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CAGLIARI - Un ordigno esplosivo è stato disinnescato dagli artificieri dei Carabinieri davanti all'abitazione cagliaritana del sottosegretario alla Difesa Emidio Casula, con delega alle servitù militari in Sardegna. L'ordigno esplosivo è stato scoperto dai Carabinieri della scorta andati a prendere l'uomo politico per accompagnarlo a Roma.
Un sacchetto come quelli usati per la nettezza urbana ha insospettito i militari, che hanno fatto intervenire gli artificieri. Sotto l'involucro di plastica, gli specialisti hanno trovato due lastre metalliche fissate intorno ad un tubo pieno di esplosivo, forse gelatina. Il tutto era innescato, secondo quanto è stato possibile apprendere, con un detonatore elettrico collegato ad un timer.
Sono in corso gli esami per accertare per che ora era stato programmato il timer e se la bomba poteva esplodere. I Carabinieri, in attesa della conclusione degli esami tecnici non escludono alcuna possibilità, compresa quella di un atto intimidatorio nei confronti del sottosegretario Emidio Casula. Proprio in queste settimane, Casula sta gestendo il difficile rapporto con l'amministrazione regionale sul tema della presenza militare nell'isola.
Il sottosegretario, in particolare, sta conducendo un'indagine conoscitiva voluta dal Governo nel tentativo di ridurre la pressione delle servitù militari in Sardegna, sulla quale gravano 24 mila dei 40 mila ettari di Demanio militare italiano.


Se c'è un impegno di Casula per ridurre la presenza militare nell'isola, gli autori di questo attentato vanno ricercati tra quanti vogliono le basi militari in Sardegna.
Sento puzza di bruciato.
Siamo forse in presenza di un nuovo tipo di terrorismo lealista e unionista (magari nato in ambienti vicini alle F.A.) creato ad arte per delegittimare l'azione politica pacifica e non violenta di chi contrasta la presenza delle basi militari?
Il dubbio è lecito.


In genere in politica è il contrario, dovrebbe rafforzarsi adesso la posizione di Casula.Se c'è un impegno di Casula per ridurre la presenza militare nell'isola, gli autori di questo attentato vanno ricercati tra quanti vogliono le basi militari in Sardegna.
Sento puzza di bruciato.
Siamo forse in presenza di un nuovo tipo di terrorismo lealista e unionista (magari nato in ambienti vicini alle F.A.) creato ad arte per delegittimare l'azione politica pacifica e non violenta di chi contrasta la presenza delle basi militari?
Il dubbio è lecito.
Naturalmente in Sardegna non si capisce mai però dove alla fine si vada a parare...


Il Comitato Sardo "Gettiamo le Basi" ha inviato questo volantino il cui contenuto possiamo condividere o meno, a seconda delle diverse sensibilità dei Sardisti, e soprattutto di quelle che consideriamo le vere priorità del nostro agire.
Resta il fatto che la presenza di uno slogan che ci rappresenta in pieno, come " Per il diritto di scelta delle popolazioni sul proprio territorio", non può lasciarci indifferenti e merita già di per se la pubblicazione.
ALESSANDRIA rilancia la lotta della Sardegna contro le basi della guerra e promuove "GEMELLAGGI DI RESISTENZA"
SARDEGNA: manifestazione a Cagliari in contemporanea alla manifestazione di Vicenza del 17/2. Riunione operativa venerdì 9 ore 18,30 via Lanusei 19A Cagliari.
*************volantino della RETE CONTRO LA GUERRA di ALESSANDRIA*******
<DIV><FONT face=Arial size=2>
<B><SPAN style="FONT-SIZE: 40pt; FONT-FAMILY: 'Matisse ITC'; LETTER-SPACING: 2pt; mso-bidi-font-size: 28.0pt">NO ALLE BASI NO ALLA GUERRA


