Cari amici,
i libri di questo maestro mi hanno sconvolto, mi sono innamorato della sua visione.
mi piacerebbere conoscere persone che come me abbiano in comune l'amore per questo maestro.
saluti


Cari amici,
i libri di questo maestro mi hanno sconvolto, mi sono innamorato della sua visione.
mi piacerebbere conoscere persone che come me abbiano in comune l'amore per questo maestro.
saluti


Io ho amato Osho per tanti anni..perchè mi ha dato la vita..
adesso ..con il ricordo del Maestro come un figlio ricorda la madre che lo ha nutrito..mi avventuro nel mondo...e se anche non sono illuminato..sento però che dentro di me c'è una finestra sempre aperta che impedisce all'oscurità di travolgermi..
Osho ha svegliato il mio Maestro Interiore..e da lì..mi parla..come Merlino parlava ad Artù..perchè il Maestro è Uno..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Anche io che da pochissimo ho cominciato ad apassionarmi alla filosofia e spiritualità, adoro i suoi libri e me li sto leggendo uno dietro l'altro tutti d'un fiato. Non posso che essere grato ad Osho per quello che ci ha insegnato


Benvenuto Matteoblu!
Osho ha colpito molto anche me. Ne ho sentite di tutti i colori su di lui, e anche sui suoi seguaci; e certo non me la sentirei di seguirlo al 100% (mi muovo in una direzione un po' diversa...) Sicuramente però i suoi libri, se capiti, possono aprire molte porte.
Se cerchi nel forum trovarei anche varie altre discussioni dedicate ad Osho.


Bè..seguirlo al 100% significa seguire se stessi al 100%..cosa difficilissima pur con tutta la buona volontà..
ma soprattutto significa non seguire chi dice cosa bisogna fare e non come bisogna essere..e per ultimo ..la cosa più difficile...dimenticarsi anche del Maestro..come il vero arciere si dimentica dell'arco..
Ecco..seguire Osho al 100% significa averlo dimenticato al 100%..come l'adulto si dimentica di come si fa a camminare....ma cammina...semplicemente..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Beh... a un livello più altro può essere verissimo quanto scrivi. Il mio discorso però era più personale, terra terra... Io ho tratto molto da Osho, ma Osho non è il mio Maestro - cerco di muovermi su altre Vie, altri sentieri tracciati. Non è una questione di schieramento ideologico, è una questione di cuore. Anzi, Testa, lascia che ti chieda:
quella di Osho per te è una Via? Muovendosi oltre le tradizioni singole, Osho ha aperto un cammino proprio? Perchè un conto è leggere Osho e imparare da lui (così come si può imparare da tante altre fonti: ad es. Gurdjieff, nel mio caso e il tuo); un altro è seguire Osho come un discepolo...


Leggere Osho e concordare non fa discepoli di Osho..ma solo persone di buonsenso..
D'altro canto un Maestro all'ingrosso e non al dettaglio come Lui..non può seguire personalmente i discepoli..perchè sono troppi..
Allora crea la Scuola..l'Ashram..il Buddafield..o campo energetico..
Si diventa discepoli di Osho quando entriamo in questo campo energetico e formalmente prendiamo il mala....che è come il fondare sul piano materiale ciò che poi si svilupperà sul piano interiore..una specie di ancora nel mondo sensibile..
Naturalmente nella Scuola..o Osho Multiversity ..ci sono istruttori....ma è sempre lasciata al singolo la libertà di scegliere le tecniche più confacenti..anche se viene indirizzato a certe tecniche da gente più esperta..ma senza obblighi di sorta..
In fin dei conti un ordine iniziatico.. presuppone che il discepolo sappia cosa vuole..rimuovere blocchi o nodi..che impediscono la meditazione..e che si sappia autonomamente dirigere ..verso le attività a lui più congeniali..
Qui siamo in ambito esoterico e non exoterico..anche se col tempo si crea una specie di liturgia composta da tecniche ben precise..ma mai prescrittive ..
Arriva un momento in cui sentiamo che la Scuola non può darci più nulla..e allora ce ne allontaniamo..come l'uccellino si allontana dal nido..
e il mondo diventa allora la nostra Scuola..
Ho detto in due righe ciò che è svolto in anni..ma comunque..si può dire discepolo di Osho chi lo reputa il Maestro che lo ha iniziato alla Spiritualità..
chi partecipa alla sua Scuola..anche per un tempo limitato..e chi ha preso il mala..atto formale..che distingue il sannyas esteriore da quello interiore..
Sono poche cose..che il grosso del lavoro è lasciato al singolo..ma servono a creare un'identità..un nutrimento per l'ego..un appiglio reale posto a confine tra mondo profano e mondo iniziatico..
Ma è ovvio che tutto ha valore sole se consideriamo Osho un illuminato..e aspetto esteriore realizzato di quel Maestro interiore che lo ha riconosciuto..perchè Lui si è fatto riconoscere..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Di Osho ho particolarmente apprezzato i commenti al Vijnana Bhairava Tantra (Il libro dei Segreti) e i discorsi sul Canto di Mahamudra (Tantra, la comprensione suprema). A mio avviso poche persone nella storia hanno saputo spiegare con chiarezza concetti così profondi con parole così semplici.




