Già molti 3d in questo ottimo forum kattolico si occupano di modernismo. Vorrei aprirne un altro non per inflazionare l'offerta, quanto per raccogliervi documenti, ma anche iniziative -che ci auguriamo numerose - che si susseguiranno da oggi al prossimo 8 settmebre, anniversario della promulgazione della Pascendi, vero scudo dell'ortodissia cattolica contro i veleni di ieri e di oggi.

Proponiamo per cominciare il programma di un eccleso strumento antimodernista che la storiografia dei nipotini di Buonaiuti ha "massacrato". Un primo quanto insignificante risarcimento. Buona lettura Verso il centenario della Pascendi
(8 settembre 1907- 8 settembre 2007) [1]:

Programma
del Sodalitium Pianum
o Lega di San Pio V

composto da mons. Umberto Benigni (1862-1934)




1) Noi siamo Cattolici Romani Integrali. Come indica la parola, il Cattolico Romano integrale accetta integralmente la dottrina, la disciplina, le direttive della Santa Sede e tutte le loro legittime conseguenze per l’individuo e la società. E’ dunque papalino, clericale, antimodernista, antiliberale, antisettario.
Dunque, è integralmente controrivoluzionario, perché è l’avversario non soltanto della Rivoluzione giacobina e del radicalismo settario, ma ugualmente del “liberalismo religioso e sociale”.
Resta assolutamente inteso che dicendo “Cattolico Romano Integrale”” non si vuole assolutamente modificare in qualsiasi modo il titolo autentico e glorioso di Cattolico Romano. La parola “integrale” significa solamente “integralmente cattolico romano”, cioè pienamente e semplicemente Cattolico Romano senza le addizioni o restrizioni corrispondenti (anche senza l’intenzione di quelli che le usano), sia alle espressioni di “cattolico liberale”, “cattolico sociale” e altre simili, sia a quelli che tendono a restringere in teoria o in pratica l’applicazione dei diritti della Chiesa e dei doveri del cattolico nella vita religiosa e sociale.

2) Lottiamo per il principio e per il fatto dell’Autorità, della Tradizione, dell’Ordine religioso e sociale nel senso cattolico della parola e delle sue deduzioni logiche.

3) Consideriamo come delle piaghe del corpo umano della Chiesa lo spirito e il fatto del Liberalismo e del Democratismo cosiddetto cattolico, come pure il Modernismo intellettuale pratico, radicale o moderato, con le sue conseguenze.

4) Nei casi pratici della Disciplina cattolica, veneriamo e seguiamo i vescovi posti dallo Spirito Santo a reggere la Chiesa di Dio sotto al direzione e il controllo del vicario di Cristo, con il quale vogliamo essere sempre, prima e malgrado tutto.

5) La natura della Chiesa Cattolica ci insegna, e la sua storia ce lo conferma, che la Santa Sede è il centro vitale del Cattolicesimo; perciò, da un certo punto di vista e soprattutto a causa di certe circostanze, la posizione momentanea della Santa Sede è anche il risultato della situazione religiosa e sociale. Quindi comprendiamo pienamente che qualche volta Roma possa tacere e attendere, a causa della situazione in se stessa, come si presenta in quel momento. In questi casi eviteremo di prenderne pretesto per restare inattivi davanti ai danni e ai pericoli della situazione. Nel momento in cui, nei differenti casi, avremo capito e controllato in modo sicuro la realtà delle cose, noi agiremo nel migliore dei modi possibile nel contrastare questi danni e questi pericoli, sempre e comunque secondo la volontà e i desideri del Papa.

6) Nella nostra osservazione e nella nostra azione ci poniamo sempre dal punto di vista cattolico, cioè universale, - sia nel tempo, attraverso i differenti momenti storici – sia nello spazio, attraverso tutte le nazioni. Sappiamo che nelle contingenze momentanee e locali, c’è sempre almeno nel fondo la lotta secolare e cosmopolita tra le due grandi forze organiche: da una parte l’unica Chiesa di Dio, la Cattolica Romana, dall’altra i suoi nemici interni ed esterni. Gli esterni (le sette giudaico-massoniche e i loro alleati diretti) sono nelle mani del Potere centrale della Setta; gli interni (modernisti, demo-liberali…) servono loro da strumenti coscienti o incoscienti d’infiltrazione e di decomposizione fra i cattolici.

7) Combattiamo la Setta interna ed esterna, sempre e ovunque, sotto tutte le forme, con tutti i mezzi onesti e opportuni. Nelle persone dei settari interni e dei loro complici combattiamo soltanto la realizzazione completa della Setta, della sua vita, della sua azione, dei suoi piani. Intendiamo farlo senza rancore nei confronti dei fratelli smarriti, come d’altra parte, senza nessuna debolezza e senza nessun equivoco, come un buon soldato tratta sul campo di battaglia tutti coloro che si battono sotto la bandiera nemica, i loro ausiliari e i loro complici.

