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Discussione: No euro!

  1. #101
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    Citazione Originariamente Scritto da Decima Regio Visualizza Messaggio
    E questa è la dimostrazione di quello che dicevo nel post precedente.

    lo Stato ha bisogno di soldi, va dalla banca a farseli stampare ; e perchè non se li può stampare da solo ? Per il divertimento di pagare gli interessi (imponendo, a tal fine, tasse ?) La banca ha il monopolio dell'inchiostro - o ha estorto allo Stato il potere di stampare biglietti a corso legale ?

    A quel punto tu hai in mano il titolo di stato, la Banca ha in mano foglietti che non danno alcun interesse e non può spendere La Banca ha ripreo in mano i propri foglietti - più gli interessi. Non li può spendere per andare in discoteca, se era questo che intendevgi (che io sappia le banche in quanto tali non vanno a ballare) però, avendoli recuperati, può riprestarli un altra volta, e così via. Differnza sostanziale poi è che io Con le banconote che hai in tasca per avere banconote in tasca, sto per ritornare in ufficio. Se potessi più comodamente disegnarle o fotocopiarle, magari potrei erestare ancora qualche ora a cazzeggiare con Te. Sarebbe più divertente, ed anche più comodo, direi.
    Esatto, se tu ti stampassi i soldi potresti andare in discoteca tutte le sere. Se lo Stato si mettessere a stampare soldi potrebbe comprare tutte le discoteche e le case discografiche... supponendo che qualcuno li accetti, quei foglietti. Solo che si tratterebbe di una tassa molto peggiore delle "truffe" che vedi tu: infatti, i foglietti che noi abbiamo in tasca si svaluterebbero immediatamente visto che stampare denaro non vuol dire creare beni o servizi.

    E se li stampa la Banca? Beh, il direttore della Banca Centrale può anche svegliarsi con le balle girate e far stampare mille mila miliardi di euro. Solo che non può nemmeno usarli per andare in una discoteca: deve metterli tutti in cassaforte. Fino a quando lo Stato non glieli chiede, in cambio di titoli di debito. Lo stesso vale per la moneta elettronica. Che non ha neanche la seccatura della stampa: lo Stato si indebita con la banca, e la banca apre linee di credito per lo Stato. In compenso, la banca può ora rifiutarsi di acquistare debito pubblico.. in questo modo impedendo allo Stato di aumentare la massa monetaria in circolazione. Nulla vieta allo Stato di indebitarsi con i privati... tranne i parametri di Maastricht.

    Altre imprecisioni: lo Stato non impone tasse per pagare interessi. Impone tasse per pagare spese di cui gli interessi sono solo una parte. Non mancano esempi, come la Russia di Putin, di Stati che riducono il debito pubblico.

    Insomma: una volta che il denaro è stampato, la sua immissione sul mercato avviene solo per concorde decisione di Banca e Stato, che contemporaneamente generano debiti e crediti di pari dimensione.
    Resta una grossa asimmetria: il signoraggio.

    I foglietti che la banca da allo Stato (le banconote) non danno interessi; quelli che da lo Stato alla banca (BOT) sono invece fruttiferi.
    Nel momento in cui vengono generati, si può volendo annullarli reciprocamente. Da quel momento in poi.. scatta l'interesse.

  2. #102
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    Allora, proviamo a fare un po' di chiarezza (ci vorranno cinque o sei post, credo ) evidenziando alcuni dati che ART potrebbe sottoporre al suo amico "dotto in economia", che stigmatizza le divulgazioni dei NO EURO.

    Visto che ci chiediamo che cosa la Banca d'Itala può fare, mi sembra consequenziale chiedersi quanto può valere. Perchè, se può emettere moneta ed appropriarsene , come segnalo io, dovrebbe valere molto : se può solo tipografare biglietti dietro istruzioni degli Stati, o della BCE o della UE, dovrebbe valere circa un kazzo, come una banale tipografia.

    La Banca d'Italia è una SpA , e basta consultare il suo bilancio (http://www.bancaditalia.it/pubblicaz...5_bilancio.pdf )
    per vedere il valore del capitale sociale. Che è di 156.000 €uro (voce 15.1 delle passività di bilancio). Se ne evince , con una semplice divisione, che le 300.000 quote valgono 0,56 € ciascuna.

    A questo punto - dico io - se permettete me la compro (in questo momento ho casualmente in casa un paio di centomila in banconote, per una operazione che devo fare la settimana prossima. Simpatica, ma non quanto divenire proprietario del 99,9 % di una SpA, che possiede oro per 34,2 miliardi di € (voce 1 dell'attivo) e possiede 21 miliardi di € di titoli, ed a tri 21 miliardi di € crediti per operazioni di rifinanziamento (voci 2 e 5 dell'attivo).

    Però io non posso comprarla. Perchè l'art. 3 dello Statuto prevede che le quote della Bd'I debbano appartenere in maggioranza ad Enti pubblici.

    E vabbè, è giusto - direte Voi. Ciò prova che dell'attività della banca centrale deve avvantaggiarsi la collettività

    Giusto. Ma sbagliato. Perchè le quote appartengono per il il 27 % a Banca Intesa, per il 17 % a San Paolo IMI (quindi in caso di fusione faranno 44), per l'11 % ad Unicredit, per il 6 % a Generali, per il 2 % a RAS, per il 3 % a MPS. E queste col kazzo che sono Enti pubblici. Sono banche ed assicurazioni private, privatissime come Voi e me (che però, anche se ci presentiamo con i 156.000 domattina, col cazzo che ce la fanno comprare).

