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    Predefinito Osho..Politica..e Meditazione..

    La Grande Sfida


    Preparare la gente alla gestione del potere


    Le persone che avranno il potere devono essere preparate a gestirlo.

    Fino a oggi, per migliaia di anni, nessuno è mai stato istruito in questo senso. Se qualcuno vuole fare il pugile, non lo buttate su un ring dicendogli: “Datti da fare!” Deve imparare. Se qualcuno vuol diventare uno spadaccino dovrà allenarsi per anni, altrimenti non saprà neppure come tenere in mano una spada, gli sarà impossibile usarla e combattere. Come prima cosa dovrà imparare come tirarla fuori dal fodero, come tenerla in mano. Si deve allenare. Non date in mano una chitarra a qualcuno che non ne ha mai vista una, aspettandovi che suoni come un Mozart o un Ravi Shankar.

    Ebbene, è proprio questo il vostro errore.

    Avete mai istruito le persone che oggi sono al governo? Qualcuno ha mai pensato che le persone nelle cui mani è accumulato un potere tanto grande devono avere qualità particolari, che impediscano loro di abusare di tale forza? Non è colpa loro.

    Ecco perché io propongo che in ogni università nascano due nuovi istituti: il primo sarà un istituto per la deprogrammazione. Chiunque ottenga una laurea dovrà, come prima cosa, ottenere un diploma da questo istituto che ne attesti la deprogrammazione in quanto cristiano, in quanto hindu, in quanto tedesco, in quanto americano, comunista, musulmano, ebreo, che elimini qualsiasi altro marchio di fabbrica vi sia stato stampato addosso. Sarà la prova che siete stati ripuliti da ogni pattume, perché questo è stato finora il vostro guaio. Quando si è creduto in qualcosa per cinquanta, sessant'anni, se a un tratto io dico che è solo un'assurdità, è inevitabile che vi irritiate, che vi irrigidiate, perché vorrebbe dire che per tanti anni siete stati degli stupidi. Ma se avete fegato e intelligenza, è ancora possibile uscire da questo baratro.

    La mia religiosità non è altro che scienza della deprogrammazione. E ricordate, non confondetela con la “deprogrammazione” in voga in California, quella gente ri-programma! Se qualcuno stava fuggendo dal cristianesimo, viene ricondotto all'ovile... e la chiamate deprogrammazione?!

    Deprogrammare vuol dire lasciarti semplicemente privo di qualsiasi programma: privo di religione, razza, casta, nazionalità... vieni lasciato solo, ti è concesso di essere te stesso, di essere un individuo. Bastano quattro anni. La deprogrammazione non richiede molto tempo: bastano poche ore al mese, per quattro anni, e sarai deprogrammato. E non verrà rilasciato nessun certificato di laurea se prima l'istituto di deprogrammazione non dichiara che “non hai più etichette. Sei un semplice essere umano”.

    Il secondo istituto sarà l'istituto per la meditazione, perché la semplice deprogrammazione non è sufficiente. Questa ti ripulisce da ogni contaminazione, ma restare vuoti è difficile: di nuovo tornerai a raccogliere immondizie. Da solo non sei capace di imparare a vivere felice nel tuo vuoto interiore, e l'arte della meditazione è proprio questo. Per cui questo istituto ti fornirà l'aiuto della meditazione. Non sono necessarie cose complesse: le università, l'intellighenzia, hanno la tendenza a complicare le cose. E' sufficiente un semplice metodo di osservazione del proprio respiro: ogni giorno, per un'ora, dovrai andare a quell'istituto per stare semplicemente seduto in silenzio a osservare il processo della tua mente, mentre la tua attenzione resta focalizzata sul respiro. Non occorre fare nulla. Sii un semplice testimone, un osservatore, uno scrutatore, guarda il movimento della mente: lo scorrere di pensieri, desideri, ricordi, sogni e fantasie. Resta semplicemente distaccato, tranquillo, senza criticare, senza giudicare. Una volta che ne afferri il meccanismo, diventa la cosa più facile del mondo.

    Dunque, per ciò che concerne la meditazione, vanno ricordate alcune cose essenziali: la prima è lo stato di rilassamento, privo di lotta, di controllo, di concentrazione. La seconda è l'osservazione attenta: sii testimone di qualsiasi cosa avviene dentro di te. E come terza cosa, non sviluppare giudizi o analisi su ciò che accade. Sii un semplice osservatore. Il corpo cambia, la mente cambia, le emozioni cambiano: solo il testimone resta sempre lo stesso.

    Praticando l'osservazione, noterai che le nuvole dei pensieri e delle emozioni pian piano inizieranno a disperdersi, facendo apparire il vasto cielo azzurro del tuo essere interiore: proverai cosa sia andare al di là della struttura corpo-mente-cuore. E quando avrai sperimentato questo stato dell'essere, avrai assaporato la meditazione: e la meditazione è pace, gioia e appagamento. Per cui, da un lato l'istituto per la deprogrammazione ti ripulirà, ti svuoterà, ti renderà uno spazio libero; dall'altra l'istituto di meditazione ti aiuterà a godere il tuo nulla, il tuo vuoto, l'assoluto vuoto interiore, la sua pulizia e la sua freschezza. E man mano che ne godrai, avrai la sensazione che non è affatto privo di contenuto, è colmo di gioia. All'inizio sembra uno spazio vuoto perché eri abituato a vederlo colmo di una infinità di sporcizie, e ora che sono state tutte rimosse, ti appare vuoto.

