ESTERI
All'indomani delle violenze ancora tensione nella città del sud
Iraq: a Bassora continua la rivolta sciita
Dopo gli scontri di ieri gruppi di miliziani occupano il palazzo del governatorato e issano la bandiera verde dell'Islam
BASSORA (IRAQ) - All'indomani delle violenze che in tutto l'Iraq avevano provocato la morte di oltre una trentina di persone, tra cui una decina di militari della coalizione, e al ferimento di più di duecento, compresi tre carabinieri del contingente italiano di stanza a Nassiriya, la situazione è di nuovo precipitata a Bassora, città del sud dell'Iraq sotto controllo britannico. Decine di seguaci del leader radicale sciita Moqtada Sadr all'alba hanno preso d'assalto il governatorato locale, occupandolo. I miliziani sciiti hanno issato sopra il tetto dell'edificio una bandiera verde, simbolo dell'Islam. Bassora, seconda città del Paese, l'unica con uno sbocco portuale, fino a tempi recenti era rimasta relativamente estranea al clima di estrema tensione che sta dilagando ovunque, ma ormai anch'essa è precipitata nell'instabilità: negli ultimi giorni si erano infatti susseguiti disordini nei quali erano rimasti coinvolti i soldati britannici, cui spetta il controllo dell'area. Gli sciiti costituiscono il 60% della popolazione dell' Iraq, sono concentrati soprattutto nel sud e hanno una lunga storia di rivolte contro il regime di Saddam Hussein, guidato dalla minoranza sunnita. L'Iraq meridionale ospita due delle principali città sante sciite, Kerbala e Najaf, mentre la terza, Samarra, si trova cento chilometri a nord di Baghdad. Anche Bassora, la seconda città del'Iraq con un milione e mezzo di abitanti, è abitata prevalentemente da sciiti.




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