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  1. #631
    Guardia Rossa
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    I disastrosi effetti economici dell’embargo

    Secondo una fonte ufficiale, i danni diretti causati dall’embargo americano su Cuba dal 1962 ad oggi ammontano ad oltre 70mila miliardi di dollari.
    Questi includono: a) la perdita di guadagni causata dagli ostacoli posti allo sviluppo di servizi ed esportazioni (turismo, trasporto aereo, zucchero, nickel); b) le perdite registrate come risultato del riorientamento geografico dei flussi commerciali (aumento dei costi di trasporto, imballaggio e vendita nell’acquisto dei beni…); c) l’impatto delle limitazioni imposte alla crescita della produzione nazionale di beni e servizi (accesso limitato alla tecnologia, accesso limitato alle strumentazioni e di conseguenza veloce obsolescenza delle attrezzature, ridimensionamento forzato delle firms, serie difficoltà affrontate da settori come quello zuccheriero, elettrico, dei trasporti ed agricolo…); d) restrizioni monetarie e finanziarie (l’impedimento alla rinegoziazione del debito con l’estero, l’impossibilità di accedere al mercato del dollaro, l’impatto sfavorevole della variazione dei costi di scambio nel commercio, l’aumento dei costi di finanziamento dovuto all’opposizione degli Stati Uniti all’accesso cubano ad istituzioni finanziarie internazionali…); e) le conseguenze perniciose degl’incentivi all’emigrazione, anche illegale (perdita di risorse umane e di talenti nati nell’ambito del sistema educativo cubano…); f) danni sociali (legati alla scarsità di cibo, a deficienze sanitarie, educative, culturali, sportive…).

    Tutto questo condiziona negativamente numerosi settori[3]; l’embargo intralcia direttamente, oltre le esportazioni, le forze trainanti della ripresa economica cubana, soprattutto il turismo, gl’investimenti diretti d’imprese straniere (FDI) e il trasferimento di valuta. Molte societè europee consociate a firms statunitensi sono state costrette ad interrompere i negoziati per la gestione di hotels, perchè i loro avvocati hanno ricordato loro le sanzioni previste dalla “Helms-Burton law". Inoltre, i co-acquirenti dei gruppi statunitensi per le compagnie di crociera europee, che ancoravano le loro navi a Cuba, hanno cancellato i progetti per il 2002-2003.
    Gli ostacoli imposti dagli Stati Uniti, in violazione della Convenzione di Chicago sull’aviazione civile, alla vendita o fitto di aeroplani, al rifornimento di cherosene ed all’accesso a nuove tecnologie determineranno la perdita di 150 milioni di dollari nel 2003. L’impatto sul FDI non è meno sfavorevole. Le istituzioni che lo promuovono a Cuba ricevono più di 500 proposte di cooperazione da compagnie statunitensi, ma nessuna di loro verrà mai realizzata, nemmeno nel settore farmaceutico e biotecnologico, dove il potenziale cubano è molto alto. Il trasferimento di denaro dagli Stati Uniti è molto limitato (meno di 100$ mensili per famiglia) ed alcune banche europee hanno dovuto ridurre i propri mandati minacciate dalle richieste di indennità che avrebbero avanzato gli Stati Uniti se non si fossero tirate indietro. L’embargo penalizza l’attività bancaria, quella assicurativa, petrolifera, chimica, edile, d’infrastrutture e trasporti, cantieristica, agricola, peschiera, elettronica e telematica; lo stesso accade ai settori d’esportazione (in cui gli interessi statunitensi hanno prevalso fino al 1959) come quello zuccheriero la cui ripresa è interdetta dallo sbarramento internazionale agli scambi di materiali grezzi come il nickel, il tabacco e il rum.

    Le conseguenze sociali dell’embargo

    Gli annunci del governo statunitense favorevoli ad un rilassamento delle restrizioni sul cibo ed i medicinali sono passate inosservate; ciò dimostra come Cuba sia de facto la vittima prescelta dell’embargo in questa regione. Il fatto che alcuni generi alimentari siano sempre più difficili da reperire aggrava le privazioni della popolazione e ne minaccia l’integrità fisica e la stabilità nutrizionale. Una tragedia umana, l’obiettivo ultimo dell’embargo, è stata fino ad ora evitata solo in virtù della volontà dello stato cubano di mantenere intatti i pilastri della propria integrità morale che garantisce a tutti, tra le varie cose, cibo a prezzi modici ed alimentazione gratuita nei crèches, nelle scuole, ospedali ed ospizi. Tutto questo non è che la conferma della priorità che le autorità danno allo sviluppo umano, cosa che spiega come Cuba mantenga alti i suoi standard di buona salute, alfabetizzazione, ricerca, cultura ecc. tutto ciò nonostante la limitatezza dei fondi ed i problemi seguiti alla caduta del blocco sovietico. Il proseguimento dell’avanzamento sociale a Cuba va di pari passo però, con l’estensione effettiva delle misure d’embargo.

