Fermare l'invasione islamica con leggi che favoriscano le nascite dei cittadini italiani. Identità e rinascita cristiana. No al sionismo , viva la lotta del popolo palestinese.
Fermare l'invasione islamica con leggi che favoriscano le nascite dei cittadini italiani. Identità e rinascita cristiana. No al sionismo , viva la lotta del popolo palestinese.


lo spermatozoo cattolico deve battere lo spermatozoo musulmano ?


Quando saremo uno stato islamico......nel frattempo già hanno pensato ebrei cinesi e americani a colonizzarci!


Ma che fate mi prendete in giro?
In realtà l'Islam è una cosa molto complessa che non si riduce alle madrase ed ai Talibani(anche se alla lega fa piacere pensare cosi ovvio).
L'Islam ha una grande cultura ed un retroterra civile notevole con filosofi e pensatori che hanno grandemente contribuito allo sviluppo delle materie matematiche e scientifiche.
Tuttavia il grosso difetto dell'Islam(ma a parer mio anche dell'Ebraismo) è l'incapacità di distinguere laicità da religione .
Sebbene questa mescolanza religioso-politica ci sia anche da noi in Italia(la Binetti o Buttiglione per esempio) ed in altre nazioni dell'occidente(tra cui gli Usa) la nostra politica può venir indirizzata dalla fede(no ai matrimoni Gay, per sempio, o no alla ricerca sulle cellule staminali) ma non è la nostra fede.
Il Corano, cosi come la Torah, è un testo completo che oltre ad indicare ai mussulmani la via per il paradiso indica loro anche come si devono comportare nella vita di tutti i giorni, a chi vanno le eredità, chi si può sposare, qual'è la pena per un ladro e via e via dicendo...ovviamente questo rende difficile l'instaurazione di un dialogo tra gente come noi abituata, nella migliore delle ipotesi a ridere dei divieti biblici(quanti, onestamente non mangiano carne il venrdì? o non fanno sesso se non sono sposati?), e loro a cui è stato insegnato ad ubbidire al corano come noi alle leggi dello stato.
Infine bisogna dire che grazie alla politica sconsiderata degli Usa tra gli arabi si diffonde il Wahabismo di origine Saudita che è una sorta di fascismo di origine islamica...
Comunque anche diventassimo una nazione islamica non sarebbe altro che il correre della storia, dove sono ora i Goti? ed i Babilonesi? gli Sciti?
Ci sono forse ancora i sarmati? o qualcuno vede ancora le cavallerie Partiche?




Se è per questo, il "correre della storia" è anche il genocidio degli ebrei ad opera dei nazisti o i milioni di morti fatti da Stalin. "Correre della storia" sono state le pagine più tristi della storia dell'umanità. Se questo è il criterio, allora, basta dire "correre della storia" e si giustifica ogni vicenda, piacevole o spiacevole che sia.
Se permetti, io non sono d'accordo. Non esiste che io debba rassegnarmi a regalare la mia Nazione, che è nata cristiana e vive cristiana, ad una cultura e ad una religione che non hanno alcun legame con essa e non hanno contribuito al benessere di essa in nessun modo, se non in parte infinitesimale. Non mi rassegnerò mai a veder sventolare la mezza luna islamica sullo stesso posto in cui vi è da sempre stato il Trono di Pietro.


Ehm, ehm...
Nata cristiana?
Romolo e Remo, tutto erano fuorché Cristiani.
Gesú nacque, probabilmente sotto Tiberio, in Galilea (non a Pontremoli!).
Gesú parlava aramaico, non latino.
Per un periodo non breve, i primi Cristiani furono pesantemante perseguitati e dati in pasto ai leoni nel colosseo.
Il Trono di Pietro arrivó a Roma solo con Costantino.
La nostra Nazione ha meno di 150 anni.
Primoli, Primoli...


Sì, nata cristiana. Lo dico e lo ribadisco.
Non c'entrano niente, mio caro, Romolo e Remo. Che furono fondatori di Roma, non della Nazione italiana. La Nazione italiana nata poco prima del Risorgimento e compiuta col Risorgimento. Sissignore, Abdullah, la Nazione italiana è nata cristiana.
E nel mio Paese c'é il Trono di Pietro. L'islam andasse ad adorare la pietra nera della Mecca, ma non venisse a dettar legge qui, dove non ha il diritto di alzare la voce né di dire al Papa, che sul Trono di Pietro siede, ciò che può e non può dire.
Il mio Paese è nato cristiano e vive cristiano. E la Chiesa ha la sua sede centrale proprio qui nel mio Paese. Esattamente nel luogo che Gesù stesso indicò a Pietro. E non ci sto a regalare questo mio adorato Paese, con tutte le sue tradizioni e la bellezza del Crocifisso, ad una civiltà (o pseudo tale) che al progresso dell'Italia e dell'Europa non ha dato proprio un bel niente.
E' vero, mio caro, che la Chiesa sotto l'Impero Romano ha sofferto le persecuzioni. Però è altrettanto vero che dopo la caduta dell'Impero Romano, se non ci fosse stata la Chiesa a conservare e tutelare e tramandare quello straordinario patrimonio dell'età classica, in questo Paese e in mezza Europa oggi non si parlerebbero le nostre lingue e non avremmo potuto conoscere tanti aspetti del nostro passato.
Abdullah, Abdullah...


