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Risultati da 11 a 19 di 19

Discussione: cronaca

  1. #11
    Matteo Maria Boiardo
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    Milano: Inseguito Getta Dall'Auto Oltre 3 Chili Cocaina, Arrestato

    Milano, 1 dic . - (Adnkronos) - Di fronte all'alt dei carabinieri non si e' fermato e ha iniziato una fuga in cui si e' disfatto di oltre tre chili di cocaina. Un tentativo inutile: il pregiudicato Davide Iacono, di 33 anni, e' stato arrestato per spaccio di stupefacenti. L'episodio e' avvenuto, nel primo pomeriggio di ieri, in via Mincio a San Donato Milanese, vicino Milano. Durante la fuga a bordo dell'auto l'uomo, disoccupato con precedenti per spaccio si droga, si e' disfatto di 3 confezioni, di 1.050 grammi ciascuna, di cocaina.

    Nel corso di alcuni controlli nell'area del Giambellino e di tutto il sud-ovest di Milano la polizia ha bloccato ieri sera, intorno alle 18.45, un'auto con a bordo 3 persone.

    La perquisizione da parte degli agenti ha permesso di sequestrare, all'interno del bagagliaio, 5 confezioni sottovuoto di marijuana, ciascuna del peso di 1.050 grammi. Arrestati i ragazzi a bordo dell'autovettura. Si tratta di Gianfranco Pavia, ventiseienne residente a Corsico con precedenti per rapina e possesso di armi, Ivan Scarano di Buccinasco e Marco Marcarini di Corsico, due pregiudicati rispettivamente di 31 e 25 anni.

    Sempre nel corso di un intervento per il controllo del territorio, nella zona di viale Monza e piazzale Loreto, gli agenti hanno arrestato un cittadino ventenne del Gambia per aver venduto due grammi di cocaina a un coetaneo segnalato in Prefettura come consumatore di sostanze stupefacenti.

    Afe

    (Afe/Zn/Adnkronos)

    fonte: http://it.news.yahoo.com/01122006/20...arrestato.html

  2. #12
    email non funzionante
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    Ecco i civili settentrionali cosa fanno:

    http://www.misteriditalia.com/altri-misteri/erikaomar/

    21 febbraio 2001. A Novi Ligure (Alessandria) sono da poco passate le 20.30 quando una ragazzina urlante, in preda al panico, esce di corsa dalla villetta di via D’Acquisto 12, nel quartiere periferico di Lodolino. A chi la soccorre, la ragazza, Erika de Nardo, 16 anni, racconta tra le lacrime che due uomini, probabilmente degli albanesi, penetrati nella villetta hanno massacrato a coltellate la madre ed il fratellino, mentre lei, dopo una colluttazione con uno degli assassini, è riuscita miracolosamente a fuggire. Poco dopo Erika chiama con il cellulare il suo fidanzatino, Omar Mauro Favaro, 17 anni, che la raggiunge immediatamente.
    48 ore appena e il racconto di Erika si disfa come fosse un castello di carte. Troppe le contraddizioni, troppe le tracce sulla scena del crimine che non combaciano con la versione fornita dalla giovane. Lasciati soli in una stanza della caserma dei carabinieri dove i due giovani sono stati a lungo interrogati, scatta la trappola. I loro discorsi vengono intercettati e registrati.
    Nella serata del 23 febbraio i due ragazzi vengono messi in stato di fermo su ordine del procuratore di Alessandria, Carlo Carlesi. Sono loro gli assassini di Susy Cassini, 45 anni e di Gianluca De Nardo, 12, madre e fratello di Erika. Lei è l’assassina, lui ha ampiamente collaborato al duplice omicidio, più che un semplice delitto un vero massacro.
    Ma perché Erika e Omar hanno ucciso? Quale il movente che può spingere due adolescenti ad una furia tanto selvaggia? Perché Erika odiava sua madre e suo fratello a tal punto da massacrarli? Come ha potuto una ragazzina, all’apparenza timida e mingherlina, di appena 16 anni, convincere il suo ragazzo ad uccidere?
    Capire da cosa origini tanto odio, specie nella mente di un giovanissimo, è impossibile. Si è detto e scritto che Erika si sentiva troppo controllata e bloccata nei suoi movimenti dalla severità della madre che non asscondava il suo legame con Omar. Ma si è anche detto e scritto che Erika avesse intenzione di uccidere anche suo padre, Francesco De Nardo, 43 anni.
    Forse la solitudine, forse rancori repressi ed ingigantiti nella personalità disturbata di due minori, forse una rabbia sproporzionata - per noi adulti - è lievitata a tal punto da scatenarsi in una violenza travolgente e sanguinaria. Forse.
    Erika De Nardo ed Omar Mauro Favaro, in tre gradi di giudizio sono stati sempre condannati alla stessa pena: 16 anni per lei, 14 per lui.

