Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Ciao Compagno!!!!

  1. #1
    Fu fgc.adelfia
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    Predefinito Ciao Compagno!!!!



    E' morto questa notte Gillo Pontecorvo, partigiano e regista, riconosciuto tra i più grandi con i suoi soli 5 grandi film.
    Un regista militante vero, che ha sempre raccontato storie dalla parte degli oppressi, senza mai scadere nel pietismo e nello sconfittismo, come ne "La battaglia di Algeri", la sua opera ancora viva e attuale, che racconta il risveglio di un popolo nella sola frase "Dobbiamo ripulire la Casbah".
    E' morto un compagno che ci mancherà, compito nostro è far si che le sue storie, i suoi film, non muoiano mai.

    Ciao compagno!

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    un grande, peccato.

  3. #3
    Guardia Rossa
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  4. #4
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    per chi non lo conoscesse...
    "
    Fratello del celebre fisico Bruno Pontecorvo, cresciuto in una famiglia ebraica benestante, Gillo Pontecorvo si laurea in chimica all'Università di Pisa e si dedica sin da giovane all'attività giornalistica. Negli anni universitari entra in contatto con l'antifascismo; nel 1938, in seguito alla stretta delle leggi razziali, segue il fratello Bruno a Parigi con il quale frequenta l'ambiente degli esuli politici italiani e il mondo culturale francese (conosce, tra gli altri, artisti di ogni genere del calibro di Pablo Picasso, Igor Stravinskij e Jean-Paul Sartre). Dalla capitale francese inizia a scrivere come corrispondente per alcune riviste e si mantiene partecipando a tornei di tennis. In questo periodo effettua le sue prime esperienze nel cinema, collaborando come assistente per Yves Allegrét e Joris Ivens.
    Nel 1940 accompagna il fratello in una rocambolesca fuga da Parigi a Tolosa; nel 1941 aderisce al Partito Comunista Italiano e coordina in Piemonte e Lombardia alcune azioni partigiane con il nome di battaglia di Barnaba.
    Nel dopoguerra interpreta un operaio che viene fucilato nel film di Aldo Vergano Il sole sorge ancora (1946), opera finanziata dall'ANPI.
    Nel 1948 sostituisce Alfonso Gatto alla direzione del quindicinale comunista Pattuglia, destinato ai giovani.
    Profondamente colpito dal film Paisà di Roberto Rossellini, Pontecorvo compra una cinepresa 16mm e gira una serie di documentari a sfondo sociale, come Missione Timiriazev (1953), Pane e zolfo (1956, documentario sui minatori marchigiani commissionato dalla Camera del Lavoro di Ancona) e, sempre nel 1956, l'episodio Giovanna del film La rosa dei venti. Negli stessi anni lavora come aiuto regista per Mario Monicelli, Steno e per il film a episodi L'amore in città.
    Nel 1957 dirige il suo primo lungometraggio, La grande strada azzurra, con Yves Montand, Alida Valli e Terence Hill, che vince un premio al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary.
    Nel 1959 gira un dramma ambientato nei campi di sterminio: Kapò, nominato all'Oscar al miglior film straniero. Il film narra la storia di una giovane deportata ebrea che, perduta la famiglia, viene indotta da un medico a sopravvivere diventando una sorvegliante del campo. È rimasta celebre la polemica animata dal critico dei Cahiers du cinéma Jacques Rivette sull'immoralità dell'utilizzo di un carrello da parte del regista per descrivere il suicidio di Emmanuelle Riva.
    La sua opera più nota è del 1966: La battaglia di Algeri, Leone d'Oro alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il film segue con uno stile asciutto e nervoso, alla maniera di un cinegiornale, gli avvenimenti che hanno condotto il popolo algerino all'indipendenza dalla Francia, ed è caratterizzato da un robusto senso della coralità e della partecipazione emotiva. Il film, proibito in Francia per molti anni, ottiene due nomination all'Oscar al miglior regista e all'Oscar alla migliore sceneggiatura originale.
    Nel 1969 Marlon Brando è il protagonista di un nuovo film politico diretto da Pontecorvo: Queimada, che descrive le sopraffazioni del colonialismo e la rivolta dei popoli oppressi in un paese del Sud America.
    Pontecorvo affronta nel 1979 il tema del terrorismo basco in Ogro, con Gian Maria Volonté, raccontando la vicenda dell'attentato a Luis Carrero Blanco del 1973.
    Nel 1986 Pontecorvo dà vita al Premio Solinas dedicato ai giovani sceneggiatori, e dal 1992 al 1996 svolge l'incarico di direttore della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Torna al Lido nel 1997 per presentare il suo cortometraggio Nostalgia di protezione, parte del film a episodi I corti italiani.
    Nel 2001 partecipa alla regia collettiva del film sul Social Forum europeo di Firenze, Un altro mondo è possibile.
    Il 12 ottobre 2006 si spegne al Policlinico Gemelli di Roma all'età di 87 anni."

  5. #5
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    La Battaglia di Algeri rimane uno dei capolavori del cinema e il lascito simbolico di un partigiano ad un popolo intero.

    A luta continua

  6. #6
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    Leone d'oro, ciao.

    Mi piace ricordarlo come lo hanno presentato sulla TV francese:

    "Comunista ed Antifascista"...semplicemente; scusate se è poco.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    La Battaglia di Algeri rimane uno dei capolavori del cinema e il lascito simbolico di un partigiano ad un popolo intero.

    A luta continua
    estremamente d'attualità



    un grande artista

 

 

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