

estinguono la pena.
L'istituto della prescrizine andrebbe rivisto: non ha senso che scatti da quando il reato è stato commesso...perchè molti reati son difficili da riscontrare immediatamente (inutile dire che molti "privilegi per imputati illustri andrebbero tolti)
Ma il diritto e' tutta una questione tecnica, di "strumenti": e' ovvio che se uno ha rubato e poi il reato viene amnistiato resta il fatto che ha commesso il furto,il punto e' che giuridicamente e' come se quel furto non fosse mai esistito.
Quando il giudice si rende conto che il reato e' prescritto deve immediatamente pronunciare la intervenuta prescrizione e quindi in un certo senso e' come se il giudice si fermasse un momento prima di decidere se e' innocente o colpevole.
Come dicevo nel post precedente non aveva avuto condanne definitive amnistiate, infatti la condanna del 1990 e' della Corte d'Appello...se non ci fosse stata l'amnistia non sarebbe divenuta definitiva perche' presumo che i suoi legali avrebbero presentato ricorso alla Suprema Corte.


Ok, pensavo di aver sempre preso lucciole per lanterne.
Se non fosse successo nulla l'imputato sarebbe stato assolto, non prescritto, giusto?...poi vero che l'effetto giuridico è lo stesso, ma a livello morale e di opportunità politica c'è un abisso...un più volte prescritto o amnistiato, con reato accertato, in un paese normale dovrebbe essere impresentabile per la maggior parte delle persone...
Prescrizione e amnistia estinguono il reato non la pena; l'indulto estingue la pena.
La prescrizione non puo' non esistere assolve ad una funzione piu' logica che giuridica: se non esistesse la prescrizione si potrebbe processare oggi uno che ha rubato una automobile nel 1973...non sarebbe molto logico secondo me...![]()


Sull'opportunita' politica e la presentabilita' di una persona che ha avuto molto "a che fare" con la giustizia penale non mi esprimo; io so soltanto che la legge non prevede ne' giudizi sulla presentabilita' politica di un individuo ne' giudizi morali. La legge, nel caso specifico quella penale, deve solo stabilire se e' avvenuto un reato e se la risposta e' positiva applicare la pena prevista dalla legge, sempre che non ci siano scriminanti o cause di non punibilita' o cause estintive del reato o della pena( minore eta', vizio totale o parziale di mente,amnistia, indulto, estinzione della pena per decorso del tempo)
Se non ci fosse stato nessun furto ci dovrebbe essere assoluzione perche' il fatto non costituisce reato(nel caso in cui si dimostrasse che cio' che si pensava rubato non lo era) oppure perche' il fatto non sussiste.
L'amnistia estingue il reato per decisione del legislatore che decide che un determinato reato commesso entro una certa data non e' piu' punibile per varie ragioni di solito di natura penitenziaria.


Io dico soltanto, da profana, che è profondamente ingiusto che per la legge una persona il cui reato sia stato accertato ma prescritto e una persona dichiarata innocente vengano posti sullo stesso medesimo piano. Poi, io ragiono da cittadina comune, non da esperta di diritto...


appunto...a mio parere chi gode di un amnistia o una prescrizione (se fa di tutto per non avere un'assoluzione nel merito) è colpevole...se fosse innocente, tranne nel caso dell'amnistia (che può intervenire a processo in corso e quindi il procedimento si blocca), il giudice assolverebbe l'imputato.
Io contesto il "come" si arriva a certi benefici di legge, considerando anche CHI li ha ottenuti e con che mezzi...la legge c'è...ma, in campo penale, fa alquanto schifo.
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