    Assomiglia a una stanza arredata; l'hai sempre vista piena di mobili... poi, un giorno, entri e scopri che l'intero mobilio è stato portato via. Dirai: “Questa stanza sembra vuota”. Non è vuota, è semplicemente pulita. Per la prima volta la stanza è colma di spazio. Prima era ingombra, era piena, era colma di sciocchezze; ora è puro spazio.

    Per godere del tuo vuoto interiore devi apprendere la meditazione. Il giorno in cui una persona inizia a godersi il proprio vuoto, la propria solitudine, il nulla, è uno dei giorni più belli della sua vita, perché da quel punto in poi potrà vivere in meditazione: e con questo intendo dire vivere in amore, con attenzione, essere un testimone.

    Qualsiasi cosa fai, falla con gioia e totalità: come se in quel momento fosse la cosa più importante al mondo. Quando fai una cosa qualsiasi con tanta intensità, con tanto amore, con tanto rispetto, ne vieni trasformato. E ciò che non ti trasforma, non è meditazione. Tutte le religioni hanno dato alle preghiere il nome di meditazione, ma quelle preghiere non sono altro che lamentele e richieste: non vi condurranno mai all'essenza più intima del vostro essere, né a dimensioni di consapevolezza superiori; rimarrete gli stessi di sempre. Centinaia di cosiddetti insegnanti continuano a plagiare la gente in nome della meditazione; non insegnano altro che una disciplina della mente, attraverso la pratica della concentrazione. Ma la concentrazione è un fenomeno mentale, rafforza ancor di più la mente, mentre la meditazione, in breve, non è altro che la creazione di uno spazio vuoto tra te e la tua mente.

    Ad esempio, la Meditazione trascendentale è diventata rappresentativa di tutte quelle cosiddette meditazioni: ti concentri su una parola, una parola sacra, e la ripeti il più velocemente possibile, senza lasciare un solo intervallo. Questo crea una forma di sonno volontario che procura un rilassamento dal processo del pensiero. E' un esercizio piacevole, e alla fine avrai una sensazione di benessere. Non lo critico, ma per favore non chiamatelo meditazione e non definitelo “trascendentale”: sono parole sbagliate. Non è altro che un'autosuggestione ipnotica.

    La meditazione ti renderà un essere umano nuovo, ti darà una consapevolezza nuova che non conoscerà paura alcuna, né sarà austera, avida, colma di odio. Non avrà nessuna di quelle emozioni o di quei sentimenti oscuri che sono brutti, malati, nauseabondi. La meditazione conosce solo ciò che ti eleva, che ti porta sempre più in alto. A quel punto nessuno potrà più riprogrammarti; nessuno, nel mondo intero, sarà in grado di farlo.

    Se l'istituto di meditazione non ti rilascerà il suo diploma, l'università non ti concederà nessuna laurea. La laurea verrà solo quando avrai conseguito un certificato di “pulizia” da parte dell'istituto di deprogrammazione, e un diploma da parte dell'istituto di meditazione.

    Dipenderà da te: potrai essere promosso in un anno, o in due, in tre oppure quattro. Ma quattro anni basteranno e saranno d'avanzo: qualsiasi imbecille, se solo sta seduto un'ora ogni giorno senza far nulla per quattro anni, scoprirà inevitabilmente ciò che scoprirono Buddha o Lao Tzu, ciò che ho scoperto io. Non è questione di intelligenza, di talento, o di genio. Si deve solo aver pazienza.

    Quindi, prima dovrai ottenere un diploma, una laurea in meditazione, poi potrai ottenerne una in letteratura, in economia o in scienze. E sarà la stessa cosa se ti vorrai specializzare: prima dovrai ottenere una specializzazione in meditazione, e di nuovo ti verrà richiesto di proseguire per altri due anni nell'istituto di deprogrammazione, in quanto non puoi essere lasciato a te stesso con tanta facilità.

    Questi processi, di deprogrammazione e di meditazione, si sviluppano di pari passo. Un istituto continua a purificarti, a svuotarti; l'altro a riempirti, non di cose, ma di qualità: beatitudine, amore, compassione, un'incredibile sensazione di avere valore, senza alcuna ragione. Il semplice vivere, respirare, è una prova che l'esistenza ti considera degno di essere al mondo, che l'esistenza ti considera degno di essere qui. Tu sei indispensabile all'esistenza.

    Quindi, se una persona prosegue negli studi universitari, continuerà ad andare all'istituto di meditazione per un'ora ogni giorno, e prima di ottenere la specializzazione negli studi scelti, dovrà ottenere quella in meditazione: questi saranno i documenti necessari per ottenere la specializzazione. E voglio che questo processo continui: se intendi ottenere un dottorato, dovrai fare altri quattro anni di deprogrammazione e di meditazione. Sono requisiti obbligatori per qualsiasi studio; in questo modo, quando uscirai dall'università, non sarai solo una persona intelligente e istruita, sarai anche una persona che medita: rilassata, felice, silente, tranquilla, in pace, capace di osservare, attenta, intuitiva. E non sarai più un cristiano, né un hindu, né sarai più un americano o un russo: ti sarai liberato completamente da questi pesi.

    Non esiste altra via: rimpiazzare i politici con l'intellighenzia. Ma così com'è l'intellighenzia oggigiorno, non può essere di grande aiuto, perché è ancora stretta nella morsa del potere politico. Ecco perché pongo questa condizione: se ottieni un diploma, contemporaneamente dovrai ottenerne uno in meditazione. In questo modo, mentre vieni istruito, al tempo stesso e in maniera molto sottile, vieni preparato a gestire il potere, in modo tale che questo non ti possa più corrompere, che tu non ne possa più abusare.

