I Chicago Bulls
Tra le scuole di economia di Chicago e Cambridge c’è stata grande battaglia: i primi venivano chiamati economisti d’acqua dolce (per via dei laghi) i secondi d’acqua salata. In realtà, la lotta era tra Chicago e l’intera costa del nord-est degli Stati Uniti: non solo Harvard e MIT a Cambridge, ma anche Yale, Princeton e forse Columbia.
La lotta veniva dall’irruenza con cui i seguaci di Friedman hanno messo in discussione tante branche dell’economia.
In macroeconomia Friedman e i suoi seguaci Lucas e Barro non hanno usato mezzi termini per ridicolizzare il keynesianismo tradizionale di Modigliani (al MIT) e Tobin (a Yale).
In finanza, le idee di Friedman hanno portato al concepimento delle teorie dei mercati efficienti, il cui campione è stato Eugene Fama. L’irruenza intellettuale della scuola d’acqua dolce è stata notevole, e ha provocato grande stizza tra svariati (3 o 4) premi Nobel.
Leggendari gli scambi tra Modigliani e Friedman, conclusi con la famosa affermazione (titolo di un saggio) del primo: “Ormai siamo tutti monetaristi”. Questa frase elegantemente concedeva a Friedman il contributo di aver messo a nudo le incongruenze logiche della macroeconomia vigente e, almeno dal punto di vista dei salati, di averne forzato delle correzioni (sottolineo che questo è il punto di vista dei salati perché i dolci più duri e puri hanno sostenuto e continuano a sostenere che i modelli che vengono prodotti sulla costa vanno tutti buttati).
Ugualmente memorabile la frase del salato Solow: “La cosa che ho continuamente in mente è il sesso, Milton ha continuamente in mente la moneta”.
Da dove veniva tutta questa eccitazione? Molto semplicemente Friedman e i suoi hanno spiegato ai loro colleghi che le loro idee non stavano in piedi perché per funzionare necessitavano dell’ipotesi che i singoli operatori economici non si comportassero in maniera razionale: che fossero “stupidi”. Fama, utilizzando la logica del pensiero di Friedman, aveva dimostrato che molti modelli di mercati finanziari implicitamente ipotizzavano che “si trovano biglietti di dollari sul marciapiede”.
E’ evidente che l’affronto intellettuale è grande – a chi tiene alla coerenza logica del proprio pensiero.
La rivoluzione di Chicago ha avuto un grandissimo impatto su generazioni di studenti, inclusi quelli cresciuti alla brezza dell’Atlantico. Tutti noi avevamo l’incubo di essere smascherati: “Aha! Il tuo ragionamento non sta in piedi! Ho trovato un dollaro sul marciapiede!”.
Può sembrare strano, ma la paura di sentire questa frase rivolta a se stessi e al proprio lavoro ha tenuto occupate molte ottime menti per molti anni.
E grazie a Dio: il risultato è stata maggiore qualità e disciplina nell’analisi economica e nei modelli finanziari.
Ma l’aspetto interessante della rivalità intellettuale tra dolci e salati è un altro. Visto dal punto di vista delle università dell’East Coast non solo c’era un atteggiamento difensivo e di genuina preoccupazione. C’era anche grande ammirazione e un pizzico d’invidia.
Friedman aveva creato intorno a sé un ambiente straordinario, di grande collegialità. Il seminario di Friedman, che non a caso si chiamava “Money Workshop”, era un luogo dove le giovani menti entravano terrorizzate, ma spesso ne uscivano esaltate; dove la tensione intellettuale e la partecipazione anche emotiva di tutti era massima.
Ad esempio, spesso il lavoro dell’ospite non veniva presentato dall’ospite stesso, ma da un altro membro del seminario, che aveva tutta la facoltà di mettere a nudo eventuali errori o difetti del lavoro dell’ospite: immaginarsi lo stato d’animo dell’ospite! Chicago faceva paura ma allo stesso tempo attraeva e accoglieva le migliori menti, che a Chicago crescevano straordinariamente.
Ed è questo il grande contributo di Friedman: nelle scienze sociali la solitaria scoperta o la produzione originale solitaria non sono sufficienti.
Questo perché per loro natura le idee economiche sono in gran parte rielaborazioni di concetti preesistenti.
Friedman è stato cassa di risonanza delle idee dei suoi predecessori e allo stesso tempo delle idee dei suoi seguaci. In questo modo ha costruito una grandissima scuola.
Alberto Giovannini.




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