    Le pressioni esercitate dal Dipartimento di Stato americano e di quello per gli scambi commerciali con l’estero hanno riguardato un ampio numero di prodotti necessari nel settore medico: medicinali per le donne incinte, prodotti di laboratorio e radiologici, tavoli operatori e strumenti chirurgici, anestetici, defibrillatori, strumenti per la respirazione artificiale e per la dialisi, materiale farmaceutico… E’ stato impedito che i neonati ricevessero gratuitamente cibo e prodotti pediatrici per trattamenti intensivi.[4] La capacità di produrre vaccini a Cuba è ostacolata dalla frequente mancanza di componenti essenziali che devono essere necessariamente importate, come succede per i centri che trattano l’acqua. Oggi come oggi l’embargo causa sofferenze ingiustificate alla popolazione cubana.
    Molti medicinali che non sono prodotti nel paese scarseggiano, e questo complica l’attuazione di trattamenti contro il cancro al seno, la leucemia, le malattie cardiovascolari e renali, l’AIDS. In aggiunta a tutto questo, le violazioni delle libertà di movimento e ricerca scientifica operate dalle autorità nordamericane (la riduzione negli spostamenti dei ricercatori, la mancanza di rispetto degli accordi bilaterali sui permessi di soggiorno dei ricercatori cubani, il rifuso di garantire licenze per software o di soddisfare gli ordini cubani di libri, riviste, dischetti o CD-Roms di letteratura scientifica specialistica…) hanno esteso il raggio d’azione dell’embargo ad aree formalmente escluse dalla legge in vigore. Viene così impedita la proliferazione di rapporti cooperativi solidali tra nazioni.

    L’embargo inoltre, è in contrasto con i principi per la promozione e protezione di quei diritti umani che il popolo statunitense vuole per se ma non per il resto del mondo.

    Per tutte le ragioni elencate questo embargo è inaccettabile e deve terminare immediatamente

    http://www.zmag.org/italy/herrera-embargocuba.htm#2 (in Italiano)
    http://www.zmag.org/content/print_ar...5&sectionID=54 (in lingua originale)


    sei proprio sicuro che si tartti solo di qualche bottiglia di Rhum?

    ti invito a leggerlo prima di commentarlo bye

  2. #632
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    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    ma almeno hai letto?

    Cambi solo discorso vista la totale illogicità di quiello che dici appigliandoti ai cavilli più pazzeschi e senza alcun senso

    E manco ti accorgi che posti dei dati che dimostrano proprio che Cuba importando quasi 3 volte la merce che esporta di fatto (come tutti paesi socialisti) non produce in sostanza nulla di interessante per nessuno

  3. #633
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    Citazione Originariamente Scritto da phileas Visualizza Messaggio
    non produce in sostanza nulla di interessante per nessuno
    sì sì, a parte Nickel ("Although Cuba's nickel deposits are among the largest in the world" http://www.infoplease.com/ce6/world/A0857653.html), zucchero, tabacco, rhum, caffè, pesce (sai aragoste, etc.. ), rame, cobalto e parecchio altro

    a parte questo Cuba non ha nulla da esportare

  4. #634
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    Davvero senza senso

    Prima si inneggia alla più ampia libertà di scambio visto che solo gli USA in tutto il mondo non commerciano con Cuba e la fine dell'embargo migliorerebbe la situazione a Cuba.

    Una volta notata la contraddizione allora si afferma che non fa niente dato che la libertà di scambio è impedita in gran parte del mondo. Invece di concludere che sono proprio quindi i governi che impediscono la libertà economica a impoverire i rispettivi popoli si afferma che Castro fa bene a vietarla nel modo più assoluto a Cuba dove qualsaisi libertà di scambio è vietata (si pratica infatti la pianificazione centralizzata).

    Infine ciliegina sulla torta si torna al punto di partenza ineggiando all'impedimento di qualsiasi libertà economica e quindi all'esaltazione di Cuba dove è vietata (sebbene si affermi che sia impoverita dal divieto di scambi liberi).

    Non fa una griza!