    La Tradizione..quella non umana..di cui parla Guenon..è data dal nostro rapporto con il Centro..che non ci appartiene..non è umano..ma è Divino..e quella..è la sola Tradizione..che sarà nel futuro..come era nel passato..perchè da Lei..dipende la salvezza dell'uomo..il resto poi..le tradizioni locali..si innesteranno..ma per base avranno la Tradizione Primordiale..che attesterà la legittimità..perchè sarà l'esoterismo..a cui tutto ruota intorno..
    Questo scritto..è un esempio di come è possibile innestare un elite di Conoscenza..in mezzo ad una elite solo culturale..ma mi sa..che sarà dura..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  2. #2
    Vittima del kali yuga
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    Ne parlano anche diversi testi hindù, ne avevo postato dei brani in inglese.
    Ecco i link esterni ai testi completi:

    le istituzioni di Visnu
    http://www.sacred-texts.com/hin/sbe07/index.htm


    le sacre leggi degli arya 1
    http://www.sacred-texts.com/hin/sbe02/index.htm

    e 2 http://www.sacred-texts.com/hin/sbe14/index.htm


    le leggi di manu (chiedo poi ad Antiokos se conosce i nomi in sanscrito)
    http://www.sacred-texts.com/hin/manu.htm

    molto interessanti, che parlano delle varie caste, i loro compiti etc.
    consiglio i primi 2-3 capitoli delle leggi degli arya (vol 1) e poi i primi 7-8 capitoli delle istituzioni di Vishnu.
    Le leggi di Manu non le ho ancora lette

    in italiano, c'è lo Srimada Bhavagatam purana, che si occupa anche di questi argomenti, specie quello commentato da prabhupada, che se per altri versi è da scartare, dal punto di vista metapolitico, è molto interessante

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    La Tradizione..quella non umana..di cui parla Guenon..è data dal nostro rapporto con il Centro..che non ci appartiene..non è umano..ma è Divino..e quella..è la sola Tradizione..che sarà nel futuro..come era nel passato..perchè da Lei..dipende la salvezza dell'uomo..il resto poi..le tradizioni locali..si innesteranno..ma per base avranno la Tradizione Primordiale..che attesterà la legittimità..perchè sarà l'esoterismo..a cui tutto ruota intorno..
    Questo scritto..è un esempio di come è possibile innestare un elite di Conoscenza..in mezzo ad una elite solo culturale..ma mi sa..che sarà dura..
    Sulla prima parte dell'articolo non sono d'accordo, ogni comunità tradizonale aveva un suo Centro: luogo-non luogo attraverso cui passava l'axis mundi e dove avveniva il contatto col trascendente.

    A mio parere una persona può essere tale solo se ritrova il legame che la unisce con la sua tradizione, ovvero se viene reintegrata nel suo etnos - ethos. Ogni religio è sempre stata in primo luogo espressione di una gens e suo modo peculiare di rapportarsi al trascendente.
    Da esso discende una visione del mondo organica ed ordinata (Kosmos).
    Proprio la distruzione di questi legami e lo sradicamento degli individui genera il Kaos e la decadenza.

    Citazione Originariamente Scritto da stuart mill
    Ne parlano anche diversi testi hindù, ne avevo postato dei brani in inglese.
    Ecco i link esterni ai testi completi:

    le istituzioni di Visnu
    http://www.sacred-texts.com/hin/sbe07/index.htm


    le sacre leggi degli arya 1
    http://www.sacred-texts.com/hin/sbe02/index.htm

    e 2 http://www.sacred-texts.com/hin/sbe14/index.htm


    le leggi di manu (chiedo poi ad Antiokos se conosce i nomi in sanscrito)
    http://www.sacred-texts.com/hin/manu.htm

    molto interessanti, che parlano delle varie caste, i loro compiti etc.
    consiglio i primi 2-3 capitoli delle leggi degli arya (vol 1) e poi i primi 7-8 capitoli delle istituzioni di Vishnu.
    Le leggi di Manu non le ho ancora lette
    Questi sono proprio gl'istituti sacri con cui gli arya hanno dato vita al loro Kosmos
    Una persona era tale solo in quanto parte organica di essi, nel momento in cui andarono in crisi si ebbe l'inizio del Kaos.
    Le persone sparirono per lasciare il posto agl'individui.

