Il rapporto annuale dell’istituto di statistica conferma che i meno abbienti sono circa 7 milioni e mezzo. Allarme al Sud dove la punta massima delle famiglie a rischio arriva al 24\%
Istat: povertà stabile in Italia ma il Mezzogiorno soffre di più
Roma
La povertà è stabile in Italia ma il Mezzogiorno si conferma come un'area di grande disagio, non solo per numero di famiglie che vivono sotto la soglia, ma anche per intensità della povertà che raggiunge il 22,7\% rispetto al 17,5\% e al 18,9\%. Lo afferma il rapporto annuale dell'Istat sulla povertà relativa (2005), stimata in base alla spesa media procapite che per una famiglia di due persone è risultata pari a 936,58 euro mensili (+1,8\% rispetto al 2004). I poveri in Italia sono 7.577.000, pari al 13,1\% della popolazione residente (era il 13,2\% l'anno precedente) che, per l'Istat, non sono oscillazioni significative.
- POVERTÀ FA RIMA CON SUD. Nel Mezzogiorno il 24\% delle famiglie è sotto la soglia di povertà. La regione meno povera è l'Emilia-Romagna. In fondo alla classifica, Sicilia, Campania e Basilicata.
- COME SONO LE FAMIGLIE POVERE. Sono quelle numerose, composte da anziani e da disoccupati. I nuclei con 5 o più componenti presentano livelli di povertà più elevati: il 26,2\% di queste famiglie vive in povertà, sfiora il 40\% al sud. Sono povere 8 famiglie su 100 con a capo un lavoratore autonomo. Fra l'altro, oltre 1/4 delle famiglie (26,1\%) con almeno una persona in cerca di occupazione vive in povertà relativa.
- ANZIANI MENO POVERI RISPETTO AL 2004. Anche se sono sotto la soglia di povertà, gli anziani stanno meglio. Tra le famiglie con almeno un anziano, la povertà è passata dal 15\% al 13,6\%.
- FRA LE NON POVERE, A RISCHIO 1 FAMIGLIA SU 10. Fra le famiglie non povere (l'88,9\%), il 7,9\% rischia di diventarlo e sono considerate «quasi povere», ossia presentano livelli di spesa per consumi superiori alla linea standard di non oltre il 20\%.


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