



La Generalizzazione con cui la Propaganda CattoComunista cerca di infinocchiare i "coglioni" è sotto gli occhi di tutti : mai generalizzare..."Gli Orefici","Gli Isegnanti"...ogni caso è personale.Le Tabelline citate nei Tg e nei Giornali che hanno suscitato il "ve lo avevo detto" del noto abusivo Visco sono ridicole.


Epopea di un leader senza partito
Prodi, Telecom e Banca Intesa
di Francesco Natale da Ragionpolitica
L'attuale presidente del Consiglio si trova in una non facile situazione. Anzi, in una serie di pericolose, non facili situazioni. Egli deve gestire con accortezza l'accozzaglia di fronti interni alla sua sedicente maggioranza, nell'ambito della quale la situazione è tutt'altro che rosea: un giorno il ministro della Sanità e i sindaci ulivisti minacciano dimissioni, il giorno dopo Di Pietro e Mastella si scannano sulle pagine dei giornali, il giorno dopo ancora De Gregorio fa andare sotto la maggioranza al Senato, e così via, fino ad arrivare allo scandalo Telecom ed alle insoddisfacenti risposte al riguardo fornite in sede istituzionale, buone al più per arrangiare un divertente rap, non certo per fare doverosa chiarezza sui retroscena che riguardano direttamente il colosso delle telecomunicazioni e indirettamente tutti i cittadini.
Contemporaneamente, a questo estenuante lavoro di rappezzamento della pericolante diga unionista, lavoro nel quale è solertemente aiutato dal carpentiere Sircana, Prodi deve in qualche modo consolidare la propria soggettività politica e, possibilmente, potenziarla. Ma come fare, essendo sprovvisto di un proprio partito politico del quale egli possa definirsi autenticamente leader? Lasciamo perdere le baggianate sul fantomatico partito democratico, progetto abortivo fin dalla nascita, come il fallimentare convegno ad Orvieto ha recentemente dimostrato, con Dl e Ds arroccati sulle rispettive posizioni inerenti all'identità politica che dovrà avere il suddetto partito e il Correntone ritiratosi sdegnosamente sull'Aventino. Anche qualora si facesse nascere questo figlioccio menomato, il suo leader naturale sarebbe Carlo De Benedetti, magari in interregno formale e non sostanziale col belloccio di paglia Francesco Rutelli, e non Prodi, definito «amministratore di condominio» proprio dall'Ingegnere.
Quindi, quale strada resta possibile per il «dossettiano apocrifo» Romano Prodi? Semplice: fare l'unica cosa che egli ha sempre fatto con discreto successo (personale, non nell'interesse del Paese, sia chiaro), ovvero colonizzare feudi finanziari-imprenditoriali-bancari e/o crearne di nuovi ad hoc, ovvero creare riserve di caccia sulle quali possa vantare diritti di esclusiva senza ritrovarsi tra le scatole scomode ed inopportune «terze parti» a fargli da soci, quali ad esempio i Ds, in modo da iniettarvi le sue famose «cordate», cosa che già aveva fatto all'interno degli ex enti pubblici economici, come ad esempio Fs Spa, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Cordate - composte da banchieri, finanzieri e imprenditori «amici» - che sono l'unico serbatoio in grado di generare il consenso politico attorno alla figura del presidente del Consiglio, forte dei suoi rapporti personali ma monco di un partito.
Proprio in quest'ottica vanno collocate sia la fusione di Banca Intesa con San Paolo, portata a termine con la regia e il placet di Bazoli, il «finanziere cattolico» amico di sempre, che il colpo mancino miseramente fallito (per ora almeno) tentato con Telecom. Lo scorporo della divisione «mobile» da quella di telefonia fissa, con quest'ultima destinata a diventare una sorta di Iri 2 delle telecomunicazioni, rispondeva esattamente a questo progetto: la costituzione dell'ennesima oasi protetta in cui collocare a piene mani soggetti «amici», che avrebbero contribuito a consolidare ed aumentare il consenso politico attorno alla figura di Romano Prodi, prescindendo da qualsivoglia ingerenza partitica tradizionale.
Questa situazione anomala pone diversi problemi che riguardano da vicino il cittadino, in primo luogo il trionfo in casa unionista dell'antipolitica sulla politica, ovvero la creazione di una leadership scissa da ogni rapporto politico con una base elettorale, con un blocco sociale o, più prosaicamente, frutto del confronto democratico interno ad un corpo politico quale è un partito. Una leadership artefatta che nasce e si sviluppa lontana dal popolo, in primo luogo dal popolo che l'ha votata e sostenuta, perché creata artificiosamente nelle buie stanze ove è solita riunirsi la tecnocrazia che conta. Secondariamente, la necessità di costruirsi un consenso artificiale attraverso poderose cordate crea danni a catena all'interno degli apparati amministrativi ed economici del Paese, poiché il criterio meritocratico, che sempre dovrebbe fungere da faro nella scelta degli uomini chiave destinati a guidare enti pubblici, partecipate statali e aziende municipalizzate, lascia spazio a politiche clientelari peggio che democristiane. L'attuale sfascio di Alitalia ne è riprova incontrovertibile.
La cosa che più stupisce è che sia i Ds, ancora oggi cassaforte dei voti della sinistra, che Rifonadazione e compagni oltranzisti tipo Diliberto e Rizzo fingano di non vedere, lasciando di fatto mano libera al leader senza partito, sconfessando sostanzialmente gli impegni assunti di fronte al proprio elettorato. Se questo accade perché loro per primi credono che questo governo durerà quanto la vita di una farfalla oppure perché auspicano che qualche briciola della grande abboffata prodiana finisca nello loro tasche, non è dato di saperlo...




