Diliberto a Repubblica: Sono contro il linguaggio ipocrita e non sopporto i tecnocrati
Antonello Caporale
Roma 26 ottobre 2006
Oliviero, figlio della luce.
Non me ne parli.
Due pagine su Rinascita per il compleanno.
Pure a me è venuta un po' di pelle d'oca.
Succede a pochi ricevere tanto inchiostro.
Massimo Gramellini sulla Stampa mi ha sbertucciato.
E ha fatto bene.
Ha fatto bene sì Un po' imbarazzanti tutte quelle parole, quelle lodi.
Oliviero Diliberto, detto Diliberia.
Hanno sbagliato anche il giorno del mio compleanno. Era la settimana scorsa, sono nato il 13 ottobre.
Lei è stato in Corea del Nord?
Tre giorni.
Ovunque ci sia odore di comunismo, c'è lei.
Mi piace viaggiare, per il resto sa come la penso.
Compagno Diliberia.
Il nomignolo me l'affibbiarono simpaticamente i trotzkisti di Rifondazione.
Amico di Briatore.
Non ho capito.
Le battute le vengono sempre così o se le prepara prima?
Tutte all'impronta.
Portare il tritolo nello zaino e farsi esplodere al Billionaire è un'immagine insuperabile.
Quelli di forza Italia pensavano che io fossi così matto da immolarmi per Briatore. Che fessi, che ridicoli...Era una battuta.
Una battuta, e tanti commenti.
Nel giorno che Repubblica l'ha riferita sono giunte 260 iscrizioni on line al Pdci. Di ciò ringrazio sentitamente.
Però ha dovuto usare l'esplosivo per farli iscrivere.
Si fa quel che si può.
È vero: le dice e non le manda a dire.
Sono contro il linguaggio ipocrita. La gente non ne può più di quei falsi pudori. Sono di parte, sono tranciante e questo modo di essere e di rappresentarmi mi porta fortuna politica.
Un linguaggio da libertino della parola. Poi non se la prenda.
Non me la prendo, infatti.
Se si dirà: parla Diliberto, boom!
Ho il dono dell'autoironia e non sono permaloso.
Mah, in verità si dice che lei guidi il partito con il pugno chiuso sul tavolo.
Sono esigente. Io lavoro, gli altri devono impegnarsi sempre, dare il massimo.
Un gentile dittatore.
Questa è una cazzata.
A proposito: il povero Marco Rizzo non ne può più delle sue rampogne.
Per il fatto che dichiara spesso? Assolutamente. Io non amo la televisione, e quando lui va a coprire i buchetti che ci lascia il Tg1 fa un lavoro meritorio.
E abbiamo sistemato anche Rizzo.
Sono contento per lui. Io invece non amo molto la televisione.
Ma quando ci va fa di tutto per restarci a lungo.
Ricorda quando dissi che Berlusconi aveva stretto le mani sporche di sangue andando da Bush?
Successe un parapiglia.
A parte che le stesse parole le aveva dette il Papa.
Il Papa
Ma fu onestamente pietoso l'atteggiamento ipocrita dei miei alleati quando fui invitato a Matrix, pensavano a chissà quali allagamenti avrebbe subito l'Unione dopo le mie parole in tv. Immaginavano il comunista con la bava alla bocca, il trinariciuto, non so cosa. Io non sarei dovuto andare, capisce?
Invece con Berlusconi fece un figurone.
Perché ho rappresentato un'altra Italia, con un altro linguaggio e un'altra dignità. Se permette. E dei trecentomila voti in più che il Pdci ha guadagnato alle scorse elezioni qualcuno è frutto anche di quel fortunato confronto televisivo.
Lei parla sempre come mangia?
Negli ultimi anni ho sviluppato ancor più lo stile politicamente più scorretto.
E allora facciamo una prova.
E proviamo
Mi dica un nome di un ministro che proprio non sopporta.
Non sopporto i tecnocrati.
Non sopporta Padoa Schioppa
Padoa Schioppa magari sarà anche una persona brava e gentile. Però la mia convinzione e' che il ministro dell'Economia dovrebbe rispondere del suo operato agli elettori. Ripeto: nulla di personale ma i tecnocrati non li sopporto. E' la verità.
Bello. E forte.
E grazie




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