....con Prodi
TPS formato Michelin
Il Financial Times servendosi di alcuni parametri e dei giudizi dei suoi corrispondenti ha compilato una valutazione dei ministri europei dell’Economia dell’area dell’euro, attribuendo loro da tre a una stella. Dei dodici, quattro si sono meritati tre stelle, sette due stelle.
A uno, Tommaso Padoa-Schioppa, è toccata soltanto una stella.
Il Financial Times non ha chiarito se tre stelle siano il massimo, nel suo sistema di punti. Ma si ha l’impressione che se ci fosse stato qualcuno realmente molto bravo – in un governo coeso disposto a sostenerlo – le quattro stelle gli sarebbero state assegnate.
D’altra parte, Padoa-Schioppa potrebbe consolarsi, considerando che nella guida Michelin, anche una “star”è un punteggio tutto sommato incoraggiante per un ristorante: corrisponde al giudizio per cui vale la pena di deviare dalla strada principale per fermarsi a consumarvi un pasto.
Ma il paragone non sembra valido per i menu finanziari degli stati europei che il giornale britannico valuta.
L’unica stellina toccata a Padoa-Schioppa deriva puramente dal fatto che “probabilmente” riuscirà a portare il deficit entro i parametri di Maastricht.
Ma a ridurre questo merito sta la considerazione che quest’anno i ministri dell’Economia europei sono agevolati dall’espansione economica che – attraverso gli incrementi d’entrate – toglie loro molte delle solite difficoltà. D’altra parte, nota il Financial Times, non si può giudicare un ministro dell’Economia puramente dal fatto se sappia contenere il deficit.
Bisogna vedere in che modo lo fa.
Per conciliare la serietà del bilancio con la politica di sviluppo occorrerebbe contenere le spese e, nel campo delle entrate, bisognerebbe agire sulle imposte sui consumi, evitando d’accrescere le altre.
E Padoa-Schioppa, al riguardo, non presenta un menu accettabile ma un intruglio indigesto, che provoca un forte scontento nelle imprese.
Inoltre ricorre a trucchi di bilancio, dice il giornale inglese, mentre la politica fiscale dovrebbe tener presente che per un buon sistema tributario occorrono stabilità, prevedibilità, semplicità.
Requisiti assenti dalla politica di TPS, la cui stellina così, anziché a quelle della guida Michelin, somiglia a quella che per il Touring indica una semplice locanda.
Ferrara su il Foglio di ieri
saluti




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