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Discussione: Putin conservatore?

  1. #1
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    Predefinito Putin conservatore?

    Ho scovato casualmente in rete un articolo di Repubblica, a firma Di Lucio Caracciolo, su Medvedev e Putin. E' probabile che carlomartello e altri del vostro forum lo conoscano già e lo abbiano magari persino postato su POL.

    Io l'ho trovato interessante per alcuni motivi:

    1) Putin sembra fare una distinzione tra George W. Bush, che dice di rispettare, e i falchi neocons della sua Amministrazione (tra cui Cheney).

    2) Putin non intende porsi contro l'Occidente, ma solo "far leva sulle sue contraddizioni".

    3) Putin si dichiara "conservatore", ma poi aggiunge: non nel modo in cui lo intendevano i comunisti.

    Su quest'ultima affermazione mi interesserebbe un approfondimento da chi conosce - certo meglio di me - la politica russa.


    Questo il link dell'articolo:
    Lo sfogo di Putin e Medvedev: “Stanchi delle ingerenze Usa” Solleviamoci’s Weblog
    Ultima modifica di Florian; 05-02-10 alle 21:01

  2. #2
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    Predefinito Rif: Putin conservatore?

    Putin è un sincero nazionalista russo.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Putin conservatore?

    Uno che passa dal KGB al conservatorismo nn meriterebbe neanche di pulire i cessi della Duma.Cmq, fatto sta che Putin(osannato incomprensibilmente dagli ambienti di "destra" Italiani..) è un conservatore di comodo,uno di quelli che hanno capito alla svelta da che parte tirava il vento e da quale parte occorresse stare per nn finire in qualche nostalgica sede di partito post-sovietica a ricordare i bei tempi andati.Appoggia i poteri forti(la mafia in primis) e il clero Russo ortodosso, gia qsto è un fattore negativo ai miei occhi,nonostante sicuramente riesca trarre vantaggio da questi clientelismi.Tuttavia con la sua "bassa" politica è riuscito a ripararsi il culo sputando sul passato..c'è chi lo considera un pregio e chi un difetto.La domanda da porsi è "fino a quando sono leciti certi patteggiamenti"?

  4. #4
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    Predefinito Rif: Putin conservatore?

    A proposito del modo di far politica in Russia (XI)
    Un'idea da orso [1]


    26 dicembre 2009



    Nell'anno che sta finendo il partito di governo ha acquisito un'ideologia

    Uno degli avvenimenti politici della fine del 2009 è l'autodeterminazione ideologica di “Russia Unita”. Un avvenimento non notato da molti, ma comunque non meno notevole e perfino curioso. Perché si è verificato otto anni (!) dopo la creazione del partito. Senza avere un'ideologia ufficiale, gli “orsi”, inventati e diretti dai tecnologi del Cremlino, hanno posto sotto il loro controllo praticamente tutti gli organi di potere, facendo della Duma di Stato e della maggior parte dei parlamenti regionali delle macchine per votare e hanno raccolto circa 2 milioni di membri, tra cui gran parte dei dirigenti russi di ogni grado e livello.

    Proclami

    Non si può dire che “Russia Unita”, formatasi come “partito di sostegno a Putin” e orientata alla massima “cattura” di elettori russi di diverse opinioni e convinzioni, in generale si sia mossa senza dichiarazioni di idee. Nel 2003 fu emesso il manifesto “La via del successo nazionale”, in cui, fra l'altro, l'ideologia del partito non era determinata. Il manifesto abbonda di cliché di alto livello: “La grandezza del paese comincia da grandi scopi”; “La nostra ideologia non è generata da un gioco di cervelli da ufficio, ma dalle reali necessità del paese e del popolo. La nostra ideologia è frutto dell'esperienza pratica, del buon senso e della previsione scientifica”; “Si perde il senso del legame storico del tempo – passato, presente, futuro, – che potrebbe suggerire dove e come cercare la via per il successo nazionale”.

