
Originariamente Scritto da
Fante d'Italia
Il buon senso di tacere quando qualcosa solo "sembra", no eh?! Meglio contribuire all'imbonimento che fa di tutti gli Italiani migliori i figli di questa republicha bananera.
Anche Napolitano, l'altro ieri, ha presentato un monarchico della portata di Enrico De Nicola quale padre della republicha... si può essere più spudorati? Si può stravolgere la Storia in questo modo e oltraggiare la Memoria di chi non può più parlare?
Eh già, chi, dei 60 milioni di Italiani d'oggi, ha letto gli scritti di De Nicola? Chi sa veramente chi era Giorgio Perlasca e cosa pensa il figlio Franco?
Tu buttala lì, di che erano "non particolarmente" qualcosa e "convintamente" qualcos'altro, e il qualcos'altro avrà maggior luce. Che ti frega dell'onestà, del rispetto, del vero, del giusto?
Tu, evidentemente, appartieni a quelli della serie "buttala lì" e scrivi che qualcosa ti "sembra". Io no. Io quando scrivo lo faccio senza faziosità alcuna e nel rispetto della verità.
Leggi quanto scrive
La Gazzetta di Sondrio su Franco Perlasca:
Le Guardie d’Onore al 126° anniversario della Fondazione.
Il Delegato Provinciale Lorenzo Giana, partecipando al Consiglio Nazionale dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore al Pantheon (è Guardia Scelta ed è in possesso della medaglia al Merito di servizio), presenta alcune riflessioni:
Benchè il Ministero della Difesa della Repubblica italiana abbia censurato l’accesso all’Altare della Patria con le Bandiere proprie dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore, come se si trattasse di bandiere “rivoluzionarie” sarà da ricordare che all’Altare della Patria c’è il monumento al Milite Ignoto, e il primo Re d’Italia campeggia a cavallo in cima alla scalinata.
Le Guardie d’Onore portano la Bandiera Nazionale, quella che ha sventolato più a lungo tra le bandiere degli ultimi 150 anni, quella che da Carlo Alberto al 1946 è stato il solo simbolo dell’Italianità. La sola Bandiera che dalla “fatal Novara” al Risorgimento, ma anche dopo, ha simboleggiato l’ideale della Patria.
Questa era l’amarezza che ha accompagnato, nei giorni 17 e 18 gennaio scorsi a Roma, le cerimonie che l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon organizza contestualmente all’anniversario della morte del Re Vittorio Emanuele II, Padre della Patria.......
Al Consiglio Nazionale, è stata approvata all’unanimità la proposta di ripristinare la “
Festa dello Statuto” (quello cosiddetto Albertino fonte di tutte le libertà dal Regno di Sardegna all’Italia unita), che dovrebbe tenersi nella prima domenica di Giugno; sono stati invitati relatori che hanno coinvolto emotivamente tutti i presenti nella sala del Cinema Capranica, che era colma in ogni ordine di posti disponibili.
...... Vittorio Emanuele, nel contesto delle conferenze, ha consegnato alla vedova del Brig. dei Carabinieri Giuseppe Coletta (Guardia d’Onore al Pantheon), caduto a Nassyria in Irak il 12 Novembre scorso, la medaglia di Benemerenza dell’Istituto, insieme a un assegno che le Guardie d’Onore hanno devoluto alla vedova.
Ma quanto detto durante la conferenza da un’altra Guardia d’Onore, FRANCO PERLASCA (figlio dell’eroico GIORGIO PERLASCA), ha destato l’amor patrio! ........ Franco Perlasca termina auspicando che i Re d’Italia dispersi nel Mondo possano trovare la giusta collocazione al Pantheon e si augura che questo nostro povero Paese abbia almeno la dignità di rispettare la verità storica cessando le censure attuate proprio in questa occasione...
GdS 10 II 03
www.gazzettadisondrio.it
....almeno la dignità di rispettare la verità storica cessando le censure.... .... proprio quello che Tu non fai nei confronti, non solo della Storia nostra, ma anche del pensiero di Franco Perlasca. Per la Tua testimonianza faziosa deve essere Egli un mezzo repubblicano, così come De Nicola, per la testimonianza di Napolitano, viene spacciato dai telegiornali quale padre della repubblica... Ma fatemi il piacere, voi tutti alunni della Wanna Marchi!