Prodi e Visco,con il solito Moralismo CattoComunista(e poi,digiamolo,da che Pulpito!) hanno in mente una Italia ferma a 50 anni fa e ragionano con delle schemi mentali vecchi,inutili e non piu' corrispondenti alla realta' del Paese...che senso ha promettere la Lotta all'Evasione quando non si ha l'Autorita' Morale per salire sul Pulpito,quando si rischia di innescare solo Odio Sociale,quando si innalza ancora di piu' la Pressione Fiscale senza dare risposte a chi LEGITTIMAMENTE chiede "dove vanno a finire i Soldi delle mie Tasse?,Come vengono spesi e da chi?"
Non è che al posto di Tasse e Controlli Fiscali e odio sociale diffuso sarebbe meglio agire su Riforma della Pubblica Amministrazione e Riforme Costituzionali?
E con quale Aurtorita' Morale si da dell'Evasore o del Difensore degli Evasori a chi legittimamente chiede alla Politica ed al Governo di affrontare questi Problemi e non di fare i Savonarola di mezza tacca?


Parole sante mantide ..... Prer decenni ha funzionato un patto non scritto tra lo stato e il contribuente e tra lo stato e i dsuoi dipendenti che press'appoco era " Io metto le tasse ma non ti costringo veramente a pagarle , tu non fare caso a come io loi spendo --- Io ti pago poco per il lavoro che fai , ma se sei assenteista , ladro , incapace ti passo lo stesso lo stipendio . " Questo patto non scritto conveniva ai partiti ( lo stato si è identificato per decenni con le stesse forze politiche e vicecersa , ai sindacati ( che ne hanno tratto immensi vantaggi ) e naturalmente agli evasori e ai minesteriali e similari . Non era immorale evadere e non era immorale essere assenteista ( non sono abbondantemente assenteisti i parlamentari ? )
Ora senza garantire che lo stato funzioni meglio e spenda meglio i soldi , senza pretendere che ministeriali e similari ( che nel frattempo hanno raggiunto stipendi non inferiori al settore privato ) si chiede ai cittadini di comportarsi in maniera virtuosa ... sarà dura ---