    Però - direte Voi - nell'attivo patrimoniale di una assicurazione ricchissima come Generali, il 6 % di una microSpA da 156.000 euri di capitale, i cui dividendi non possono superare il 10 % del capitale (per cui si distribuiscono 15.000 € annui ; alle Generali toccano esattamente 912 € all'anno, il prezzo di un week-end) peserà per poche migliaia di impercettibili €uri. Perchè tanto, i quotisti appostano nei loro bilanci le quote della Banca d'Italia le quote al valore nominale , no ?

    No. Banca Carige valuta, nel proprio bilancio, reperibile su Internet, le quote di Bankitalia per 41,3 € ciascuna ; poco, ma - rispetto ai 56 centesimi del valore nominale, vuol dire centuplicare il valore. Ma le medesime quote la BNL le apposta a bilancio a 13.171,00 € per singola quota - cioè con una plusvalenza del 2.000.000 % (sì, ho scritto due milioni per cento).

    Sono matti ? No, siamo noi che siamo stronzi. Perchè Bankitalia ha attività - come da bilanci - in oro, BOT e crediti per circa 300 miliardi di € . Ha debiti per centinaia di miliardi di € - per cui chiude il bilancio con un modesto utile di 50 milioni - ma la prima voce al passivo è quella delle banconote in circolazione, Che nel 2005 erano per 94 miliardi di € (10 in più dell'anno precedente). Ma che sono un debito finto, perchè quelle banconote la Banca d'Italia non le pagherà mai. E se qualcuno gli porta le banconote all'incasso ? Bankitalia mica gli da oro ; ma seinvece lo fa, glielo potrebbe pure dare, perchè poi rimette la banconota in circolazione.

    Bankitalia ha oro e valute estere per centinaia di miliardi (veri) ; afferma di avere un debito (fittizio ed inesigibile) per centinaia di miliardi di banconote ; chiaro che il valore delle quote non è pochi centesimi come da libro soci, ma (per differenza aritmetica) una fortuna - come apposta a bilancio la BNL.

    Ne' basta ; perchè qualcuno tirando fuori lo Statuto avrebbe riscoperto che le quote devono andare ad Enti pubblici . Per cui il Tesoro ... sta per riprendersele ?

    Nooo.

    Sta per ricomprarle. Ricomprarle dalle banche privatizzate al prezzo di 156.000 € a cui le ha svendute ? Ma nemmeno per sogno. Il Tesoro (cioè gli Italiani) le han vendute al prezzo nominale di 156.000 €, ma ora le riacquistano al valore - reale - di 28 miliardi. Con un guadagno del 150.000 % (non quello che ha sparato BNL, ma non molto di meno).

    28 miliardi di € ? Praticamente la prossima finanziaria. Ma nessuno dice nulla, tranne sindacati quali l'ADUC (Vi rinvio, per non allungare oltre misura questo primo post, ad un brillante scritto di Paolo Bianchi in quel forum : http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_...abella=TOTDocs) .

    Prendo fiato e vado a raccogliere il materiale per i prossimi post.

  3. #103
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    Citazione Originariamente Scritto da Decima Regio Visualizza Messaggio
    Allora, proviamo a fare un po' di chiarezza (ci vorranno cinque o sei post, credo ) evidenziando alcuni dati che ART potrebbe sottoporre al suo amico "dotto in economia", che stigmatizza le divulgazioni dei NO EURO.
    No, Regio: le "divulgazioni" dei NO EURO le "stigmatizzo" io perchè come ampiamente dimostrato dal materiale che ci ha gentilmente fornito lupin e altro ancora che ho letto io i NO EURO sparano stronzate. Questa non è una mia ipotesi, è un dato di fatto: NO EURO non è fonte affidabile per questo argomento.

    Se mi vieni a postare discussioni sul forum dell'ADUC il discorso cambia: non c'è nessun motivo di sospettare che siano una manovra di disinformazione.

  4. #104
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    Citazione Originariamente Scritto da -ART- Visualizza Messaggio
    No, Regio: le "divulgazioni" dei NO EURO le "stigmatizzo" io perchè come ampiamente dimostrato dal materiale che ci ha gentilmente fornito lupin e altro ancora che ho letto io i NO EURO sparano stronzate. Questa non è una mia ipotesi, è un dato di fatto: NO EURO non è fonte affidabile per questo argomento.

    Se mi vieni a postare discussioni sul forum dell'ADUC il discorso cambia: non c'è nessun motivo di sospettare che siano una manovra di disinformazione.

    Il valore degli argomenti secondo me andrebbe considerato non sulla base della provenienza (No EURO no 'bbuono, ADUC magari sì), bensì sulla coerenza e logicità dei ragionamenti.

    A questo proposito , mi permetto di segnalarTi la voce "signoraggio" di una fonte solitamente corretta ed informata, Wikipedia, in cui le critiche sulla gestione della produzione monetaria vengono liquidate alla voce "il mito della ricchezza da signoraggio". In esso si afferma (il Tuo amico sarà d'accordo) che il ricavo da signoraggio non può esistere, poichè altrimenti i bilanci delle banche centrali dovrebbero essere falsi, e generare utili, che invece non vengono distribuiti.

