Fonte: Il mio blog
Amettiamo per un attimo che abbiano ragione loro, ammettiamo che sia possibile un mondo dove trionfi la pace eterna, la giustizia sociale, l'uguaglianza, la libertà e tutte quelle belle parole con le quali ci hanno riempito la testa da quando siamo nati.
Amettiamo, cioè, che il mondo non sia sempre stato in preda a tumulti, mutamenti, guerre, estinzioni, cataclismi. Amettiamo che se in una qualche epoca il "male" è stato sconfitto questo non è accaduto perchè schiere di uomini hanno messo sul piatto della storia la loro vita al fine di affermare un qualche principio ma che questo sia avventuo grazie a "valorose" masse di disertori, di fuggiaschi, di voltagabbana, ecc.ecc.
Ammettiamo, senza ovviamente concedere, tutto questo. Sarebbe un mondo in qualche modo congeniale? Varrebbe la pena vivere in un mondo simile? Possiamo considerare vita quella in cui tutto è dato e dovuto dallo Stato (o chi per lui), quella dove non esiste più un principio per cui valga la pena combattere, quella dove un individuo vive nell'età dell'infanzia perenne coccolato e accudito da tutti?
A ben vedere questa sembra più la nientificazione della vita stessa piuttosto che una vita degna di essere vissuta!
E'allora la soluzione qual è? Qual è il nostro fine ultimo, escatologico? La guerra perenne e totale è quello a cui noi dobbiamo ambire e puntare per sentirci vivi? Non è anche questa un'esagerazione?
Certo, anche questa può essere un'esagerazione, ma perlomeno in essa vi è una consapevolezza che fa la differenza: siamo consapevoli che da sempre nel mondo vi sono state intere specie animali, intere stirpi di uomini, intere razze e civiltà che magari un tempo hanno prosperato, dominato e poi, in seguito, sono state sconfitte e sono state destinate a sparire; non per questo hanno mai rinunciato alla lotta, non per questo sono mai fuggite dal nemico che gli si poneva di fronte.
Diversi segnali sembrano presagire che questo momento sia ormai prossimo in Europa, ne siamo consapevoli, non per questo abbandoneremo la trincea nascondendoci dietro una bandiera multicolore figlia della codardia e dell'arrendevolezza, figlia del morbo che attanaglia l'Europa e che l'ha ridotta in questo stato.
Siamo consapevoli che l'opulenza, i beni materiali, la prosperity, il confort è tutto quanto pare essere essenziale per molti nostri contemporanei è,in realtà, accessorio.
Siamo consapevoli che ben altro è il compito che attende la nostra generazione.
Siamo consapevoli, come dicevano i romani, che se si vuole la pace bisogna essere pronti alla guerra.
Non è follia la nostra, la nostra è semplice consapevolezza che nella vita ci sarà sempre una buona ragione per combattere e per questo bisogna smpre esserne pronti, forti e degni.
E' nella consapevolezza che si esplica la differenza tra noi e loro.
E' nella consapevolezza che la vita torna ad essere degna di essere definita tale.





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