



Risultano essere sostanzialmente estranei all'esperienza repubblicchina.
Tra l'altro si definisce comunemente Pino Rauti (altro combattente Rsi) il leader della "corrente antiamericana" del Msi , ma la realtà sui suoi legami,referenti e scopi politici è ben altra...anzi è opposta.


Quoto.la corrente antiamericana,movimentista e "di sinistra" era interna all'MSI sin dai suoi albori e lo dimostra l'adesione al partito di gente come Giorgio Pini e Concetto Pettinato.Inoltre come si può credere che tutti i fascisti che avevano subito gli infami bombardamenti alleati,che erano stati condannati e fatti prigionieri potessero improvvisamente scendere a patti con gli alleati ?
guarda caso la maggior parte dei filo atlantici del primo MSI erano rimasti fuori dall'esperienza della RSI.
Si sta facendo di tutta l'erba un FASCIO ehehe




tanto per info:
http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=299881


Tieniti chi vuoi!
Io non denigro certo Pisanò anzi, fu antesignano di molto più di quanto un pansa qualunque possa scrivere, tuttavia, a livello storiografico, non credo ci siano paragoni fra le opere di De Felice e Parlato e quelle di Pisanò. Probabilmente se Pisanò avesse avuto a disposizione i documenti e i mezzi di un De Felice o si un Parlato, chissà cosa avrebbe scritto...?
Parlato sarà pure di sinistra ma credo che si sia messo comunque in gioco e per questo va rispettato. Frequenta ambienti "politicamente scorretti" da oltre un decennio, e per questo la sua carriera alla Sapienza non è mai decollata. Grazie a Dio con la San Pio V ha potuto fare e dimostrare quello che vale.
Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam






Ho scritto "che fa capo a Rauti",perchè questo era il riferimento dell'autore che stavo contestando, non mi riferivo alla componente di sinistra interna, che è ovvio c'è dal dopoguerra.
Ciò a cui mi riferivo è l'esperienza organizzata di Spazio Nuovo, che poi si evolve in Linea Futura e, alla fine, in Andare Oltre.
PS . Peraltro Almirante proveniva dalla sinistra del partito...


Lo leggerò con attenzione quando avrò tempo. Intanto premetto la mia perplessità.
La tesi sostenuta da Parlato (Msi voluto e partorito dagli americani col beneplacito dei settori reazionari) non è così sbalorditiva: è come scoprire l’acqua calda della guerra fredda (lo si sapeva da sempre), ma d’altro canto è probabile che risponda a una tentazione minimizzatrice, tipica degli intellettuali, degli studiosi che cercano sempre una chiave comoda per interpretare in modo lineare una realtà complessa, pretendono d’immortalarla in una fotografia e, così facendo, la privano della sua stessa vita.
Insomma è probabile che la tesi sia vera altrettanto quanto è falsa e quindi che avallarla per comodità intellettuale ci porti fuori strada.
Comunque che c’induca a una conclusione troppo semplicistica .
Faccio un esempio: se per criticare la chiesa affermo che essa ha praticato la vendita delle indulgenze dico una verità e, sacrosanta, acclarata: ma se mi limito a sostenere questo, riduco la chiesa ad un solo suo aspetto storico e di costume e non certo alla sua totalità. Un clericale, giustamente, se riassumo così la questione-chiesa s’incazza. E anche una persona obiettiva, intelligente e abituata a vivere anziché a guardare la vita da panciuto grillo parlante non può che rimanere perplessa.
Ecco perché penso che il libro di Parlato rischi di aumentare la confusione invece di chiarire le idee.
Non solo per il fatto che dai creatori del Msi i contatti furono presi in tantissime direzioni (ivi comprese, come il libro del resto mi pare confermi, con i comunisti). Non solo perché non tutti erano d’accordo con gli abboccamenti con gli Usa e con la Chiesa, ma anche perché, a quei tempi, le relazioni trasversali erano tenute da tutti.
I sovietici hanno a lungo accusato Pajetta ed Amendola (dirigenti storici del Pci) di essere agenti della Cia. E le relazioni tra Amendola e la Cia sono state poi confermate dagli stessi comunisti. Neanche Napoletano è mai sfuggito a quel genere di sospetto. E che dire di Giuliano Ferrara che ci racconta di avere lavorato per la Cia ed era figlio di uno dei principali collaboratori di Togliatti?
La situazione era davvero complessa. Del resto lo stesso Oss che avrebbe dato vita al Msi aveva ai vertici esponenti “liberal” (ovvero progressisti) e molti dei suoi agenti, che poi divennero commissari politici dello Stay Behind, avevano agito dietro le nostre linee insieme ai partigiani, anche comunisti, ai quali erano legati umanamente.
Insomma fu un enorme groviglio di cui non verremo a capo semplificando eccessivamente.
Probabilmente Parlato è in buona fede, ma va anche detto che la sua “storicizzazione accademica” del Msi rientra in una manovra più complessa che si può riassumere così:
a) storicizzato anche il neofascismo, e in senso solo reazionario, si può avallare agevolmente il trasferimento del grosso (o forse della metà) di AN nel partito popolare, nella Balena Bianca
b) intanto si prepara anche una “rifondazione” che andrà a riunire l’AN non traghettata nel partito popolare e gli spezzoni dell’ e.d. (meno uno già attrezzato per comportarsi come da punto c); e questa “rifondazione” dovendo essere “ruota di scorta” del PP sarà, appunto, copia carbone del Msi degli albori, tale quale viene dipinto dagli studi di Parlato
c) All’ultradestra si lascerà un solo movimento/partitello che dovrà essere il meno fascista possibile e il più possibile una sorta di associazione di chierichetti del KKK.
Che questo disegno prenda corpo o meno non dipende da noi ma dai registi che decideranno se inscenare questa fiction politica o se adattarsi a un altro scenario: al momento lavorano a questo.
Per tutte queste ragioni invito tutti a prendere con le molle, con molta prudenza e con ben poca partecipazione emotiva questo rivendicazionismo storico di stampo reazionario.
Infatti, quale che ne sia l’esatta misura di fondamento, esso non solo ignora tutte quelle correnti d’innovazione ideale e politica che attraversarono la storia del Msi e del neofascismo senza soluzione di continuità, e quindi deturpa di fatto la storia diventando una specie di controstoria, ma serve a legittimare un affossamento inaccettabile. Non fosse altro che per il rispetto di chi in quelle battaglie interminabili ha speso l’intera vita, quando non si è immolato letteralmente.
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