VOGLIAMO dirla tutta? E diciamola tutta.
da Il Tempo
Rutelli e Fassino, i leader dei due principali partiti che dovrebbero dar vita al Partito democratico, si stanno passando di mano il cerino. Nella speranza che l’altro prima o poi si scotti e faccia scoppiare il progetto della nuova grande formazione di centrosinistra. Sì, d’accordo, loro però dicono il contrario. Ma qui ci prendono in giro. E la sostanza è questa: cominciano ad avere paura del futuro soggetto. Ed è normale. Perché Prodi spinge, scalpita e fa pressione affinché si dia un’accelerata al progetto. Sa che se cade, torna dritto dritto a Bologna. Invece se si fa il nuovo partito, intanto è più difficile farlo cadere; e poi potrà mettersi alla guida della formazione e giocare ancora un ruolo. Tutta questa spinta finora ha creato però solo lacerazioni, spaccature, frantumazioni. I Ds sono a un passo dalla scissione della loro sinistra interna. E tra i dubbiosi si aggiungono anche insospettabili: il socialista Spini, il dalemiano Angius. La Margherita non ne parliamo. Si è quasi sfasciata. I popolari hanno perplessità sul Pd e si sono riuniti per la prima volta dopo anni: potrebbero avere la maggioranza interna del partito e sfiduciare Rutelli se non concorda con loro i passaggi per la futura formazione. E Rutelli? Dopo anni di dominio interno s’è dovuto mettere a correre per tenere assieme un asse interno. Chiedendo aiuto ai prodiani di Parisi, supplicando Dini di resuscitare Rinnovamento italiano, i cattolici di fare una quasi corrente interna in alternativa agli ex Ppi. In questo quadro è già partita la gara a chi conterà di più al congresso con un tesseramento che ora fa ridere (vedi il caso scoperto da Striscia). Insomma, è presto per dire che Ds e Margherita non sopportano più il loro premier e non tollerano gli strappi che sta imponndo. Ma ci stiamo avvicinando. D’Alema l’ha detto chiaro, frenando sul progetto. E sta agendo in modo evidente. Si rivede con Marini: tutt’e due sono convinti assertori della funzione dei partiti. Non sono pronti a regalare i loro a Prodi. E studiano l’alternativa. La macchina della crisi ha già acceso il motore


Le Mozzarelle (di Bufala) al Governo
L'intervista di Prodi a El Pais mostra un Leader in disarmo ed una Crisi sempre piu' probabile
di Mantide
Da molto tempo e da piu' parti si chiede al Governo Prodi uno scatto di orgoglio per superare la falsa partenza dell'Italia dell'Unione.Purtroppo l'intervista rilasciata dal Premier al quotidiano spagnolo si rivela controproducente come quasi tutte le ultime esternazioni del Presidente del Consiglio.Vediamo perche'.
L'accusa di avere pregiudizialmente contro i mezzi di informazione è un comico contrappasso,risulta francamente ridicola e disorienta un gia' confuso elettorato di Sinistra.Lo stesso linguaggio del Cavaliere ne fa solo ed ulteriormente rimpiangere l'Originale.La Tesi del Complotto dei Poteri Forti contro Prodi,rilanciata dall'Unita',si inserisce sulla stessa falsariga.Se in Italia c'è qualcuno che è stato "graziato" dalla "libera" informazione,dalla Magistratura militante e dai Poteri Forti quel qualcuno è proprio Romano Prodi che è potuto passare tranquillamente di scandalo in scandalo bofonchiando il suo solito "non ne sapevo nulla".Queste accuse appaiono credibili quanto credibile è apparso il Premier durante l'audizione alle camere sull'affaire Rovati-Telecom.Se si è disposti a sostenere che Romano Prodi ha ricevuto lo stesso trattamento riservato ormai da anni a Silvio Berlusconi,lo si sostenga pure.I cittadini italiani sapranno giudicare da soli come in parte hanno giaì fatto il 9-10 Aprile e come stanno gia' facendo in questi giorni di crescente malcontento sociale.Auguri.
Poi c'è da registrare la solita gaffe.
L'ennesima non-spiegazione di Prodi su chi ha mentito sul caso Rovati-Tronchetti è sibillina:"ma che differenza fa?".No-Comment!
Quando poi Prodi continua a mandare sottili "messaggi" alla sua Maggioranza tradisce ancora una volta la sua debolezza.I Fantasmi della Crisi non possono essere esorcizzati dicendo "non sanno chi mettere al mio posto" perche' in questo modo si ammette implicitamente che l'Unione non è unita su niente e che il Governo sta in piedi solo perche' ancora non c'è accordo su come sostituire questo imbarazzante Premier.
Infine una nota di Colore : dopo la Maggioranza Sexy,il novello Wiston Churchill,le Guardie Svizzere meglio della Cia ci mancava il Governo delle Mozzarelle (di Bufala,visto il numero oramai indecente di Bugie e Gaffe)Immaginatevi cosa sarebbe successo se simili "battute" fossero state profferite dal Cavaliere...la Libera Satira italiana è pregata di battere un colpo!