
Originariamente Scritto da
Talib
Hai perfettamente ragione. Ma nutro forti speranze nel fatto che, leggendoci, in un prossimo futuro tu possa colmare questa tua lacuna

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Mi sembra ovvio, visto che, riferendosi ad Agharta, Guènon non parlava di Shambala, ma di tutt’altra cosa. Chiaramente, la confusione è solo tua, qui come in altre occasioni (ad esempio, a proposito degli inesistenti giudizi che a tuo dire Guènon avrebbe fatto in merito a una presunta natura anti-tradizionale del Cristianesimo).
Il mistero di Agartha e del Re del Mondo è il mistero di ciò che l’esoterismo musulmano (mi riferisco principalmente ad esso perché a mio parere si occupa dell’argomento in maniera più chiara) chiama
Il Polo (Qutb): nient’altro.
Ma forse (e sottolineo forse) non ti sei mai interessato ad approfondire questioni come quella del Qutb, tacciando tutto sommariamente di “superstitio semitica” o “monoteista”, e chiudendoti così, volontariamente, le porte di prospettive metafisiche che nemmeno ti immagini. Il che spiegherebbe la causa del tuo assoluto disprezzo verso Guènon: semplicemente, quando lo leggi non hai la minima idea di ciò che egli realmente dica.
Kalachakratantra
Inesistente non direi, visto che la nobile tradizione dell’altrettanto nobile popolo scinti (ma purtroppo per certuni è tradizionale solo ciò che Hitler non mandava nelle camere a gas…) se la tramanda da sempre. Tuttavia, anche tralasciando la tradizione gitana, e parimenti la controversia su cosa abbia detto o meno Sua Eccellenza l’Hutuktu di Narobanchin, continua a sfuggirti il fatto che Guènon ha unicamente approfittato dell’eco causato in Europa da storie raccontate da alcuni “simpaticoni” (può darsi che l’Ossendowski fosse un pallonaro… ma quanto me la farei una bevuta con lui, ascoltando le sue storie di baroni sanguinari ed eroi tibetani!) solo per ribadire una dottrina che ha solide radici ben al di là delle loro persone e dei loro resoconti; ad esempio, nell’autorità delle incontestabili e assai diffuse dottrine sul Qutb e sui Due Imam provenienti dalla tradizione islamica.
Certe “personificazioni” sono puramente simboliche, come afferma esplicitamente il commento di Naropa al Kalachakratantra (ricordato da Senatore). A meno che tu non faccia rientrare anche questo venerato sapiente buddhista nella schiera di quei presunti “perennialisti”, che rifuggirebbero il sapere e l’ambiente accademico solo per timore che questo screditi le loro fantasie del tutto prive delle più elementari “cognizioni filologiche o storiche” (e mi chiedo quali “perennialisti” tu abbia mai conosciuto, visto che dipingi un tipo umano che, almeno tra gli studiosi seri formatisi nella prospettiva del Guènon, personalmente non ho mai incontrato).
Insinuare poi che il Vajrayana non riconosca la Tradizione abramitica che come mera espressione di oscure forze demoniache è semplicemente puerile e immeritevole di commento. Mi piace però ricordare che circa una quindicina d’anni fa una eminente autorità spirituale del Ladakh affermò che l’intera dottrina di Padmasambhava (la più elevata della Tradizione tantrica del Tibet) era riassunta… da un versetto del Corano! (il famoso “verso della luce”, per la precisione). Questo aneddoto è riportato in un delizioso libricino pubblicato dalle edizioni de “
Il Leone Verde” e intitolato
La collana delle visioni, che mi permetto di consigliarti, ricordandoti che fosti proprio tu a dire, tempo addietro, che lo studioso onesto è sempre disposto a cambiare ad ogni momento il proprio pensiero per accordarlo alla verità, che non viceversa.
Un saluto,
Talib
PS: quanto a certe “esegesi sufi” del Kalachakratantra (si può svelare il nome di questo sufi?), altri musulmani del sub-continente parlavano addirittura di “profezie al contrario”, fatte apposta per confondere gli “idolatri” buddhisti e farli combattere contro il Mahdi alla fine dei tempi, scambiando il bene per il male e viceversa. Come vedi, in giro si trovano palle di ogni tipo (ad esempio, i deliri una certa destra nazionalista indù…), ma non mi sembra il caso di dar loro più importanza di quella che si meritano.