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Originariamente Scritto da
Palvesario
Certo, questo lo capisco anche io (e già non lo condivido ma vabbè). Dicevo in termini generali: quanto la tipologia produttiva di Sparta e le caratteristiche geografiche hanno influito nel creare un ordinamento sociale di quel tipo e, di riflesso, formare una mentalità che poi è passata alla storia?
Secondo il mio modestissimo parere molto.
è ovvio che coi sia un'influyenza.
hai mai sentito parlare di "sangue e suolo"?
tutte le civiltà si sviluppano secondo le loro possibilità inserite nel loro ambiente.
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Originariamente Scritto da
Palvesario
Certo, questo lo capisco anche io (e già non lo condivido ma vabbè). Dicevo in termini generali: quanto la tipologia produttiva di Sparta e le caratteristiche geografiche hanno influito nel creare un ordinamento sociale di quel tipo e, di riflesso, formare una mentalità che poi è passata alla storia?
Secondo il mio modestissimo parere molto.
la mentalità di cui parli era dovuta dalle semplici e dure leggi di licurgo,eda una semplice equazione : erano le leggi a governare gli uomini e non gli uomini le leggi,,le caratteristiche geografiche spesso non contano ti basti pensare al madacascar ed altre regioni africane ricche di risorse ma socialmente e culturalmente nulle..
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Originariamente Scritto da
rockenrolle
evidentemente anche sparta aveva i suoi difetti.
Comunque considera che stiamo parlando di sei o sette secoli avanti cristo,un po' tutte le organizazzioni sociali dell'epoca erano basate sulla schiavitù.
Cavoli, questo è verissimo! Anche Aristotele (il Marx degli antichi secondo Preve!) nel suo filosofeggiare non mette mai in discussione la matrice schiavista delle società antiche. Perché l'uomo è e si costruisce un sistema simbolico all'interno del sistema produttivo in cui nasce e vive. Secondo me Sparta (come le altre polis del resto) non poteva mettere in discussione il ruolo degli iloti, ma non per cattiveria, ma perché era insito all'interno del cuore strutturale della propria organizzazione. Come oggi qualcuno che mette in discussione il valore fondante del capitalismo: il valore quasi teurgico della merce. Viene preso per matto, ma mica per cattiveria, solo perché è anch'esso dentro il cuore del nostro sistema. E' il nostro fondamento.
Secondo me Sparta è figlia del suo tempo, non avrebbe potuto fare altro che quello che ha fatto, ed è giusto così. Altro è proiettare le sue caratteristiche in maniera atemporale perché di fatto senza una base strutturale di un certo tipo sotto non durerebbero dal giorno alla notte.
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Originariamente Scritto da
LONGINO
la mentalità di cui parli era dovuta dalle semplici e dure leggi di licurgo,eda una semplice equazione : erano le leggi a governare gli uomini e non gli uomini le leggi,,le caratteristiche geografiche spesso non contano ti basti pensare al madacascar ed altre regioni africane ricche di risorse ma socialmente e culturalmente nulle..
Ecco, io contesto proprio questo assioma che tu dai per scontato.
Mi allineo al Lupo sul fatto che vi sia una corrispondenza sangue-suolo (anche se utilizzerei per mia natura termini meno epici :-P ). Io aggiungo che più che una corrispondenza vi sia una filiazione: suolo -> sangue.
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beh, aspetta, le caratteristiche sanguinee contano eccome.
basti pensare a civiltà avanzatissime come quella etrusca o quella romana.
non è che avevano di più delle altre popolazioni italiche, eppure hanno fatto la differenza.
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Originariamente Scritto da
Palvesario
Ecco, io contesto proprio questo assioma che tu dai per scontato.
Mi allineo al Lupo sul fatto che vi sia una corrispondenza sangue-suolo (anche se utilizzerei per mia natura termini meno epici :-P ). Io aggiungo che più che una corrispondenza vi sia una filiazione: suolo -> sangue.
non do nulla per scontato,ho detto che spesso non contano solo condizioni geografiche piu o meno favorevoli.
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Originariamente Scritto da
Palvesario
Cavoli, questo è verissimo! Anche Aristotele (il Marx degli antichi secondo Preve!) nel suo filosofeggiare non mette mai in discussione la matrice schiavista delle società antiche. Perché l'uomo è e si costruisce un sistema simbolico all'interno del sistema produttivo in cui nasce e vive. Secondo me Sparta (come le altre polis del resto) non poteva mettere in discussione il ruolo degli iloti, ma non per cattiveria, ma perché era insito all'interno del cuore strutturale della propria organizzazione. Come oggi qualcuno che mette in discussione il valore fondante del capitalismo: il valore quasi teurgico della merce. Viene preso per matto, ma mica per cattiveria, solo perché è anch'esso dentro il cuore del nostro sistema. E' il nostro fondamento.
Secondo me Sparta è figlia del suo tempo, non avrebbe potuto fare altro che quello che ha fatto, ed è giusto così. Altro è proiettare le sue caratteristiche in maniera atemporale perché di fatto senza una base strutturale di un certo tipo sotto non durerebbero dal giorno alla notte.
esatto,proprio questo volevo dire.
Comunque quando si parla del mito di Sparta ci si riferisce soprattutto alla sua dimensione guerriera e comunitaria,al suo spirito atemporale che poi si sia fondata sulla schiavitù io penso che sia una caratteristica di tutte le società di quel tempo e ciò non deve togliere nulla al valore di quell'esperienza.
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Originariamente Scritto da
lupo1982
beh, aspetta, le caratteristiche sanguinee contano eccome.
basti pensare a civiltà avanzatissime come quella etrusca o quella romana.
non è che avevano di più delle altre popolazioni italiche, eppure hanno fatto la differenza.
e infatti.....quella di Palvesario è una lettura marxiana. Lupo oltre al sangue ci mettiamo magari un po di Spirito (influenze spirituali), che dici?
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Originariamente Scritto da
lupo1982
beh, aspetta, le caratteristiche sanguinee contano eccome.
basti pensare a civiltà avanzatissime come quella etrusca o quella romana.
non è che avevano di più delle altre popolazioni italiche, eppure hanno fatto la differenza.
bene, hai stimolato in me uno studio approfondito sull'argomento perché ho in mente delle tesi in proposito ma devo prima vedere se trovo argomentazioni solide in proposito.
Te dici che etruschi e romani superarono altri italici in virtù delle caratteristiche intrinseche dei loro popoli se ho capito bene.
Io credo, ma devo investigare, che la differenza anche in questo caso sia riportabile a due ordini di fattori:
1) chi per primo sviluppa un sistema produttivo "vincente".
2) chi possiede la comunità meno armonica e compensa questo fattore con un'aggressività verso l'esterno (una sorta di imperialismo ante litteram).
Così a spanne direi che le due cose (che ho spiegato ad cazzum qua, ma che sono molto più complesse) si possono applicare pure ai romani e agli etruschi, ma qui lo dico e qui lo nego.
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Originariamente Scritto da
Militant
e infatti.....quella di Palvesario è una lettura marxiana. Lupo oltre al sangue ci mettiamo magari un po di Spirito (influenze spirituali), che dici?
forse non ci siamo capiti, probabilmente mi sono spiegato male io.
per "sangue" intendevo quello che tu intendi con spirito.