    Circa la falsità dei bilanci , sì, è evidente che dovrebbero esserlo ; se provi in una Tua azienda ad appostare partecipazioni a 10.000 volte il valore nominale, qualcosa Ti succede. L'argomentazione quindi mi sembra militare se mai nel senso della falsità dei bilanci, non della inesistenza del ricavo di signoraggio. Circa l'appostamento della banconote in circolazione al passivo, Wikipedia scrive che è "conforme ai principi contabili". Tanti saluti ai principi contabili, ma è un passivo fittizio, poichè non rimborsabile ad alcuno.

    Circa l'inesistenza dell'utile, vero che non viene distribuito ; ma se il valore della partecipazione passa da 156.000 € a 28.000.000.000 di € in pochi anni, il ricavo c'è, in forma di incremento della capitalizzazione. La BNL ha dato alle quote il realistico valore di 13.000 € l'uno perchè, in procinto di essere acquisita da una banca francese, doveva valutare i propri asset realisticamente (altrimenti, avrebbe regalato ai francesi - stimando le quote 56 €cents l'una, l'assurda regalia che alla BNL - tra gli altri - era stata fatta dal Tesoro, a carico degli Italiani).

    Mi permetto di segnalare che, a proposito della recente fusione Intesa-San Paolo, la stampa ha parlato di tante belle cose, che sarà la quinta Banca europea etc., dimenticandosi di segnalare che sarà l'azionista di controllo della Banca d'Italia (27 % + 18 %, fa quasi il 45 %) . Tanto valeva allora che Bankitalia rimanesse del Tesoro, no ?
    Anche perchè la nuova Intesa-SanPaolo opererà quale azienda di credito, e sarà in tale veste sottoposta per legge alla vigilanza ... della Banca d'Italia, sua controllata.

    In questi giorni in Italia si parla di Finanziaria da 36 miliardi di €uri. Se si dicesse alle varie Generali, Unicredit, MontePaschi "avete partecipazioni di Bankitalia, che non potreste possedere - a norma dell'articolo 3 dello Statuto che le riserva ad Enti pubblici - che voi non siete. Per cui ve le portiamo via - al limite in cambio dei 156.000 € per cui le avete acquisite". Ecco fatta la Finanziaria, senza stare a litigare sulla soprattassa sui SUV o sulle auto da 100 kw (che renderebbero un cinquantesimo del costo della svendita e riacquisto delle quote partecipative di Bankitalia).

    Mi sembrano argomenti seri - di cui però parla solo il partitino dei NO EURO, votato da un italiano su mille. I partiti maggiormente votati trovano invece serie questioni quali i cessi di Monetcitorio cui deve accedere l'On. Guadagno, ac similia.

    Circa il Tuo rilievo sulla maggior ostilità all'Euro, quando il meccanismo da signoraggio è sostanzialmente il medesimo operante ad es. su $ e lira, Ti ho scritto già che non hai torto. L'€ però comporta un elemento di ingiustizia ulteriore ; poichè di esso profitta ad es. anche la Bank of England, che è sottoscrittore della BCE -a nche se l'€ in Regno Unito non circola. Per cui la Banca d'Inghilterra pra profitta di due signoraggi ; sulla sterlina (e sono cazzi loro) e, banchè in misura ridotta al 7 % versato , pure sull'€.

  5. #105
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    Citazione Originariamente Scritto da Decima Regio Visualizza Messaggio

    1) che il ricavo da signoraggio non può esistere, poichè altrimenti i bilanci delle banche centrali dovrebbero essere falsi, e generare utili, che invece non vengono distribuiti.

    2) Circa la falsità dei bilanci , sì, è evidente che dovrebbero esserlo ; se provi in una Tua azienda ad appostare partecipazioni a 10.000 volte il valore nominale, qualcosa Ti succede. L'argomentazione quindi mi sembra militare se mai nel senso della falsità dei bilanci, non della inesistenza del ricavo di signoraggio. Circa l'appostamento della banconote in circolazione al passivo, Wikipedia scrive che è "conforme ai principi contabili". Tanti saluti ai principi contabili, ma è un passivo fittizio, poichè non rimborsabile ad alcuno.

    3) Circa l'inesistenza dell'utile, vero che non viene distribuito ; ma se il valore della partecipazione passa da 156.000 € a 28.000.000.000 di € in pochi anni, il ricavo c'è, in forma di incremento della capitalizzazione. La BNL ha dato alle quote il realistico valore di 13.000 € l'uno perchè, in procinto di essere acquisita da una banca francese, doveva valutare i propri asset realisticamente (altrimenti, avrebbe regalato ai francesi - stimando le quote 56 €cents l'una, l'assurda regalia che alla BNL - tra gli altri - era stata fatta dal Tesoro, a carico degli Italiani).

    4) Mi permetto di segnalare che, a proposito della recente fusione Intesa-San Paolo, la stampa ha parlato di tante belle cose, che sarà la quinta Banca europea etc., dimenticandosi di segnalare che sarà l'azionista di controllo della Banca d'Italia (27 % + 18 %, fa quasi il 45 %) . Tanto valeva allora che Bankitalia rimanesse del Tesoro, no ?
    Anche perchè la nuova Intesa-SanPaolo opererà quale azienda di credito, e sarà in tale veste sottoposta per legge alla vigilanza ... della Banca d'Italia, sua controllata.

    5) In questi giorni in Italia si parla di Finanziaria da 36 miliardi di €uri. Se si dicesse alle varie Generali, Unicredit, MontePaschi "avete partecipazioni di Bankitalia, che non potreste possedere - a norma dell'articolo 3 dello Statuto che le riserva ad Enti pubblici - che voi non siete. Per cui ve le portiamo via - al limite in cambio dei 156.000 € per cui le avete acquisite". Ecco fatta la Finanziaria, senza stare a litigare sulla soprattassa sui SUV o sulle auto da 100 kw (che renderebbero un cinquantesimo del costo della svendita e riacquisto delle quote partecipative di Bankitalia).