    Lo sviluppo ideale non si è limitato alla “via del successo nazionale”. Il frazionamento ufficiale, che è cominciato a sorgere per via del carattere variegato dei membri del partito del potere, fu bloccato da Gryzlov [2] nel 2005. Invece delle correnti sono stati creati tre cosiddetti club di discussione del partito: il (relativamente) liberale “4 novembre” [3], il (relativamente) nazionalistico club Statal-Patriottico e il (relativamente) sinistrorso Centro di politica social-conservatrice.

    Nel 2006 fu emessa la dichiarazione programmatica “La Russia che scegliamo”. Neanche in esso si parla di ideologia, invece si dice che “il partito annuncia la strategia di rinnovamento qualitativo del paese come democrazia sovrana”. Nel 2007 alle elezioni parlamentari il programma elettorale “degli orsi” fu il supporto al “Piano Putin” [4].

    Di mancanza di ideologia “Russia Unita” è stata rimproverata non solo dagli oppositori, ma anche da Putin, Surkov [5] e Medvedev. Del conservatorismo come autodeterminazione ideale nel partito del potere si era parlato anche in precedenza – nel 2008 i membri di “Russia Unita” entrarono a far parte dell'esperienza Internazionale Democratica Centrista, che è chiamata anche conservatrice. Di questa organizzazione fanno parte i cristiano-democratici tedeschi, i liberal-democratici giapponesi, l'“Unione per un Movimento Popolare” di Nicolas Sarkozy, “Forza Italia” di Silvio Berlusconi e altri partiti di dieci paesi.

    Sfumature

    Ed ecco che al congresso di novembre di quest'anno è stato emesso il documento programmatico di “Russia Unita” dal titolo “Russia: conserviamo e moltiplichiamo!” In esso l'ideologia è determinata come “conservatorismo russo”. Che, secondo i membri di “Russia Unita”, deve aiutare “la stabilità e lo sviluppo, il continuo rinnovamento creativo della società senza stagnazioni o rivoluzioni”. “E' l'ideologia del successo del nostro popolo, della conservazione e della modernizzazione della Russia sulla base della sua storia, della sua cultura, della sua spiritualità”. Il conservatorismo è chiamato a “liberare il paese dalle antiche malattie sociali, a distruggere gli ostacoli sulla via dell'innovazione e dei nuovi traguardi”.

    A dire il vero, gli oppositori degli “orsi” dubitano che un'ideologia del partito sia comunque comparsa. “Il conservatorismo di “Russia Unita” non contempla alcuna qualità teorica. Dietro di essa non c'è alcuna elaborazione intellettuale. Per il partito di governo determinarsi nella storia al livello di “noi creiamo il nuovo e conserviamo il meglio” è semplicemente una vergognosa incapacità”, – commenta Nikolaj Levičev, leader del gruppo parlamentare alla Duma di “Russia Giusta” [6]. “Non hanno semplicemente ideologia. Il conservatorismo di “Russia Unita” è la conservazione delle sue posizioni come partito a cui è consentita la distribuzione delle ricchezze nazionali”, – ritiene Oleg Kulikov, segretario del Comitato Centrale del KPRF [7] per il lavoro informativo e analitico.

    Il conservatorismo non verbalizzato esiste da tempo nel nostro paese. “Nella politica russa tutti sono conservatori, tranne i liberali sfrenati, che si trovano fuori dalla politica seria. I membri di “Russia Unita” hanno formulato questo. Il KPRF non può definirsi partito nazional-conservatore, lo LDPR [8] non si autodetermina come partito scandalistico-conservatore, “Russia Giusta” non si definisce partito social-conservatore. In questo senso i membri di “Russia Unita” sono quelli più onestamente rimasti a nascondersi dietro qualcos'altro”, – dice il politologo Boris Kagarlickij.

