
Originariamente Scritto da
pfjodor
CONTRIBUTO N 2.
(QUELLO PIU INTERESSANTE PER IL NOSTRO DISCORSO)
nefesh non è affatto uguale a psiche.
psiche è soffio, ma anche identità personale, tutta la sfera
dell'affettività, del tormento, mentre nefesh è quasi un principio
protologico e bio-logico connesso a Dio. Significa: la vita non ti
appartiene, appartiene a Dio, che se la ripiglia alla fine del tuo corso
umano, ma ciò non indica che non vi sia "morte".
Gesù però non parla propriamente di nefesh, ma di spirito (ruha). lo
spirito che riposa nell'uomo è a immagine e somilgianza dello spirito
divino (ruha dhe-qudsha spirito di santità) tensione alla resurrezione,
alle cose ultime, tensione escatologica, e non è una sorta di elemento
stabile costituente la natura umana (come mi pare sia il nefesh) è
chiamata alla compresenza nella shekinah, a mio modo di vedere.
questo spirito non muore perché non vive, è vita aldilà della vita dentro
la vita. perché questo spirito riscatti la carne Gesù distrugge la morte
con la morte. Christos anesti ek nekron, thanato thanaton pathisas.
il pathos che patisce l'uomo viene rivolto alla morte che patisce a sua volta
la morte.