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Discussione: aggravio di costi

  1. #21
    rr2rr
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo Visualizza Messaggio
    si ma se si apre agli operatori esteri!
    tu ragioni da monopolista e la lotta per la concorrenza e' ancora piu' importante di quella agli evasori ( e proprio per cio' che hai scritto tu : senza concorrenza le tasse da pagare , prima evase , sarebbero scaricate sui consumatori )

    gli operatori esteri non sono fessi!
    se trovano un mercato nel nostro paese dove possono vendere i loro prodotti a maggior prezzo, essi lo faranno....gia' succede, vedi i gruppi ormai monopolistici, della grande distribuzione o vedi quei gruppi bancari ed assicurativi che gia' da anni operano nel nostro mercato senza affatto tentare di stravolgere il mercato...anzi approfittandosene e proponendo qui prezzi maggiori che in altri paesi


    se i costi aumentano per tutta la filiera degli operatori italiani dal produttore al distributore al dettaglio allora anche l'operatore estero se ne avvantaggera' e non avra' alcuna intenzione a "come si dice comunemente: sputtanare il mercato"


    in realta' la vera liberalizzazione del mercato si dovrebbe fare favorendo l'ingresso al mercato imprenditoriale alle micro aziende, solo esse possono offrire dei prezzi aggressivi, veramente concorrenziali, perche' hanno un vitale bisogno di clienti...ma e' esattamente l'opposto di quel che succede da anni....invece di rendere semplice ed attrattiva la via dell'imprenditoria la si complica burocraticamente e gli si getta addosso un volume di tasse indirette che scoraggiano la nuova imprenditoria


    eppure sempre meno imprenditori significa meno ricchezza e potenzialmente meno posti di lavoro e di consequenza meno concorrenza


    non saranno mai i grandi gruppi industriali a farsi una vera e seria concorrenza tra di loro

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da rr2rr Visualizza Messaggio
    di certo la riduzione del cuneo fiscale e' ben poca cosa rispetto agli altri aggravi, ad esempio vorrei proprio che qualcuno mi spigasse come e a chi converra' ancora avviare un giovane al lavoro con tutte le limitazioni dell'apprendistato ma con gli oneri contributivi aumentati

    insomma un nuovo aggravio per le imprese e un bel blocco all'accesso al mondo del lavoro dei giovani
    Immagino che tu ti riferisca a contratti di lavoto temporaneo, sbaglio o le aliquote contributive sono per un lavoro temporaneo (seppur alzate) ancora inferiori o uguali a quelle di uno indeterminato??
    Cerchiamo di capirci ...il lavoro temporaneo (escludendo gli stagionali) puo' principalmente essere di due tipi: 1 lavoro a progetto (progetto vero) per cui si assume uno per un periodo di tempo limitato al fine di realizzare un progetto...in teoria dovrebbe essere selezionato personale specializzato e competente per quel determinato progetto e null'altro), piuttosto che un "giovane" per un periodo di "prova" in modo da capire se veramente vale o no...quello che ora avviene è che la maggioranza dei nuovi lavori sono tutti a tempo con persone che restano costantemente in un limbo senza certezze e spesso senza garanzie (oltretutto i contributi lavorativi son piu' bassi)...questo è assurdo se si vuole avere una persona a tempo la si deve pagare uguale o di piu' rispetto a uno fisso appunto per la non sicurezza sociale che si provoca....

    Vorrei ricordare che in Italia, contrariamente agli altri paesi europei (e non solo) spesso citati per la flessibilità lavorativa, non esistono salvagenti in caso di perdita del posto di lavori (leggi sussidi alla disoccupazione) e quando esistono sono solo per aziende sopra i 15 dipendenti (la minoranza) molto limitati nel tempo e nei corrispettivi

  3. #23
    rr2rr
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    Citazione Originariamente Scritto da heint Visualizza Messaggio
    Immagino che tu ti riferisca a contratti di lavoto temporaneo, sbaglio o le aliquote contributive sono per un lavoro temporaneo (seppur alzate) ancora inferiori o uguali a quelle di uno indeterminato??
    Cerchiamo di capirci ...il lavoro temporaneo (escludendo gli stagionali) puo' principalmente essere di due tipi: 1 lavoro a progetto (progetto vero) per cui si assume uno per un periodo di tempo limitato al fine di realizzare un progetto...in teoria dovrebbe essere selezionato personale specializzato e competente per quel determinato progetto e null'altro), piuttosto che un "giovane" per un periodo di "prova" in modo da capire se veramente vale o no...quello che ora avviene è che la maggioranza dei nuovi lavori sono tutti a tempo con persone che restano costantemente in un limbo senza certezze e spesso senza garanzie (oltretutto i contributi lavorativi son piu' bassi)...questo è assurdo se si vuole avere una persona a tempo la si deve pagare uguale o di piu' rispetto a uno fisso appunto per la non sicurezza sociale che si provoca....

    Vorrei ricordare che in Italia, contrariamente agli altri paesi europei (e non solo) spesso citati per la flessibilità lavorativa, non esistono salvagenti in caso di perdita del posto di lavori (leggi sussidi alla disoccupazione) e quando esistono sono solo per aziende sopra i 15 dipendenti (la minoranza) molto limitati nel tempo e nei corrispettivi
    no mi riferivo proprio ai contratti di apprendistato non ai lavori precari....
    sul lavoro precario sono perfettamente d'accordo con te
    anzi e' una legge basilare dell'economia se assumi (o acquisti un bene) un lavoratore in modo instabile e non continuativo questo deve costare di piu' all'azienda ed anche il lavoratore dovrebbe percepire di piu',
    come per l'acquisto del bene se acquisti all'ingrosso con costanza di fornitura paghi lo stesso bene molto meno che per piccoli acquisti saltuari

    la precarieta' o flessibilita' e' un'esigenza che il mercato ci impone, che venga ben pagata e' il minimo da pretendere e questo alle aziende non credo dispiaccia (se escludiamo le aberrazioni di aziende che sul precariato si fondano, vedi call center e simili)

    spero che nessuno si offenda per il paragone lavoratore/bene che seppure con le dovute differenze sono pur sempre entrambi soggetti alle leggi del mercato .....se si accetta di giocare al sistema capitalistico

    qui il problema invece e' il contratto d'apprendistato, un contratto indeterminato, non a progetto ,che rappresenta l'ingresso nel mondo del lavore del giovane che deve imparare il mestiere

    questo contratto e' soggetto a molte limitazioni a tutela del lavoratore apprendista che sono state, giustamente, introdotte anche in considerazione della giovane eta' dell'apprendista

    come controparte rendendo in soldoni meno all'azienda questi contratti godevano di alcune riduzioni contributive che incentivavano le aziende alla stipula

    cosa fara' si che un'azienda oggi preferisca il giovane inesperto all'operaio in piena forza lavorativa se il costo diviene medesimo e se il secondo produrra' sicuramente molto di piu'?

    insomma un bel blocco alla formazione professionale dei giovani

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da AnnoZero Visualizza Messaggio
    perchè il prezzo di vendita non è una variabile che l'impresa impone al mercato (a meno di non essere in monopolio o in altri casi particolari).

    il prezzo di vendita lo fa il mercato e spesso gli aumenti dei costi di produzione si traducono in una riduzione dei margini per il produttore.
    ammazza che banalità

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da rr2rr Visualizza Messaggio
    no mi riferivo proprio ai contratti di apprendistato non ai lavori precari....
    Sorry avevo capito male io ...ammetto la mia ignoranza in materia di contratti di lavoro (vedi apprendistato) per cui prendo per buono quanto mi stai dicendo

 

 
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