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Discussione: Ieri sera da Mentana

  1. #51
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio

    E' fisiologico che ognuno difenda le posizioni acquisite con i mezzi che ha a disposizione.
    Questi mezzi sono ampi, ma è sbagliato pensare che siano "totalitari".
    Chi pensa una cosa del genere dovrebbe già essersi dato a forme diverse di lotta, magari disperata.
    Gli islamici lo pensano e lo fanno.

    Per questo penso che certo fatalismo o certo vittimismo di taluni "ambienti" siano un alibi utile a mascherare fallimenti dovuti a incapacità o malafede.

    P.S: non diamo la colpa agli Stati Uniti dei mali della Padania. Non mi risulta che il governo degli Stati Uniti, che pure ha tante responsabilità dirette e oggettive sul degrado del contesto internazionale ed economico, ponga dei veti sullo Statuto Catalano.
    condivido il fatto che ognuno difenda le posizioni acquisite;
    il problema è la potenza dei mezzi dispiegati, e i risultati
    (nulli), della lotta antagonista, sono la a dimostrarlo.

    certo, ci vuole coraggio, fede ed eroismo, ma sono virtù
    che attualmente mancano drammaticamente in occidente,
    mentre abbondano nel mondo islamico.

    è chiaro allora che il vittimismo diventa risposta e alibi,
    espressi da una società moribonda che non può
    generare eroi.

    P.S.
    è vero, lo zio damerica non si è espresso
    sulle vicende catalane, ma su quelle padane sì,
    con tutto il peso e il valore che possono avere,
    visto il soggetto in questione...........


  2. #52
    email non funzionante
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    A me pare che la discussione sia un po' uscita dai binari.

    Il montaggio di un servizio può fare miracoli: intervenendo sulla cronologia puoi cambiare la logica, decontestualizzando puoi privare della logica, tagliando puoi volatilizzare le parti contrarie al tuo fine...
    Siamo d'accordo.

    Anche nella diretta si possono impiegare parecchi trucchi: inquadrature storte, applausi o mormorii a comando, luci mal dirette, interruzioni...
    Siamo d'accordo.

    Ma nessuno può in alcun modo farti dire che c'è bisogno di pulizia etnica.

  3. #53
    I sa smentés mai...
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    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    ...

    quante volte anche il prestigioso pagliarini, è apparso
    nei servizi TV con interventi che inducevano
    il telespettatore a considerare incongruente
    e priva di senso la risposta dell'intervistato,
    rispetto al tema che si stava trattando.........

    "Quante volte"?
    Puoi fare un esempio?


  4. #54
    I sa smentés mai...
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    Citazione Originariamente Scritto da FENRIR Visualizza Messaggio
    Vero, ma nell'immaginario comune (PURTROPPO) quando si parla di temi indipendentisti si viene immediatamente etichettati come legaioli (questo dimostra l'imbecillità dell'interlocutore ma dimostra anche i disastri combinati da quel delinquente del Masaniello di Gemonio e la sua setta)
    salucc
    Quanti problemi che ti fai...

  5. #55
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    L'eterna naturale necessaria resistenza contro le tassei