  4. #4
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    Il mo modo di vedere..è esattamente opposto..perchè è quando sparisce il contatto con il Centro..che spariscono poi le tradizioni..che ..innestandosi su un sostrato psichico..possono dirsi umane..mentre la Tradizione Primordiale..è non umana...
    Qua si confonde la causa con l'effetto..perchè non è che sparendo le tradizioni..poi sparisce la Tradizione ..ma è proprio al contrario..perchè quando l'esoterismo non c'è più..sparisce anche l'exoterismo..e..il crollo della tradizione greco romana..che è avvenuto dall'interno e non da qualche conquista come per esempio l'Islam in India..lascia intravedere che ormai questa tradizione era ormai notevolmente degenerata..tanto che il cristianesimo ha avuto buon gioco..anche se magari rimaneva qualche culto misterico che però..non aveva più ripercussione con la società..
    Ai nostri tempi..credo proprio che la tradizione vada reinventata..appoggiandosi naturalmente sulla Tradizione..anche se in modo non diretto..e i vari fermenti pagani che ci sono in Occidente..lasciano intravedere che qualcosa a livello di psichismo collettivo..si sta muovendo..anche se il concetto di gens....per il momento..è applicato alle caste..che non ai popoli..che stanno sparendo ..in quanto l'omologazione di certi comportamenti..rende i popoli tendenti a livellare le disuguaglianze..e a riaffermare l'unica vera diversità..che è quella di inclinazione psichica..o casta...che..all'inizio ha un valore effettivo e non sociale come è attualmente..a causa dell'ereditarietà dell'attribuzione..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Il mo modo di vedere..è esattamente opposto..perchè è quando sparisce il contatto con il Centro..che spariscono poi le tradizioni..che ..innestandosi su un sostrato psichico..possono dirsi umane..mentre la Tradizione Primordiale..è non umana...
    Qua si confonde la causa con l'effetto..perchè non è che sparendo le tradizioni..poi sparisce la Tradizione ..ma è proprio al contrario..perchè quando l'esoterismo non c'è più..sparisce anche l'exoterismo..
    Ogni popolo ha avuto un suo "sentimento del trascendente" (nel senso di modo di sentire ) e da questo è discesa la forma peculiare con cui si è rapportato con Esso. Ora io ritengo che voler far intraprendere un percorso spirituale ad chiunque, facendogli seguire una via estranea al suo "sentimento del trascendente" sia essenzialmente scorretto e destinato al fallimento, equivale in pratica a negare la sua identità di persona, a "sradicarlo" e quindi essenzialmente a seguire la via che intrapresero i monoteismi e che ha portato al mondo di oggi.

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    e..il crollo della tradizione greco romana..che è avvenuto dall'interno e non da qualche conquista come per esempio l'Islam in India..lascia intravedere che ormai questa tradizione era ormai notevolmente degenerata..tanto che il cristianesimo ha avuto buon gioco..anche se magari rimaneva qualche culto misterico che però..non aveva più ripercussione con la società..
    La questione penso sia opinabile, tanto più che Cristo e Maria hanno assunto, nel cattolicesimo, elementi legati a culti misterici diffusi nel tardo impero (per es Mithra ed Iside)

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Ai nostri tempi..credo proprio che la tradizione vada reinventata..appoggiandosi naturalmente sulla Tradizione..anche se in modo non diretto..e i vari fermenti pagani che ci sono in Occidente..lasciano intravedere che qualcosa a livello di psichismo collettivo..si sta muovendo..anche se il concetto di gens....per il momento..è applicato alle caste..che non ai popoli..che stanno sparendo ..in quanto l'omologazione di certi comportamenti..rende i popoli tendenti a livellare le disuguaglianze..e a riaffermare l'unica vera diversità..che è quella di inclinazione psichica..o casta...che..all'inizio ha un valore effettivo e non sociale come è attualmente..a causa dell'ereditarietà dell'attribuzione..
    Io ritengo invece che i "fermenti pagani " siano in realtà una reazione contro l'omologazione imperante oggi nel mondo, penso che siano un sintomo della ricerca di un'identità che oggi è viene sempre più negata in nome di "valori" universali (il Bene, la Ragione, l'Uguaglianza, la Democrazia, ecc..).
    Penso che in questa situzione molti uomini rifiutino di perdere ciò per cui si sentono tali per diventare parte dell'Uomo, e quindi cerchino di ritornare alle proprie origini, all'arché su cui è fondato il loro modo di rapportarsi al mondo e all'oltremondo.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Ogni popolo ha avuto un suo "sentimento del trascendente" (nel senso di modo di sentire ) e da questo è discesa la forma peculiare con cui si è rapportato con Esso. Ora io ritengo che voler far intraprendere un percorso spirituale ad chiunque, facendogli seguire una via estranea al suo "sentimento del trascendente" sia essenzialmente scorretto e destinato al fallimento, equivale in pratica a negare la sua identità di persona, a "sradicarlo" e quindi essenzialmente a seguire la via che intrapresero i monoteismi e che ha portato al mondo di oggi.



    La questione penso sia opinabile, tanto più che Cristo e Maria hanno assunto, nel cattolicesimo, elementi legati a culti misterici diffusi nel tardo impero (per es Mithra ed Iside)



