A volte serve per vincere
Comunardo Niccolai, ex stopper del Cagliari degli anni 60, è ormai una categoria della politica.
Evocato ogni volta che si deve accusare qualcuno di essersi fatto autogol, ultimo in ordine di tempo Clemente Mastella che, rispondendo a chi gli chiedeva conto delle tensioni nella maggioranza sulla Finanziaria, ha esemplificato: “Ci manca solo Niccolai…”.
Pochi sanno, tuttavia, che Niccolai ha realizzato, nella storia del calcio, solo gli autogol più spettacolari e acrobatici. Il record spetta all’interista Riccardo Ferri, che per 8 volte ha impallinato il proprio portiere. Il difensore della Juventus Sandro Salvadore, invece, ne realizzò ben 2 in una partita sola (Italia-Spagna, 1970), e in soli 3 minuti, rimettendoci così il posto in nazionale. La paternità della prima autorete nella storia dei campionati a girone unico (6 ottobre 1929) spetta invece a Biagio Zoccola, mediano del Napoli: al decimo del primo tempo devia nella propria porta un tiro di Cevenini III. La disavventura fa vincere per 3-2 la Juve, e Zoccola, con il nome infelicemente evocativo che si ritrova, scatena la malvagia fantasia dei tifosi partenopei.
Memorabile anche il 1961, quando i difensori del Catania si scatenarono in gruppo. Quel giorno l’Inter vinse 5-0, con 4 autoreti etnee. Ma la più clamorosa autorete di tutti i tempi è riportata sul Guardian (5 febbraio 1994). Si gioca la Shell Caribbean Cup, e con l’idea di garantire maggiore spettacolo si adotta una regola sperimentale per cui le partite non possono finire in pareggio, nel caso si passa ai supplementari. Chi segna per primo nei supplementari, poi, chiude la partita con il risultato che, indipendentemente dai gol realmente segnati, diventa automaticamente 2-0 (come la vittoria a tavolino). Con questa regola si affrontano dunque le nazionali di Barbados e Grenada, con le Barbados che devono assolutamente vincere con 2 gol di scarto per passare il turno e approdare in finale. Sicché, quando si trovano in vantaggio per 2 a 0, hanno anche la qualificazione in tasca. Basterebbe tenere il risultato, se non fosse che, a 7 minuti dal termine, Grenada segna portandosi sull’ 1 a 2. Con poco tempo rimasto da giocare e la necessità di tornare al necessario +2 gol di scarto, le Barbados ricordano il nuovo regolamento: realizzare un’altra rete è difficile, è invece molto più facile autosegnarsi un gol di proposito e poi andare ai tempi supplementari, dove con 30 minuti a disposizione basterebbe segnare una sola volta per fissare a tavolino il risultato sul sospirato 2-0. Detto fatto. Le Barbados iniziano ad attaccare verso la propria porta. I giocatori di Grenada capiscono al volo il pericolo e si buttano in avanti a difendere la porta avversaria. Negli ultimi minuti gli spettatori assistono a una irripetibile battaglia: la squadra delle Barbados all’attacco di entrambe le porte (e il portiere che diventa l’attaccante più pericoloso, perché gli va bene sia prendere un gol che segnarne uno), e Grenada impegnata a difendere sia la propria porta sia quella avversaria. Finché i barbadoregni, a tempo quasi scaduto, riescono ad autobidonarsi, realizzando in mischia il sudatissimo autogol: 2-2. Si va ai supplementari e le Barbados realizzano anche il Golden Gol che trasforma il risultato nel 2-0 necessario per accedere alla finale.
Altro che Niccolai.
Ora il dilemma è questo, la maggioranza di governo nella partita sulla Finanziaria fa come le Barbados? Gli autogol, cioè, non sono infortuni, ma sono volontari e servono per portare Prodi in finale?
saluti




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