



in effetti il mondo è diventato un formicaio vermicolare e brulicante“Non puoi tenere un gregge che non riesci a nutrire. In altre parole la conservazione può esigere la cernita e l’eliminazione per mantenere l’equilibrio tra il numero di ciascuna specie in rapporto ad un dato habitat. Mi rendo conto che si tratta di un argomento scottante, ma resta il fatto che l’umanità è parte del mondo vivente”.
Filippo d’Edimburgo fondatore e presidente del WWF “
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“Malthus ha avuto ragione, finalmente la realtà lo conferma. Il Terzo Mondo è sovrappopolato, versa in un disastro economico, e non c’è modo che ne esca data la sua rapida crescita demografica”
Arne Schiotz WWF, direttore della conservazione, 1984
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Il problema maggiore è costituito da quei maledetti settori nazionali di quei paesi in via di sviluppo. Credono di avere il diritto di sviluppare le loro risorse come pare loro opportuno. Vogliono diventare delle potenze”.
Thomas Lovejoy, vice presidente WWF USA, 1984
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“Lavoriamo ad uno scopo unico: ridurre i livelli demografici. O i governi lo fanno come diciamo noi, con dei bei metodi puliti, oppure finiscono nei disastri di El Salvador, Iran o Beirut. Quello demografico è un problema politico. Quando la popolazione è fuori controllo, occorrono governi autoritari, anche fascisti, per ridurla....
“Il modo più rapido per ridurre la popolazione è con la fame, come in Africa, o con le malattie come la peste. ... La gente si riproduce come bestie...”
Thomas Ferguson, Ufficio affari demografici del Dipartimento di Stato, intervista del febbraio 1984
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La popolazione messicana dev’essere dimezzata. Sigillare i confini e starli a guardare mentre strillano”. Alla domanda di come realizzare un tale programma: “Con i soliti mezzi: carestie, guerre e pestilenze”.
William Paddock, consulente del Dipartimento di Stato USA, intervista del 1975
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“Ci sono solo due modi per evitare un mondo di dieci miliardi di persone. O i tassi di natalità adesso scendono velocemente, oppure debbono salire i tassi di mortalità. Non c’è altro modo. Ci sono, ovviamente, tanti modi per far salire i tassi di mortalità. Nell’epoca termonucleare si può fare in maniera molto veloce e decisiva. Carestie ed epidemie sono gli antichi modi in cui la natura controlla la crescita demografica, e nessuno delle due è scomparsa dalla scena...”
Robert McNamara, presidente della Banca Mondiale, 2 ottobre 1979
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"Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione".
Filippo d’Edimburgo alla “Deutche Presse Agentur”, agosto 1988
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“Ogni bambino nato in soprannumero rispetto all’occorrente per mantenere la popolazione al livello necessario deve inevitabilmente perire, a meno che per lui non sia fatto posto dalla morte degli adulti ... pertanto ... dovremmo facilitare, invece di sforzarci stupidamente e vanamente di impedire, il modo in cui la natura produce questa mortalità; e se temiamo le visite troppo frequenti degli orrori della fame, dobbiamo incoraggiare assiduamente le altre forme di distruzione che noi costringiamo la natura ad usare.
“Invece di raccomandare ai poveri l’igiene, dobbiamo incoraggiare il contrario. Nelle città occorre fare le strade più strette, affollare più persone nelle case, agevolando il ritorno della peste. In campagna occorre costruire i villaggi dove l’acqua ristagna, facilitando gli insediamenti in tutte le zone palustri e malsane. Ma soprattutto occorre deplorare i rimedi specifici alla diffusione delle malattie e scoraggiare quella persone benevole, ma tratte decisamente in ingannano, che ritengono di rendere un servizio all’umanità ostacolando il decorso della estirpazione completa dei disordini particolari”.
Thomas Malthus, Saggio sui principi della popolazione (1798)
se aspettiamo l'onu o gli stati non se ne esce più
chissà magari nel laboratorio di qualche multinazionale chimica, mah mah
Ultima modifica di Pompeo; 09-02-10 alle 20:30












Giacinto Pannella è un attivo sostenitore del "rientro dolce", ovvero la diminuzione forzata della popolazione mondiale. paradossalmente è lo stesso che si batte contro la sterilizzazione coatta in Cina e sì, come dici tu, per l'abolizione della pena di morte.
Un minestrone ideologico che si basa sul nulla, insomma. Come sul nulla si basa il mito della sovrapopolazione. Mito perché non solo non esiste (poi scusa, sovrapopolato rispetto a cosa se usiamo meno di un decimo del suolo terrestre ed un una quantità infinitesimale delle sue risorse?), ma a ben vedere la crescita demografica è un bene, dal momento che l'uomo è la chiave alla soluzione dei suoi stessi problemi. Più individui non sono soltanto, come vorrebbero i mantra ambientalisti "più stomaci da sfamare", ma sono innanzitutto più cervelli per risolvere i problemi. La progressiva urbanizzazione a lungo andare produce benefici, nelle aree ad alta densità di popolazione si riduce l'incidenza delle malattie infettive più gravi; strutture idriche, sistemi fognari e servizi sanitari sono di gran lunga migliori nelle aree urbane che in quelle rurali. In città è molto più facile avere accesso all'istruzione e gli abitanti delle città, in media, si alimentano meglio e in modo più equilibrato di quelli che vivono in aree sottosviluppate.
Il vero nemico da sconfiggere non è la crescita demografica, ma il tarlo culturale che si è insinuato in Occidente e che ha nei movimenti verdi i propri campioni. E' la presunzione che i problemi non siano problemi ma catastrofi e come tali richiedano non soluzioni ma misure draconiane, la cui rinuncia incuta sufficiente terrore per essere accettata silenziosamente dalla massa di persone che vedrà così limitate le proprie possibilità di sviluppo, benessere e libertà.
E' l'ideologia della paura che facendo leva sulle litania ecologiste tende a inculcare nella gente sospetto per progresso, ricerca scientifica, crescita economica. Invece, l'uomo ha potuto conquistare gli attuali livelli di ricchezza (che peraltro gli permettono di dedicare la propria attenzione anche alla difesa della natura) non trattenuto dal timore, ma perché ha avuto coraggio e ha voluto affrontare le difficoltà con spirito creativo. Al mesto statalismo degli ecologisti, va contrapposta la libertà di intrapresa anche ne settore della salvaguardia ambientale. La stesse libertà che il terzo mondo sarebbe felice d'abbracciare, se solo individui imbevuti d'ideologia non si premurassero puntualmente di negargliela "per il loro bene".




h.i.m. sappi che mi trovo molto daccordo con quello che dici. è un pò di tempo che quando sento parlare di scarsità delle risorse e sostenibilità ambientale metto mano alla pistola