    Io ritengo invece che i "fermenti pagani " siano in realtà una reazione contro l'omologazione imperante oggi nel mondo, penso che siano un sintomo della ricerca di un'identità che oggi è viene sempre più negata in nome di "valori" universali (il Bene, la Ragione, l'Uguaglianza, la Democrazia, ecc..).
    Penso che in questa situzione molti uomini rifiutino di perdere ciò per cui si sentono tali per diventare parte dell'Uomo, e quindi cerchino di ritornare alle proprie origini, all'arché su cui è fondato il loro modo di rapportarsi al mondo e all'oltremondo.
    Va bene il tuo discorso..fatto da un certo punto di vista..solo mi piacerebbe sapere..se esistono ancora le tradizioni..da seguire..o..se..sono come il sesso per un monaco di clausura..qualcosa di importantissimo..appunto perchè non c'è..
    Ancora non sono riuscito a capire dove sta questa tradizione occidentale..se non nella testa di qualcuno..senza offesa..perchè la testa è un luogo nobile..ma non è che ci possiamo mobilitare solo in funzione di qualche teoria..
    Detto tra noi..io..sono diventato discepolo di Osho..appunto perchè parlava di cose che esistevano in quanto diceva di avere realizzato..c'era qualcosa di solido..che capivo..invece ..ancora non sono riuscito a capire cos'è questa tradizione..degli Avi..che bisognerebbe seguire..e quali comportamenti pratici metta in atto..oltre a pensarci su e scriverne con orgoglio..Insomma..dov'è..l'esempio da seguire..?
    Posso capire un indù..con l'adorazione delle sue divinità..ci sono feste..santuari..Maestri...Guru...ma..nella nostra tradizione..cosa c'è...se non qualche libro ..? So che sbaglio..ed i miei errori sono imperdonabili..chiedo pietà..spero nell'esilio e non la crocifissione..sull'Appia..come mi meriterei..
    attendo fiducioso..
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  7. #7
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    Qua si confonde la causa con l'effetto..perchè non è che sparendo le tradizioni..poi sparisce la Tradizione ..ma è proprio al contrario..perchè quando l'esoterismo non c'è più..sparisce anche l'exoterismo..e..il crollo della tradizione greco romana..che è avvenuto dall'interno e non da qualche conquista come per esempio l'Islam in India..lascia intravedere che ormai questa tradizione era ormai notevolmente degenerata..tanto che il cristianesimo ha avuto buon gioco..anche se magari rimaneva qualche culto misterico che però..non aveva più ripercussione con la società..
    Ai nostri tempi..credo proprio che la tradizione vada reinventata..appoggiandosi naturalmente sulla Tradizione..anche se in modo non diretto..e i vari fermenti pagani che ci sono in Occidente..lasciano intravedere che qualcosa a livello di psichismo collettivo..si sta muovendo..anche se il concetto di gens....per il momento..è applicato alle caste..che non ai popoli..che stanno sparendo ..in quanto l'omologazione di certi comportamenti..rende i popoli tendenti a livellare le disuguaglianze..e a riaffermare l'unica vera diversità..che è quella di inclinazione psichica..o casta...che..all'inizio ha un valore effettivo e non sociale come è attualmente..a causa dell'ereditarietà dell'attribuzione..
    è questo il punto: se manca il centro (le colonne portanti del tempio) crolla anche tutta la parte superiore, ma non necessariamente il contrario, anche se lo scoperchiamento del tempio, renderebbe più vulerabili le colonne.
    Mi sovviene un passo biblico (lo so c'è di meglio, però) quello in cui si dice che edificare sulla sabbia (senza un vero centro) porta alla rovina dell'edificio (tutta la società e il suo exoterismo), mentra un edificio costruito sulla roccia (un saldo esoterismo perfettamente collegato all'exoterismo) dura a lungo.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Va bene il tuo discorso..fatto da un certo punto di vista..solo mi piacerebbe sapere..se esistono ancora le tradizioni..da seguire..o..se..sono come il sesso per un monaco di clausura..qualcosa di importantissimo..appunto perchè non c'è..
    Ancora non sono riuscito a capire dove sta questa tradizione occidentale..se non nella testa di qualcuno..senza offesa..perchè la testa è un luogo nobile..ma non è che ci possiamo mobilitare solo in funzione di qualche teoria..
    Detto tra noi..io..sono diventato discepolo di Osho..appunto perchè parlava di cose che esistevano in quanto diceva di avere realizzato..c'era qualcosa di solido..che capivo..invece ..ancora non sono riuscito a capire cos'è questa tradizione..degli Avi..che bisognerebbe seguire..e quali comportamenti pratici metta in atto..oltre a pensarci su e scriverne con orgoglio..Insomma..dov'è..l'esempio da seguire..?
    Posso capire un indù..con l'adorazione delle sue divinità..ci sono feste..santuari..Maestri...Guru...ma..nella nostra tradizione..cosa c'è...se non qualche libro ..? So che sbaglio..ed i miei errori sono imperdonabili..chiedo pietà..spero nell'esilio e non la crocifissione..sull'Appia..come mi meriterei..
    attendo fiducioso..
    Per parte mia (so di avere un'alta opinione di me stesso ) applicherò la clementia cesaris

    Esiste un modo di rapportarsi al mondo e alla divinità, esistono principi e comportamenti, un'etica gentili. Esiste una tradizione romana (su cui i membri del MTR potrebero essere molto più esaurienti di me ), una germanica, ecc.
    A mio parere lo stesso induismo, che è un'espressione della tradizione arya (e quindi anche europea) e, secondo Evola, anche il buddismo (visto come via peculiare della casta guerriera).

    D'altra parte tu parli di Tradizione, tuttavia citi spessissimo la filosofia indiana (che è comunque una delle forme con cui si è espressa la tradizione indoeuropea), cos'ha essa in comune con la religione egizia, quella babilonese, quella maya, incaica, azteca. O con la spiritualità dei Dogon del Mali o degli aborigeni australiani?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da stuart mill Visualizza Messaggio
    è questo il punto: se manca il centro (le colonne portanti del tempio) crolla anche tutta la parte superiore, ma non necessariamente il contrario, anche se lo scoperchiamento del tempio, renderebbe più vulerabili le colonne.
    Mi sovviene un passo biblico (lo so c'è di meglio, però) quello in cui si dice che edificare sulla sabbia (senza un vero centro) porta alla rovina dell'edificio (tutta la società e il suo exoterismo), mentra un edificio costruito sulla roccia (un saldo esoterismo perfettamente collegato all'exoterismo) dura a lungo.
    Sono d'accordo, tuttavia non bisogna dimenticare
    1) Che oggi siamo nell'età oscura (che oscura anche la visione dei Centri più luminosi)

    2) che sulle rovine dei templi romani sono state spesso costruite le chiese cristiane

  10. #10
    .... .....
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    Mi sono permesso di spostare qui..



