I carri armati israeliani tornano nella Striscia di Gaza e massacrano un’altra ventina di uomini della popolazione occupata. Così, tanto per fare

Beit Hanun (Striscia di Gaza), 8 nov. - Almeno diciotto palestinesi sono stati uccisi e oltre venti sono rimasti feriti dal fuoco dei carri armati israeliani tornati a Beit Hanun, nella Striscia di Gaza, da cui si erano ritirati ieri dopo un'operazione durata sei giorni. Tra le vittime vi sono almeno quattro donne e quattro bambini, ha riferito Khaled Radi, un portavoce del ministero della Sanita' palestinese. Mahmud Assaly, direttore dell'ospedale di Beit Lahya, ha detto che i carri armati israeliani hanno aperto il fuoco sul almeno sette abitazioni civili. Una portavoce dell'esercito israeliano ha detto di non avere alcuna notizia su incidenti a Beit Hanun. "Stiamo verificando", ha assicurato. Un portavoce del governo palestinese di Hamas, Ghazi Hamad, ha reagito alla strage dicendo che "Israele dovrebbe essere spazzato via dalla faccia della Terra". Lo Stato ebraico, ha proseguito, "E' una bestia che non da' alcun valore alla vita umana. E' un cancro che deve essere estirpato e ognuno dovrebbe far si' che questo accada". Il presidente palestinese, Abu Mazen, ha parlato di "un terribile massacro" compiuto dagli israeliani e, insieme con il premier, Ismail Haniyeh, esponente di Hamas, ha chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu