
Originariamente Scritto da
furbo
SALVATE GUZZANTI (PAOLO) DA SÉ STESSO
Mi sono dimesso subito dalla Mitrokhin; e tuttavia soffro di raffreddore. Se dovessi morire di rinite, magari insieme a Paolo Guzzanti e al plurititolato Mario Scaramella, è bene che Nato, Onu, Ue, Dick Cheney e Benedetto XVI si chiedano: cui prodest?
Fatto è che Paolo Guzzanti ha creduto che la presidenza della Mitrokhin equivalesse allo scatolone col gioco “La piccola spia”, ficcandosi, perciò, in casini tanto inutili ai fini della commissione, quanto pericolosi per se stesso e per gli altri.
Adesso, poi, si crede Emilio Zola ed accusa l’universo mondo, soprattutto Berlusconi, che, saggiamente, mostra di considerarlo per quello che è.
Quindi, oltre al fallimento della Mitrokhin, adesso, c’è pure il danno dello stillicidio quotidiano a mezzo stampa di un Guzzanti disperato, disperante e querulo.
Piagnucola che tutti lo vogliono ammazzare e nessuno lo comprende.
Un forte collettivo e consociato “chissenefrega!” crepita nell’aere, eppure l’Incompreso finge di non sentirlo.
Chi gli vuole davvero bene, lo blocchi e gli impedisca di continuare a farsi ridere dietro, trascinando con sé Forza Italia e Berlusconi, colpevoli soltanto d’aver affidato un incarico delicato ad un grande, immenso, assoluto pasticcione.
Giancarlo Lehner