Primoli, spero di non infastidirti troppo. Non é polemica o avversione, stiamo solo discutendo.
Ma all'inizio dell'unitá d'Italia non c'é la breccia di Porta Pia, dove i bersaglieri sfondarono le linee di difesa dello Stato Pontificio? Romagna Marche e Umbria non furono strappate al Papa dai Savoia?
Quanto al contributo islamico alla societá europea, furono le universitá di al-Andalus a salvare i classici greci dopo che la civiltá Cristiana aveva chiuso la scuola filosofica di Atene.Non expedit (in italiano: non conviene) è una locuzione latina con cui il Papa Pio IX in data 10 settembre1874 si espresse negativamente circa la partecipazione dei cattolici italiani alle elezioni e in generale alla vita politica dello Stato. Di fatto si tramutò in un categorico divieto (non licet) per degli ecclesiastici di esercitare il proprio diritto di voto riconosciuto loro dalla Destra storica. Poco tempo dopo i fatti della breccia di Porta Pia e della conseguente perdita del dominio su Roma e del potere temporale di cui il Papa godeva da secoli, la Sacra Penitenzieria, organo politico del Vaticano, emanò il suddetto veto come ripicca verso quegli uomini che avevano tramato contro il Papa ed il Vaticano, un divieto col quale si potesse in ogni modo sfiduciare la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica.
Il non expedit evidentemente rispecchia quel sentimento di rancore che il Vaticano, e la Chiesa tutta, portavano contro il neo stato italiano, colpevole di aver distrutto il sacro dominio papale.
Lo so che é faticoso, ma ti metto qui una lunga citazione da un lavoro ancora piú lungo di Gianni Ferracuti, del Dipartimento di Lingue e Letterature dei Paesi del Mediterraneo dell'Università di Trieste
Tutto il testo (da leggere con piú calma) lo trovi qui:ELEMENTARE DESCRIZIONE DEL
QUADRO STORICO
1. Al-Andalus
Dopo l'invasione della Penisola Iberica, gli
occupanti islamici adottano una politica di tolleranza verso ebrei e cristiani
che generalmente, in cambio di un tributo, potevano conservare i loro usi e
costumi ed avere anche una giurisdizione autonoma: in tal caso, i reati
commessi da cristiani in territorio arabo venivano giudicati da tribunali
cristiani, secondo le loro leggi.
Gli arabi (usiamo per semplicità questa denominazione generica, anche se
si trattava di varie etnie) adottano una politica di sviluppo urbano
sconosciuta alla Spagna visigota, ampliando le vecchie città e fondandone di
nuove (senza per questo trascurare ciò che hanno fatto nell'agricoltura, ad
esempio con la creazione di sistemi di irrigazione molto avanzati). Le città
arabe di una certa importanza crescono attorno a un nucleo fortificato, detto
medina, in cui sono concentrate le principali funzioni religiose, commerciali e
militari. Intorno si raggruppano i quartieri, anch'essi muniti di mura, con
autonomia di organizzazione e difesa, abitati da un'etnia o da artigiani di una
certa categoria. Sono costituiti da strade principali da cui si sviluppano veri e
propri labirinti di viuzze, dove a volte non riesce a passare un cavaliere con
armatura pesante, con collegamenti attraverso passaggi sui piani alti delle
case.
Gli arabi avevano un forte senso dell'intimità e della vita privata, che
portava i ceti più abbienti a sviluppare case di una certa grandezza, attorno a
un giardino centrale. Accanto, avevano anche un forte senso della vita
cittadina, «un concetto avanzatissimo dell'urbanismo e delle sue possibilità al
servizio della persona umana»
1. La città mussulmana cresce senza
pianificazione urbanistica, ed è priva di una vera amministrazione e di
istituzioni pubbliche. Il potere è concentrato nelle mani di un principe che
lascia autonomia di commerci e di cultura ai vari soggetti sociali.
L'urbanizzazione inizia immediatamente dopo la conquista.
Dal punto di vista politico, le comunità islamiche sono rette dall'emiro,
capo spirituale e temporale, che si avvale di visir, una sorta di ministri di
stato: si trattava di una carica cui si accedeva per nomina, e che quindi era
aperta anche a funzionari di origine non nobile. L'amministrazione era
centralizzata, formalista e curatissima nelle forme, ed aveva ben chiara la
distinzione tra il tesoro privato del governante e il patrimonio pubblico. La
pressione fiscale sembra essere stata forte, soprattutto quando il procedere
della reconquista impone il pagamento di tributi ai re cristiani.
La prima fase del dominio arabo è rappresentata dalla monarchia ommiade
(756-1008), che a partire dal IX secolo sviluppa un'economia commerciale
basata su una buona circolazione monetaria. Il commercio ha un notevole
impulso e si sviluppa soprattutto nel X secolo, per il rifornimento dei centri
urbani. Con l'aumento della liquidità monetaria, crescono i consumi e Al-
Andalus (nome arabo della Spagna occupata) gode di un periodo di
splendore. Si sviluppano anche forme di commercio internazionale su lunga
distanza, con mercanti che, per le loro caratteristiche, potrebbero essere
definiti pre-capitalisti. Di fatto l'organizzazione del commercio mondiale
islamico sarà eguagliata dal mercato internazionale europeo solo nel XVI
secolo inoltrato. Questo sviluppo dei commerci, e la libertà di cui godono,
aveva consentito la formazione nel mondo arabo di una robusta classe media,
colta e benestante. Di grande importanza anche il commercio degli schiavi, in
cui Al-Andalus diventa uno dei principali centri.
Nel momento stesso della conquista comincia il processo di islamizzazione
della società visigoto-romana. L'islamizzazione dei costumi, della cultura,
della mentalità procede rapidamente, non perché gli arabi svolgano un'azione
di proselitismo (anzi, non amavano imporre la loro fede con la forza), ma
perché la situazione degli ispano-goti sotto il regime aristocratico visigoto
era enormemente più pesante, stante la quasi completa assenza di diritti civili
riconosciuti alle fasce non nobili della popolazione. L'Islam si presentava ai
loro occhi come una religione in grado di realizzare una maggiore
uguaglianza2. Circa l'atteggiamento religioso del mondo islamico, Américo
Castro ha scritto:
«Gli spagnoli cristiani vivevano nell'ambito di un orizzonte di tolleranza
tracciato dall'Islam»3. La tolleranza in materia di fede era a sua volta inseparabile dal
sincretismo magico-razionale della cultura arabo-spagnola, dentro cui le
matematiche di Euclide si incontravano con le favole di fattucchiere e indovini,
senza che a nessuno venisse in mente di usare quell'enorme volume di conoscenze
esatte per infondere idee "chiare e distinte" nella testa confusa della gente media o
volgare»4.
Pertanto, conclude Castro, la tolleranza spagnola non era il frutto di una
teologia, ma l'espressione di un modo di vivere. Essa si incorpora alla
nascente cultura cristiana (ben scarsa prima dell'arrivo degli arabi), e lascia le
sue tracce nel pensiero e nella legislazione: le tre fedi islamica, cristiana ed
ebraica hanno una loro coesistenza riconosciuta nelle Partidas. Questa
convivenza di fatto verrà in seguito ostacolata dalla Chiesa, che dal XIII
secolo cerca di romperla «in tutti i modi possibili»5.
http://www.ilbolerodiravel.org/ferra...orscortese.pdf
Distinti saluti