    Mi sembrano argomenti seri - di cui però parla solo il partitino dei NO EURO, votato da un italiano su mille. I partiti maggiormente votati trovano invece serie questioni quali i cessi di Monetcitorio cui deve accedere l'On. Guadagno, ac similia.

    Circa il Tuo rilievo sulla maggior ostilità all'Euro, quando il meccanismo da signoraggio è sostanzialmente il medesimo operante ad es. su $ e lira, Ti ho scritto già che non hai torto. L'€ però comporta un elemento di ingiustizia ulteriore ; poichè di esso profitta ad es. anche la Bank of England, che è sottoscrittore della BCE -a nche se l'€ in Regno Unito non circola. Per cui la Banca d'Inghilterra pra profitta di due signoraggi ; sulla sterlina (e sono cazzi loro) e, banchè in misura ridotta al 7 % versato , pure sull'€.
    1) Il reddito da signoraggio esiste, e va in piccola % alle banche controllanti, e in buona parte allo Stato. A meno che non passi di lì Fazio...

    2) Questo è un problema esplosivo interno alle banche private. Non so con che faccia abbiano fatto figurare queste plusvalenze.

    3) Il ricavo è ancora potenziale. Vediamo se, e a che cifra, lo Stato pensa di ricomprare queste quote.

    4) Azionista di controllo.... di una cosa che non può produrre utili, che se li produce deve versarli allo Stato e il cui Presidente è scelto... dal Parlamento.

    5) Di nuovo: avresti quei 36 miliardi di euro solo se ti metti a vendere tutto l'oro, i titoli, la valuta straniera eccetera in mano a bankitalia.

    6) I partiti seri non parlano di cessi. Parlano di come uscire da una situazione in cui, per ogni 100 euro prodotti dagli italiani, lo Stato ne incamera 40 e ne spoende 44 indebitandosi.

  6. #106
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    Citazione Originariamente Scritto da Decima Regio Visualizza Messaggio
    Il valore degli argomenti secondo me andrebbe considerato non sulla base della provenienza (No EURO no 'bbuono, ADUC magari sì), bensì sulla coerenza e logicità dei ragionamenti.
    Ma scusa... io secondo te mi dovrei fidare delle spiegazioni sul signoraggio, argomento tecnico economico, di un sito dove si dicono puttanate che non stanno nè in cielo nè in terra come che la BCE lo fa apposta a stampare banconote altamente deteriorabili o che loro sono d'accordo con le sparate di Berlusconi sul cambio lira-euro a 1.500 lire?!
    Io mi dovrei fidare delle spiegazioni di gente che non si accorge neanche di cazzate che sarebbero evidenti a uno studente al primo anno di ragioneria?!
    Tu ti fideresti di un sito di faccende militari dove si dice che le testate nucleari non vanno a plutonio a ma ad allumino?

    Per favore, citami tutte le fonti che vuoi ma lascia perdere quel no euro, non voglio più sentirlo nominare! Io non nego di principio i problemi ma chi me li espone deve avere competenza in materia.

  7. #107
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo! Visualizza Messaggio
    1) Il reddito da signoraggio esiste, e va in piccola % alle banche controllanti, e in buona parte allo Stato. A meno che non passi di lì Fazio...

    2) Questo è un problema esplosivo interno alle banche private. Non so con che faccia abbiano fatto figurare queste plusvalenze.

    3) Il ricavo è ancora potenziale. Vediamo se, e a che cifra, lo Stato pensa di ricomprare queste quote.

    4) Azionista di controllo.... di una cosa che non può produrre utili, che se li produce deve versarli allo Stato e il cui Presidente è scelto... dal Parlamento.

    5) Di nuovo: avresti quei 36 miliardi di euro solo se ti metti a vendere tutto l'oro, i titoli, la valuta straniera eccetera in mano a bankitalia.

    6) I partiti seri non parlano di cessi. Parlano di come uscire da una situazione in cui, per ogni 100 euro prodotti dagli italiani, lo Stato ne incamera 40 e ne spoende 44 indebitandosi.
    1) Veramente, che il reddito da signoraggio esista lo afferma anche chi ne nega la natura truffaldina (guarda su Wikipedia : http://wikipedia.kataweb.it/wiki/Signoraggio ). Che vada allo Stato, è una consolatoria assurdità, visto che lo Stato deve emettere titoli di debito per avere accesso al contante, e quindi pagare non il solo costo tipografico, e nemmeno il valore facciale, bensì il valore facciale più gli interessi.
    Il costo annuo della spesa pubblica per interessi è superiore ai cinquanta miliardi di € (due finanziarie). Il costo nell'anno in corso degli interessi per i soli titoli pubblici detenuti da Bankitalia è 300.000.000,00 di €uri - il corrispettivo della soprattassa sui SUV o sulle auto di 100 kw, di cui tanto si parla.

    2) Ignoro con che faccia le banche (ed assicurazioni) private contabilizzino queste plusvalenze di 28 miliardi di €uri. La mia, se guadagnassi ventotto miliardi, diverrebbe una faccia lieta. A differenza della mia faccia attuale, che deve versare tasse per pagare anche e soprattutto quei ventotto miliardi, per cui è piuttosto inkazzate.