spedizione corretta
ALESSANDRIA rilancia la lotta della Sardegna contro le basi della guerra e promuove "GEMELLAGGI DI RESISTENZA"
SARDEGNA: manifestazione a Cagliari in contemporanea alla manifestazione di Vicenza del 17/2. Riunione operativa venerdì 9 ore 18,30 via Lanusei 19A Cagliari.
*************volantino della RETE CONTRO LA GUERRA di ALESSANDRIA*******
NO ALLE BASI, NO ALLA GUERRA
NE' A VICENZA, NE' ALTROVE
Per il diritto di scelta delle popolazioni sul proprio territorio
per la pace e per la qualità della vita
contro ogni guerra e ogni missione militare
Vicenza come cuore e cervello della risposta bellica di pronto intervento sull'intero scacchiere mediorientale, Iraq e Afghanistan inclusi. A Vicenza, nel cuore della città, alla caserma Ederle, dove sono già in sei mila, un'intera nuova base sarebbe da costruire nell'area dell'aeroporto Dal Molin.
A 1300 metri da Piazza dei Signori e dalla Basilica Palladiana. Prima tranche entro il 2007,a pieno regime entro il 2010. Il 67% dei cittadini dice no e costituisce un presidio permanente a difesa del proprio territorio, e della pace nel mondo. DAL MOLIN, QUIRRA, TEULADA, SIGONELLA :
depositi di almeno 90 ordigni nucleari made in USA, COLONIE ITALIANE DELLA GUERRA GLOBALE PERMANENTE, ovvero LA GUERRA IN CASA NOSTRA.
8 FEBBRAIO ORE 21.00
Sala circoscrizione Nord
Viale Teresa Michel 17
ALESSANDRIA
DIBATTITO/ASSEMBLEA PUBBLICA
Interverranno ospiti del comitato “no al dalmolin” (Vicenza),
comitati notav (Valsusa), comitato “gettiamo le basi” (sardegna)
RETECONTROLAGUERRA




Colonie italiane degli USA???????
O colonie Sarde dell'itaglia??
Italia=USA!
O Kornus, ma non la conosci qualche bella ragazza che abbia una sorella, che ce ne usciamo assieme?
Il manifestino è del Comitato, mica l'ho scritto io....
si alla pace


dal forum "Comunismo e Nazionalitarismo"
"Le basi? Ci costano 366 milioni di dollari"
Anna Cirillo«Non è che dobbiamo dire di no agli americani, ma metterci nella stessa situazione di francesi, spagnoli, degli altri popoli europei. Vicenza diventerà la più importante base Usa in Europa. Non accetto questa servitù continua, che oltretutto è una spesa enorme».
Tre milioni li paghiamo cash, gli altri sono agevolazioni agli americani.
Dario Fo, perché è contrario alla base Usa di Vicenza?
«In Italia le installazioni americane sono 113, di cui 8 basi. Il costo di stazionamento delle basi è per il 41 per cento a carico nostro. Paghiamo per averle, e tanto. Quanto esattamente lo sappiamo non grazie al nostro governo, ma all´ultimo rapporto ufficiale del Dipartimento della Difesa Usa, che è pubblico».
E che dicono gli Stati Uniti?
«Che il contributo annuale alla "difesa comune", versato dall´Italia agli Usa per le spese di stazionamento dei militari americani, è 366 milioni di dollari: 3 cash, gli altri con una serie di agevolazioni. Una cifra spaventosa. Di più pagano solo Giappone e Germania».
Gli italiani probabilmente non lo sanno.
«La disinformazione è totale, per questo sto organizzando uno spettacolo il 17 proprio a Vicenza. Quella base deve servire come piattaforma per eventuali nuove guerre, con un numero impressionante di carri armati, cannoni, razzi. Avrà il diritto a tenere testate atomiche, come già a Ghedi e Aviano. Ne doveva perlomeno discutere il Parlamento».
Lei pensa che il Parlamento avrebbe detto no?
«E se partiranno da lì per bombardare? Significa che noi, senza dichiarare guerra, siamo in guerra. E non mi si venga a dire che saremo noi a controllare. Ma dove? Gli americani fanno quello che vogliono, ce la ricordiamo la tragedia del Cermis. È una vera servitù militare, per non parlare della servitù pesante a cui è sottoposta la città, con una base a due chilometri, il traffico aereo, gli hangar, lo sconvolgimento del territorio, la richiesta abnorme di acqua. Gli americani richiedono 3,15 milioni di metri cubi di acqua l´anno: sono duemila e consumano quanto 30mila vicentini».
Ma veramente pensa che l´Italia possa fare a meno degli americani?