Non mi infastidisci affatto. Anzi, sono lieto di discutere con una persona che, nonostante abbia una religione diversa dalla mia, dimostra una discreta cultura e una notevole eleganza nell'espressione.
E questo cosa significa, scusa? Annettere lo Stato Pontificio al Regno di Sardegna significa dire che l'Italia fu scristianizzata? Credi davvero che la religiosità di un Popolo, la sua storia e le sue radici culturali siano equiparabili alla presenza e alle sorti di uno Stato che, anche se sotto il regno del Papa, era comunque una istituzione giuridica?
Capisci benissimo che le sorti terrene dello Stato Pontificio non alterarono affatto il ruolo spirituale della Chiesa e, in particolar modo, la religiosità di questa Nazione e del suo Popolo. Che cattolico era e cattolico rimase anche dopo il 1870.
A me invece non risulta. Fu la Chiesa a salvare, conservare e tramandare il materiale classico fino a noi. E lo fece nel silenzio degli scriptoria e delle biblioteche dei monasteri presenti in tutta Europa. E ti ricordo anche che Aristotele, che era greco, fu preso a modello dalla Chiesa. Altro che le università islamiche. Il contributo dell'islam alla società europea, ad eccezione della simbologia numerica, credo sia pari all'1%. Non un decimo di più.
Se proprio vogliamo andare a vedere quali grandi contributi (in negativo) diede l'islam a questa nostra Europa, dobbiamo andare a guardare bene altri fatti. Quelli sì che furono sostanziosi. Altro che contributi di civilizzazione.