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Buona lettura, Semipadano!
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Iunthanaka
Conte della Martesana


[QUOTE=semipadano;4877296]
• inedificabilità delle aree verdi già presenti e pianificazione di nuove aree verdi, il cui costo verrebbe prontamente recuperato grazie al turismo
QUOTE]
Questo è uno dei rivoluzionari argomenti promossi da Domà Nunch.


Eccola:![]()
Lo scorso martedì 14 novembre , al cinema Capitol di Monza, è stato proiettato un documentario, prodotto e realizzato dai DS monzesi, sulla questione della Cascinazza.
Il documentario riprende le principali vicende che si sono susseguite in 40 anni di contese tra il Comune di Monza e i proprietari dell'area "Cascinazza": dai Ramazzotti (quelli dell'amaro) che per fortuna non sono mai riusciti ad edificare (quello che potevano) a Paolo Berlusconi, attuale proprietario, che vorrebbe costruire a tutti i costi.
In particolare all'epoca dei Ramazzotti, e precisamente nel 1962, si potevano costruire 1.800.000 metri cubi di cemento. Successivamente le norme del piano regolatore approvato nel 1971 riducono la volumetria massima a 388 mila mc. Nel 1980 un apposito strumento urbanistico comunale vincola la "Cascinazza" ad "area a verde" (area agricola).
Negli anni successivi i Ramazzotti vendono i terreni a Silvio Berlusconi, che invano tenta di edificare su quell'area agricola.
All'epoca dell'amministrazione monocolore leghista di Monza, ossia dal 1992 al 1997, l 'area della Cascinazza è ancora salva fino a quando nel 1997, alle elezioni comunali, il timone passa al centrodestra, che a fine mandato approva una variante al PRG che renderebbe l'area di nuovo edificabile (Silvio nel frattempo vende la proprietà al fratello Paolo, il quale ha già in progetto di costruire, al posto del verde, un nuovo quartiere pieno di palazzine).
Nel 2002 le elezioni comunali vengono vinte dal centrosinistra; la Giunta comunale mette in campo un nuovo Piano Regolatore che incorpora i terreni della Cascinazza nel Parco del Medio Lambro, rendendoli inedificabili (secondo la legge regionale il comune ha tempo fino al 2007 per l'approvazione definitiva del PRG).
Nel novembre di quell'anno il tranquillo fiume Lambro esonda e ricopre i vicini terreni della Cascinazza. Anche lui di sicuro non vuole metri cubi di cemento vicino al proprio alveo.
In aiuto di Paolo Berlusconi, nel 2004, interviene l'Autorità Bacino del Po, che tramite una variante al Piano ambientale idrogeologico (firmata anche dal fratello premier) riduce l'area a rischio esondazioni del Lambro.
A complicare le cose arriva anche la Regione Lombardia che, emanando un'apposita legge, rallenta l'approvazione definitiva della variante al Piano regolatore del 2002, ormai pronto per la ratifica finale.
In sostanza l'articolo 25 della Legge 12/06 prevede che nei Comuni nei quali è stato approvato un Piano regolatore prima del 1975 non si possa apportare alcuna variante allo stesso. Dunque in questo caso la Giunta monzese non può più procedere con la variante che ha elaborato, ma deve rivedere tutto il nuovo Piano regolatore (quello del 2002) secondo quanto previsto dalla stessa Legge 12, ovverosia deve trasformare, per mezzo di profonde modifiche, il Piano regolatore in Piano di Governo del Territorio.
A seguito di un'ulteriore iniziativa legislativa della Giunta regionale (presidente Roberto Formigoni, assessore all'urbanistica Davide Boni) la Cascinazza torna al centro del dibattito: la norma prevede la riduzione delle salvaguardie da 5 a 3 anni, periodo nel quale devono essere rispettate le norme tecniche previste da un PRG adottato che non ha avuto la ratifica definitiva della Regione.
Per Monza ciò comporta la caduta delle salvaguardie al Piano adottato del 2002 (le quali, anziché scadere nel 2007, sarebbero già scadute nel 2005); ciò significa che sarebbe possibile edificare con la volumetria prevista nel Piano regolatore del 1971, tuttora vigente. Alla Cascinazza potrebbero sorgere quindi 388.000 metri cubi di fabbricati (un nuovo quartiere di palazzine).
L'unica soluzione che permetta di evitare tutti gli ostacoli messi in piedi dai CEMENTIFICATORI, tra ricorsi e cause (perse e vinte dai contendenti), sembra essere l'approvazione del Piano di Governo del Territorio preparato dal comune di Monza, il quale prevede di lasciare la CASCINAZZA così com'è: un'area agricola da valorizzare per la sua importanza ambientale, dove scorre tranquillo nel proprio alveo il Lambro, conservando la possibilità di restaurare la cascina per circa 30 mila metri cubi e di edificare (se proprio ce ne fosse bisogno, NdR) soltanto vicino al trafficato Viale delle Industrie.
così ad occhio mi sembra un'ottima soluzione... è quella già approvata?L'unica soluzione che permetta di evitare tutti gli ostacoli messi in piedi dai CEMENTIFICATORI, tra ricorsi e cause (perse e vinte dai contendenti), sembra essere l'approvazione del Piano di Governo del Territorio preparato dal comune di Monza, il quale prevede di lasciare la CASCINAZZA così com'è: un'area agricola da valorizzare per la sua importanza ambientale, dove scorre tranquillo nel proprio alveo il Lambro, conservando la possibilità di restaurare la cascina per circa 30 mila metri cubi e di edificare (se proprio ce ne fosse bisogno, NdR) soltanto vicino al trafficato Viale delle Industrie.


40 anni di contese per tentare di salvare una piccola perla ecologica sfuggita alle ganasce dei cementificatori.
una piccola vittoria che comunque non ha evitato, nello stesso periodo,
il massacro di migliaia di altri siti dello stesso pregio...........
la battaglia finirà solamente in coincidenza,
della scomparsa dell'ultimo metro quadrato di verde
che, spero diventi la tomba di questo umanaio
privo di ogni sensibilità e coscienza ambientalista.
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Perchè Domà Nunch non organizza una manifestazione di protesta pubblica indicando chiaramente i responabili del tentativo di stupro ambientale, a partire dai ladroni della Lecca Merd?






Se continui a combattere senza stancarti, allora significa semplicemente che anche per te, come per me, la ricompensa più grande nella vita è battersi per la propria Terra, al di là del risultato finale.
La varta pussee l'Insubria che tucc i paradis.
(= l'Insubria è più importante di qualsiasi regno dei cieli).
Iunthanaka
Conte della Martesana