BERLINO - Il processo di integrazione europeo puo' ripartire nel 2007 in occasione del semestre di presidenza della Germania. E una spinta tale processo la puo' ricevere se i maggiori paesi del continente attiveranno il meccanismo delle cooperazioni rafforzate in alcuni settori strategici, in primo luogo l'energia, ma anche l'immigrazione e la politica estera e di sicurezza comune. Questo il messaggio lanciato dal presidente del Consiglio italiano, Romano Prodi, al convengo sull'Europa organizzato dal gruppo parlamentare del Pse.
Prodi ha ricevuto un'accoglienza calorosa, specie dagli ospiti tedeschi, come il vicecancelliere Muentefering e dal capogruppo socialista a Strasburgo Martin Schulz. E Prodi ha ricambiato l'attenzione rilanciando l'asse tra Germania e Italia quale motore dell'Europa. Il 2005, ha spiegato il premier italiano, e' stato ''l'anno della crisi'' con il doppio 'no' di Francia e Olanda alla Costituzione Europea; il 2006 e' ''un anno di transizione'' e ''il 2007 dovra' essere l'anno del rilancio''.
''Lo dico - ha detto Prodi - a tutti quelli che credono fermamente nell'Europa, e lo dico oggi in particolare a voi amici tedeschi. Fra pochi mesi alla Germania spettera' la presidenza dell'Ue, e a marzo festeggeremo i 50 anni dei Trattati di Roma. Italiani e tedeschi insieme, per il ruolo svolto nel passato e per quello che continuiamo a svolgere oggi, abbiamo il dovere storico e morale di assumerci la responsabilita' di far ripartire il processo di integrazione politico e istituzionale''.
Per far questo occorre riprendere in mano la Costituzione Europea firmata da tutti i paesi a Roma e ''gia' ratificata da 16 paesi''. Va scartata, perche' ''irrealistica'' l'idea di ''rinegoziare ex-novo a 27'' un nuovo testo costituzionale; ma va respinta anche ''l'ipotesi di una versione molto ridotta, edulcorata, del trattato'' perche' ''dallo stallo in cui ci siamo ritrovati non dobbiamo uscire in sordina''. Insomma, ha continuato Prodi, modifiche alla Costituzione ci potranno pure essere, magari anche si potra' ''semplificare quel testo, ma senza rinunciare a disposizioni come quelle sulla politica estera o sull'estensione del voto a maggioranza''.
La novita' principale della proposta di Prodi consiste nell'idea di far marciare contemporaneamente ''le riforme istituzionali e le cooperazioni rafforzate'', per ''ridare dinamismo al processo di integrazione''. Tre i temi strategici su cui attivare questo meccanismo ''promettente ma finora trascurato'': energia, politica estera e di sicurezza, immigrazione. Il black-out continentale sfiorato due giorni fa, ha ricordato Prodi, ''conferma questa necessita'''. ''L'energia non e' solo un settore che influenza i rapporti tra gli stati membri, ma e' anche un settore che segna profondamente il profilo dei rapporti tra l'Europa e il resto del mondo.
La ''condizione di debolezza europea'' dovuta al fatto di dipendere dalle forniture esterne, ''non ci consente di procrastinare oltre un intervento strutturale e strategico, su tutti i fronti, ivi inclusa, a lungo termine, la creazione di un mercato comune dell'energia che vada anche oltre i confini dell'Unione, condiviso con i paesi a noi vicini''. L'altro settore su cui attivare una cooperazione rafforzata e' quello della politica estera e di sicurezza comune, e su questo Prodi ha preso un impegno, applaudito dalla platea: ''Il seggio dell'Italia al Consiglio di Sicurezza Onu, anche se in modo informale, sara' un seggio europeo, perche' di questo abbiamo bisogno''.
Prodi ha inoltre avanzato alcune proposte innovative partendo da quello che rimane il punto di forze dell'Ue, vale a dire la sua moneta, che si e' ormai imposta sui mercati finanziari globali: ''E' proprio perche' l'euro e' forte e va sempre meglio - ha spiegato - che dobbiamo sostenerlo e approfittarne perche' si affermi sempre piu' sulla scena internazionale. Sono quindi convinto che la rappresentanza esterna dell'eurozona vada istituzionalizzata, andando oltre il passo compiuto dal 1 gennaio 2005 con la nomina di Junker a 'Mister Euro'.
Bisogna poter parlare davvero con una sola voce in tutte le assise internazionali che interessano direttamente la politica monetaria dell'Ue, prima fra tutte il Fondo Monetario Internazionale, in cui siamo frammentati e divisi, e questo non ha senso''. In prospettiva ''dobbiamo rafforzare il coordinamento interno in materia di politiche economiche e di discussioni di bilancio: una delle misure - ha concluso Prodi - potrebbe riguardare il coordinamento delle stesse leggi finanziarie nazionali''.
INOLTRE AVETE NOTATO CHE LE ORECCHIE DI BERLUSCONI SONO SEMPRE PIù GRANDI?FRA POCO SARAN PIù GRANDI DELLA SUA TESTA!CHE QUALCUNO FACCIA QUALCOSA UN MESE FA NON ERANO COSI..![]()




BERLINO - Il processo di integrazione europeo puo' ripartire nel 2007 in occasione del semestre di presidenza della Germania. E una spinta tale processo la puo' ricevere se i maggiori paesi del continente attiveranno il meccanismo delle cooperazioni rafforzate in alcuni settori strategici, in primo luogo l'energia, ma anche l'immigrazione e la politica estera e di sicurezza comune. Questo il messaggio lanciato dal presidente del Consiglio italiano, Romano Prodi, al convengo sull'Europa organizzato dal gruppo parlamentare del Pse.
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