    Quote Testadiprazzo

    Fatta questa premessa..che ci rafforza nella nostra torre d'avorio.senza che
    nessuno ci disturbi ..grosolanamente....veniamo all'argomento..che sarebbe la relazione che c'è tra i nostri difetti e lo scritto di Osho..che reputi..allucinante.. ..
    Le tradizioni..sono la maschera dei popoli..sono degli atteggiamenti..degli usi e costumi che servono a quel popolo..per sopravvivere..come le maschere..servono a noi per rapportarci con il mondo..ma..dietro alla maschera..ci dovrebbe essere una Persona..un Sè..una Consapevolezza..allora la maschera..assolvendo al ruolo di difesa e di stabilizzazione nel mondo..sarebbe legittima..e potrebbe anche essere cambiata..all'occasione..tipo..se qualcuno ci aggredisce..useremo una maschera truce..se qualcuno ci rispetta..una maschera benevola..insomma..la maschera aiuta la Persona a vivere quaggiù..Con i popoli è lo stesso..usi..costumi..religioni...sono tutte maschere che dovrebbero servire a quel popolo per sopravvivere..ma..come succede con le persone..certi atteggiamenti si appiccicano addosso..e diventano Persona..anzi..si spacciano per Persona..allora..le forme religiose .non saranno una maschera per approcciare il Divino..ma diventeranno il Divino stesso..e chi non rispetta la religione..sarà accusato di non rispettare la Divinità..si richiede cioè..il rispetto della maschera e non della Persona che ci sta dietro..e a lungo andare ..questo atteggiamento..sia a livello individuale ..che collettivo..porta a dimenticare il Padrone della casa..perchè gli ospiti spadroneggiano..e..dal momento che non hanno lungimiranza..distruggono tutto..che poi..è quello che da più parti si lamenta essere l'atteggiamento dei governanti..a livello sociale..e della gente..che a livello individuale cade preda di istinti malsani..
    La deprogrammazione..è vedere la distinzione che c'è tra la maschera e la Persona che ci stà dietro..e..cercare di rimettere la maschera al suo posto..ma..se si pensa che la maschera ..siamo noi stessi..come un popolo è solo usi e costumi..non troveremo mai noi stessi..e un popolo non saprà mai perchè esiste..Le tradizioni dei popoli servono a rinsaldare la Tradizione..a proteggerla..come le maschere servono a proteggere la Persona..e quindi..si possono anche cambiare se non realizzano lo scopo..fissarsi troppo sui proppri atteggiamenti o l'exoterismo..è indice che la Verità..è ormai dimenticata..e appunto per questo motivo..sia gli atteggiamenti individuali..che le tradizioni religiose o popolari..diventano peso e ciarpame..in quanto non più illuminati dalla Consapevolezza..in parole povere..non servono più alla vita..ma alla morte..esattamente come le nostre abitudini...che nella loro ottusa ripetitività incosciente..ci accompagnano verso l'annichilimento..del corpo e dello Spirito..
    La deprogrammazione..sarebbe togliere l'impostore dal trono..e metterci il vero Re..che poi..siamo noi stessi..e nei popoli..mettere al comando..chi protegge la Vita..e la Verità..che poi si esprime in ciò che abbiamo di migliore..allora ameremo anche le maschere e le tradizioni..perchè ci aiuterebbero..invece di ostacolarci...
    Quote Yggdrasill
    Beh, però, come ci rivela l'etimologia stessa della parola, maschera e persona sono coincidenti nel loro significato. Con questo non voglio negare quanto dici circa la funzionalità di qualcosa alla quale non dovrebbe essere riconosciuta una valorialità maggiore di quanto meriti. E' vero che dietro alla maschera c'è un attore, e dentro di esso un agente, il quale, spesso, credendo d'essere agito si confonde, identificandosi con l'accessorio (l'illusione) e non con il fondamentale (la Verità). Ma è anche vero che vi è tra tutti questi elementi un legame profondo che non è casuale, intercambiabile o pianificabile a piacimento. Se un popolo invera una particolare Forma Tradizionale, almeno a mio parere, non lo fa "per sopravvivere": quella non gli è funzionale a tali fini, semmai il contrario: egli è , esiste, affinchè la Tradizione possa realizzarsi mediante di esso. Noi siamo elementi di questa manifestazione, parti di un Essere ontologicamente inteso, ed il nostro compito, il nostro dovere, è riconoscere il nostro ruolo per svolgerlo sino in fondo. Con Onore (consapevolezza). Per far questo occorre innanzitutto riconoscere che vi è un legame profondo, metafisico, che lega saldamente il singolo alla sua stirpe, la stirpe alla propria terra (Patria), e la Patria alle Deità che la vivificano e governano. E in tutto ciò la religione, intesa come atto mediante il quale questi vari elementi riconfermano lo stretto legame (il Patto) che intercorre tra loro, è fondamentale e certo non programmabile, o ri-programmabile, a piacimento, così come non possono esserlo i ruoli sociali o politici. Perchè anche i singoli possiedono peculiarità particolari che li rendono adatti a certi ruoli e non ad altri: ognuno possiede una struttura irripetibile mediante la quale interagisce col mondo. Ognuno possiede un preciso destino che è l'espressione del Patto sugellato con gli dèi direbbe qualcuno. Io non credo che la divinità di un popolo sia, ad esempio, intercambiabile con quella di un altro. Non sono la stessa cosa. Sono entrambe funzioni del Brahman, per addentrarmi in un terreno a te caro, ma lo sono in ambiti differenti, mediante peculiarità differenti. Parimenti i popoli le percepiscono secondo la propria funzione, livello evolutivo, ruolo, karma, Ethos/Etnos(...), e a loro si rapportano in modo per nulla casuale, ma sempre particolare, dato dal loro particolare. Quindi i meccanismi che si pretenderebbe d'andare "scientificamente" a riattare, anzi a ricreare ex novo, sono di gran lunga superiori alle capacità di qualsiasi maestro (un poco apprendista stregone?). In sintesi ritengo che quando una Forma Tradizionale scompare con essa debba perire anche chi aveva il compito di realizzarla, perchè gli uomini sono un tramite e non un fine. Perchè il decadimento delle cose, tutte, è espressione della legge del divenire che governa questo mondo. E non c'è "università" che tenga, o metodo para scientifico di sorta. Al massimo si può, e per alcuni, deve, tentare il recupero di quanto già esistente (tentativo dalla forte colorazione eroica che, personalmente, trovo disperato, se non anacronistico. Ma c'è chi ci crede e ci spende onoratamente la propria esistenza, e proprio non mi sento più di tanto di criticarne l'opera, anzi), cioè delle proprie tradizioni, della propria Forma Tradizionale, asserragliandosi sui bastioni e battendosi sino all'ultimo. Oppure, come ricordi giustamente, c'è la morte. Giusta e necessaria appunto.