    3) Il riacquisto delle quote da parte del Tesoro è una mera eventualità - auspicabile, ma ancora incerta come tutte le cose future. La cessione delle quote al valore irrisorio di 300.000.000 del 1993 (i 156.000 €uri di bilancio, che avrei volentieri pagato io in vece di Monte Paschi Generali etc.) è già una certezza contabile . La valutazione di 28 miliardi è quella emergente dall'appostamento a bilancio fatto da BNL in vista dell'acquisizione in Paribas, ed è conforme ai principi IAS alla luce dei quali i tecnici francesi han certamente verificato il bilancio BNL. Può darsi che siano gonzi loro ?
    Certamente può darsi , ma a me sembra più probabile che siamo invece gonzi noi contribuenti italiani.

    4) Azionista di controllo di una cosa che non produce e distribuisce utili (perchè se lo facesse dovrebbe pagarci le tasse), ma che aumenta il proprio valore di alcuni miliardi all'anno. E che per legge è l'unica che può vigilare sulla tua attività. A me non pare così male.
    E non produce utili perchè detrae, quale passivo, un debito che non potrà mai essere chiamata a pagare (le banconote circolante - ora in tutta Europa addirittura, non solo in Italia).
    Come se Tu ed io potessimo portare in detrazione i debiti non esigibili, tipo le obbligazioni naturali quali i debiti di giuoco. A Te piacerebbe ? A me si perchè non pagherei più un centesimo di tasse ( cara Agenzia delle Entrate, quest'anno ho fatturato 200.000,00 €, ma ne ho persi 195.000 a poker e debbo ancora pagarli, per cui sto nella no tax area).
    Credi Tu che la passività per circolante di Bankitalia sia un debito più esigibile dei nostri crediti di poker ? Puoi credere ciò che vuoi se Ti diverte. Ma se provi a spiegarmi il perchè ci divertiamo tutti.
    Circa la nomina del Presidente ..... vedi nota finale.

    5) No, se avessi Bankitalia per avere 36 miliardi di € non avrei di vendere l'oro, me lo terrei. Stamperei 70 milioni di carte da 500 €. Così facendo, pagherebbero per me 300.000.000 di europei ; perchè quando aumenta la massa monetaria (e non solo con la stampa, anche agendo sulla leva del credito) tutto ciò che Tu ed io possediamo (le banconote che abbiamo in tasca o depositiamo in banca, la nostra casa, il nostro lavoro) pur mantenendo il medesimo prezzo nominale perde una frazione di valore reale.
    Il che vuol dire che per ogni biglietto che BCE o Bankitalia stampano noi lavoratori paghiamo già una tassa, in forma di inflazione o mancata deflazione. Quando poi il biglietto viene prestati allo Stato di appartenenza noi paghiamo la tassa una seconda volta, per gli interessi passivi sul debito pubblico.

    6) Questo è il punto sensato del Tuo intervento. Come uscire dalla trappola del debito pubblico. Non certo con questo governo di merda, potrei dire semplicisticamente. Ma neppure con il precedente, se è per questo. Anzi, storicamente direi che nessun governo ne è uscito mai, perchè non mi risulta che dal 1694 ad oggi alcuna Nazione abbia mai estinto il debito pubblico consolidato. Ad eccezione della Russia di Putin, che però ha potuto farlo con le esportazioni di prodoitti energetici a prezzi bruscamente aumentati.
    Per il resto, la politica di bilancio oculato è quella del pareggio, che ferma - o , nella migliore delle ipotesi, lima - il debito consolidato in rapporto al PIL. Questo ha fatto l'Italia del 1878, o quella Fascista del Ministro De Stefani ; ed il Belgio attualmente, visto che nell'ultimo decennio ha ridotto l'indebitamento dal 120 % del PIL a meno del 100 %. Ma tale riduzione del rapporto PIL/debito produce recessione (cioè , contrazione del PIL) sull'intera Europa, poichè come rettamente scrivevi Tu volume e fluidità del circolante sono creati dall'indebitamento pubblico (e riassorbiti con la contrazione di questo).


    pensierino finale : hai scritto che i vertici della Banca d'Italia sono nominati dal Parlamento. Ma dove l'hai letto, sul Corrierino dei Piccoli ? Il Governatore è nominato dal Consiglio Superiore della Banca, cioè dagli azionisti, e sottoposto al semplice gradimento del Consiglio dei Ministri (il parlamento non ha aperitio oris).
    Il gradimento governativo - e non parlamentare - è un retaggio Fascista (RD 1067 del 1936). Le banche democratiche hanno l'autonomia assoluta.
    Comunque anche Via Nazionale ce l'ha - non è mai accaduto che alla volontà degli azionisti sia mancato il gradimento ed il DPR non sia stato emanato.
    Per cui non è stato mai il potere politico ad esprimere i vertici di Bankitalia. E' se mai vero il contrario : per oltre un quinto della storia della Repubblica, i Presidenti di Repubblica , del Consiglio ed i Ministri del Tesoro sono stati ex dirigenti di Via Nazionale.

    (Migliore se mai è la situazione per la BCE, il cui Presidente viene scelto dal Comitato Esecutivo, cioè dai Governi degli stati membri ; e sottoposto per gradimento al voto del Parlamento europeo. Mai mancato pure quello, comunque, visti i rapporti di forza ; ma l'esistenza della possibilità teorica è comunque, in linea di principio, un buon punto di partenza).