  3. #13
    il merovingio
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    Citazione Originariamente Scritto da raiky Visualizza Messaggio
    Ecco i civili settentrionali cosa fanno:

    http://www.misteriditalia.com/altri-misteri/erikaomar/

    21 febbraio 2001. A Novi Ligure (Alessandria) sono da poco passate le 20.30 quando una ragazzina urlante, in preda al panico, esce di corsa dalla villetta di via D’Acquisto 12, nel quartiere periferico di Lodolino. A chi la soccorre, la ragazza, Erika de Nardo, 16 anni, racconta tra le lacrime che due uomini, probabilmente degli albanesi, penetrati nella villetta hanno massacrato a coltellate la madre ed il fratellino, mentre lei, dopo una colluttazione con uno degli assassini, è riuscita miracolosamente a fuggire. Poco dopo Erika chiama con il cellulare il suo fidanzatino, Omar Mauro Favaro, 17 anni, che la raggiunge immediatamente.
    48 ore appena e il racconto di Erika si disfa come fosse un castello di carte. Troppe le contraddizioni, troppe le tracce sulla scena del crimine che non combaciano con la versione fornita dalla giovane. Lasciati soli in una stanza della caserma dei carabinieri dove i due giovani sono stati a lungo interrogati, scatta la trappola. I loro discorsi vengono intercettati e registrati.
    Nella serata del 23 febbraio i due ragazzi vengono messi in stato di fermo su ordine del procuratore di Alessandria, Carlo Carlesi. Sono loro gli assassini di Susy Cassini, 45 anni e di Gianluca De Nardo, 12, madre e fratello di Erika. Lei è l’assassina, lui ha ampiamente collaborato al duplice omicidio, più che un semplice delitto un vero massacro.
    Ma perché Erika e Omar hanno ucciso? Quale il movente che può spingere due adolescenti ad una furia tanto selvaggia? Perché Erika odiava sua madre e suo fratello a tal punto da massacrarli? Come ha potuto una ragazzina, all’apparenza timida e mingherlina, di appena 16 anni, convincere il suo ragazzo ad uccidere?
    Capire da cosa origini tanto odio, specie nella mente di un giovanissimo, è impossibile. Si è detto e scritto che Erika si sentiva troppo controllata e bloccata nei suoi movimenti dalla severità della madre che non asscondava il suo legame con Omar. Ma si è anche detto e scritto che Erika avesse intenzione di uccidere anche suo padre, Francesco De Nardo, 43 anni.
    Forse la solitudine, forse rancori repressi ed ingigantiti nella personalità disturbata di due minori, forse una rabbia sproporzionata - per noi adulti - è lievitata a tal punto da scatenarsi in una violenza travolgente e sanguinaria. Forse.
    Erika De Nardo ed Omar Mauro Favaro, in tre gradi di giudizio sono stati sempre condannati alla stessa pena: 16 anni per lei, 14 per lui.
    Aaaaaaaaaaah finalmente è arrivato il benpensante di turno a postare per la 125765esima la notizia di Erika e Omar....ma mi sai dire che cazzo c'entra un singolo caso di follia omicida, che può succedere (e succede) in qualsiasi nazione e all'interno di qualsiasi popolo, con fenomeni come la criminalità organizzata, che invece sono propri di certe aree geografiche, guarda caso?