    PS
    Un minimo di decenza almeno: l'articolo cita fonti del tipo
    Herrera,R.(ed.) (2003) Cuba révolutionnaire, L’Harmattan,Parigi; il
    Rapporto cubano al Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla Risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU 56/9 (2002), ’’The necessity to lift the blockade applied on Cuba”, Novembre 2002. Herrera, R. (2003), “Cuba : une Résistance en Amérique Latine, Recherches internationales, n°. 69. (torna al testo)

    Come poi faccia a sapere che le sanzioni USA costano 70 mld $ è un bel mistero visto che il WTO non pubblica nemmeno il PIL cubano (un complotto anche questo )

  5. #635
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    Citazione Originariamente Scritto da phileas Visualizza Messaggio
    Davvero senza senso

    Prima si inneggia alla più ampia libertà di scambio visto che solo gli USA in tutto il mondo non commerciano con Cuba e la fine dell'embargo migliorerebbe la situazione a Cuba.

    Una volta notata la contraddizione allora si afferma che non fa niente dato che la libertà di scambio è impedita in gran parte del mondo. Invece di concludere che sono proprio quindi i governi che impediscono la libertà economica a impoverire i rispettivi popoli si afferma che Castro fa bene a vietarla nel modo più assoluto a Cuba dove qualsaisi libertà di scambio è vietata (si pratica infatti la pianificazione centralizzata).

    Infine ciliegina sulla torta si torna al punto di partenza ineggiando all'impedimento di qualsiasi libertà economica e quindi all'esaltazione di Cuba dove è vietata (sebbene si affermi che sia impoverita dal divieto di scambi liberi).

    Non fa una griza!

    PS
    Un minimo di decenza almeno: l'articolo cita fonti del tipo
    Herrera,R.(ed.) (2003) Cuba révolutionnaire, L’Harmattan,Parigi; il
    Rapporto cubano al Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla Risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU 56/9 (2002), ’’The necessity to lift the blockade applied on Cuba”, Novembre 2002. Herrera, R. (2003), “Cuba : une Résistance en Amérique Latine, Recherches internationales, n°. 69. (torna al testo)

    Come poi faccia a sapere che le sanzioni USA costano 70 mld $ è un bel mistero visto che il WTO non pubblica nemmeno il PIL cubano (un complotto anche questo )
    quante parole stavolta senza senso , e cosa ne dici degli effetti dell'embargo USA sull'economia del Paese?

  6. #636
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    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    sì sì, a parte Nickel ("Although Cuba's nickel deposits are among the largest in the world" http://www.infoplease.com/ce6/world/A0857653.html), zucchero, tabacco, rhum, caffè, pesce (sai aragoste, etc.. ), rame, cobalto e parecchio altro

    a parte questo Cuba non ha nulla da esportare
    Chiediti perchè non è nemmeno in grado di esportare lo zinco o il rame con la fame di materie prime che c'è. Soltantoesportandoli negli USA avrebbe i soldi in cambio?

  7. #637
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    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    quante parole stavolta senza senso , e cosa ne dici degli effetti dell'embargo USA sull'economia del Paese?
    Questa osservazione (come ho ripetuto più volte) è un bell'inno alla libertà di commercio. Proprio quella che Castro ha bandito a Cuba dato che un paese socialista pratica invece la pianificazione centralizzata. Ed è la ragione della miseria non di Cuba ma di tutti i paesi socialisti

  8. #638
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    Citazione Originariamente Scritto da phileas Visualizza Messaggio
    Chiediti perchè non è nemmeno in grado di esportare lo zinco o il rame con la fame di materie prime che c'è. Soltantoesportandoli negli USA avrebbe i soldi in cambio?

    Sai che le navi che stanno a Cuba poi per un bel periodo di tempo non posson entrare nei porti Statunitensi?

    prova un po' ad indovinare perchè gli Europei allora preferiscono commerciare con qualcun'altro

    non è difficile fidati

  9. #639
    Guardia Rossa
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    Citazione Originariamente Scritto da phileas Visualizza Messaggio
    Questa osservazione (come ho ripetuto più volte) è un bell'inno alla libertà di commercio. Proprio quella che Castro ha bandito a Cuba dato che un paese socialista pratica invece la pianificazione centralizzata. Ed è la ragione della miseria non di Cuba ma di tutti i paesi socialisti
    qui si parla di commercio internazionale tra Paesi...

    che c'entra quello che dici?

    vorresti dire che i Paesi socialisti per esser tali non dovrebbero commerciare con i capitalisti?

  10. #640
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    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    Sai che le navi che stanno a Cuba poi per un bel periodo di tempo non posson entrare nei porti Statunitensi?

    prova un po' ad indovinare perchè gli Europei allora preferiscono commerciare con qualcun'altro

    non è difficile fidati
    Hai postato un link in cui risulta che l'UE è il primo partner commerciale di Cuba. ma leggi quello che scrivi?

 

 
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