La spallata
Bruno Ugolini
Era la grande occasione ormai alle porte. L'avevano chiamata "La Spallata". Faceva parte degli animati sogni notturni di Bondi, Cicchitto, Schifani, e perfino del Cavaliere. Quest'ultimo era descritto come un'anima in pena, in preda alla sindrome da disoccupazione. Trattasi di quello strano malessere che ben conoscono i Co.Co.Co. e i metalmeccanici licenziati. Anche lui soffriva, senza i viaggi all'estero, senza la consueta pacca sulle spalle ai capi di Stato, senza le corna durante le fotografie di gruppo. Solo la notte, al primo sonno, provava un moto di consolazione. Vedeva "La Spallata". Era attesa di minuto in minuto, di votazione in votazione. Ma ecco che invece il governo di quel perfido Romano Prodi riusciva a passare, sia pure dalla cruna di un ago. Magari aiutato da un qualsiasi senatore Trematerra, uno che nel nome aveva un avvenire. Altre carte erano state giocate. La simpatica deputata forzista Elisabetta Gardini provava a buttare tutto all'aria, improvvisando un eclatante clamore attorno al cosiddetto scandalo del cesso. Sosteneva, infatti, di aver sorpreso con orrore Vladimir Luxuria intento a far pipì. Ma la clamorosa sceneggiata suscitava solo risolini lascivi. L'Italia pareva rimanere indifferente. Anzi qualche produttore televisivo ne approfittava prospettando una fiction dal titolo immaginifico: "Toilette". Un altro cervello si metteva però in moto. Così Michela Brambilla, presidentessa dei giovani commercianti, lanciava, dalle colonne de La Padania, l'ipotesi avvincente di un blocco delle autostrade. Un gesto disperato da parte di masse di giovani provenienti da famiglie ormai ridotte sul lastrico. La rovina era cominciata con il passaggio dalla lira all'euro. L'irresistibile discesa dei prezzi, per i prodotti d'ogni tipo, dalle zucchine ai gioielli, aveva arricchito netturbini, braccianti, metalmeccanici, interinali. Alle spalle dei poveri venditori. E' chiaro però che il momento decisivo della riscossa dei meno abbienti arriverà il 2 dicembre, quando ci sarà la Marcia su Roma. Una folla immensa si riverserà sulla capitale, con all'ordine del giorno l'obiettivo di cacciare il governo della fame e della miseria. Riusciranno in questo nobile intento? Qualche sciocco filosofo dell'Udc, agli ordini del sornione Casini, ha lanciato un terribile sospetto. Che tale poderoso afflusso attorno a Palazzo Chigi provochi una paura a valanga negli italiani rimasti compostamente a casa. Con una maggioranza data per sgretolata che improvvisamente e magicamente si ricompatta. Con un centrosinistra che seppellisce all'istante tutti i propri maldipancia, la propria voglia di far vedere che ognuno ha attributi più importanti dell'altro. Un boomerang da incubo: la Spallata.
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