    Certo di non avere mai nessuna risposta plausibile,

    cordiali saluti

  4. #14
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Citazione Originariamente Scritto da il merovingio Visualizza Messaggio
    Aaaaaaaaaaah finalmente è arrivato il benpensante di turno a postare per la 125765esima la notizia di Erika e Omar....ma mi sai dire che cazzo c'entra un singolo caso di follia omicida, che può succedere (e succede) in qualsiasi nazione e all'interno di qualsiasi popolo, con fenomeni come la criminalità organizzata, che invece sono propri di certe aree geografiche, guarda caso?

    Certo di non avere mai nessuna risposta plausibile,

    cordiali saluti
    seavesse postato i nomi di tutti imorti ammazzati dalle simpatiche uniche aziende in attivo d'o sudde (mafiacamorra drangheta come cazzo si chiamano( non gli bastavano tuitte le righe del post. Strano non abbia citato anche Maso e la mala del Brenta. Poi di solito spariscono...

  5. #15
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    La ricerca di de nardo nella regione Piemonte ha trovato 31 utenti
    La ricerca di de nardo nella regione Campania ha trovato 64 utenti
    La ricerca di de nardo nella regione Calabria ha trovato 87 utenti

  6. #16
    il merovingio
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    Citazione Originariamente Scritto da Nanths Visualizza Messaggio
    seavesse postato i nomi di tutti imorti ammazzati dalle simpatiche uniche aziende in attivo d'o sudde (mafiacamorra drangheta come cazzo si chiamano( non gli bastavano tuitte le righe del post. Strano non abbia citato anche Maso e la mala del Brenta. Poi di solito spariscono...
    E Stevanin, ti sei scordato di Stevanin! E la banda della Uno bianca!

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    La ricerca di de nardo nella regione Piemonte ha trovato 31 utenti
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    La ricerca di de nardo nella regione Calabria ha trovato 87 utenti
    Nooooo ! Vuoi dire che ......anche questi che noi pensavamo "originali " sono patacche ? tutti oriundi ? oramai per qualsiasi cosa , non basta più l'indirizzo , occorre anche il codice fiscale, di quelli, con cui hai a che fare. Oramai troppi cloni , la forza sia con noi !

  8. #18
    il merovingio
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    I rapitori probabilmente erano due albanesi
    Bambino malmenato per minacciare il padre
    È successo sabato a Renazzo, nel ferrarese. Il piccolo, undici anni, caricato su un auto e schiaffeggiato. Il genitore è incensurato

    FERRARA - Un bambino di 11 anni è stato sequestrato per una manciata di minuti, da due persone, che gli hanno riferito un messaggio-avvertimento per il genitore, incensurato, di origini napoletane che vive a Renazzo, un frazione del Comune di Cento nel Ferrarese. Carabinieri e procura, stanno cercando di dare una risposta all'episodio su cui vige il più stretto riserbo. Secondo quanto raccontato dal bambino agli inquirenti dopo il rapimento tutto è successo poco dopo le 15 a Renazzo.
    Il piccolo era uscito di casa per portare via la spazzatura ed è stato avvicinato e caricato di forza su un'auto con a bordo due persone, forse albanesi, secondo le prime indicazioni raccolte dai testimoni che hanno anche annotato alcuni numeri della targa.
    Il bambino è stato schiaffeggiato all'interno dell'auto (un paio di giorni di prognosi per lui, secondo il referto dei medici dell'ospedale di Cento), quindi gli è stato riferito il messaggio da portare al padre (da quanto si è appreso si tratterebbe di una questione di soldi) e poi lui stesso sarebbe riuscito a scendere dall'auto e scappare sfruttando la decelerazione dell'auto. Gli inquirenti hanno subito escluso che si sia trattato di un rapimento andato male. Lo scopo era dare un avvertimento e la frase riferita dal bambino da portare come messaggio al padre non può essere equivocata. Il padre del bambino è una persona senza precedenti penali, mai avuto guai con la giustizia o forze dell'ordine, ma la parentela che ha nel Napoletano ha portato gli inquirenti a ipotizzare una possibile pista familiare. Ma non si esclude nemmeno che si possa essere trattato di errore di persona.
    03 dicembre 2006

  9. #19
    Cynar
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    hihihi

 

 
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