    In ogni caso si tratta di moti interiori che riflettono quelli esteriori e se è giunto il tempo del dissolvimento, della decadenza, non vedo come si possa pensare d'opporvicisi in maniera quasi meccanicista. E il Kali yuga? E la fine del ciclo? Come le risolviamo le annose et spinose questioni, le saltiamo a piè pari riformando una nova umanità quasi a tavolino?
    Permettimi di dubitare...

    In tutta onestà, per aggiungere una breve postilla finale, lo scritto di Osho mi rammenta tanto certi proclami nati in seno a quelle strane sette, sempre di matrice americana, o lì riconducibili, che negli ultimi decenni si son viste nascere, pascere e spandersi , come muffa sopra il formaggio, e sulle cui funzionalità politiche si potrebbero spendere fiumi di parole.
    Un testo completamente privo d'ogni senso del sacro ma ricolmo d'elementi assai funzionali all'instaurazione di quel pensiero mondialista che ci sta attaccando da decenni per ogni dove e che considero mio nemico primario.

    Perdonami la franchezza e la totale mancanza di diplomazia, e pure una certa confusionarietà, ma sto scrivendo quasi ad occhi chiusi (forse sono in stato sonnambolico )

    Inoltre credo questa discussione sarebbe maggiormente opportuno continuarla, qualora lo ritenessi necessario, dove hai postato l'articolo e dove, forse, anche altri hanno risposto. Non so, non ho controllato.

    Ad ogni modo ti saluto augurandoti la buonanotte.
    Quote Yggdrasill
    Se un popolo invera una particolare Forma Tradizionale, almeno a mio parere, non lo fa "per sopravvivere": quella non gli è funzionale a tali fini, semmai il contrario: egli è , esiste, affinchè la Tradizione possa realizzarsi mediante di esso.
    E quello che dico io..con la differenza che tra Tradizione e tradizione..c' è la differenza che la prima è l'accordarsi al Volere Divino..mentre la seconda..è un prodotto dell'uomo..e cambia con l'uomo..e degenera con l'uomo...
    Per me la Tradizione è solo l'esoterismo..mentre l'exoterismo è solo un adattamento ..le forme tradizionali..come tutte le cose ..nascono e muoiono..ma la Tradizione..no..perchè la Verità..non è nel mondo..ma né è fuori..non è nel tempo ma nell'eternità..fuori dal tempo..e non è umana...Se un popolo degenera.anche la tradizione degenera con lui..fino al punto in cui si rende necessaria una nuova tradizione..per chi vuole sfuggire al destino a cui vanno incontro tutte le degenerazioni...che è la morte..

    Noi siamo elementi di questa manifestazione, parti di un Essere ontologicamente inteso, ed il nostro compito, il nostro dovere, è riconoscere il nostro ruolo per svolgerlo sino in fondo
    Il problema nasce dal fatto che il nostro ruolo non è tanto ben determinabile..e spesso si identifica con le nostre supposizioni..in quanto ascoltare la voce del Regista..implicherebbe toglierci gli stoppacci dagli orecchi..chi si domanda qual'è il suo ruolo..ha bisogno di chiarezza..e chi non se lo domanda..è nell'oscurità più cieca..o nella luce più sfolgorante..
    Toglierci la cera dagli orecchi..è lo scopo dell'Iniziazione..e solo allora il nostro ruolo ci apparirà chiaro..

    Con Onore (consapevolezza).
    La Consapevolezza è superiore all'onore..
    La Consapevolezza è del monaco..e l'Onore è del samurai...sono vie diverse..