    Questioni

    Certo, pochi programmi politici sono capaci di mantenere saldamente una qualità appassionante. Ma ciò non toglie le pericolose imprecisioni del testo ideologico dei membri di “Russia Unita”. Alcuni passaggi suonano curiosi: per esempio, non si capisce quali saranno in pratica “i meccanismi reali di responsabilità dei medici per la qualità delle cure”. “Il processo di istruzione non deve limitarsi all'apprendimento automatico di formule e regole. (…) Da questo punto di vista bisogna esaminare anche l'Esame di Stato unico”, – ottimo, ma l'Esame di Stato unico viene criticato principalmente per questo.

    “La censura è inaccettabile, ma un meccanismo efficace di difesa della società da informazioni che recano danno al suo sviluppo morale e psichico è indispensabile”, – notevole, ma nella realtà russa suona pericoloso.

    Si sottolinea sempre l'indispensabilità del supporto alla classe media, che, a quanto stabilisce il partito, verso il 2020 dovrà crescere fino al 60% della popolazione del paese. Ma peraltro si parla di “umori paternalistici largamente diffusi nella società”. Peraltro si dice pure che “Russia Unita” otterrà “la riduzione della disuguaglianza sociale, la riduzione del divario tra i redditi dei diversi gruppi della popolazione”.

    “Questo è ciò di cui morì l'Unione Sovietica. Tutte le parole sono mutevoli, si capisce perfino a cosa si mira, ma con la realtà ha un rapporto stupefacente. Alle parole non sono annesse le leve per la loro esecuzione. Si vantano del fatto che da noi tutto sarà bello. E non si capisce da dove venga tanto ottimismo. Sono molto giuste le parole sullo sviluppo innovativo, ma già sotto Brežnev si parlava di una rivoluzione scientifica e tecnica. C'è molto pathos sul risollevamento dell'agricoltura, manca poco che parlassero anche di piani quinquennali. Molte parole sul supporto alle piccole imprese. Solo che non sta scritto, che queste ululano come lupi perché la classe burocratica le schiaccia. Non si spiega perché “Russia Unita” non è un partito di funzionari. E se la costruzione delle strade in Siberia è controllata dal partito, questo è segno che il sistema non funziona in alcun modo”, – ritiene il politologo Dmitirij Oreškin.

    Non è scritto neanche la conservazione di quali tradizioni otterranno i “conservatori russi”. “Il partito si orienta sui periodi di successo nella storia del nostro popolo. Le discussioni storiche nel partito sono ancora avanti”, – spiega l'addetto ideologico dei membri di “Russia Unita” Aleksandr Kazakov.

    Motivi

    “La crisi è sempre un tempo di ideologie La gente ha bisogno di mobilitarsi per il superamento della crisi e per questo sono necessari determinati ideali sociali. Perciò il presidente parla anche dell'indispensabilità di far rinascere la concorrenza tra i partiti. L'assunzione di un'ideologia si riflette sul processo di consolidamento del partito. Il partito si è riunito un pezzo per volta per risolvere il compito di mantenere l'unità del paese e per garantire da un punto di vista legislativo e politico il corso di Putin. Oggi “Russia Unita”, dichiarandosi conservatrice, ha dimostrato di esistere come un vero partito”, – continua Kazakov.

    Adesso gli stessi membri di “Russia Unita” devono ammettere che da loro si è manifestato un qualche posizionamento ideologico. Probabilmente molte persone entrate là per non avevano semplicemente pensato a queste cose. La creazione di un programma era compito del vertice intellettuale del partito e di una comunità leale di esperti, ma non certo della massa dei membri del partito, che si presentavano come funzionari di medio e basso rango. In precedenza non pensavano all'ideologia, adesso periodicamente tocca farlo”, – dice il vice-presidente del Centro di tecnologie politiche Sergej Micheev.

    In generale si può supporre in “Russia Unita” la presenza di persone insoddisfatte di com'è stato assunto il programma ideologico. Per esempio, alla “Novaja gazeta” non è riuscito ottenere i commenti del club “4 novembre” – i principali oppositori di Andrej Isaev del Centro di politica social-conservatrice, considerato l'elaboratore delle idee del conservatorismo russo. Al congresso è stato presentato solo un progetto di programma ideologico, praticamente non è stata condotta alcuna ampia valutazione di esso. A registratore spento alcuni membri di “Russia Unita” parlano di questo come di un segno di lealtà della leadership del partito a un raggruppamento interno ai danni di altri. E prevedono rimpasti dei quadri del partito nel prossimo futuro.

