Attila “flagellum dei”, re degli Unni, al suo passaggio lasciò solo rovine e morte e gli islamici, invece, ci defrauderanno del nostro passato, della nostra cultura e della nostra religione.
In compenso avremo una caterva di divieti in nome del Corano.
Chiusi i cinema, proibita la musica ad alto volume, al bando le partite di calcio alla televisioni, arresto con frustate per chi fuma sigarette o mastica del tabacco, la televisione considerata uno strumento del diavolo, i negozianti obbligati a tirare giù le saracinesche quando il mezzuin invita i fedeli alla preghiera, cinque volte al giorno, per convincere i clienti ed i negozianti ad andare in moschea, imposto l’abbigliamento islamico consono, a cominciare dal velo per le donne, tutto ciò e altro ancora in nome del Corano.
Avremo le “madrasse” scuole coraniche dei talebani, i migliori studiosi del Corano, anche se un po’ tanto fanatici che disprezzano le donne ( forse tutti gay?), la pena di morte per reati anche minimi.
A noi occidentali queste cose sembrano impossibili, eppure in quanti stati, tipo la Somalia, vivono in queste situazioni anomale? La lapidazione per adulterio è prassi comune, sempre in nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso, il re del Giorno del Giudizio.
Non è utopia questa, è realtà, cruda ma a cui dovremo sottometterci entro una decina d’anni.
Troppi gli italiani passati all’islamismo e se si aggiunge la moltitudine di immigrati musulmani dovremo, non per desiderio, ma per inevitabilità, assoggettarci ad un futuro non certo auspicabile.
E, per favore, non tiriamo in ballo gli islamici moderati. Questa sì che è pura utopia!