



Ora la merda in strada è una pagliuzza.




pulite napoli incapaci.


Vero: è nell'aria.
La Campania è bucherellata di discariche abusive della camorra; dove per decenni si sono riversati i rifiuti del nord, sia civili SIA industriali (tossici, per lo più).
La "tecnica" è nota (ed io ne ho viste): si comincia con il fare una cava (abusiva, ovviamente), lucrando sugli inerti.
Poi, quando il buco è bello profondo, ci si scaricano camionate di rifiuti che corrono lungo l'A1.
Se poi, scavando, si "buca" una falda e si forma un lago; tanto meglio.
Ci si buttano i bidoni di rifiuti tossici delle aziende del NORD.
E' noto che in Campania (quasi) NON ci sono industrie; dopo la chiusura di Bagnoli.
Non tutti i rifiuti vengono bruciati negli inceneritori di Milano e di Brescia, sai?
Quelli che bruciano li, però, li respiri tutti tu.




No, l'Eurotunnel è un'opera che seppure in perdita ha un senso, perché insiste su un sistema di traffici che va dal sud della Gran Bretagna fino alla Rhur, una delle area di traffico e produzione a più alto valore aggiunto del mondo. In altre parole data la mole e il valore dei traffici dell'area anche se l'abbattimento dei costi e dei tempi è ridotto (ma infinitamente maggiore comunque di quello che si avrebbe col ponte sullo stretto dove i risparmi di tempo si misurano in meno di 10 minuti e non in ore come nel caso dell'eurotunnel, con l'impatto conseguente sull'abbattimento dei costi) la mole dei traffici interessati è talmente alta da giustificare l'opera, anche se persino così si è rivelata in perdita.
Ora consideriamo il ponte sullo stretto:
1 - l'area interessata, su cui impatterebbe il ponte in termini di supporto al sistema dei traffici va dalla periferia di Reggio Calabria alla Periferia di Messina, ma anche se comprendesse tutta la Sicilia e tutto il sud Italia, il PIL prodotto dall'area interessata non arriverebbe a un 50° di quello dell'area che è interessata dall'Eurotunnel, a fronte di costi di realizzazione dell'opera e successiva manutenzione comparabili;
2 - il risparmio dei tempi (che impatta sull'abbattimento dei costi) va dai 5 ai dieci minuti (quindi non abbatte i costi di trasporto di un solo centesimo);
3 - le risorse impiegate sono sottratte allo sviluppo dei sistemi di comunicazione che potrebbero integrare le aree interessate e che invece col ponte restano isolate.
Insomma, concludendo, l'Eurotunnel è un'opera di sistema rilevante e giustificabile (appena appena), quindi il ponte sullo stretto è evidentemente solo una costosissima e peggio che inutile stravaganza, che per fortuna si è fatto in tempo a fermare prima che cominciasse a mangiare soldi.




Altroché, l'hanno tenuto in piedi finché hanno potuto per ragioni di prestigio, ma poi, complice l'obsolescenza e il fatto che ormai i ricchi che andavano di fretta facevano prima con un jet executive, hanno chiuso i battenti.
Ma persino per il Concorde, almeno quando il progetto era nato, si prevedeva che potesse essere redditizio. Nel caso del ponte questo dubbio non è mai esistito. Si è sempre saputo che è del tutto privo di giustificazioni economiche di qualsiaisi genere. Più stravagante di così!


In effetti , qualche dubbio sul ponte ce l'avrei anch'io.
Ricordo , quando ci sono stato una quindicina di anni fa , le autostrade siciliane praticamente deserte....
Poi , se determinante fosse il tempo di trasporto , come mai gli spagnoli , che sono più distanti geograficamente , hanno praticamente conquistato i mercati dei prodotti agricoli concorrenti con quelli dell'isola ?
Evidentemente non è la mezzora , o i dieci minuti che conta....
Ma altro , vale a dire 50 anni di immobilismo.