L'Iraq chiede alle Nazioni Unite
un altro anno di presenza Usa
Il governo sta accelerando i tempi di formazione delle forze di sicurezza
ma, evidentemente, la situazione è difficile da controllare
Hoshiyar Zebari
BAGDAD - L'Iraq intende chiedere alle Nazioni Unite di estendere di un anno il mandato per la presenza delle truppe Usa nel Paese. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Bagdad, Hoshiyar Zebari.
Zebari ha fatto sapere che il mandato, che scadrebbe il 31 dicembre rimane "indispensabile" per la sicurezza del Paese nonostante la volontà del governo di accelerare il processo di formazione delle forze di sicurezza irachene.
In un'intervista alla Reuters, Zebari ha smentito che ci sia tensione tra l'esecutivo di cui fa parte e gli Usa, malgrado le polemiche delle scorse settimane su quanto le autorità americane (e non quelle di Bagdad) abbiano l'effettivo controllo delle forze armate locali.
Il ministro, infine, ha annunciato che il ministro degli Esteri siriano, Walid Al Moualem, andrà in visita in Iraq, quasi certamente nel mese di novembre. Gli Usa accusano la Siria di sostenere i ribelli in Iraq, e Zebari ha detto che questa visita sarà la "cartina di tornasole" dell'atteggiamento di Damasco.
E intanto la guerriglia non conosce soste. Nel solo mese di ottobre, sono stati cento i soldati americani uccisi nel Paese: lo ha riferito il comando militare statunitense. Si tratta del più pesante bilancio mensile delle perdite americane dall'inizio dell'anno, e uno dei più gravi dall'inizio dell'invasione militare dell'Iraq nel marzo 2003. In totale ammonta a 2.810 il numero dei caduti statunitensi nel conflitto.




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mentre babbei credono che l'iraq sia riapacificato.