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    1) Veramente, che il reddito da signoraggio esista lo afferma anche chi ne nega la natura truffaldina (guarda su Wikipedia : http://wikipedia.kataweb.it/wiki/Signoraggio ). Che vada allo Stato, è una consolatoria assurdità, visto che lo Stato deve emettere titoli di debito per avere accesso al contante, e quindi pagare non il solo costo tipografico, e nemmeno il valore facciale, bensì il valore facciale più gli interessi.
    Il costo annuo della spesa pubblica per interessi è superiore ai cinquanta miliardi di € (due finanziarie). Il costo nell'anno in corso degli interessi per i soli titoli pubblici detenuti da Bankitalia è 300.000.000,00 di €uri - il corrispettivo della soprattassa sui SUV o sulle auto di 100 kw, di cui tanto si parla.

    2) Ignoro con che faccia le banche (ed assicurazioni) private contabilizzino queste plusvalenze di 28 miliardi di €uri. La mia, se guadagnassi ventotto miliardi, diverrebbe una faccia lieta. A differenza della mia faccia attuale, che deve versare tasse per pagare anche e soprattutto quei ventotto miliardi, per cui è piuttosto inkazzate.

    3) Il riacquisto delle quote da parte del Tesoro è una mera eventualità - auspicabile, ma ancora incerta come tutte le cose future. La cessione delle quote al valore irrisorio di 300.000.000 del 1993 (i 156.000 €uri di bilancio, che avrei volentieri pagato io in vece di Monte Paschi Generali etc.) è già una certezza contabile . La valutazione di 28 miliardi è quella emergente dall'appostamento a bilancio fatto da BNL in vista dell'acquisizione in Paribas, ed è conforme ai principi IAS alla luce dei quali i tecnici francesi han certamente verificato il bilancio BNL. Può darsi che siano gonzi loro ?
    Certamente può darsi , ma a me sembra più probabile che siamo invece gonzi noi contribuenti italiani.

    4) Azionista di controllo di una cosa che non produce e distribuisce utili (perchè se lo facesse dovrebbe pagarci le tasse), ma che aumenta il proprio valore di alcuni miliardi all'anno. E che per legge è l'unica che può vigilare sulla tua attività. A me non pare così male.
    E non produce utili perchè detrae, quale passivo, un debito che non potrà mai essere chiamata a pagare (le banconote circolante - ora in tutta Europa addirittura, non solo in Italia).
    Come se Tu ed io potessimo portare in detrazione i debiti non esigibili, tipo le obbligazioni naturali quali i debiti di giuoco. A Te piacerebbe ? A me si perchè non pagherei più un centesimo di tasse ( cara Agenzia delle Entrate, quest'anno ho fatturato 200.000,00 €, ma ne ho persi 195.000 a poker e debbo ancora pagarli, per cui sto nella no tax area).
    Credi Tu che la passività per circolante di Bankitalia sia un debito più esigibile dei nostri crediti di poker ? Puoi credere ciò che vuoi se Ti diverte. Ma se provi a spiegarmi il perchè ci divertiamo tutti.
    Circa la nomina del Presidente ..... vedi nota finale.

    5) No, se avessi Bankitalia per avere 36 miliardi di € non avrei di vendere l'oro, me lo terrei. Stamperei 70 milioni di carte da 500 €. Così facendo, pagherebbero per me 300.000.000 di europei ; perchè quando aumenta la massa monetaria (e non solo con la stampa, anche agendo sulla leva del credito) tutto ciò che Tu ed io possediamo (le banconote che abbiamo in tasca o depositiamo in banca, la nostra casa, il nostro lavoro) pur mantenendo il medesimo prezzo nominale perde una frazione di valore reale.
    Il che vuol dire che per ogni biglietto che BCE o Bankitalia stampano noi lavoratori paghiamo già una tassa, in forma di inflazione o mancata deflazione. Quando poi il biglietto viene prestati allo Stato di appartenenza noi paghiamo la tassa una seconda volta, per gli interessi passivi sul debito pubblico.

    6) Questo è il punto sensato del Tuo intervento. Come uscire dalla trappola del debito pubblico. Non certo con questo governo di merda, potrei dire semplicisticamente. Ma neppure con il precedente, se è per questo. Anzi, storicamente direi che nessun governo ne è uscito mai, perchè non mi risulta che dal 1694 ad oggi alcuna Nazione abbia mai estinto il debito pubblico consolidato. Ad eccezione della Russia di Putin, che però ha potuto farlo con le esportazioni di prodoitti energetici a prezzi bruscamente aumentati.
    Per il resto, la politica di bilancio oculato è quella del pareggio, che ferma - o , nella migliore delle ipotesi, lima - il debito consolidato in rapporto al PIL. Questo ha fatto l'Italia del 1878, o quella Fascista del Ministro De Stefani ; ed il Belgio attualmente, visto che nell'ultimo decennio ha ridotto l'indebitamento dal 120 % del PIL a meno del 100 %. Ma tale riduzione del rapporto PIL/debito produce recessione (cioè , contrazione del PIL) sull'intera Europa, poichè come rettamente scrivevi Tu volume e fluidità del circolante sono creati dall'indebitamento pubblico (e riassorbiti con la contrazione di questo).


    pensierino finale : hai scritto che i vertici della Banca d'Italia sono nominati dal Parlamento. Ma dove l'hai letto, sul Corrierino dei Piccoli ? Il Governatore è nominato dal Consiglio Superiore della Banca, cioè dagli azionisti, e sottoposto al semplice gradimento del Consiglio dei Ministri (il parlamento non ha aperitio oris).
    Il gradimento governativo - e non parlamentare - è un retaggio Fascista (RD 1067 del 1936). Le banche democratiche hanno l'autonomia assoluta.
    Comunque anche Via Nazionale ce l'ha - non è mai accaduto che alla volontà degli azionisti sia mancato il gradimento ed il DPR non sia stato emanato.
    Per cui non è stato mai il potere politico ad esprimere i vertici di Bankitalia. E' se mai vero il contrario : per oltre un quinto della storia della Repubblica, i Presidenti di Repubblica , del Consiglio ed i Ministri del Tesoro sono stati ex dirigenti di Via Nazionale.