    ERRATA CORRIGE

    “L'eterna naturale necessaria resistenza contro le tasse”: così un’ e-mail con la quale s’ invitano gli adepti di una fazione all’ennesima marcia su Roma contro l’ ennesima spremitura del fesso da parte delli superiori dell’ altra fazione.
    ERRATA. Errato è appellarsi a una resistenza contro le tasse affinché i provveduti di una fazione possano trascinare migliaia di loro sprovveduti contro gli sprovveduti dell’altra parte, a loro volta imboniti dai loro provveduti. Invece, CORRIGE!, gli sprovveduti dell’ una e dell’ altra parte dovrebbero essere provveduti delle nozioni necessarie per non farsi trascinare né a marce su Roma, nè a marce di qualsiasi genere, bensì per marciare per conto loro, con chi gli pare, quando gli pare e se ne hanno voglia...
    Abbiate pazienza: da sessant’ anni siamo sotto i talloni di questo Stato (e parastato) che si fa sempre più pesante man mano che invecchia (la burocrazia in 138 anni, a fronte di un aumento della popolazione di 2 volte e mezza, è aumentata di 1.200 volte; sì, sì, avete letto bene: milleduecento volte!) e che ammonisce con l’ art. 53 della sua Costituzione gettata nel calcestruzzo: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.” Sic!
    Ebbene, la capacità contributiva è un optional rispetto alla caterva di gabelle,tasse,imposte, tributi, bolli, balzelli, addizionali, componenti tariffarie, valori aggiunti, supplementi, corrispettivi, quote fisse, trattenute, ritenute,eccetera, eccetera, talché, un povero cristo, si ritova a pagare in base a parametri che col reddito non hanno nulla a che fare. Cibi, bevande, calzature, abiti, igiene, riscaldamento, mobili, immobili, rifiuti, studi dall’ asilo all’ università, malattie, previdenza, assicurazioni, disgrazie, incidenti, infortuni, decessi (sì, anche decessi: provate un pò a farvi un funerale e poi ditemi quanto vi costa, di tasse intendo), arti, mestieri, professioni, vicende giudiziarie, eredità, regali, beneficenza, mezzi di locomozione, viaggi, telefoni, hobbies, vacanze, associazionismo,spettacoli, risparmi, conti correnti, conti postali, carte di credito, sport, eccetera, eccetera, son tutte trappole pronte a scattare; per uscirne non c’ è che da pagare! sempre, su tutto... A prescindere dalla millantata “capacità contributiva”.
    C’ è da pagare non tanto il valore delle prestazioni o delle merci acquistate, com’ è giusto che sia, ma anche il valore di un forzoso accattonaggio di Stato (e parastato), sempre abbarbicato come una sanguisuga a qualsiasi prestazione o merce o atto. Lo Stato (e il parastato), coi suoi sbirri di cielo di terra e di mare, coi suoi burocrati infiltrati in ogni fibra del tuo tessuto sociale, ti è sempre vicino, ti fa sentire il fiato sul collo, ti controlla, ti spia,veglia diuturnamente su ogni atto della tua vita, vita natural durante, e anche oltre... e ti fa pagare i suoi balzelli a ogni mossa che fai.
    Nell’interesse nazionale, naturalmente... Al provveduto non lo far sapere, com' è bello l' abuso del potere.
    E’ un turbinìo perverso e immenso che ti attanaglia dalla vita intra-uterina fin oltre la morte con le spese di manutenzione, iva inclusa, della tomba (meglio farsi cremare...); un turbinìo così perverso e devastante che portare tanti sprovveduti a Roma, con la scusa delle tasse, è fortemente riduttivo e fuorviante. Diciamoci la verità, se una fazione fa piangere, l’ altra non fa davvero ridere!
    Vediamo di ragionar sui fatti. E’ naturale che, chi abita in luoghi freddi, debba consumare più energia se vuole stare al caldo, e di conseguenza spendere di più; ma, perbacco! te n’ approfitti per alleggerire di un ulteriore 20% chi sta al freddo? O Stato (e parastato) profittatore e sfruttatore: se un suddito è costretto a spendere 100 e un altro 50, ne approfitti per succhiare un ulteriore 20 a chi spende di più e solo 10 a chi spende di meno? Ma che razza di giustizia persegui? ma che t’ hanno insegnato? a dar pedate negli stinchi agli zoppi? Ma all’ art. 53 non hai definito la “capacità contributiva” unico parametro contributivo?
    Ora provate ad applicare lo stesso ragionamento del riscaldamento a tutti i parametri sopra menzionati e che buttano la gran parte delle entrate statali (e parastatali). Una famiglia numerosa deve comprare merci in misura maggiore di una meno numerosa; affar suo, direte, nessuno li ha obbligati; d’ accordo, è fatale che debbano spendere di più: ma perché devono dare un contributo maggiore indipendentemente dal reddito? Solo perché son cinque invece di tre? Ancora. Chi s’ ammala, lavora meno e spende di più in quei balzelli sanitari ipocritamente detti ticket: in altri termini, in tempi di vacche magre, lo Stato (e il parastato) gli sottrae più ricchezza... Anche le malattie, son fonte di ricchezza, per lo Stato (e il parastato)... E' il caso di fare altri esempi?
    Ma, mi si dice, sono previsti degli sgravi. Da chi? Chi è che decide, e perché? A che titolo? Chi li ha autorizzati? Non ho mai sentito nessuno, ma proprio nessuno, interpellare gli interessati sull’ argomento. Ho dato invece un’ occhiata alle istruzioni per la dichiarazione dei redditi: mostruose, allucinanti! Tre fascicoli fitti fitti d' un linguaggio misterioso da iniziati.
    CORRIGE! Non portate a Roma migliaia di sprovveduti a lamentarsi delle tasse; portateli a Roma a manifestare contro lo Stato (e il parastato); non contro SOLO verso certe sue manifestazioni; ma contro questo Stato (e parastato) messo su senza alcuna legittimazione popolare, senza concorso di popolo ma contro il popolo; riveduto e corrotto, da monarchico- liberale (si fa per dire), a monarchico-fascista, a repubblicano-antifascista-liberale (si fa sempre per dire), sempre senza concorso di popolo e sempre contro il popolo. Un popolo (anche qui si fa per dire) che non è mai stato chiamato a votare la “sua” costituzione, mai; ma nemmeno i “suoi” statuti comunali o regionali, né ha strumento alcuno per opporsi ai capricci e ai funambolismi dei “suoi” rappresentanti, ogni cinque anni puntualmente resi irresponsabili e intoccabili da elezioni pilotate, padroni tuttofare; ogni cinque anni trasformati in provveduti che sanno, solo loro, a sentirli!, i problemi del popolo, le soluzioni per risolverli, il sistema migliore per una convivenza forzosa nel “loro” Stato, creato a “loro” immagine e somiglianza, eterno, indiscutibile, intoccabile, inossidabile, ingualcibile.
    Anche Antonio Gramsci, in Ordine Nuovo, 1920, scriveva che “Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti.”
    Aggiungi la Banca Romana (1893), Adua e Tripoli, poi Cercivento, l’ impero sui colli fatali di Roma, l’ Etiopia e la Spagna, mettici anche 100.000 gavette di ghiaccio, un diktat (1943) detto eufemisticamente armistizio, e ancora: una Banca dell’ Agricoltura, una Stazione di Bologna, un’ Ustica, una Moby Prince, e infine , per far buon peso, una tangentopoli, mafia e camorra, e mille altre bagattelle dello stesso segno; ora ditemi se è il caso di andare fino a Roma per manifestare SOLO contro le tasse...
    Come disse Balilla ai genovesi sotto il tallone dei savoiardi del gen. Botta-Adorno? Che l’ inse!
    Ditelo a Roma: che l’ inse!, che l’ inse! E allora vengo anch’ io.
    (tratto da Internet)

 

 
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