Osho parla delle comuni..della vita di coppia..della solitudine..cioè..parla di tutto..non predilige un sistema su di un altro...anche se quando parla di qualcosa sembra privilegiarlo..in realtà privilegia tutto...perchè sa che gli uomini sono diversi..e ciò che va bene per uno non va bene per un altro..
D'altro canto la vita ha tante fasi e momenti..e vivere in solitudine o in comunità possono essere momenti che si dispiegano nel tempo..che non si negano ma si completano...
I fatto è che Osho non parla di quali sistemi sociali sono migliori..ma di quella Consapevolezza che dovrebbe sottendere tutto..e che legittima tutto..e nega ciò che è morte dello Spirito..pesantezza e rozzezza..che poi sarebbe la vita sociale o meno..spogliata del Sé..della Coscienza..dell'Anima..
Il sannyas è apertura a sé stessi..non è un programma politico..
e per raggiungere sé stessi possono usarsi vari mezzi...la comune..la coppia..la solitudine..nessuno superiore all'altro..ma tutti strumenti di realizzazione di quelle possibilità interiori che si frappongono tra noi e il Centro..l'Essere...l'Illuminazione..
Cosa dire di più.?..
Il Maestro parla con i suoi libri..e.. tranne la Consapevolezza..che rimane come lo sfondo su cui si muovono i discorsi..esprime varie teorie..e giudizi..anche contraddittori...e la ragione è che il Suo insegnamento è trascendere la mente..e non attaccarsi a nulla..se non al Centro..all'Atman..alla Coscienza..
e i giudizi..le teorie..sono della mente..dividono e non uniscono..
Il Sannyas è capire ciò..non attaccarsi a nulla..se non al Sé..che se lo facciamo..potremo anche sbagliare..ma nello stesso tempo noi saremo sempre nel giusto..perchè tra noi e il fare..c'è la differenza che c'è tra la realtà e l'illusione..e chi vive nel reale..potrà anche creare qualche bolla di sapone..ma non si rattristerà se poi scompare nell'aria..
Riguardo alle cose pratiche..sono queste..a grandi linee...
Poona è il centro principale..dove c'è la mutiversity..poi ci sono i centri secondari..sparsi per il mondo.. dove si fanno tecniche di meditazione tenuti da terapisti..che sarebbero istruttori..
Nella Scuola non esistono gradi riconosciuti formalmente ma solo interiormente..e sarebbero quelli tradizionali di studente ..discepolo e devoto..mentre le funzioni sono due..sannyasin e sannyasyn istruttore.. che aiuta nelle tecniche..
Naturalmente chiunque può fondare un Centro..basta poco..il permesso da Poona..certe tecniche come la meditazione dinamica e la kundalini..e poi la specializzazione in certi ambiti come il tantra..il lavoro..etc..
Per diventare terapisti o istruttori riconosciuti è necessario fare corsi alla multiversity..che è l'aspetto formale..ma nessuno vieta di tenere gruppi anche senza titoli se si hanno capacità e ci sono gli studenti e sei ammanigliato con i centri..
Insomma..il fine della Scuola è far progredire nella Consapevolezza i discepoli..e non offrire occasioni di lavoro..e tutte le funzioni sono secondarie a quest'obiettivo..senza lasciarsi distrarre da ambizioni mondane..almeno nei propositi che poi la realtà viene naturalmente corrotta dalla materia..e tanti preferiscono andare a Poona in vacanza..e altri andare in vacanza senza neanche andare a Poona che il sannyas non lo obbliga..
Il sannyas..che formalmente è una collana chiamata mala..viene richiesto a quei centri in grado di darlo..dopo avere fatto qualche gruppo di meditazione ed avere manifestato l'idea di prenderlo..in Italia senz'altro è Miasto il centro più importante..dove c'è Majid o Valcarenghi..io..il mala l'ho preso lì..tanti anni fa...che adesso pochi si ricordano di me..e la mia strada non incontra più la Scuola..ma il mondo..che la Via..alle volte va costruita di sana pianta da noi stessi.
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)