    (Migliore se mai è la situazione per la BCE, il cui Presidente viene scelto dal Comitato Esecutivo, cioè dai Governi degli stati membri ; e sottoposto per gradimento al voto del Parlamento europeo. Mai mancato pure quello, comunque, visti i rapporti di forza ; ma l'esistenza della possibilità teorica è comunque, in linea di principio, un buon punto di partenza).
    1) E infatti pure io te lo dico che esiste il reddito da signoraggio. E lo dice pure lo Statuto della Banca d'Italia. Ed è ovvio: le banconote non producono interesse, i titoli di debito si. A questo punto, bankitalia da 100 euro allo Stato, lo Stato da 100 euro di titoli alla banca, e a fine anno la banca incassa 3 euro di interessi. Che vanno all'attivo (che infatti c'è) di Bankitalia.

    2) Mettiamo che tu vai da tua moglie e le dici "ho perso 50K euro a poker, ma ora faccio una plusvalenza da 50K euro sul mio rene, e quindi siamo in pari". Che può anche essere vero, solo che fino a quando la vendita di organi è vietata, tu non sei in pari.

    3) Non è questione di gonzi, è questione di diverse interpretazioni. Infatti come fai notare, ogni banca ha dato una diversa valutazione delle sue quote. Vediamo chi la spunta. Il giorno che lo Stato le ricompra alla valutazione fatta da BNL avvertimi, ci troviamo in piazza. E porta le molotov.

    4) Perchè dovrebbe essere inesigibile il debito? Se tu vai in banca con le banconote e ti fai dare il debito di Stato di pari valore nominale, la banca si ritrova piena di foglietti che non danno interesse, e tu ti trovi con titoli che ne danno.

    5) I meccanismi fondamentali li capisci tutti, solo che li monti e rimonti come pare a te. Hai perfettamente ragione nel dire che ogni volta che viene stampata una banconota si genera inflazione o mancata deflazione. È per questo che se lo Stato si mettesse a stampare banconote a raffica.. continuerebbe a comprare servizi dei privati a spese di tutti gli altri privati. L'attuale complesso equilibrio e interrelazione tra Banca Centrale e Stato permette di avere un tasso di inflazione molto limitato... relativamente vicino alla crescita economica.

    6) Esatto, a questo punto vedi che il sistema regge: con un indebitamento pubblico di circa il 50-60% del PIL. Troppo poco debito vuol dire recessione, troppo debito trasforma lo Stato in una macchina per prendere soldi alle persone e darli ai detentori di titoli (banche in particolare, ma borghesia in generale per usare un vecchio termine: di gente che ha una milionata di BOT ne esiste ancora parecchia).

    Finale) Chiedo scusa, ho pastrugnato tra Bankitalia e BCE, che in effetti richiede il voto parlamentare. In ogni caso, anche in Italia esiste la possibilità per il Governo di bocciare un candidato alla guida di Bankitalia. E il Governo pur non avendo un'elezione diretta come il Parlamento qualche legittimità potrebbe averla.

  9. #109
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    Rispondo solo sui punti 3 e 5 , poichè mi sembra che per il resto cominciamo ad essere in sintonia.

    Circa il riacquisto delle quote a 28 miliardi, a me fa già incazzare che le abbiano privatizzare a 156.000. Come ho scritto, a quel prezzo Ciappi anzichè alle Generali poteva venderle a me. Circa la possibilità che BNL abbia mollato una meg-inculata ai tecnici di Paribas ... mi piacerebbe crederlo. Credo però più probabile che l'abbiano mollata a noi. Del resto, non trovi sintomatico che tutti i quotisti mantengano la valutazione nominale (comodo, così non pagano tasse su plusvalenze) tranne, guarda caso, l'unica che si è collocata sul mercato ? (ed anche CaRiGe, che ha rivalutato in misura molto minore - da 56 cents a 43 € - che è sempre 100 volte di più, ma cosa diversa qualitativamente da 25.000 volte di più. Probabilmente aveva qualche perdita da coprire, credo che sarebbe facile approfondire).

    Quanto alla creazione di moneta inflazionistica, l'inflazione misura il prezzo unitario dei prodotti. Quindi genera inflazione non ogni aumento della massa monetaria, bensì solamente l'aumento della massa monetaria più rapido della produzione di beni reali. Se la produzione di beni e servizi aumenta, poniamo, del 2 % (perchè l'incremento demografico ha comportato un maggior numero di occupati, perchè la tecnologia ha accresciuto la produttività) , la generazione di massa monetaria deve aumentare anch'essa del 2 % . Ove così non fosse, sarebbe più difficile scambiare quei beni prodotti in eccedenza (il 2 % in più), i prezzi scenderebbero e - venuto meno l'interesse ad umentare occupati, produttività e produzione, anche quest'ultima ricalerebbe ai livelli di prima.