8) Siamo pienamente:

Contro ogni tentativo di diminuire, di rendere secondari, di dissimulare sistematicamente le rivendicazioni papali sulla Questione Romana, di escludere l’influenza sociale del Papato, di far dominare il laicismo;
per la rivendicazione instancabile della Questione Romana secondo i Diritti e le Direttive della Santa Sede, e per uno sforzo continuo in vista di riportare, il più possibile, la vita sociale sotto l’influenza legittima e benefica del Papato e, in generale, della Chiesa Cattolica;

9) contro l’interconfessionalismo, il neutralismo e il minimalismo religioso nell’organizzazione e azione sociale, nell’insegnamento, così pure in ogni altra attività dell’uomo individuale e dell’uomo collettivo, la quale dipende dalla vera morale, quindi dalla vera religione, quindi dalla Chiesa;

per il confessionalismo in tutti i casi previsti nel paragrafo precedente; e se, in casi eccezionali e transitori, la Santa Sede tollera delle unioni interconfessionali, per un’applicazione coscienziosae controllata di questa tolleranza eccezionale, e per la sua durata e la sua estensione le più limitate possibile, secondo le intenzioni della Santa Sede;

10) contro il sindacalismo apertamente o implicitamente “areligioso”, neutro, amorale, che porta fatalmente alla lotta anticristiana delle classi secondo la legge brutale del più forte;

contro il democratismo, anche quando si chiama cristiano, ma sempre più o meno avvelenato dalle idee e dai fatti demagogici;

contro il Liberalismo, anche quando si chiama economico-sociale, che spinge con il suo individualismo alla disgregazione sociale;

per l’armonia cristiana delle classi tra loro, così pure tra l’individuo, la classe e la società intera;

per l’organizzazione corporativa della società cristiana, secondo i princìpi e le tradizioni di giustizia e di carità sociale, insegnati e vissuti dalla Chiesa e dal mondo cattolico nel corso dei secoli e che per conseguenza sono perfettamente adattabili ad ogni epoca e ad ogni società veramente civilizzata;

11) contro il nazionalismo pagano, che fa coppia al sindacalismo areligioso, l’uno considera le nazioni come l’altro le classi, cioè collettività dove ognuno può e deve ricercare in modo immorale i propri interessi, completamente al di fuori e contro quelli degli altri, secondo la legge brutale di cui abbiamo parlato;

e nello stesso tempo contro l’antimilitarismo e il pacifismo utopista, sfruttato dalla Setta per indebolire e addormentare la società sotto l’incubo giudeo-massonico;

per un patriottismo sano e morale, patriottismo cristiano di cui la storia della Chiesa Cattolica ci ha degli splendidi esempi;

12) contro il femminismo che esagera e snatura i diritti e i doveri della donna, mettendoli al di sopra della legge cristiana;

contro l’educazione mista;

contro l’iniziazione sessuale della gioventù;

per il miglioramento delle condizioni materiali e morali della donna, della gioventù, della Famiglia, secondo la dottrina e la Tradizione Cattolica;

13) contro la dottrina e contro il fatto profondamente anticristiano della separazione tra la Chiesa e lo Stato, così pure tra la Religione e la società, la scienza, la letteratura, l’arte;

per l’unione leale e cordiale della società, della scienza, della letteratura, dell’arte come dello Stato con la religione e dunque con la Chiesa Cattolica;

14) contro l’insegnamento filosofico, dogmatico e biblico “modernizzato”, che, anche quando non è completamente modernista, è comunque ridotto ad un insegnamento archeologico e anatomico, come se non si trattasse di una dottrina immortale e vivificatrice che tutto il clero, senza eccezione, deve imparare soprattutto per il ministero sacerdotale;

per l’insegnamento ecclesiastico ispirato e guidato dalla gloriosa Tradizione della Scolastica, dei Santi Dottori della Chiesa e dei migliori teologi del tempo della ControRiforma, con tutti i suoi sussidi seri del metodo e della documentazione scientifica;


15) contro il falso misticismo a tendenza individualista e illuminista;

per una vita spirituale intensa e profonda, secondo l’insegnamento dottrinale e pratico dei santi autori e dei mistici lodati dalla Chiesa;

16) in generale contro lo sfruttamento del clero e dell’Azione cattolica da parte di partiti politici o sociali;

e in particolare contro “l’infatuazione sociale” che si vuole inoculare al clero e all’Azione cattolica col pretesto di “uscire dalla sacrestia” per rientrarvi sempre più raramente, o di nascosto, o comunque con lo spirito assorbito dal resto;

per il mantenimento dell’azione ecclesiastica e rispettivamente dell’Azione cattolica nel suo insieme sul terreno apertamente religioso, prima di tutto, e senza infatuazione “sociale” o simili, e per altre cose;

17) contro la mania o la debolezza di tanti cattolici di voler sembrare “coscienti ed evoluti, al passo coi tempi” e “bonari” di fronte al nemico brutale o ipocrita ma sempre implacabile.

Sempre pronti a spargere la loro tolleranza, a vergognarsi e addirittura condannare degli atti di giusto rigore compiuti dalla Chiesa o per essa.

Sempre pronti a un ottimismo sistematico verso le trappole dell’avversario e a riservare la loro diffidenza e la loro durezza nei confronti dei Cattolici Romani Integrali;

per un atteggiamento giusto e opportuno, ma sempre franco, energico e instancabile nei confronti del nemico, delle sue violenze e dei suoi inganni;

18) contro tutto ciò che è opposto alla dottrina, alla Tradizione, alla disciplina, al sentimento del Cattolicesimo integralmente romano;

per tutto ciò che gli è conforme.

Memento:

Non opporsi ad un errore,
vuol dire approvarlo.
Non difendere la Verità,
vuol dire sopprimerla.

Felice III, papa (483-492 d.C.)


“Guai a coloro che chiamano bene il male
e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro.”
(Isaia 5:20)