di controllo invasivo e repressione che favorisce in
    modo desolante la pressione del regime consumistico su ogni essere umano
    nella quotidianità metropolitana che per “svilupparsi” ha necessità di
    eliminare e marginalizzare ogni area di dissenso,di discussione,di
    pensiero,di dubbio.
    Un attività che a Bologna è portata avanti in maniera sistematica dalla
    triade sindaco, procura, forze dell’ordine e che insieme ai compagni di
    CRASH ha visto nel mirino VAG,CACUBO,LINK,METROLAB,etc. e anche noi del
    LIVELLO57.
    L’unica risposta a questa strategia tesa a chiudere i centri e gli spazi
    sociali indipendenti è la naturale consapevolezza che la repressione e il
    proibizionismo ideologico hanno sempre perso, ovunque e comunque, quindi
    davanti ad un altro agosto deserto bolognese di vacanze e sgomberi ribadiamo
    con più forza la certezza che dove si chiude uno spazio se ne sono aperti e
    se apriranno tanti e tanti altri ancora.

    Livello57

  10. #40
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    Bologna: sgomberato il laboratorio occupato Crash

    20Agosto-Stamattina alle ore 60 circa è stato sgomberato lo spazio sociale Crash! in via Zanardi 48 a Bologna. L'ordine di sgombero è maturato nella giunta omunale Cofferati, una scelta esclusivamente politica che mira a neutralizzare un'esperienza pluriennale di costruzione di eventi culturali e sociali, di iniziativa politica. Indiciamo una conferenza stampa dalle ore 12:00 di domani 21 Agosto 2007 nell'atrio del comune. E' preannunciata la presenza di alcuni consiglieri comunali dell'altrasinistra.

    Crash

    Sgombero quest'oggi anche per il laboratorio del precariato metropolitano, Crash di Bologna, occupato dal 12 maggio 2006: la polizia e' arrivata questa mattina presto per mettere i sigilli, facilitata dall'assenza degli attivisti che non si aspettavano quest'atto di repressione.
    audio da Radio Onda d'Urto

    Sito Internet: www.ecn.org/baz

 

 
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