Il leader di Forza Italia torna a casa dopo 3 giorni di ricovero
"Sabato ci vediamo in piazza". Un mazzo di fiori rossi e bianchi da Gheddafi
Berlusconi dimesso dal San Raffaele
Il cardiologo: "Deve ridurre il lavoro"
Lo striscione davanti al San Raffaele: Silvio: l'ultras vero non molla mai
MILANO - Alle otto il fioraio ha bussato alla camera del San Raffaele dov'è ricoverato Silvio Berlusconi. In mano portava un gran mazzo di fiori rossi e bianchi spediti dal leader libico Gheddafi. E' iniziata presto l'ultima mattinata in ospedale del presidente di Forza Italia. Dopo tre giorni di ricovero, Berlusconi è stato dimesso a mezzogiorno e mezzo. "Il leone della libertà", come è scritto nel sito ufficiale di Forza Italia, sabato sarà a Roma alla manifestazione contro la Finanziaria. Lo ha ripetuo una volta ancora lui stesso, dalla stanza nel reparto Q7: "Sarò in prima fila per un atto di opposizione collettiva contro il regime delle sinistre".
Secondo indiscrezioni però la prossima settimana Berlusconi tornerà al San Raffaele: è stufo di medici ma sente l'urgenza della battaglia politica. Ieri sera ha avuto una lunga conversazione telefonica con i suoi parlamentari e ha rifinito il testo del discorso che pronuncerà dal palco di piazza San Giovanni a Roma. Il malore di domenica è dimenticato. Berlusconi, ripetono i medici, sta bene. Il professor Alberto Zangrillo, suo medico personale e primario di terapia intensiva cardiovascolare al San Raffaele, sembra non avere dubbi: "Gli esami hanno confermato che Berlusconi è in perfetta salute. Il suo cuore è a posto. Ha un fisico eccezionale. È chiaro, però, che si espone ad una mole di lavoro sproporzionata. Dovrà riposarsi e ridurre il lavoro".




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