    Aleksandr Litoj

    23.12.2009, “Novaja gazeta”, Íîâàÿ Ãàçåòà | ¹ 143 îò 23 äåêàáðÿ 2009 ã. | Ìåäâåæüÿ èäåÿ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)


    [1] Gioco di parole a più livelli. L'orso è nel simbolo di “Russia Unita”, il cognome del presidente è Medvedev, che deriva da medved', “orso” e infine “da orso” in Russia significa “goffo”, “maldestro”.

    [2] Boris Vjačeslavovič Gryzlov, presidente della Duma di Stato.

    [3] Il 4 novembre ha sostituito la festa della Rivoluzione d'Ottobre (e la eltsiniana Festa della Riconciliazione Nazionale). In quel giorno si festeggia la cacciata di polacchi e lituani, che nel 1612 avevano tentato di porre un loro candidato sul trono russo vacante. Dopo questo evento si insediò sul trono il casato dei Romanov.

    [4] Piano proclamato dal presidente Putin per il rafforzamento della Russia e della sua “democrazia sovrana”.

    [5] Vladislav Jur'evič Surkov, principale collaboratore di Putin, detto anche l'ideologo del Cremlino.

    [6] Partito di centro-sinistra.

    [7] Kommunističeskaja Partija Rossijskoj Federacii (Partito Comunista della Federazione Russa).

    [8] Liberal'no-Demokratičeskaja Partija Rossii (Partito Liberal-Democratico di Russia), ad onta del nome partito nazionalista e populista.



    La Russia che non tutti conoscono: A proposito del modo di far politica in Russia (XI)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Putin conservatore?

    Putin era il Presidente russo sognato da Aleksandr Solzhenitsyn, il quale incontrò varie volte Putin e di cui diventò un consigliere.

    Putin sin dal 1999 iniziò una politica estera filo-occidentale tesa a rendere la Russia parte integrante della comune famiglia europea e una parte dell'Occidente (parafrasando Vitalij Tret'javov, il "Terzo Occidente").

    Putin dopo l'11 settembre entrò nel Consiglio NATO-Russia e si alleò con Bush e Berlusconi per formare un fronte comune contro al-Qaeda.

    Poi la politica americana (sempre più interventista e unilaterale) verso Putin cambiò, il sostegno alle rivoluzione colorate di George Soros contro gli Stati-satellite russi (che provocò il sostegno russo verso paesi più ostili agli Stati Uniti) e ai missili nel Baltico, l'opposizione russa alla guerra in Iraq (che durò comunque poco perché ci fu un accordo tra Bush e Putin: tu mi lasci invadere l'Iraq e deporre Saddam, io ti lascio invadere la Cecenia e deporre Maskhadov) deteriorarono man mano i rapporti.

    Comunque non vi è dubbio che Putin è oggi ciò che Bush non è stato ma poteva essere: un conservatore nazionalista ma non interventista. Da qui si spiegano i buoni rapporti personali col "Texano" ma lo divergenza con neo-cons (di cui Cheney era il primo esponente).
    Quanto a "conservatore non come lo intendevano i comunisti", probabilmente intendeva dire come lo intendeva Solzhenitsyn: cioè non un qualsiasi liberaldemocratico asservito agli occidentali.


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 23-04-10 alle 16:17

  6. #6
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    Predefinito Rif: Putin conservatore?

    Alla luce dell'articolo sopra postato mi chiedo se questo nuovo conservatorismo russo non sia anche un conservatorismo "rosso", sinistrorso nell'ottica occidentale in quanto si affida allo Stato...

  7. #7
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    Predefinito Rif: Putin conservatore?