    In estrema sintesi : l'aumento della massa monetaria genera inflazione. L'aumento della produzione reale genera deflazione (e, quindi, viscosità degli scambi e rallentamento della produzione). La gestione monetaria dovrebbe rendere il più possibili coincidenti queste espansioni, ma quella della massa monetaria comporta la devalorizzazione relativa di tutto i beni patrimoniali preesistenti. Quindi, la relativa massa monetaria deve essere creata :
    - a vantaggio dei detentori, con TITAN o simili, e così facendo si mantiene immutato il peso relativo dei valori ;
    - ovvero a vantaggio della intera collettività , se se ne appropria lo Stato (senza pagare interessi) , a questo punto senza imporre imposte, visto che la emissione monetaria è già una imposta, poichè consente di prelevare la produzione aumentata (che è aumentata grazie al lavoro di qualcuno, no ?) Se lo Stato la utilizza per corrispondere un Reddito di Cittadinanza ai meno abbienti, come sembra farà l'Argentina di Kirchner ed il Brasile di Lula , ha anche una funzione di riequilibrio e perequazione sociale.

    Se la massa monetaria viene creata da privati (il sistema bancario), queste senza sforzo si impossessano di tutto l'aumento produttivo reale (poichè si dichiarono ab ovo proprietari degli strumenti di scambio, senza cui l'aumento si interrompe). I produttori reali invece si industriano ad aumentare la produzione, ma così facendo ne sviliscono il valore unitario (in termini monetari ; il valore d'uso rimane quello), per cui - come la Regina Rossa che correva per restare ferma - lavorano di più per arricchire i già ricchi.

    Questo, e non altro, spiega come mai in agricoltura la produttività ad ettaro della terra coltivata a grano sia quadruplicata , nell'arco della mia esistenza, ma i contadini sono assai più poveri di quel che erano trent'anni fa (senza incentivi alla produzione ceralicola nessuno più potrebbe coltivare grano).
    Il prezzo del grano a quintale trent'anni fa oscillava tra le 30.000 e le 40.000 lire (non era una bazzeccola, all'epoca) ; oggi è sui venti € (un pieno di gasolio).

    Il problema è che il bel gioco rimane in equilibrio sin quando la produzione fisica può aumentare. Quella cerealicola è sempre aumentata in questi anni ... perchè sempre più terre sono state irrigate, fertilizzate industrialmente, coltivate con sementi bioselezionate. Siccome però siamo arrivati al tetto (le terre emerse sono sempre 15 miliardi di ettari , e un po' sono Antartide deserti e così via ; la resa per ha del grano è salita da 15 q. a 60 - le spighe che avevano una dozzina di chicchi ne hanno una quarantina - ma non è seriamente sperabile che possano arrivare a mille), quest'autunno per la prima volta da decadi i cereali hanno avuto una aumento di prezzo di un terzo.

    Il dramma è che la produzione fisica aumenta per una bonifica di territorio, per una nuova tecnica produttiva ; che può esserci, ma può pure non esserci. La massa monetaria (i due aumenti come detto debbono coincidere) cresce per progressione geometrica - quella preesistente genera sempre e comunque assurdamente un interesse - per cui, pure se stessimo tutti fermi senza toccare nulla, l'inflazione prima o poi esplode. Anzi, se stiamo fermi senza dannarci l'anima ad accrescere la produzione, esplode prima.

    Se esplode, ed all'aumento del 30 % dei cereali di quest'autunno ne seguirà un altro, poi un altro ancora, Tu ed io dovremo smettere di mangiare. Io sono un po' sovrappeso, per cui credo che mi farà bene, ma solo in una prima fase.

  10. #110
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    Il problema è che il bel gioco rimane in equilibrio sin quando la produzione fisica può aumentare. Quella cerealicola è sempre aumentata in questi anni ... perchè sempre più terre sono state irrigate, fertilizzate industrialmente, coltivate con sementi bioselezionate. Siccome però siamo arrivati al tetto (le terre emerse sono sempre 15 miliardi di ettari , e un po' sono Antartide deserti e così via ; la resa per ha del grano è salita da 15 q. a 60 - le spighe che avevano una dozzina di chicchi ne hanno una quarantina - ma non è seriamente sperabile che possano arrivare a mille), quest'autunno per la prima volta da decadi i cereali hanno avuto una aumento di prezzo di un terzo.

    Il dramma è che la produzione fisica aumenta per una bonifica di territorio, per una nuova tecnica produttiva ; che può esserci, ma può pure non esserci. La massa monetaria (i due aumenti come detto debbono coincidere) cresce per progressione geometrica - quella preesistente genera sempre e comunque assurdamente un interesse - per cui, pure se stessimo tutti fermi senza toccare nulla, l'inflazione prima o poi esplode. Anzi, se stiamo fermi senza dannarci l'anima ad accrescere la produzione, esplode prima.

    Se esplode, ed all'aumento del 30 % dei cereali di quest'autunno ne seguirà un altro, poi un altro ancora, Tu ed io dovremo smettere di mangiare. Io sono un po' sovrappeso, per cui credo che mi farà bene, ma solo in una prima fase.
    Al resto rispondo dopo, ma mi sembra che hai una visione molto parziale dell'economia, che non contempla i beni immateriali.
    Ovvio che se stiamo fermi senza toccare nulla l'inflazione esplode. Se invece continuassimo, anno dopo anno, a costruire esattamente una quantità di roba pari a quella che si consuma o deteriora, ci sarebbe inflazione zero, non trovi?

    Se esplode un aumento dei cereali anche del 100%, amen. Quanta parte del tuo bilancio familiare va in cereali?

 

 
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