    Per far questo occorre innanzitutto riconoscere che vi è un legame profondo, metafisico, che lega saldamente il singolo alla sua stirpe, la stirpe alla propria terra (Patria), e la Patria alle Deità che la vivificano e governano
    Il problema è che anche i popoli scompaiono..ma i singoli rimangono..e se scompaiono i popoli..scompare anche la stirpe e la Patria..e i singoli..formeranno altri popoli con altre stirpi e altre patrie..come è sempre successo nella storia dell'umanità..
    Dove sono finiti..coloro che edificarono i dolmen..i menhir..le veneri di Willedorf
    e adoravano la Grande Madre..? Siamo noi..e tra ll'altro..mi sento più vicino ad un monumento megalitico..che non al Colosseo.. ..considero loro..i miei antenati..in quanto rinvengo dentro di me..quello psichismo primordiale..che né guidò la costruzione..

    E in tutto ciò la religione, intesa come atto mediante il quale questi vari elementi riconfermano lo stretto legame (il Patto) che intercorre tra loro, è fondamentale e certo non programmabile, o ri-programmabile, a piacimento, così come non possono esserlo i ruoli sociali o politici.
    Questo implicherebbe che dovremmo seguire la religione di 30 mila anni fa..per non andare oltre..in quanto..mi sembra che la religione sia varie volte cambiata negli ultimi 10 mila anni..che poi..non sono una grande quantità di tempo..in confronto alla razza umana..seguire questo ragionamento porterebbe a fissare tutto..popoli..religioni..stirpi...quello che realmente non avviene

    Perchè anche i singoli possiedono peculiarità particolari che li rendono adatti a certi ruoli e non ad altri: ognuno possiede una struttura irripetibile mediante la quale interagisce col mondo.
    La degenerazione avviene..perchè spariscono i ruoli superiori e si affermano sempre più quelli inferiori..e allora necessita quel cambiamento che mira a ristabilire l'Ordine..e rimettere ognuno al suo posto...

    In sintesi ritengo che quando una Forma Tradizionale scompare con essa debba perire anche chi aveva il compito di realizzarla, perchè gli uomini sono un tramite e non un fine.
    A questo punto..la terra sarebbe disabitata..

    In ogni caso si tratta di moti interiori che riflettono quelli esteriori e se è giunto il tempo del dissolvimento, della decadenza, non vedo come si possa pensare d'opporvicisi in maniera quasi meccanicista. E il Kali yuga? E la fine del ciclo? Come le risolviamo le annose et spinose questioni, le saltiamo a piè pari riformando una nova umanità quasi a tavolino?
    Permettimi di dubitare...
    Vabbè..dopo il Kali yuga viene l'Età dell'Oro..e bisogna che qualcuno si incammini..oppure il Kali Yuga è senza fine..?
    Tutte le cose finiscono..e dal momento che la degenerazione implica un notevole sforzo..rispetto alla normalità..chi comincerà a vivere normalmente..farà già parte della Nuova Umanità..e dal momento che sarà una nuova umanità..le Forme ..religiose come le conosciamo..non saranno più necessarie..in quanto chi vive normalmente..vive in grazia di Dio..senza tanti sforzi..che si rendono necessari per noi..controiniziati al basso..

    In tutta onestà, per aggiungere una breve postilla finale, lo scritto di Osho mi rammenta tanto certi proclami nati in seno a quelle strane sette, sempre di matrice americana, o lì riconducibili, che negli ultimi decenni si son viste nascere, pascere e spandersi , come muffa sopra il formaggio, e sulle cui funzionalità politiche si potrebbero spendere fiumi di parole.
    Un testo completamente privo d'ogni senso del sacro ma ricolmo d'elementi assai funzionali all'instaurazione di quel pensiero mondialista che ci sta attaccando da decenni per ogni dove e che considero mio nemico primario.
    Il pensiero mondialista è esattamente l'opposto del pensiero iniziatico..in quanto il primo vuol realizzare un'unità tramite valori esteriori..mentre l'iniziazione lo vuol fare tramite la Consapevolezza ..che è la Luce di Brahman..di cui ogni uomo è provvisto..anche se in misura maggiore o minore..
    E' il non riconoscere valori unificanti..che poi sarebbero la famosà Unità Trascendente delle Religioni..che può realizzarsi solo non per buona volontà..ma solo se l'anima delle religioni possiede un Centro Iniziatico..uguale in tutte nell'Essenza anche se non nella sostanza..che si determina una situazione di conflitto perenne..in quanto le forme sono ormai incapaci di vedere ciò che realmente le unifica..perchè ciò..è l'esoterismo..e se manca..le forme..lasciate a se stesse..non possono far altro che combattersi..in quanto la presunta verità..non tollera che l'errore si diffonda..da qui..la naturale intolleranza dei religiosi..quando non sono guidati da quella Consapevolezza..che è uguale in tutti gli uomini..
    Osho..poi..ha parlato di tanti argomenti..ma il suo fine non era politico..nè culturale..ma solo di provocare reazioni..amplificando fino all'irrealtà..certe considerazioni di per se giuste..Dire che i politici difettano di Consapevolezza..o Coscienza..non è una novità..ma invece di dire..come tutti..che la cura è maggiore moralità..o nuove ideologie..dice che tutto deriva da una mancanza di Centro..Meditazione...Equilibrio..e..anche se non ci saranno le lauree in meditazione..i governanti..dovranno imparare a estinguere i problemi e non ad attizzarli..come succede al giorno d'oggi..

    Ho risposto in modo esegetico..poco elegante..perchè i problemi erano molti..
    e volevo dire qualcosa di tutti..anche se sarebbe meglio affrontarne uno alla volta..e in modo più completo..e divertente..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 
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