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Alla luce dell'articolo sopra postato mi chiedo se questo nuovo conservatorismo russo non sia anche un conservatorismo "rosso", sinistrorso nell'ottica occidentale in quanto si affida allo Stato...
    Nell'ottica anglosassone forse, in Germania il conservatorismo non è mai stato liberale, quanto allo Stato capirai che è uno strumento fondamentale per tenere in piedi la Russia, occorre però notare che Putin e Medvedev non sono mai stati statalisti a senso unico, spesso hanno promosso il privato, hanno promosso la flat tax, etc. Ma hanno anche fatto 'ordine' rispetto allo sfacelo eltsiniano.

    carlomartello

  8. #8
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    Predefinito Rif: Putin conservatore?

    La Russia deve rinnegare l'URSS e ricollegarsi all'Impero - Andrei Kurayev




    In un'intervista rilasciata ai giovani del partito putiniano Russia Unita un esponente della chiesa ortodossa, Andrei Kurayev, chiede al potere, per onorare i 90 anni del sacrificio della Famiglia Imperiale, di accelerare la decomunistizzazione del paese.

    Le autorità, secondo Kurayev, dovrebbero completare la rimozione dei monumenti dedicati agli esponenti bolscevichi (tranne quelli dedicati alla II Guerra Mondiale), e sostituire tutti i nomi di città e vie che ancora portano nomi sovietici, per restaurare i nomi originali.

    L'esponente ortodosso si chiede come sia possibile che la Russia combatta il terrorismo internazionale quando una stazione della metro di Mosca porta ancora il nome di uno dei terroristi bolscevichi che massacrarono i Romanov.

    Ancora più importante, secondo Kurayev, è il fatto che l'attuale Stato Russo si dichiari legalmente successore dell'Impero Russo, il che non vuol dire, specifica, restaurare lo Zarismo, ma considerare ufficialmente la rivoluzione del 1917 come un golpe illegittimo di una minoranza ai danni di un precedente regime legittimo.

    Bisognerebbe quindi "saltare" il periodo sovietico per riconnettere l'attuale Russia direttamente al passato imperiale.

    Церковь призвала Россию осудить коммунизм


    carlomartello

  9. #9
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    Predefinito Rif: Putin conservatore?

    La Russia riabilita lo zar Nicola II



    "Fu una vittima del bolscevismo"
    Sentenza della Corte Suprema

    MOSCA

    La Corte Suprema russa ha riabilitato oggi lo zar Nicola II e i suoi familiari uccisi nel 1918, accogliendo la richiesta dei discendenti dei Romanov. La riabilitazione ha un preciso significato legale in Russia in quanto riconosce che una persona è stata vittima della repressione politica durante il comunismo.

    In passato tali richieste erano state respinte sulla base del fatto che non era stata presa nessuna decisione giuridica per l’esecuzione dello zar, la cui uccisione veniva così considerata un atto criminale e non politico. Nicola II, che aveva abdicato nel 1917, fu ucciso da rivoluzionari bolscevichi il 17 luglio 1918 nella cantina della casa dove era detenuto assieme alla famiglia nella cittadina di Yekaterinburg, negli Urali. Assieme allo zar vennero uccisi la moglie Alexandra, il figlio e quattro figlie.

    Le salme di Nicola, la moglie e tre figlie vennero riesumate nel 1991 per essere tumulate nella tomba imperiale a San Pietroburgo. I resti dell’erede Alessio e di suo sorella la granduchessa Maria vennero trovati e identificati nel 2007 in un bosco viicno al lugo dell’esecuzione. Nel 2000 la chiesa ortodossa russa li ha tutti proclamati santi.

    La Russia riabilita lo zar Nicola II : Mondo monarchico


    carlomartello

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    Predefinito Rif: Putin conservatore?



    28 aprile 2006

    Solzhenitsyn su Putin: «Ha salvato lo Stato dalla scomparsa»


    di Piero Sinatti


    Sull’autorevole settimanale russo “Moskovskie Novosti”, ha anche un’edizione in inglese, “Moscow News”) è apparsa in questi giorni un’intervista di Aleksandr Solzhenitsyn.

    Il Grande Patriarca delle lettere russe – di cui lo scorso inverno è stata presentata con successo la riduzione televisiva del romanzo Primo cerchio – ha risposto per scritto a 15 domande (su 16) presentategli dal direttore di MN, Vitalij Tret’jakov.
    Non si è parlato di letteratura, ma della Russia, del suo presente e delle sue prospettive.
    I giudizi dell’autore di Arcipelago Gulag lo confermano ancora una volta come tenace avversario non solo del comunismo, ma anche del liberismo e del globalismo, le cui ricette contrastano radicalmente, secondo lui, con le esigenze e la tradizione della Russia.
    Degli ultimi tre leader russi, Solzhenitsyn ha salvato solo Putin, mentre ha condannato senza appello i due predecessori. Infatti, con Gorbaciov «sono stati abbandonati il concetto e la coscienza stessa dello Stato … da qui le sue numerose e irriflessive capitolazioni in politica estera, che gli hanno valso le rumorose lodi dell’Occidente».
    Peggiore di lui è stato Eltsin, che «ha proseguito la stessa linea, aggravata dal saccheggio senza limiti delle proprietà della Russia, del suo patrimonio e dal caos in cui ha gettato lo Stato».
    Putin, invece, si è finora sforzato di «salvare lo Stato dalla scomparsa. Certamente, alcuni suoi tentativi all’inizio sono stati cosmetici. Dopo, però, sono stati più mirati e precisi … La politica estera, date le nostre condizioni e possibilità, è condotta con ragionevolezza e maggiore lungimiranza. Ma ancora molto, a causa dell’eredità ricevuta, si deve fare per evitare alla Russia il declino».
    Per superare la grave crisi demografica (700 mila persone in meno ogni anno dal 1991-92) Solzhenitsyn pone come conditio sine qua non «il miglioramento delle condizioni di vita, alimentari, sanitarie, educative, della moralità pubblica e privata». Per questo egli valuta positivamente i quattro grandi progetti nazionali di Putin, che prevedono grossi investimenti speciali nell’educazione, sanità, agricoltura e edilizia abitativa.
    Passando alla politica, Solzhenitsyn ribadisce la sua avversione al sistema dei partiti. Non si adatta alla Russia, alla sua tradizione. Lo si è imposto al Paese, quando esso era già entrato in crisi in Occidente. Una reale democrazia si può costruire solo dal basso, a partire dalle realtà locali, e mettendo in primo piano i fattori produttivi, professionali, culturali, ecologici, educativi. I partiti perseguono solo fini egoistici, di potere.
    «Non dobbiamo calcare i modelli altrui, ma seguire una nostra strada». I diritti umani devono essere commisurati a quelli morali, che lo Stato deve difendere e salvaguardare.
    Lo scrittore ha definito «mostruosa» l’attuale ondata di aggressioni e omicidi a sfondo etnico. «Sono opera di una gioventù privata dell’educazione, che minaccia la società. Lo Stato deve prendere misure decise e severe per impedire tutto questo. “Ma è necessario ricercare i motivi che sono alla radice di stati d’animo tanto aggressivi».
    Infine, la dura critica di Solzhenitsyn si appunta sui tentativi occidentali, specie degli Usa, di «isolare la Russia e puntare sul suo ulteriore frazionamento» e sugli interventi militari americani in Iraq e altre parti del mondo.
    Amareggia lo scrittore (per parte di madre di origine ucraina) la separazione dell’Ucraina dalla Russia. Specie considerando non solo l’origine comune dei due popoli slavi, ma anche il fatto che dello stato ucraino facciano ora parte, per gli «sciagurati accordi di Belovezha» (che posero fine all’Urss, ndr) e per responsabilità dei passati governi sovietici – intere regioni storicamente ed etnicamente russe.

    Il Sole 24 ORE.com - Solzhenitsyn su Putin: «Ha salvato lo Stato dalla scomparsa»


    carlomartello

 

 
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